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Gallipoli – Altri tre lidi sono prossimi ad essere assegnati in concessione per sei anni. Vanno avanti infatti le procedure avviate nella primavera dell’anno scorso. Quanto previsto dalle norme per giungere ad ottenere un tratto dell’area demaniale marina e realizzarvi uno stabilimento balneare, è giunto al punto della nomina da parte del Comune delle commissioni per la valutazione e comparazione delle domande pervenute in base al piano comunale delle coste Adottato dal commissario straordinario nel novembre 2015. I commissari nell’esame delle richieste devono dare particolare importanza ai sistemi proposti di risparmio energetico, di recupero idrico e all’utilizzo di materiali ecocompatibili e di minore impatto ambientale e paesaggistico.

Le istanze sul tavolo sono quelle di Luigi Reho di Racale per un’area situata sul litorale sud della città di 5.802 metri quadri; sul litorale nord si trovano invece i 5.921 metri quadri richiesti da Alessia De Salve, nata a Gallipoli e residente a Parabita. Un’altra commissione, nominata anche questa nei primo giorni dell’anno, si occuperà invece della richiesta della società “Torre Sabea” con sede ad Alezio per altri 5.200 metri quadri sempre sul litorale a nord della città. Di avviso pubblico in avviso pubblico si è quindi ormai nella fase finale che porterà alla nascita di altri tre stabilimenti balneari tra i servizi offerti dalla città.

Sannicola – Le antenne di piazza della Repubblica vicine allo spostamento? Sembra essere finalmente così, dopo anni di segnalazioni e battaglie da parte dei cittadini all’indirizzo dell’Amministrazione Comunale. Gli impianti elettromagnetici di Tim (su palazzo Calò, in viale Grassi) e di Wind e Vodafone (a una decina di metri dal primo, sull’edificio che ospita l’ufficio postale) non dovrebbero avere ancora vita lunga nell’area in cui sono collocate, peraltro a pochissima distanza dal plesso scolastico di via Collina.
L’Amministrazione comunale già dai primi mesi del 2017 si sta confrontando in un tavolo tecninco con la “Inwit” (“Infrastrutture Wireless Italiane”), la società che gestisce le antenne, al fine di individuare un’area lontana dal centro abitato per l’installazione degli impianti. A giugno dal Comune facevano sapere di aver selezionato un paio di terreni che si presterebbero – secondo i regolamenti Regionali – ad ospitarli: il sindaco Piccione e la sua Giunta hanno  annunciato che alla scadenza delle concessioni, le infrastrutture elettromagnetiche che dominano sul principale snodo del paese dovranno essere spostate senza possibilità di deroga, con tanto di adeguamento del Pug a tal fine. Soddisfare i piani delle aziende, ma garantendo la salute dei cittadini: questo l’obiettivo che da mesi cerca di portare avanti il primo cittadino, che non esclude nemmeno il coinvolgimento di Asl ed Arpa.
Quest’ultima era stata già chiamata ad intervenire anche da privati cittadini residenti nelle vicinanze,per far misurare dai tecnici la quantità di volt al metro in alcune abitazioni private: i valori sarebbero risultati in alcuni casi ampiamente sopra la norma.

Località Sant’Isidoro di Nardò

Nardò – Non trova pace il nuovo assetto urbanistico della costa, disciplinato da ultimo dal Piano comunale delle coste varato pochi mesi fa. S’intrecciano casi precedenti ed attuali tra scelte dell’Amministrazione, aspiranti concessionari che litigano e giudici amministrativi di continuo chiamati in ballo. E’ di questi giorni la notizia che una società che aveva vinto la gara anche per comparazione con il concorrente, è stata esclusa proprio per l’intervento di una sentenza del Tribunale amministrativo regionale di Lecce cui si era rivolto il secondo classificato. La prima società, che peraltro non ha presentato istanza al Consiglio di Stato lasciando che la sentenza diventasse definitiva, è “La Nave”; la ricorrente è la “Oasi srl”. Il nodo del contendere una concessione di demanio marittimo a Sant’Isidoro, lotto 10, per realizzare uno stabilimento balneare. La revoca con determina è datata 15 novembre ed è a firma del dirigente comunale che segue queste materie. La sentenza del Tar non è stata appellata neanche dal Comune, pure chiamato in causa. I giudici hanno ritenuto errato tra l’altro che il Comune abbia preso in esame la domanda di concessione de “La Nave” del giugno 2015 per una parte del lotto indicato come ampliamento di una concessione già esistente del 2008, trascurando il fatto che l'”Oasi” ne aveva già prodotta una per l’intero lotto 10 nel febbraio dello stesso anno. Errata anche la decisione di mettere in comparazione le due domande aventi oggetti diversi (una ampliamento, l’altra nuova concessione).

Intanto ecco un altro ricorso. I giudici del Tar sono stati intanto richiamati in causa da un altro esposto firmato da una decina di residenti nel tratto che va dalle Quattro colonne di S. Maria al Bagno a Santa Caterina. Motivo: pur contando una trentina di km di litorale, in appena due km sono stati concentrati – dal pino coste citato . ben 16 lidi, con assai probabile aumento dei  problemi di traffico e di quiete. In questo caso è l’intero Piano ad essere impugnato. I ricorrenti infatti “data la particolare rilevanza della costa e dei siti interessati” ritengono, col loro legale avv. Daniele Montinaro, che lo strumento di programmazione urbanistica andava sottoposta a Vas, Valutazione ambientale strategica. Il riferimento è alla Palude del Capitano, Portoselvaggio, Torre Uluzzo, Grotte di capelvenere.

 

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