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conferenza stato-regioni

Fino a poco fa Alezio era stato interessato lungo l'asse viario per Taviano; da inizio estate anche il territorio a nord,   direzione Gallipoli e Sannicola è stato aggredito

Dal 27 agosto al 15 settembre e ora al 24 ottobre. I tempi per mettere a punto il piano nazionale di intervento per mettere al riparo gli ulivi dagli attacchi del batterio Xylella, dei funghi e degli insetti vettori slittano. Di nuovo, dal Ministero delle Risorse agricole, che sta guidando questa fase, c’è che – in sede di Comitato fitosanitario nazionale, sono stati scelti gli esperti anche internazionali che fanno parte del comitato scientifico deciso nel precedente incontro. Ufficializzata anche l’esigenza, come si legge in una nota ministeriale diffusa alla fine della riunione, di avviare una nuova fase di trattativa con la Commissione dell’Unione europea, la quale si è già espressa con la Decisione del febbraio e del 23 luglio di quest’anno.
Mentre il potenziale pericolo di un contagio ad ampio raggio attira sempre maggiori attenzioni, come quelle della tv araba Al Jazeera e della televisione svizzera, di recente presenti nella zona di CasaranoTavianoRacale, e mentre in altri Paesi vicini si alzano le barriere alle importazioni di piante dal Sud Italia invocando controlli sempre più rigorosi (è il caso della Corsica), la situazione è intanto cambiata da luglio scorso e dalle analisi precedenti quella data. E la linea di Regione Puglia e Governo ne prende atto; infatti definiscono “zona infetta” ormai l’intera Provincia di Lecce. La zona cuscinetto va dallo Jonio all’Adriatico ed è profonda ora 3 chilometri: due nell’area indenne e uno in quella infetta. Toccherà al comitato di esperti decidere gli interventi da effettuare e le misure fitosanitarie da adottare che faranno poi parte del decreto di lotta all’organismo nocivo da sottoporre al vaglio della Conferenza Stato-Regioni per l’obbligatorio parere.

Da subito è stato intanto avviato il monitoraggio sul margine nord della zona infetta per poter poi stabilire con una qualche certezza l’ubicazione più adeguata della fascia profonda 3 chilometri; questa operazione deve essere ultimata entro il 24 ottobre. Una volta individuata, nella zona cuscinetto dovrà realizzarsi – quindi presumibilmente entro il prossimo autunno inoltrato-inverno – un controllo a maglie strette nei circa 15mila ettari che la compongono, con annessi trattamenti con fitofarmaci autorizzati e interventi agronomici contro gli insetti vettori – le ormai tristemente famose cicaline – con l’eliminazione delle piante ospiti ed eventuali estirpazioni delle piante infette. Controlli potenziati anche nelle aziende vivaistiche e per la repressioni di eventuali frodi, col coinvolgimento del Corpo forestale dello Stato.
Intanto il Consiglio regionale ne ha rinviato il dibattito previsto per il 23 settembre; l’argomento presentato in aula tra le critiche delle minoranze che hanno accusato la giunta regionale di “ritardi”, accusa subito rispedita al mittente elencando tra l’altro le misure che si attueranno contenute nella deliberazione della Giunta del 5 settembre scorso. Sul piano romano, l’onorevole Salvatore Capone sollecita il ministero a nominare un commissario straordinario.

GALLIPOLI. Il parere (con le Regioni lazio e Lombardia recalcitranti fino all’ultimo) dà ora al ministro delle Risorse agricole la possibilità di firmare il decreto che contiene, inoltre, la nomina di un commissario straordinario per la gestione del piano d’attacco. Molto probabilmente la responsabilità cadrà sull’attuale presidente del governo regionale, Nichi Vendola.
Le misure fitosanitarie che a breve saranno attuate prevedono:

1) l’identificazione delle “zone infette” e le zone circostanti denominate “zone cuscinetto”, in accordo con la Decisione della Commissione europea del 23 luglio scorso. A tale riguardo, verranno istituiti, nella zona indenne a nord della provincia di Lecce, una “zona cuscinetto” immediatamente a ridosso della zona infetta della Provincia di Lecce, che si estende dallo Ionio all’Adriatico, articolata in una profondità di 2 km, nonché un ulteriore “cordone fitosanitario” di altri 2 km di profondità, ad adeguata distanza dalla prima verso Nord;

2) l’avvio immediato del monitoraggio “a tappeto” ai margini settentrionali della zona infetta in una fascia contigua alla zona cuscinetto di 1 km di profondità;

3) interventi nella “zona cuscinetto” e nel “cordone fitosanitario” consistenti in un monitoraggio costante a maglie strette, trattamenti con fitofarmaci autorizzati ed interventi agronomici contro gli insetti vettori, eliminazione delle piante ospiti erbacee ed estirpazione di eventuali piante infette;

4) potenziamento dei controlli sull’eventuale presenza dell’infezione nei vivai della zona infetta e rigoroso controllo della movimentazione dei prodotti “a rischio” identificati, nel rispetto della Decisione europea;

5) piano di controlli in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF), soprattutto per quanto concerne la movimentazione del materiale “a rischio”;

6) allargamento all’intero territorio nazionale del programma di indagini mirate;

7) idonea campagna di comunicazione ed informazione.

Da tener presente infine che entro il 24 ottobre prossimo dovrebbe essere completata la nuova mappa della diffusione del morbo e in novembre nel Salento, la terra più colpita dall’essiccamento rapido degli ulivi, torneranno a verificare la situazione i commissari dell’Unione europea.

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