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Comune senza Consiglio

Parabita – Si issa anche sul Comune di Parabita la bandiera pentastellata. Il Movimento 5 Stelle spopola e fa piazza  pulita degli avversari con il 37,30 alla Camera e il 36,05 al Senato. Ben 1.700 voti che doppiano il risultato ottenuto dal secondo partito, Forza Italia, che si ferma a 875 voti (16.62%) e dal terzo, il Partito democratico a quota 614 (11.86%). Un “cappotto” prevedibile nell’unico Comune della Provincia di Lecce senza Consiglio comunale, sciolto lo scorso anno per infiltrazioni mafiose, con un voto in linea con le tendenze regionali e nazionali con, in più a Parabita, la delusione per le traumatiche vicende locali. Buona però l’affluenza alle urne. E’ andato a votare il 70.30% degli aventi diritto (5.266 cittadini), un risultato praticamente simile a quello delle elezioni politiche del 2013 (solo un +0.44%). Non brilla Matteo Salvini, a Parabita fuori dal podio delle forze politiche premiate dal voto dei cittadini e ancora dietro rispetto al partito di Silvio Berlusconi (per la coalizione di centrodestra correvano Rocco Palese di Acquarica del Capo alla Camera e Luciano Cariddi di Otranto al Senato). La sua Lega ha ottenuto 323 voti alla Camera e 279 al Senato, un incremento enorme, però, se rapportato al 2013 quando la Lega era stata scelta da 6 persone per la Camera e 2 per il Senato.

Il dato del Carroccio non è l’unico in controtendenza nazionale. Basti pensare al lusinghiero risultato di Liberi e Uguali che a Parabita, con Salvatore Piconese alla Camera (444 voti) e Massimo d’Alema al Senato (439 voti) tiene botta con un 7.52% che vale il quarto posto delle liste più suffragate in paese. Tra i partiti estremi, poi, Parabita premia quelli a sinistra: mentre Casapound (candidato Andrea Pizzileo di Casarano) ottiene 35 voti e Forza Nuova ( Desiré Longo) 19, l’estrema sinistra di Potere al Popolo  porta a casa 107 voti con la candidata parabitana Francesca Seclì (che ottiene 35 voti in più della lista di riferimento, per un totale di 142). I risultati migliori li ottengono ovunque i candidati rispetto alle liste collegate. Significativo il caso di Nadia Aprile di Taviano, candidata alla Camera per il M5S che migliora anche il podio ottenuto dal Movimento, ottenendo 324 voti in più della lista fino a sfondare il tetto dei 2000 (2024 preferenze e il 39,93%). Ed è il caso di Barbara Lezzi, nome di punta dei grillini per il Senato, scelta da 1.803 persone (39,01%, 296 voti solo al candidato uninominale).

 

 

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