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Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Gallipoli – La polemica non è certo mancata ed anche aspra, durante il Consiglio regionale monotematico – dopo i precedenti in cinque anni quasi dall’individuazione del batterio della Xylella nelle campagna tra Gallipoli e Taviano – svoltosi ieri a Bari. Ma la situazione – insieme alla pressione della Commissione europea sempre più preoccupata dall’espandersi del contagio – è tale che il presidente dell’assise Mario Loizzo (foto) sta puntando a trovare un momento di sintesi tra le parie posizioni per “fronteggiare” eventuali altre richieste e decisioni finalizzate a tenere sotto il più stretto controllo la grave malattia che ha colpito in particolare gli ulivi salentini. “Il Consiglio regionale si sforzerà di produrre una posizione unica e condivisa da tutte le forze politiche in occasione del sopralluogo che gli ispettori Ue faranno in Puglia la prossima settimana per verificare lo stato di attuazione delle misure di contrasto all’avanzare della xylella”, recita una nota diffusa da Bari. “A questo obiettivo punta la mediazione del presidente del Consiglio regionale che a conclusione del dibattito – si legge ancora – ha invitato le forze politiche a rinviare il voto sui quattro ordini del giorno presentati nel corso della seduta, per individuare in ciascuno di essi gli elementi propositivi da inserire in un documento che caratterizzi la posizione della Puglia”. Capigruppo e consiglieri accettando la proposta avanzata dal presidente Loizzo, sono al lavoro per giungere ad un documento unitario che possa poi essere votato all’unanimità dal Consiglio regionale nella riunione in programma la prossima settimana.

Com’è noto, è intenzione dei commissari europei estendere la “zona rossa”, praticamente tutta la provincia di Lecce, di altri 20 km verso nord, intaccando così le limitrofe province di Brindisi e Taranto.

MATINO – Mario Romano, 67 anni di Matino, dirigente in pensione della Regione Puglia, subentra in Consiglio regionale in seguito alla recente scomparsa di Totò Negro. Quest’oggi l’ufficializzazione della surroga per il primo dei non eletti (nel 2015 ebbe 3.770 preferenze) nella circoscrizione di Lecce nella lista “Popolari”. Sposato e padre di due figli, Romano (cugino dell’omonimo ex sindaco ricandidatosi lo scorso giugno) inizia la sua carriera politica nel 1969 nella Democrazia Cristiana, fino ad essere eletto consigliere comunale di Matino (carica che conserva sino al 1993). Dal 1980 al 1985  ricopre il ruolo di assessore e nel quinquennio successivo, fino la 1990, è pure vicesindaco. Nel 1995 si candida per la prima volta al Consiglio regionale e nel 1999 alle elezioni amministrative della Provincia di Lecce. Ora nelle liste dei “Popolari” è Francesca Fersino (di Casarano) la prima dei non eletti.

“Non posso nascondervi il sentimento di profonda tristezza che attraversa il mio animo nel dover occupare, per cause di forza maggiore, lo scranno lasciato vuoto dal caro amico Totò Negro”, ha affermato Romano al suo insediamento.

CASILI IN REGIONENardò. Alle elezioni regionali del 31 maggio ha superato le seimila preferenze; con i suoi 38 anni e una laurea con lode in Scienze e Tecnologie Agrarie, Cristian Casili è il più giovane neretino ad essere mai approdato nel Consiglio regionale pugliese. Il 22 luglio l’insediamento ufficiale e il primo discorso. «In parte leggevo, in parte parlavo a braccio. Ero sereno e tranquillo – dice – nonostante il peso della responsabilità: il movimento entrava in Consiglio regionale per la prima volta e i suoi otto rappresentanti, a nome dei quali ho preso la parola, per la prima volta in assoluto entravano nelle istituzioni. Le emozioni le ho superate subito, dritto come un treno dopo i primi due secondi. È stato un discorso molto politico. Lo stesso presidente Emiliano – prosegue – ha applaudito il mio intervento. Ce l’avevo di fronte, lo osservavo mentre buttavo un occhio alla scaletta. Fa piacere quando maggioranza e opposizione condividono le tue parole». E gli “in bocca al lupo” di amici e parenti? «Ho evitato di leggere e inviare messaggi. Anzi, prima di prendere la parola ho spento il telefono per evitare interferenze con il microfono». Infine, il “retroscena” domestico. «Ogni consigliere – racconta – aveva a disposizione due pass per far accedere all’uditorio i propri familiari. Io li ho ceduti a mia moglie e mia madre». Suocera dunque tagliata fuori? «Ho lasciato che lei e mia madre – svela divertito – decidessero tra loro chi delle due dovesse venire a Bari». Almeno in famiglia, niente primarie.

XYLEFA_22Ecco il documento votato all’unanimità dal Consiglio regionale della Puglia in merito all’emergenza Xylella Fastidiosa.

Bari, 5 maggio 2015

Il Consiglio regionale della Puglia

ribadendo la preoccupazione per l’epidemia di Xylella che ha colpito le piante di ulivo e minaccia altre specie vegetali nel nostro territorio, penalizzando agricoltori, vivaisti e l’intero comparto trainante e identitario dell’economia pugliese, qual è certamente quello olivicolo.

considerato che la Xylella fastidiosa è nella lista degli “organismi nocivi di quarantena” europei, oggetto di una Direttiva del Consiglio UE già del maggio 2000, che ha previsto misure di protezione contro la diffusione nella Comunità di infezioni nocive per vegetali e prodotti vegetali.

Respingendo i provvedimenti di embargo assunti unilateralmente da autorità nazionali dei Paesi Comunitari contro le specie vegetali pugliesi e italiane, come ha fatto la Francia, sotto la spinta delle onnipotenti lobby degli agricoltori transalpini, non nuovi ad atteggiamenti egoistici ai danni dei prodotti pugliesi, in spregio a qualsiasi regola comune, ad ogni area di libero transito o anche solo all’euro-spirito di solidarietà che dovrebbe ispirare i comportamenti dei partner europei.

Lamentando la quasi totale assenza o contraddittorietà di solidi presupposti scientifici

Prendendo atto e rilanciando l’ordine del giorno approvato all’unanimità il 9 aprile 2015 dalla Conferenza nazionale dei Presidenti delle Assemblee legislative di Regioni e Province autonome, con l’invito al Parlamento e al Governo italiano ad intervenire prontamente presso l’Unione europea per attivare, anche attraverso la consulenza di agenzie scientifiche internazionali ed enti di ricerca, i necessari provvedimenti normativi a sostegno della Puglia e dell’Italia, colpite dalla xylella fastidiosa.

Preoccupati per le ricadute economiche, sociali ed anche paesaggistiche delle decisioni assunte in sede comunitaria a fine aprile, con la conferma dell’eradicazione delle piante circostanti gli di ulivi infetti, in un raggio di cento

Dichiarando con forza che niente deve restare intentato per ridare salute al territorio pugliese, qualità alle nostre produzioni agricole, reddito ai produttori e serenità alle loro famiglie, davanti ad una patologia che ci colpito al cuore l’immagine più vera dell’identità della Puglia, terra dell’ulivo è la Puglia, è da sempre.

Anticipando che tra gli interventi a sostegno delle categorie colpite potrebbero essere comprese misure straordinarie quali la sospensione dell’Imu agricola e l’esclusione dal Patto di stabilità interno delle spese affrontate dai Comuni per fronteggiare l’emergenza Xylella,

chiede al Governo nazionale e al Parlamento italiano

di voler assumere con estrema e indifferibile urgenza ogni iniziativa utile, anche nei confronti dell’Unione Europea, a fronteggiare il fenomeno e, altrettanto urgentemente, a voler prevedere provvidenze economiche a ristoro di un intero comparto danneggiato e delle aziende, dei produttori, degli agricoltori, dei vivaisti e di tutti gli operatori e maestranze – compresi gli oleifici e rispettivi lavoratori – sia per i danni che la xylella sta già arrecando direttamente, che per le numerose e complesse ricadute dell’epidemia in termini, di mancata produzione, mancato reddito e mancata occupazione
Chiede un ristoro al comparto agricolo danneggiato dalla diffusione del fenomeno. Sollecita ulteriori indagini scientifiche, per superare un ritardo scientifico imbarazzante.

ulivi malati sp gallipoli sud-matino li sauli (9)BARI. Rinviata a data da destinarsi la seduta straordinaria e monotematica del Consiglio regionale sull’epidemia causata dal batterio Xylella fastidiosa, prevista per domani e giovedì 30 aprile. Il Consiglio, inizialmente convocato per lunedì 27, era stato riconfermato per il 29 aprile, due giorni dopo, data l’assenza dei tecnici del Comitato Permanente Fitosanitario Europeo convocati negli stessi giorni a Bruxelles. La decisione, presa nel corso della riunione congiunta tra i Capigruppo consiliari e l’Ufficio di presidenza, determina anche il rinvio della seduta ordinaria sui debiti fuori bilancio a martedì 5 maggio, alle 12.

 

flavio-filoni-kerradio-2-galatoneGALATONE. Flavio Filoni (a lato), segretario del Pd di Galatone e titolare di un’agenzia di viaggi, ufficializza la sua candidatura alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale con il Partito democratico per Michele Emiliano presidente. «Una candidatura richiesta a nome di una comunità e di un gruppo dirigente che vogliono crescere. Non mi ha chiesto nessuno di candidarmi. Ho ascoltato le richieste degli iscritti del partito che mi onoro di rappresentare a livello cittadino che reclamavano una presenza che desse legittimazione ad una politica giovane, innovativa in grado di guidarci verso un nuovo futuro e che sapesse ascoltare le istanze e le proposte di un vasto territorio che rischiava di non avere rappresentanza politica, di una comunità e di una provincia intera».

NARDÒ. Aperta la corsa per la conquista di un seggio in Consiglio regionale. Da settimane, ormai, è evidente che l’ex consigliere provinciale e leader a Nardò di Forza Italia, Mino Frasca, ha deciso di tentare la corsa al Consiglio regionale, con la maglia di Fi o di liste collegate comunque a Raffaele Fitto.
Dalle parti del Movimento 5 Stelle, invece, il “Meetup Nardò-Amici di Beppe Grillo”, ormai unico rappresentante “grillino” in città dopo il divorzio polemico col gruppo che faceva riferimento ad Alfredo Ronzino subito dopo le Europee, propone la candidatura di Cristian Casili, già candidato proprio alle Europee con un risultato entusiasmante: 1488 voti in città (34mila nella circoscrizione Sud e sesto posto, a 500 voti circa da Pedicini, ultimo ad entrare nel Parlamento dell’Unione.

In una lista collegata al centrosinistra di Michele Emiliano  potrebbe trovare posto un altro “cavallo di razza” della politica cittadina: il consigliere provinciale e leader di “Città Nuova”, Giovanni Siciliano, candidato potenziale di una lista civica legata all’area della coalizione che fa riferimento al senatore Dario Stefàno. Proprio nel corso delle feste di fine anno appena trascorse, infatti, Siciliano è stato impegnato in un lungo tour in una diecina di comuni del Sud Salento, dove avrebbe stretto o consolidato contatti e accordi in vista di una possibile candidatura.
La partita dovrebbe vedere in campo anche “Italia Unica”, la nuova formazione politica varata dall’ex ministro Corrado Passera, “portata” a Nardò dall’ex sindaco e deputato, Rino Dell’Anna, il quale, però, non dovrebbe essere candidato per questa tornata. Non è escluso, invece, un suo “grande ritorno”, c’è chi dice come candidato sindaco, in occasione delle Amministrative del prossimo anno.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...