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Consiglio comunale Casarano

CASARANO. È “giallo” a Casarano per l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Un errore di forma rischia, infatti, di procurare non pochi problemi all’avvio dell’attività amministrativa dopo le recenti elezioni. Intanto è già saltato il Consiglio comunale convocato per le ore 18 di lunedì 28 agosto che prevedeva l’approvazione dei verbali della seduta del 31 luglio, l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2016 e dello stato patrimoniale e l’aggiornamento dei compensi per i revisori dei conti. L’avvio dei lavori è stato stoppato dalla presa d’atto, da parte del segretario comunale, che l’“immediata esecutiva” alla delibera del 9 agosto con la quale era stato eletto come presidente Alberto Vizzino era stata votata con lo stesso esponente di “Direzione Italia” già alla guida dell’Assise. A presiedere la necessaria votazione sull’immediata esecutività di quella delibera sarebbe dovuta essere Rosy Scarengella, ovvero la presidente provvisoria. A far valere l’irregolarità sono state le forze di opposizione con il Pd che starebbe valutando anche di ricorrere al Tar. La situazione potrebbe “sanarsi” con l’acquisizione dell’esecutività dell’atto incriminato dopo dieci giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta il 24 agosto. Resta però da capire cosa ne è delle successive delibere approvate, tra le quali quelle di nomina delle commissioni consiliari.

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CASARANO. Operai cassintegrati, 50, durante il Consiglio comunale in corso, chiedono “risposte certe” per il pagamento dei sussidi. Il sindaco telefona all’onorevole Marti per avere indicazioni dalla deputazione parlamentare pugliese. Gli operai restano in assemblea permanente e non escludono nuove forme di protesta.

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Casarano. “Competenza, esperienza e consenso elettorale”. Questi i criteri indicati da Stefàno per la nuova Giunta. “Nessun accordo pre-elettorale è stato preso e solo dopo le consultazioni formalizzerò la squadra di governo”, ha più volte affermato il neosindaco.

Premesso che il risultato elettorale “non sarà il solo metro di valutazione, né tanto meno il più importante”, le caratteristiche suindicate portano ai nomi di Marcello Torsello, Matilde Macchitella, Giampiero Marrella (foto accanto), Adamo Fracasso, Antonio Gatto senza escludere, però, gli esordienti Gigi Stefàno e Antonella Dorelli.

Salvo sorprese, da questa rosa di nomi dovrebbero venir fuori i cinque componenti del nuovo esecutivo. Torsello, amministratore di lunga data e, prima della fuoriuscita, già vicesindaco nella giunta De Masi, è stato il più suffragato tra i Verdi con 200 voti precedendo Massimo Del Genio (foto in basso) che lo sostituirebbe in Consiglio.

Matilde Macchitella, 42enne avvocato (205 voti nella lista del sindaco) garantirebbe, invece, la necessaria presenza “rosa”. Malgrado le 154 preferenze nel Pdl, Marrella potrebbe far parte dell’esecutivo mettendo a frutto l’esperienza maturata in tanti anni di “opposizione” (spesso solitaria).

Discorso diverso per Antonio Memmi, (già assessore con Venuti), per il quale una probabile incompatibilità con il ruolo di dirigente in una società partecipata della Provincia fa pensare ad un ruolo da presidente del Consiglio comunale.

Casarano. Nessuna sorpresa né ribaltone. La “svolta” tanto invocata dal centro-destra è arrivata con l’elezione di Gianni Stefàno che nel ballottaggio ha lasciato le briciole ad Attilio De Marco, il candidato dell’Udc “sposato” dal Pd (bypassando le primarie). È finita con il 66,1 % contro il 33,9%, ovvero 6.722 voti a 3.457.

Se già al primo turno i casaranesi avevano espresso chiaramente la loro opinione (era finita 46,6 % a 18,9%), il testa a testa ha solo confermato le attese dei più. Senza apparentamenti ufficiali (e al limite solo con qualche “ammiccamento”), il sorpasso non c’è stato. Dopo molti anni la città verrà amministrata da un sindaco di centro-destra, coalizione capace, negli ultimi 18 anni, di raggiungere appena due volte il ballottaggio (poi regolarmente perso) nelle cinque elezioni con il doppio turno svoltesi a partire dal 1994.

Per Stefàno – che continuerà a fare anche l’assessore provinciale a Lecce – il lavoro sarà particolarmente duro. Tra le priorità, come da lui stesso più volte affermato, “capire l’esatto ammontare del debito del Comune per poi cercare la migliore strategia per risollevare la città”.

Di certo c’è che dopo 410 giorni (De Masi venne sfiduciato nell’aprile dello scorso anno) e due commissari straordinari, Casarano torna ad avere un primo cittadino. I dubbi su quanto accaduto in quest’ultimo periodo, però, rimangono.

Continua a non conoscersi l’esatto ammontare dell’esposizione finanziaria dell’Ente che, secondo i bene informati, potrebbe tranquillamente raggiungere i 10 milioni di euro, mentre non si conoscono (né mai si potranno più sapere) le motivazioni che hanno spinto il primo commissario D’Onofrio a lasciare l’incarico.

In questo contesto non stupisce che la commissaria Erminia Ocello abbia dichiarato di avere avuto, non appena varcata la soglia di Palazzo, l’impulso di “scappare a gambe levate”. Quanto accaduto negli ultimi tempi pare, in ogni caso, destinato ad essere ricordato tra i periodi più travagliati vissuti dalla città. A Stefàno il non facile compito di risollevare un Ente che, seppur con poche risorse e tanti debiti, torna ad essere punto di riferimento per una città in crisi.

L’ipotesi del “dissesto”, tanto temuta e sempre sfiorata, non viene del tutto esclusa dal nuovo primo cittadino. «Faremo di tutto per governare la città, non certo per abbandonarla al suo destino. Se dissesto sarà, ma spero proprio di no, lo diranno i conti, perché sono i bilanci a dire qual è la situazione di un Ente. Non si tratta certo di un atto discrezionale di un sindaco», ha affermato Stefàno.

Lui, commercialista 48enne, proverà a far quadrare i conti cercando di attuare un programma piuttosto impegnativo che, stando alle promesse, già nei primi 100 giorni potrebbe cambiare tanto Casarano. 27 i punti da attuare entro settembre: tra questi ridare decoro al centro urbano, anche con il “Piano dei colori e dei materiali” e con le manifestazioni in piazza e le “Strade del commercio”, mentre il piano traffico prevede un uso più razionale dei mezzi pubblici (da rilanciare con una campagna di sensibilizzazione) e l’introduzione dell’avviso bonario per i parcheggi a pagamento.

Casarano. Nessuna sorpresa né ribaltone. La “svolta” tanto invocata dal centro-destra è arrivata con l’elezione di Gianni Stefàno che nel ballottaggio ha lasciato le briciole ad Attilio De Marco, il candidato dell’Udc “sposato” dal Pd (bypassando le primarie). È finita con il 66,1 % contro il 33,9%, ovvero 6.722 voti a 3.457.

Se già al primo turno i casaranesi avevano espresso chiaramente la loro opinione (era finita 46,6 % a 18,9%), il testa a testa ha solo confermato le attese dei più. Senza apparentamenti ufficiali (e al limite solo con qualche “ammiccamento”), il sorpasso non c’è stato. Dopo molti anni la città verrà amministrata da un sindaco di centro-destra, coalizione capace, negli ultimi 18 anni, di raggiungere appena due volte il ballottaggio (poi regolarmente perso) nelle cinque elezioni con il doppio turno svoltesi a partire dal 1994.

Per Stefàno – che continuerà a fare anche l’assessore provinciale a Lecce – il lavoro sarà particolarmente duro. Tra le priorità, come da lui stesso più volte affermato, “capire l’esatto ammontare del debito del Comune per poi cercare la migliore strategia per risollevare la città”.

Di certo c’è che dopo 410 giorni (De Masi venne sfiduciato nell’aprile dello scorso anno) e due commissari straordinari, Casarano torna ad avere un primo cittadino. I dubbi su quanto accaduto in quest’ultimo periodo, però, rimangono.

Continua a non conoscersi l’esatto ammontare dell’esposizione finanziaria dell’Ente che, secondo i bene informati, potrebbe tranquillamente raggiungere i 10 milioni di euro, mentre non si conoscono (né mai si potranno più sapere) le motivazioni che hanno spinto il primo commissario D’Onofrio a lasciare l’incarico.

In questo contesto non stupisce che la commissaria Erminia Ocello abbia dichiarato di avere avuto, non appena varcata la soglia di Palazzo, l’impulso di “scappare a gambe levate”. Quanto accaduto negli ultimi tempi pare, in ogni caso, destinato ad essere ricordato tra i periodi più travagliati vissuti dalla città. A Stefàno il non facile compito di risollevare un Ente che, seppur con poche risorse e tanti debiti, torna ad essere punto di riferimento per una città in crisi.

L’ipotesi del “dissesto”, tanto temuta e sempre sfiorata, non viene del tutto esclusa dal nuovo primo cittadino. «Faremo di tutto per governare la città, non certo per abbandonarla al suo destino. Se dissesto sarà, ma spero proprio di no, lo diranno i conti, perché sono i bilanci a dire qual è la situazione di un Ente. Non si tratta certo di un atto discrezionale di un sindaco», ha affermato Stefàno.

Lui, commercialista 48enne, proverà a far quadrare i conti cercando di attuare un programma piuttosto impegnativo che, stando alle promesse, già nei primi 100 giorni potrebbe cambiare tanto Casarano. 27 i punti da attuare entro settembre: tra questi ridare decoro al centro urbano, anche con il “Piano dei colori e dei materiali” e con le manifestazioni in piazza e le “Strade del commercio”, mentre il piano traffico prevede un uso più razionale dei mezzi pubblici (da rilanciare con una campagna di sensibilizzazione) e l’introduzione dell’avviso bonario per i parcheggi a pagamento.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...