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CASARANO – Proficua missione in Cina per il Comune di Casarano. La recente visita nella città-prefettura di Shangqiu (circa 9 milioni di abitanti) ha permesso al sindaco Gianni Stefàno, ed alla delegazione che lo ha accompagnato, di allacciare rapporti non solo istituzionali, gettando le basi per un vero e proprio gemellaggio. Insieme al Primo cittadino, alla missione svoltasi nell’ultima settimana di ottobre, è stata  invitata a partecipare anche una delegazione di importanti aziende della città: la Leo Shoes per il calzaturiero, rappresentata da Onofrio Gorga; la Primoljo per l’agroalimentare, con Fernando Primiceri; e Perle di Puglia e InPuglia, per il settore turistico-immobiliare, con Giovanni Barbara. «Sulla base del principio di uguaglianza e di reciproco vantaggio, Shangqiu e Casarano, attraverso un negoziato amichevole, hanno convenuto di istituire un gemellaggio internazionale tra le città allo scopo di incentivare gli scambi e la cooperazione economica, commercio, scienza e tecnologia, cultura, istruzione e ed altro», recita la “lettera di intenti”, sottoscritta tra le parti (e ovviamente tradotta nelle due lingue).

«È motivo di orgoglio il fatto che i cinesi nutrano un grande interesse per l’organizzazione urbanistica delle nostre città e di Casarano in particolare. Quest’ultima – afferma Stefàno -è stata già studiata dall’architetto Cao Wei, professionista di fama internazionale, che è stato a Casarano la scorsa primavera e che dovrebbe tornare nei prossimi mesi». Nel ringraziare i cinesi “per l’accoglienza e l’attenzione riservataci”, Stefàno ringrazia, altresì, “il presidente dell’Associazione di Interscambio Italo-Cinese del Salento Shi Hongbo e  Alessandro Astore, che mi ha coadiuvato in qualità di tecnico e conoscitore della cultura cinese, i quali con la loro sapiente opera di intermediazione, hanno reso possibile che tutto ciò si realizzasse”.

La delegazione casaranese ha pure incontrato il responsabile del dipartimento di urbanistica del Ministero dell’economia, “il quale ci ha confermato l’interesse per l’organizzazione urbanistica dei nostri centri e, più in generale, per lo slow life”. Le grandi città cinesi che vivono i disagi delle grandi metropoli, puntano, infatti, a replicare i modelli di città più a misura d’uomo nella pianificazione urbanistica futura, allo scopo di evitare le problematiche delle metropoli.

Comune di Casarano - foto 2014 CASARANO. È guerra di cifre tra il sindaco Gianni Stefàno e l’ex assessore al Bilancio Gabriele Caputo su Swap e Boc. Se il primo parla di “ingenti danni già arrecati al Comune e ai cittadini”, il democratico è invece convinto della “bontà dell’operazione, la quale non ha arrecato danni alle casse comunali, con un saldo delle cedole semestrali pari a zero” e che, addirittura, “potrebbe apportare nuovi e insperati vantaggi alle casse di quest’Amministrazione che dal passato sempre più spesso sta trovando benefici”.

La questione risale al 2005, quando, all’epoca dell’Amministrazione Venuti, il Comune ha prima sottoscritto un prestito obbligazionario (Boc) a tasso fisso con Banca Opi (oggi Intesa San Paolo) di poco meno di 11milioni di euro, per l’estinzione anticipata di 58 mutui, per poi fare ricorso agli strumenti di finanza derivata denominati Swap. Secondo i calcoli di Giovanni Merico, il consulente incaricato dall’Amministrazione, il danno si aggirerebbe intorno ad 1milione e 270mila euro, cui sarebbero da aggiungere altri 2milioni e 750mila euro di interessi non dovuti. È in base alla diversa lettura di questi dati che Sindaco ed ex assessore si invitano reciprocamente a chiedere scusa alla cittadinanza e a rassegnare le dimissioni.

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CASARANO. Campagna elettorale al via a Casarano. Le Amministrative sono in calendario solo nel 2017 ma gli studenti degli Istituti comprensivi sono impegnati per le elezioni che il 6 febbraio porteranno alla formazione del “Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze”. I baby-candidati hanno già avviato la loro campagna elettorale, con tanto di slogan e foto, visto che in ognuno dei tre poli scolastici è stata presentata una lista di candidati. Ogni alunno avente diritto al voto (dalla quinta Primaria alla terza della Media inferiore) potrà esprimere due preferenze (per un ragazzo ed una ragazza).
I consiglieri baby da eleggere sono 16 (5 ciascuno per il Polo uno ed il Polo tre e 6 per il Polo due) e spetterà poi a loro, durante il primo Consiglio comunale che verrà convocato dal sindaco della città Gianni Stefano, eleggere il Sindaco dei ragazzi. Il Consiglio resta in carica due anni e, quindi, gli alunni di terza Media “licenziati” a fine anno verranno sostituiti dai colleghi delle classi quinte risultati tra i primi dei non eletti dello stesso Polo didattico.

Funzionamento, competenze e modalità di elezione del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze sono contenute nell’apposito regolamento approvato (all’unanimità) lo scorso 23 gennaio dal Consiglio comunale cittadino. Soddisfazione per la riuscita del progetto, “condiviso con i dirigenti dei vari istituti, viene espressa dal sindaco Stefàno e dall’assessore Laura Parrotta per i quali “scopo principale del progetto è sollecitare nei nostri ragazzi il senso di appartenenza alla comunità, rafforzare il loro senso di legalità, renderli responsabili e più vicini all’azione amministrativa, renderli partecipi dell’attività amministrativa e anche dell’attività politica della nostra città”.

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Il Palazzo comunale. In basso Claudio Casciaro: l’esponente del Cdc sollecita lo sblocco di alcune opere “strategiche”

claudio casciaro UNITI PER CLAUDIO CASCIARO consigliere casaranoCASARANO. Benché la dichiarazione di dissesto porti alla quasi paralisi dell’attività amministrativa, ci sono dei progetti e degli interventi che potranno essere portati a compimento, nonostante l’assenza di risorse finanziarie.
Si tratta, per citare alcuni esempi, della realizzazione del parco lineare di contrada Botte, nei pressi della ferrovia, e dell’ampliamento della zona Pip. In questi casi, infatti, i progetti sono già stati finanziati. Anche il canile, già ultimato, dovrebbe essere attivato. Intanto, l’Amministrazione ha aderito all’“art bonus”, il provvedimento ministeriale che permetterà di restaurare la colonna di San Giovanni e il basolato del monumento ai Caduti con finanziamenti privati. Ci sono, poi, altre importantissime opere che, pur interessando direttamente Casarano, non dipendono dall’Amministrazione comunale e che sono bloccate da tempo a causa di problemi burocratici.Proprio per far fronte comune e chiedere al Prefetto lo sblocco di tali opere, il Centro democratico cristiano-centro studi “Alcide de Gasperi”, su iniziativa del presidente Claudio Casciaro, ha promosso un incontro portando all’attenzione dei delegati delle forze politiche presenti (quasi tutte) tre importanti progetti: la realizzazione del quarto lotto dell’ospedale “Ferrari”, per altro già finanziato da anni; la costruzione della rotatoria sulla strada provinciale 69 per Collepasso; lo sblocco del bando per il completamento del tratto finale della strada provinciale 334, conosciuto dai casaranesi come “California”, che permetterebbe di snellire il traffico nella parte nord della città. «Lo spirito dell’incontro tra le forze politiche – spiega Casciaro – è stato quello di aprire una fase nuova di impegno politico, superando i rigidi schemi di appartenenza, visto anche il delicato momento che la città vive».

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CASARANO. Scade il prossimo 10 febbraio, alle ore 13, il termine ultimo per richiedere i crediti pregressi nei confronti del Comune di Casarano. Il primo atto della Commissione straordinaria di liquidazione, insediatasi lo scorso 5 dicembre in seguito al dissesto dichiarato dall’Ente, assegna, infatti, tale termine ai fini della formazione del “Piano di rilevazione della massa passiva al 31 dicembre 2013”. Quanti sono, dunque,  interessati a far valere i propri diritti debbono presentare domanda in carta libera (il modello è scaricabile dal sito Internet del Comune) al Protocollo del Comune (anche con raccomandata o Pec) indicando l’oggetto e l’importo del credito ed allegando idonea documentazione.  La Commissione di liquidazione appena insediata è composta da Michele Martuuccio (che ne è presidente), Giuseppe Sicilia e Luca Delle Canne.

Da sinistra Attilio De Marco, Francesca Fersino, Sergio Stefàno

CASARANO. Il dissesto è divenuto subito terreno di scontro politico. «La svolta che la città ci ha chiesto – afferma il sindaco  Gianni Stefàno (Forza Italia) – deve necessariamente passare attraverso l’emersione della verità delle responsabilità che conduce, purtroppo, al dissesto. È chiaro che le responsabilità del tracollo sono di altri».
«Nessuno vuole misconoscere il fardello ereditato da quest’Amministrazione – gli fa eco, nel Nuovo centrodestra, Francesca Fersino – ma in questi due anni e mezzo, tra inerzia e accuse, si è solo pensato a ricercare colpe e non soluzioni». «Non si capisce – incalza Attilio De Marco  dell’Udc (il candidato sindaco che sfidò Stefàno al ballottaggio alle amministrative del 2012) – perché oggi per giustificare l’aumento del debito si invochino problemi tecnici, mentre per le precedenti amministrazioni si additino responsabilità politiche». «Dichiarare il dissesto – aggiunge Sergio Stefàno, coordinatore del Pd – certifica il fallimento di due anni e mezzo di amministrazione di centrodestra. Auspico che il Sindaco faccia finalmente quello che da quasi tre anni minaccia: rivolgersi alla procura e denunciare i “presunti” illeciti. Il Pd non teme nulla». Pronta la replica di Forza Italia: «Se il dissesto verrà dichiarato – fanno sapere i forzisti – è perché qualcuno lo ha procurato e certamente quel qualcuno non è da identificare nell’amministrazione Stefano, così come è stato scritto a chiare lettere dalla Corte dei conti. Sin da subito il Sindaco ha denunciato la criticità della situazione precisando che si era comunque in una fase di pre-dissesto e che la strada del piano di riequilibrio andava percorsa per tentare di salvare la città». E c’è anche chi invoca le dimissioni della Giunta. È il caso del Partito comunista, che annuncia “che un eventuale rifiuto comporterebbe l’occupazione del Comune”.Chi non fa distinzione tra maggioranza e minoranza è il Meetup Casarano 5 stelle, che parla di “fallimento di questa classe politica”. «Per questo motivo – tagliano corto i grillini – chiediamo al sindaco, agli assessori ed ai consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza, di assumersi le dovute responsabilità, soprattutto morali, rassegnando le dimissioni».

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comune -- di casaranoCASARANO. Il “dissesto finanziario del Comune di Casarano” affronta la discussione in aula venerdì 24 ottobre, alle ore 16. L’appuntamento con una delle riunioni più drammatiche della storia cittadina prevede anche una seconda convocazione (dovesse andare deserta la prima) addirittura per domenica 26, alle 9, a conferma della gravità della situazione e dell’intenzione dell’attuale maggioranza di centro-destra di evitare che in aula giunga la discussione sull’approvazione del Bilancio di previsione 2014 (la convocazione dell’apposito Consiglio è per lunedì 27, alle 9). Dopo la bocciatura del Piano di riequilibrio da parte della Corte dei conti, tale documento ha, però, il parere sfavorevole della responsabile dei servizi finanziari, dei revisori dei conti e del segretario comunale. In caso di approvazione della delibera sul dissesto, verrebbe scongiurato lo scioglimento dell’Assise cittadina (salvo diverso orientamento della stessa Corte dei conti) e il secondo Consiglio comunale non avrebbe più ragione di svolgersi.

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COMUNE CASARANOCASARANO. Con il dissesto ormai ufficiale, è ancora “botta e risposta” a Casarano tra il sindaco Gianni Stefàno (Forza Italia) e le forze di minoranza. Queste ultime appena ieri sera avevano chiesto le dimissioni (“per incompetenza”) del Sindaco (nonché assessore al Bilancio), “sulla scorta di quanto emerso dalla deliberazione della Corte dei conti”. Non si è fatta attendere la replica di Stefàno (eletto nel maggio del 2012) per il quale “la svolta che la città ci ha chiesto deve necessariamente passare attraverso l’emersione della verità delle responsabilità che conduce, purtroppo, al dissesto. È chiaro che le responsabilità del tracollo finanziario sono delle passate Amministrazioni” . Resta sempre fissato per lunedì 27 ottobre, alle 9, il Consiglio comunale convocato per l’approvazione del Bilancio 2014. Il documento contabile ha, però, già il parere sfavorevole della responsabile dei Servizi finanziari e del collegio dei Revisori dei conti ed anche del segretario comunale, Giancarlo Ria, il quale in una relazione ritiene sussistano “tutti i presupposti per deliberare il dissesto”. Proprio per scongiurare lo scioglimento del Consiglio, la stessa Assise potrebbe, in extremis, deliberare il dissesto anticipando la discussione (a quel punto inutile) sul Bilancio.

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comune dei casarano - foto 2014 -  (3)CASARANO. Se entro il 27 ottobre il Consiglio comunale non approverà il Bilancio 2014, decadrà ed arriverà al suo posto un commissario straordinario. Questa l’ipotesi da scongiurare in queste ore, di gran lavorio a Palazzo dei domenicani. Ma sul Bilancio di quest’anno gravano i pareri negati dei revisori dei conti e del responsabile dell’Ufficio Ragioneria, oltre agli occhi puntati dei giudici contabili. Chi potrà mai dire “sì” a quel Bilancio? Ecco allora farsi strada – in queste ore convulse e con i protagonisti politico-amministrativi alle prese con documenti corposi e di non agevole lettura – un’altra ipotesi: il Consiglio si riunisce prima del 27 ma per dichiarare il dissesto dell’Ente. Per questa via tutti rimarrebbero al proprio posto e, in più, non si caricherebbero di responsabilità maggiori di quelle che hanno oggi.

La Corte dei conti ha già appurato che i conti del primo semestre del 2013 non hanno rispetto nessuno dei parametri previsti nel cosiddetto “dissesto pilotato”. In Comune però già sanno che pure il secondo trimestre ha avuto lo stesso andamento negativo, per cui le speranze di uscirne dal fallimento sono davvero inesistenti a questo punto. È di quest’oggi anche la relazione con la quale il segretario comunale Giancarlo Ria ritiene sussistenti “tutti i presupposti per determinare l’obbligo dell’Ente di deliberare il dissesto finanziario”. Sul piano politico si registra, infine, l’intervento di Giuseppe Coletta, membro della direzione provinciale del Pd, in difesa della società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” (il cui ruolo è finito sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei conti) e dell’Amministrazione De Masi che volle crearla nel 2010.

comune casarano nuove  (3)CASARANO. La Corte dei conti boccia il Piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Casarano e ne preannuncia il dissesto. La valutazione degli “obiettivi intermedi” relativi al 2013 porta i magistrati contabili a parlare di “un brusco peggioramento della situazione finanziaria dell’Ente”: ciò è scritto nella deliberazione dello scorso 10 settembre della “Sezione regionale di controllo per la Puglia” che questo pomeriggio il Consiglio comunale si è trovato a dover discutere, per la sua inevitabile presa d’atto, in sessione straordinaria con estrema urgenza. La Corte dei conti, dopo aver elencato una serie di “forti criticità” (“sin dal rendiconto 2007”), anticipa che il “reiterare” dell’attuale situazione porterà all’inevitabile procedura di “dissesto finanziario” con la nomina di un Commissario. In sostanza, “la reale situazione dell’Ente è di molto peggiore rispetto a quella considerata nel Piano di riequilibrio”.

Sotto accusa la “debolezza” degli strumenti messi in campo per ripianare uno squilibrio di Bilancio di oltre 14 milioni di euro ed il ruolo avuto dalla società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” costituita nel 2010 per dismettere il patrimonio comunale. “La società – scrive ancora la Corte dei conti – ha pagato al Comune il prezzo dei beni acquistati dallo stesso con soldi prestati dalla banca stessa”. Oltre ad aver venduto “solo due immobili”, la società “ha registrato varie perdite” (oltre due milioni al giugno scorso) che il Comune ha deciso di accollarsi “senza esserne obbligato”. Lo stesso fondo di rotazione concesso con l’approvazione del Piano di riequilibrio, pari ad oltre 5 milioni di euro (“tra l’altro da restituire”) non poteva essere utilizzato per le spese correnti. Malgrado il Comune abbia già comunicato l’intenzione di modificare il Piano stesso (previo parere positivo della Corte), i magistrati contabili sono categorici: “La dichiarazione dello stato di dissesto non è frutto di una scelta discrezionale dell’Ente”. La sola speranza per evitare il commissariamento è quella della “effettiva, rapida, vendita a terzi del patrimonio”.

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Municipio di Casarano

CASARANO. Cartelle di pagamento per il saldo 2013 della Tares sospese a Casarano. La drastica decisione è stata adottata dalla Giunta comunale che ha dovuto prendere atto delle “diverse incongruenze” contenute in molti degli avvisi di pagamento recapitati agli utenti. La scadenza del 24 gennaio è, dunque, destinata a slittare (ma per le sole utenze domestiche) in vista dei nuovi avvisi di pagamento che dovranno essere emessi entro marzo. Ad inficiare gran parte delle cartelle sono stati i numerosi errori riferiti, soprattutto, al numero dei componenti il nucleo familiare a causa dell’utilizzo di un archivio anagrafico non aggiornato.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...