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Comuni

Maglie – Cinque sentenze, tutte emesse nella mattinata di oggi dal Tar Lecce stabiliscono la piena validità del contratto d’appalto e delle clausole di adeguamento tariffario, per cui i 97 Comuni della provincia di Lecce devono pagare gli arretrati, come richiesto dalla società Progetto Ambiente, per un totale di circa 30 milioni di euro. E “senza alcuna possibilità di dilazione, anzi con la possibilità che questa somma possa ulteriormente lievitare”, come si legge in una nota dello studio legale Quinto che ha difeso gli interessi della società. I giudici amministrativi di Lecce hanno respinto tutti i ricorsi proposti dai Comuni ed ha invece trasferito per competenza al Tar del Lazio il ricorso proposto dal gestore per ottenere un ulteriore incremento della tariffa.

Sempre dall’accidentato terreno della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani arriva sugli Enti locali quest’altra tegola, in questo caso dall’impianto pubblico di produzione di Cdr. La tariffa era stata fissata dall’Ager (agenzia regionale del settore) a giugno dello scorso anno all’esito di un lungo contenzioso tra i Comuni ed il gestore, che aveva visto prevalere quest’ultimo in tutte le sedi, ed era stata contestata sotto vari profili dalle amministrazioni locali che puntavano, da un lato, a ridurre la tariffa per il futuro, dall’altro, a ridimensionare l’arretrato per gli anni dal 2010 al 2017, in cui era stata versata una tariffa inferiore al dovuto.

In condizioni più tranquille si trovano, secondo i legali citati, quei 20 Comuni dell’Aro / di Maglie che, prima della decisione del Tar, hanno raggiunto un’intesa con il gestore ottenendo una rateizzazione quinquennale dell’arretrato ed un consistente sconto sugli interessi. Si tratta di Maglie, Andrano, Botrugno, Castro, Cutrofiano, Diso, Giuggianello, Giurdignano, Minervino, Muro, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, Sanarica, Santa Cesarea, San Cassiano, Scorrano, Spongano, Surano, Supersano e Uggiano La Chiesa. 

Gallipoli – Il Comune perde una ghiotta occasione per investire in cultura col progetto “Community library” della Regione: “Non ha presentato alcun progetto, non ha presentato alcuna richiesta di finanziamento”, ha accusato il gruppo locale di “Andare Oltre”, nato poco tempo fa con referente Matteo Spada. Replica l’assessore Emanuele Piccinno, di nuovo tirato in causa: “Il bando prevede più tranche, abbiamo preferito optare per il secondo bando”. Carnevale a parte, è questo lo scontro politico più attuale in città.

A dare il via alla polemica è stata una nota del movimento in cui si richiamano i cospicui finanziamenti ottenuti da altri centri salentini come Galatina (2 milioni di euro), Nardò (950mila), Sanarica (1 milione 650mila), Neviano (1 milione 938mila), Seclì (943mila), Squinzano (1 milione 650mila). “Come si può parlare di crescita e di progresso di una città se bandi come questi, stanziati con l’obiettivo di garantire la valorizzazione, la fruizione ed il restauro dei beni culturali, vengono ignorati?”, è stato l’atto di accusa di AO, movimento civico locale nato a Nardò. “Come si può garantire assistenza ai giovani e agli imprenditori (Sportello Eolo) se non si riesce neanche a partecipare ad un bando?”, s’incalza l’Amministrazione comunale, con nutrito seguito di reazioni nella rete sociale. “Qualcosa non sta funzionando come dovrebbe e questo a spese della città. Una città che ha bisogno di risorse e finanze per potersi evolvere e che si permette il lusso di mettersi al riparo dalla pioggia di finanziamenti che, invece, rappresentano per i territori che li richiedono, linfa vitale. Sarebbe stato sicuramente un passo avanti (mancato clamorosamente) – si conclude – che la città che intende candidarsi a Città della Cultura non avrebbe dovuto assolutamente perdere”.

“Si apprende dai media un’accusa infondata e per nulla veritiera mossa dal gruppo gallipolino di ‘Andare Oltre’. Una critica che giunge senza alcuna firma specifica, da un gruppo politico che pare dunque non avere un portavoce o un capogruppo, così come sembra non avere le idee ben chiare in merito alla faccenda Community library””, ribatte l’assessore Piccinno. Dal Palazzo di città “s’intende precisare che non vi è stato alcun atteggiamento di indifferenza o di indolenza da parte dell’Amministrazione o degli Uffici comunali”. La criticata non partecipazione al bando sulle librerie innovative in Puglia “prevede più tranche con diversi focus e ambiti specifici d’azione: nel caso della nostra città, si è preferito optare per il secondo bando sui laboratori di comunità che rientra così nelle strategie di intervento previste dall’Amministrazione”. “Come si evince – chiude la polemica l’assessore – Gallipoli è spesso beneficiaria di finanziamenti regionali ed europei: ciò dimostra che l’impegno sia presente, concreto e costante al di là delle sollecitazioni sterili di un gruppo politico che, purtroppo, non ritiene opportuno informarsi adeguatamente”.

Dei cento milioni destinati a questo progetto regionale, quasi 32 milioni sono finiti in Comuni della provincia di Lecce. In graduatoria per il Centro-Sud Salento figurano anche Andrano, Cursi, Poggiardo, Porto Cesareo, Racale, Sannicola, Santa Cesarea terme, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento. 

Michele Emiliano

Bari – Appello della Regione ai Comuni interessati all’istruttoria delle richiestre di risarcimento per i danni causati dal batterio Xylella: “Fate presto, siete in ritardo”. Lo ha firmato l’assessore alle Risorse agroalimentari: “Non tutti i Comuni interessati hanno terminato la procedura di inserimento dei dati delle istanze presentate dagli agricoltori colpiti da Xylella fastidiosa, al fine di quantificare il danno e consentire agli stessi di accedere finalmente ai risarcimenti previsti dal decreto legislativo 102 del 2004. E’ per questo motivo – prosegue Di Gioia – che ho ritenuto opportuno scrivere al presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, sì da sollecitare le amministrazioni comunali nel portare a termine le richieste”. SEmpre dalla Regione si apprende che “dai dati raccolti da portale telematico, messo a punto da Innovapuglia, su 1.627 istanze protocollate e relativi fascicoli aziendali validati, risultano oggi 807 le domande, ricadenti in 72 Comuni salentini, per le quali non è possibile ancora determinare il danno”. Il motivo che blocca le procedure sta in “diverse anomalie cui è necessario provvedano con rapidità le Amministrazioni comunali”. “Sono certo – conclude -, nella piena responsabilità e collaborazione dei Comuni, cui per legge è affidata la chiusura di tale procedura, si possa in tempi strettissimi risolvere e superare tali disfunzioni, che purtroppo gravano ogni giorno di più sugli agricoltori e le loro attività produttive. E, al contempo, allungano l’attesa di quanti hanno, invece, già terminato la propria richiesta”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...