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confraternita dell’addolorata

RACALE. Dopo il successo della prima edizione, anche quest’anno si concretizzerà l’esperienza del presepe artigianale “Racale storica”, patrocinata dall’Amministrazione comunale.
Il progetto prevede l’allestimento di un presepe realizzato con materiali poveri e riciclabili ad opera della confraternita dell’Addolorata e di un gruppo di artigiani locali. L’obiettivo è quello di riprodurre in miniatura ambientazioni e atmosfere tipiche di una Racale antica al fine di sensibilizzare, con spirito nostalgico e fervore civile, giovani e meno giovani al rispetto della memoria storica del paese, all’importanza delle tradizioni, delle usanze locali e del patrimonio artistico e architettonico della cittadina.

Il presepe sarà aperto al pubblico, presso la sala Michele Santantonio in via Addis Abeba nei seguenti giorni: 25-26-28 dicembre e 1-4-6 gennaio dalle 18 alle 21. Le offerte raccolte nei suddetti giorni saranno in gran parte devolute in beneficenza alle famiglie povere del paese. “Racale storica” è un’occasione per esprimere l’esigenza umana di riscoprire Dio in totale semplicità e purezza, ma è anche un progetto volto a compiere azioni di carità, generosità e donazione sincera, in sintonia coi valori del Natale.

Foto Pejrò

Foto Pejrò

CASARANO. A chi l’onore di portare sulle spalle le statue dei santi, della Madonna o del Cristo morto? Sono, in genere, le confraternite a stabilirlo fissando i ruoli. Tutto viene predefinito con meticolosità: le soste, i cambi, la partenza, gli arrivi sono curati tenendo conto dei tempi e dei punti più importanti del percorso. A Casarano la confraternita dell’Immacolata (nella foto con don Antonio Albano) per la processione del Venerdì santo ha diffuso un manifesto in cui le regole di partecipazione vengono fissate in modo preciso: ci sono quelle per la prenotazione (entro il 13 aprile) dei portatori delle statue, per la formazione del coro che canterà l’inno tradizionale e non mancano le indicazioni per quanti intendono partecipare al corteo storico come soldati romani e pie donne.

In margine alle norme procedurali l’augurio perché la processione “sia vissuta come un forte momento di fede, di preghiera e di unità ecclesiale”. Fino a non molti anni addietro, infatti, a Casarano come altrove tali assegnazioni venivano fatte con l’asta, spesso motivo di turbamento ed anche di scontri tra i fedeli (veri o presunti). Proprio a Casarano, in seguito ad alcuni disordini scoppiati in processione, negli anni ‘80 fu addirittura un decreto prefettizio a bloccare le aste. Oggi il sistema è, invece, quello delle offerte libere (e in busta chiusa) che permette l’alternanza tra i portatori durante il corteo.

Niente gare, quindi, niente aste. Non sarebbe stato possibile già dal 1998 quando tutti i vescovi di Puglia approvarono la “Nota pastorale sulle feste religiose popolari nelle Chiese di Puglia” dove si sottolinea il valore delle feste come espressione di religiosità e pietà popolare vietando nel contempo “aste pubbliche per portare la statua di un santo, chiedere offerte nel corso della processione; esibire denaro sui simulacri; far sostare la processione in vista dei fuochi d’artifico”.

Non è stato così in passato quando si risparmiava tutto l’anno per mettere insieme i soldi che sarebbero serviti per l’asta. Famose quelle della Settimana santa a Taranto, ma anche a Gallipoli per portare in spalla i simulacri del Cristo morto e dell’Addolorata. Un documento del 1762, infatti, testimonia questa pratica della confraternita di Santa Maria degli Angeli. Anche per la festa della Madonna Coltura a Parabita sono state espressamente vietate secondo quanto stabilito dal documento dei vescovi pugliesi.

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