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confraternita dell’immacolata casarano

Casarano – La processione del Venerdì santo, ovvero “Gesù morto” o dei “Misteri”, rappresenta da oltre tre secoli il momento centrale dei riti della Settimana santa a Casarano. Ad organizzare la sacra rappresentazione è la  confraternita dell’Immacolata (congrega fondata nel 1619) con il coinvolgimento della città intera che prende parte al corteo o si assiepa ai bordi delle strade lungo i quasi quattro chilometri di percorso  per un rito che, dalle 21, sin protrae ben oltre la mezzanotte. Circa un centinaio sono i portatori delle statue che si alterneranno per il Getsemani, la Colonna, il Crocefisso, la Bara e l’Addolorata. Anche quest’anno la processione partirà dalla chiesa dell’Immacolata (giardini Ingrosso) per proseguire su corso XX Settembre e le vie Matino, Tasso, Giusti, Ferrari, Sciesa, Vittorio Emanuele II, piazza San Pietro, piazza Indipendenza e via Roma per poi fare ritorno nella settecentesca chiesa dell’Immacolata. Particolare non di poco conto è quello che le cinque pesanti statue non sono portate a spalle ma con la sola forza delle mani. Per questo sono previsti frequenti “cambi” di squadra tra i portatori . Il loro passaggio è annunziato dal suono lacerante della tromba e dal rumore sordo del tamburo e delle troccole. Seguono il “Crocifero dei Misteri”, con i simboli della Passione e la Via Crucis “vivente” con il Cristo impersonato da tre giovani che, a turno, si alternano nel portare una vera Croce di legno, i caratteristici soldati romani (con gli abiti storici degli studi di Cinecittà), il coro delle “Pie donne” insieme al concerto bandistico, i confratelli in bianco con il “lampione”. Chiudono il corteo il clero, le autorità cittadine ed il popolo. Il testo “Vieni o morte, sii pietosa”, cantato a ripetizione tra le preghiere, è sempre quello del 1700 messo in musica dal maestro Ernesto Romano che morì proprio nel dirigere l’inno durante la processione del Venerdì santo del 1942. Al termine della processione, le statue dell’Addolorata e del Cristo morto sono adagiate sull’altare maggiore della chiesa Immacolata per dare inizio al rito della “Desolata”. I tre giorni di Passione si stemperano allo scoccare della mezzanotte del sabato quando la statua della Madonna della Campana, copatrona della città, dall’ingresso centrale della chiesa Matrice “corre” incontro al Figlio risorto tra spari di fuochi e marce bandistiche dando inizio alla Pasqua.

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