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comune di ugento

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municipio UgentoUGENTO. Terza definitiva tappa del contenzioso che dal 2009 vede di fronte il Comune di Ugento e la ditta Monteco che per 20 anni ha gestito la discarica in località Burgesi. La Cassazione, qualche giorno fa,  ha deciso che la Monteco deve versare nel termine di 15 giorni della decisione, due milioni di euro al Comune. La storia ha inizio nel 1991 con la firma di una convenzione tra il Comune e la ditta Monteco per l’utilizzo di una cava in località Burgesi. Nel 2001 la convenzione fu rinnovata: gli ugentini non avrebbero pagato per lo smaltimento dei rifiuti e la ditta avrebbe riconosciuto al Comune un benefit di 500mila euro l’anno.

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municipio UgentoUGENTO. È del valore di 679.500 euro il contratto di permuta stipulato tra il Comune di Ugento e il Demanio e perfezionato il 29 dicembre scorso davanti al notaio Rosario Pallara di Lecce.
Il Comune di Ugento ha ceduto la proprietà dell’attuale caserma dei Carabinieri in cambio di un immobile in via Taurisano, dell’ex sede del Consorzio di bonifica in via Mare, oltre alla nuda proprietà di un terreno e alla porzione di strada di via Rimembranze.
Aver concluso con successo una procedura così articolata ci consentirà di portare avanti progetti ambiziosi per lo sviluppo sociale ed economico del paese” , ha affermato il Sindaco di Ugento, Massimo Lecci. L’accordo tra le parti, infatti, è la conclusione di una procedura, avviata nel settembre 2012, finalizzata alla realizzazione di una serie di opere di pubblico interesse.
Tra gli obiettivi dell’Amministrazione comunale c’è la riqualificazione, dal punto di vista urbanistico, di un intero quartiere attraverso il recupero della sede dell’ex Consorzio di bonifica e la realizzazione, all’interno della struttura, di un centro di aggregazione giovanile e/o sociale. L’immobile di via Taurisano potrebbe essere riconvertito, invece, in sede dell’archivio comunale e deposito di reperti archeologici.

municipio UgentoUGENTO. Il finanziamento concesso dalla Regione al Comune di Ugento per gli interventi contro l’erosione costiera non può essere annullato. Parola del Tar di Lecce, che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto. Oggetto del contendere è lo stanziamento di circa due milioni di euro concesso il 12 ottobre 2001. Non tutto il finanziamento, in realtà, ma “solo” i 268mila euro destinati alla progettazione.
Questa la cronistoria del finanziamento conteso. Dopo aver concesso i fondi, il 19 febbraio 2004 la Regione effettua un sopralluogo e il 24 ottobre 2006 omologa il finanziamento, riducendo però a 213mila euro le spese per i progettisti. I problemi cominciano nel 2008, quando da Bari viene disposta un’istruttoria sull’ammissibilità delle spese relative alla progettazione esecutiva, alla direzione dei lavori e al coordinamento della sicurezza. Istruttoria che si conclude il 5 maggio dello stesso con l’eliminazione, dal totale del finanziamento, degli importi relativi alla progettazione. Motivo? Il Comune ha affidato gli incarichi in via fiduciaria, violando, secondo la Regione, le normative in materia di appalti pubblici.

Il Comune di Ugento non ha digerito la decisione della Regione e, assistito dagli avvocati Quinto, ha presentato ricorso al Tar sostenendo che, secondo quanto previsto dal bando, la redazione del progetto esecutivo doveva avvenire entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria. Un tempo insufficiente per organizzare una licitazione privata per l’affidamento della progettazione esecutiva. In sostanza, per mancanza di tempo il Comune ha affidato la redazione del progetto esecutivo, il coordinamento della sicurezza e la direzione dei lavori agli stessi progettisti che avevano curato le prime fasi del progetto. Procedura che la Regione non ha ritenuto corretta. Il Tar, nel dare ragione al Comune, si è pronunciato sui tempi dei provvedimenti della Regione, sottolineando come la revoca dei fondi sia avvenuta ad oltre due anni dall’omologazione del finanziamento. Un lasso di tempo ritenuto, evidentemente, poco ragionevole. Si attende, ora, di sapere se la Regione ricorrerà al Consiglio di Stato per tentare di ribaltare la sentenza.

Ugento siringa sul muretteo

Ugento siringa sul muretteo

UGENTO. Le storie di degrado urbano non sono mai piacevoli da raccontare, soprattutto quando coinvolgono, sia pure indirettamente, i bambini. In questo ambito si ascrive un brutto episodio accaduto a Ugento che però evidenzia anche dei lati positivi, perché denota collaborazione tra cittadini e istituzioni. Risale a pochi giorni fa la denuncia di una giovane mamma la quale, approfittando di una bella giornata di sole, aveva deciso di portare il bambino a giocare in un’area alla periferia del paese, nei pressi di una scuola materna, dove molte mamme spesso si ritrovano per chiacchierare e lasciare i piccoli all’aria aperta.

Solo il caso ha voluto che ci si accorgesse di una certa quantità di siringhe ipodermiche usate, abbandonate lì dai tossicodipendenti che bazzicano lì intorno, soprattutto la sera e la notte quando la scarsa illuminazione pubblica crea vaste zone di buio. Allarmata, la mamma si è subito recata in Comune e già il giorno dopo la zona era ripulita. Lo zelo del Comune, per quanto apprezzabile, non è però stato sufficiente: le siringhe sono tornate appena poche ore dopo, anche più numerose. Lo sconcerto ha presto lasciato il posto alla determinazione: sono in corso delle indagini per individuare i responsabili di questi atteggiamenti incivili e pericolosi.

Massimo Lecci sindaco Ugento (2)UGENTO. «Anche l’Università di Lecce e il professor Mario Carparelli saranno coinvolti nella realizzazione del percorso su Giulio Cesare Vanini». A prendere la parola è il sindaco Massimo Lecci, che interviene nella polemica scoppiata dopo l’approvazione del progetto del “Sac Terre d’Arte e di Sole”. L’iniziativa prevede, tra le altre cose, la creazione di un percorso culturale sul filosofo di Taurisano il cui appalto è stato affidato ad un’azienda barese che si occupa di comunicazione.

Era stato proprio Mario Carparelli a sottolineare che per la realizzazione del progetto non si poteva non prevedere la collaborazione con il corso di laurea in Filosofia dell’Università. «Prescindendo dalla professionalità della ditta, che è fuori discussione – aveva commentato Carparelli – da studioso di Vanini non posso che esprimere tutto il mio rammarico per la mancanza di coinvolgimento degli studiosi vaniniani e soprattutto del corso di laurea in Filosofia dell’Università del Salento nella realizzazione di un così importante ma al tempo stesso delicato percorso, peraltro ideato e proposto dal sottoscritto». Lecci, in risposta, ha assicurato di aver ottenuto, da parte dell’agenzia che si è aggiudicato il progetto, la disponibilità a collaborare con l’Università e con lo stesso Carparelli. Pace fatta, dunque, nel nome di Vanini.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...