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Torre Sabea

Gallipoli – La creazione di un percorso cittadino storico-culturale che preveda come filiera il Castello, il Rivellino, il Museo comunale, la Torre S. Giovanni alla Pedata ed altri beni: con questo obiettivo programmatico, l’Amministrazione comunale, su iniziativa dell’assessore Dario Vincenti (foto), ha compiuto oggi un altro passo. Dopo l’iniziativa per revocare la concessione del Rivellino alla “Cinema teatri riuniti”, con cui Comune e Soprintendenza hanno in atto una contesa decennale, adesso tocca a Torre Sabea, adiacente all’omonimo camping storico realizzato dall’ingegnere Niccolò Coppola di Alezio, lungo la litoranea nord. Da diversi anni – si parla di decenni – l’antica torre è stata data in concessione come residenza estiva ad una famiglia milanese.

Anche questo è un manufatto demaniale marittimo che la Giunta presieduta da Stefano Minerva vuole far rientrare negli obiettivi da valorizzare, in considerazione del notevole interesse storico, artistico e della funzione storica del bene. “In linea con il percorso intrapreso dall’Amministrazione comunale, la valorizzazione del manufatto  in questione rappresenta la possibilità di favorire un’integrazione fra organizzazione delle risorse culturali, organizzazione turistica e sviluppo economico-sociale, vista anche la forte potenzialità in termini di attrattività dettata anche dalla sua ubicazione”, si fa notare in una nota del Comune.

Pertanto, il bene da acquisire avrà la funzione di “memoria storica”, che rimandi alle ragioni per le quali quella Torre di avvistamento è stata edificata, ne contenga tracce concrete da mettere in mostra: manufatti utili a strategia di difesa (palle di cannone, cannoni e quant’altro). Circa la gestione, il governo cittadino si dice aperto a più possibilità, anche “la collaborazione con soggetti e/o partner pubblici e privati, che possano curare l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di percorsi didattici e attività formative attinenti al patrimonio naturalistico territoriale”.

 

Gallipoli – Revocare la concessione agli imprenditori privati che la detengono,  acquisire l’ultimo pezzo del Castello all’uso pubblico, utilizzare tutte le possibili fonti di finanziamento per i recupero e il restauro del bene: sono queste le indicazioni principali impartite al funzionario responsabile del procedimento dalla Giunta comunale guidata da Stefano Minerva e fissate su carta con una deliberazione del 9 febbraio scorso. Tutti presenti (tranne l’assessore Anna Sergi) a questa decisione, in qualche misura, storica, che potrebbe portare anche i 789 metri quadri del Rivellino – luogo tra i più fotografati come sfondo da neo sposi – nella disponibilità dell’Ente locale per finalità ovviamente culturali che nell’atto ufficiale si accennano anche: ideazione, organizzazione e gestione di percorsi didattici, attività formative riguardanti il patrimonio artistico culturale e territoriale, le specifiche tradizioni popolari. La gestione di un tale pacchetto potrebbe essere a carico del Comune o di soggetti privati.

Costruito nel XVI secolo il caratteristico fortino; si cercano fondi per il recupero. Il governo gallipolino prevede inoltre il ricorso ad un tecnico esterno “per l’elaborazione della documentazione tecnica necessaria alla presentazione della relativa istanza presso la competente Autorità marittima e per verificare se sussistono eventuali criticità dal punto di vista statico”. Si apre la caccia anche a fondi europei e nazionali, in grado di garantire la sicurezza del fortino – opera particolare dell’ingegnere militare Francesco Giorgio Martini presso la corte di Urbino, realizzato nel XVI secolo – e la sua conservazione “ai fini della pubblica fruizione”. In questo capitolo rientra l’indicazione di presentare subito una manifestazione d’interesse alla Fondazione Sud, bando  storico-artistico e culturale 2017 “Il bene torna comune” per la valorizzazione del bene del Demanio marittimo.

Una contesa legale che dura da 10 anni. Con richiesta di risarcimento danni. Non è difficile supporre che l’iniziative del Comune abbia la strada spianata, considerata l’annosa vertenza giudiziaria che lo vede contrapposto da quasi dieci anni con i concessionari, gli imprenditori Petrucelli: dopo aver ottenuto nel 2003 il via libera da Soprintendenza e Comune al progetto (un contenitore di iniziative culturali attivo tutto l’anno quindi con copertura in legno dell’arena, acquistata da ditta di Melissano), e dopo aver avviato i lavori, la società “Cinema teatri riuniti”, meno di due anni fa ha acceso un procedimento giudiziario per risarcimento danni causati – è la loro tesi – dalle continue interruzioni del cantiere nonostante i lavori procedessero in assoluto rispetto del progetto approvato. Questa “coltellata”, come si lascia sfuggire un collaboratore degli imprenditori, non servirà certo a rasserenare  i rapporti esacerbati da dieci anni di carte bollate e da sentenze – si sottolinea – tutte favorevoli alla società, compresa quella del Consiglio di Stato. “Abbiamo ed avremmo rispettato in piano la destinazione d’uso, questo è chiaro…”, è l’unico deluso commento dopo che oggi alla “Cinema teatri riuniti” è stata notificata la decisione dell’Amministrazione comunale, la quarta dall’inizio di questa interminabile contesa (Venneri, Barba, Errico le precedenti).

Ricognizione dei beni comunali in corso, priorità del governo gallipolino. Il Comune però viaggia su di un altro binario e in un progetto generale finalizzato a “valorizzare il patrimonio comunale, tutelarlo ed ottimizzare le risorse rivenienti”. Una puntuale ricognizione della situazione è stata avviata fin dall’insediamento della nuova maggioranza, si fa sapere da via Pavia: “Nell’ambito di tale attività di censimento – dichiara l’assessore al Bilancio Giovanni Vincenti – si è incastonato un obiettivo prioritario: dopo il passaggio a titolo gratuito del Castello dal Demanio alla città, si è impartito agli uffici l’indirizzo affinché il manufatto noto come Rivellino segua la stessa strada”, restituendo così la sua fisionomia integrale e originaria al famoso Castello sul mare.

L’assessore Vincenti: “Altre iniziative simili in arrivo”. “Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto – commenta l’assessore Vincenti – , nella convinzione che sia dovere del buon amministratore privilegiare un uso dei beni  dislocati sul territorio per esaltarne il pregio storico ed  architettonico, la vocazione naturale e le peculiarità, puntando sempre al soddisfacimento del pubblico  interesse, obiettivo che si estrinseca  sia nelle attività di recupero e valorizzazione dei beni, che nella  capacità di garantirne la massima fruizione pubblica”. Il censimento dei beni comunali dati in concessione prosegue, ovviamente. Ci sono altre novità di questo tipo in arrivo? L’assessore risponde così: “Sì, anzi colgo l’occasione  per comunicare che sono in arrivo altre iniziative per recuperare alla  fruibilità pubblica altri importanti siti demaniali”.

 

 

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