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Comuni a economia prevalentemente turistica

Lizza interno Alezio

L’interno della Lizza e, sotto la necropoli messapica (foto di Massimo Negro)

necropoli alezio foto massimo negroALEZIO. Arte, storia e cultura come antidoto al turismo mordi e fuggi. A muovere gli ingranaggi dei processi di promozione locale è una riflessione sulla gestione del patrimonio culturale, che non può prescindere dal rispetto delle politiche urbane di sviluppo economico. Questi i presupposti che hanno indotto l’Amministrazione comunale ad avanzare la richiesta d’istituzione di città d’arte e l’iscrizione nell’elenco regionale dei Comuni a economia prevalentemente turistica. La proposta, approvata dalla Giunta comunale il 21 aprile, completa il suo primo step, in attesa di verifica da parte della Regione Puglia. Un primo passo che si è reso possibile quest’anno grazie alla presenza di determinati criteri richiesti dalla normativa, riguardanti nello specifico le presenze annuali riferite alla domanda turistica. Le linee guida che regolano l’iscrizione all’elenco regionale impongono la presenza di edifici e monumenti di interesse storico e artistico, siti archeologici, e servizi culturali quali musei e biblioteche. Una grande eredità su cui la città messapica può contare per raggiungere lo status richiesto. Ma non solo, anche un richiamo per i consistenti flussi di turisti, costantemente rilevati dalle statistiche Istat nonché importante criterio nell’attribuzione della qualifica di “Comune ad economia prevalentemente turistica”.

L’iscrizione permetterebbe una maggiore flessibilità negli orari di apertura degli esercizi commerciali, attenuata per effetto della liberalizzazione del settore. Consentirebbe di istituire l’imposta di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive del proprio territorio. Ad ogni modo, nulla al confronto del valore onorifico del riconoscimento, come afferma l’assessore alla cultura Walter De Santis, il quale aggiunge: «È necessario ricordare che le norme in materia di cultura (legge 122/2010) prevedono per l’amministrazione un tetto di spesa pari al 20% di quanto utilizzato nel 2009, con un taglio delle risorse e la conseguente perdita di offerta, servizi e occupazione. Conquistare lo status di città d’arte – conclude – significherebbe riacquisire il diritto alla cultura, attuare politiche culturali, promuovere e valorizzare adeguatamente il settore e le imprese in esso operanti».

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