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Gianni Stefàno, sindaco di Casarano

Casarano. «La situazione del Comune è di certo migliore rispetto ad un anno fa. Oggi abbiamo un quadro più chiaro delle difficoltà economiche da affrontare ma anche dei mezzi per poterle superare. Resto, dunque, ottimista».

Questo il pensiero di Gianni Stefàno ad un anno di distanza dalla sua elezione a sindaco avvenuta il 21 maggio del 2012.

Malgrado il Bilancio consuntivo del 2012 sia stato chiuso con un disavanzo di 7 milioni di euro, per Stefàno le prospettive restano rosee. «L’indebitamento complessivo resta di 40 milioni, e ora lo dicono anche i revisori dei conti, ma senza il peso delle ultime gestioni ci sarebbe stato un milione di euro di avanzo: questo dato indica che la strada intrapresa è quella giusta e la sola può portarci fuori dal tunnel», afferma il Sindaco del Pdl.

La strada “obbligata” è quella segnata dal “Piano di riequilibrio” che prevede “lacrime e sangue” per cinque anni, con tutte le tariffe spinte al massimo, “ma con la garanzia di poter ripianare la situazione economica anche senza l’alienazione degli immobili comunali”.

«Quello di puntare solo sulla vendita degli immobili – spiega Stefàno – è stato il limite delle precedenti amministrazioni. I ricavati sono stati molto parziali mentre i costi, con la società “Casarano città contemporanea”, molto elevati». Per questo la società di cartolarizzazione  verrà messa in liquidazione entro l’anno ed i prossimi tentativi di vendita verranno fatti direttamente dal Comune.

Malgrado le ristrettezze, comunque, c’è spazio per la programmazione di alcune opere pubbliche. «Con gli avanzi dei mutui inutilizzati potremo fare piccoli ma importanti interventi mentre per il completamento della tangenziale ai sette milioni di euro del Piano Sud si sono aggiunti tre milioni dalla riprogrammazione delle opere pubbliche della Provincia», afferma, ancora, Stefàno.

In città sarà, però, possibile (“a breve”) avere un rondò tra via Alto Adige e via De Andrè, il raccordo tra via Cisternella e via Poerio e tra via Ruffano e via Ombrone oltre alla sistemazione di via San Domenico.

Dopo aver definito “fisiologici” alcuni assestamenti tra i consiglieri della sua maggiornaza (con Gigi Stefàno eletto nella sua lista civica ma passato nel “Gruppo misto” insieme all’ex verde Marcello Torsello), Stefàno garantisce sulla solidità della sua Giunta (“non è prevista alcuna novità”).

Dopo aver dimezzato i premi ai dirigenti comunali, Stefàno punta anche al rilancio della “macchina amministrativa”: «Ma ci mancano almeno 40 unità», conclude.

Casarano. Pochi giorni ancora e Casarano saprà molto del proprio futuro. Entro il 4 aprile la Corte dei conti dovrà, infatti, fornire il proprio parere sul Piano di riequilibrio varato dall’amministrazione Stefàno per evitare il dissesto.

Per la città (ed i suoi conti)non cambierebbe, poi, molto anche perchè le tariffe e le aliquote (dall’Imu alla Tarsu passando per l’addizionale Irpef) sono già al massimo. Nell’ipotesi di un dissesto ufficiale, però, a governare l’uscita dalle “secche” sarebbe (per cinque anni) una commissione esterna mentre con l’attuale fase di “dissesto guidato” si conserverebbe la matrice “politica” dell’attività amministrativa.

Ad alleggerire il peso del disavanzo (“buco o debito che sia dobbiamo sempre risanare 37 milioni di euro”, ha affermato Stefàno) contribuisce la riduzione a mezzo milione di euro (erano due) della sanzione per lo sforamento del Patto di stabilità nel 2010 ed i quasi cinque milioni di euro previsti dal Fondo di rotazione ministeriale per gli Enti in difficoltà che arriverebbero in caso di approvazione del Piano di riequilibrio.

Queste ultime sembrano le sole risorse utili per garantire (tra gli altri) i pagamenti degli stipendi ai netturbini che continuano a scioperare per il ritardo negli stipendi.

Intanto da una ricognizione dei mutui accesi nel corso degli anni dal Comune emerge un piccolo “tesoretto” di residui non utilizzati pari a circa 1,6 milioni di euro. «Si tratta di quanto avanzato con i ribassi d’asta nella realizzazione di opere pubbliche da 20 anni a questa parte. L’ultimo mutuo contratto risale al 2008, a dimostrazione – afferma il presidente del Consiglio comunale Antonio Memmi – che sino ad allora all’Ente veniva riconosciuta una capacità di indebitamento che poi ha perso.  Queste somme potranno essere utilizzate per fare altre opere pubbliche». Memmi segnala, inoltre, come per due mutui del 2006 (da 930mila euro per strade comunali e da 263mila per la pubblica illuminazione), “il Comune abbia pagato un terzo delle rate senza utilizzare il capitale mentre in altri casi sono state perse opportunità perchè non è stato chiesto il cofinanziamento regionale”. Tale ricostruzione è, però, contestata dalle minoranze per le quali i mutui attivati tra il 2005 ed il 2008 sarebbero stati destinati ed utiizzati. «Le somme residue consentono all’attuale Amministrazione di cofinanziare la ristrutturazione di palazzo D’Elia ed il recupero del basolato antistante», si legge in una nota.

La giunta Stèfano

Casarano. Ammonta ad oltre 318mila euro il “debito residuo” del Comune di Casarano nei confronti del Consorzio Ato le/3 per le somme dovute alla ditta Geotec.

Il riconscimento formale dell’importo dovuto per il servizio di igiene urbana svolto dalla società dal giugno 2010 al luglio 2011 è avvenuto grazie ad una recente transazione approvata dalla Giunta comunale. Ha avuto termine, in tal modo, un’annosa questione provocata dalla cronica “crisi di liquidità” che ha impedito, negli ultimi anni, al Comune di Casarano di onorare i versamenti con la dovuta puntualità.

«La società si è vista privata di tutta la necessaria liquidità indispensabile per la sua stessa sopravvivenza avendo maturato, negli anni, crediti cospicui versi gli Enti. Nella vicenda di Casarano – afferma l’avvocato Letizia Di Mattina, legale di Geotec – decisivo è stato l’impegno assunto in concreto dal sindaco Gianni Stefàno e dal commissario dell’Ato Le 3 Francesco Ferraro». Lo schema di transazione approvato prevede quattro rate a cadenza mensile (oltre quella già maturata dello scorso 31 dicembre) da 60mila euro ciascuna (l’ultima sarà però di 78mila euro).

Mentre il Credito sportivo ha definito in 1.453.000 euro l’ammontare della fidejussione dovuta dal Comune per i lavori allo stadio (due sono le inchieste condotte in merito dalla Corte dei conti e dalla Procura della Repubblica), a tenere banco è sempre la precisa definizione del debito comunale.

Dopo la recente approvazione in Consiglio comunale (all’unanimità) di uno “squilibro di Bilancio” pari a circa sette milioni di euro, sono riprese le schermaglie tra maggioranza e opposizione sui numeri in ballo. Se l’Amministrazione comunale ha, infatti, ribadito che il debito complessivo è pari a circa 37 milioni di euro, il Pd è intervenuto nuovamente per “ridimensionare” tale esposizione, depurandola tra le altre voci, anche dai mutui contratti per le opere pubbliche, sino a far ritorno ai sette milioni approvati in Consiglio.

La differenza, non di poco conto, è tra quanto il Comune deve senza neppure una previsione di spesa (ovvero i debiti fuori bilancio) e quanto, invece, è ancora da pagare ma non lo è stato ancora fatto per mancanza di liquidità. In ogni caso, come affermato dallo stesso Stefàno anche nel confronto in piazza con i cittadini dello scorso novembre “non si tratta di buone notizie per le casse comunali”.

Una riunione del Consiglio comunale mentre parla il Sindaco

Casarano. Continua a piovere sul bagnato sui disastrati conti del Comune. Ad aggravare la già precaria situazione economico-finanziaria dell’Ente, dovuta ad un buco quantificato ora ufficialemnte in 6 milioni e 800mila euro, il mancato trasferimento statale da 1 milione e 300mila euro a causa dell’errata compilazione del bilancio 2010.

È questa la conseguenza della pronuncia della Corte dei conti in merito ai rilievi avanzati sul Bilancio del 2010. A darne notizia è stato lo stesso presidente Antonio Memmi nel corso dell’ultimo Consiglio comunale.

In base a quanto rilevato dalla magistratura contabile, il Comune avrebbe dovuto sforare il patto di stabilità per 2 milioni di euro già nel 2010.

Intanto, l’Assise cittadina ha provveduto, con il voto unanime di maggioranza e minoranza, al riequilibrio di Bilancio. Dei 6 milioni e 800mila euro, tre saranno coperti con risorse dell’Ente e la restante parte sarà inserita nel piano di riequilibrio pluriennale. A determinare lo squilibrio ha contribuito la mancata vendita dei beni immobili messi all’asta dal Comune. L’equilibrio del Bilancio 2012, infatti, si reggeva sull’alienazione del patrimonio non strategico.

Il fatto che nel 2013 alle casse comunali verranno a mancare  1 milione e 300mila euro di trasferimenti statali, e che continua ad incombere sul Comune la fidejussione da 1milione e 350 mila euro a favore della Virtus Casarano per i lavori di ampliamento e ammodernamento dello stadio comunale, rende la situazione ancora più preoccupante.

E se c’è chi, come i consiglieri della civica “Liber@città” Francesca Fersino e Massimo D’Aquino decidono di far confluire le rispettive spettanze in un fondo per le famiglie disagiate da istituire ad hoc, non manca chi, come i consiglieri della lista “Gianni Stefàno sindaco”, accusa la Fersino e D’Aquino di demagogia.

Insomma, non sembra esserci pace a Casarano.

Ciò che manca, a volte, è forse quel buon senso tipico degli anziani. Quegli anziani dei quali si è tornato a discutere tra i banchi dell’assemblea cittadina. Il Consiglio ha, infatti, approvato all’unanimità il nuovo regolamento del Centro anziani.

La modifica più importante riguarda l’aumento dei componenti del direttivo che passeranno da cinque a sei, ai quali si aggiunge il delegato del Sindaco. Lo scopo è quello di evitare che si creino situazioni di stallo come quella attuale, per uscire dalla quale, si è deciso di eleggere il sesto componente che, con il suo voto, potrà sbloccare l’iter di individuazione del nuovo presidente del Centro e far rivivere a pieno la struttura.

Alberto Nutricati

Casarano. Il Bilancio arriva in Consiglio comunale “solo” lunedì 12 novembre (per la perdurante – e sospetta – assenza del parere del collegio dei Revisori dei conti) ma è da Bari che Casarano attende di conoscere il proprio destino.

Il giorno dopo, infatti, il sindaco Gianni Stefàno dovrà fornire alla Corte dei conti “adeguati chiarimenti” in merito al Bilancio del 2010. «La Corte ci ha già informato che alla data del 31 dicembre del 2010 il Comune di Casarano era un ente strutturalmente deficitario per l’errata compilazione del conto consuntivo», ha affermato Stefàno nel corso di un recente Consiglio comunale.

Si tinge, dunque, di tinte sempre più fosche il futuro per il Comune alle prese con un debito fuori bilancio “accertato” di circa due milioni di euro ed un buco da 35 milioni di euro (come più volte indicato dallo stesso primo cittadino) di indebitamento complessivo comprendente, cioè, anche i debiti già previsti in bilancio.

Per far fronte ad una situazione “fortemente critica” e provare a superare il pericoloso  precedente del Patto di stabilità sforato nel 2011 (con la gestione commissariale), l’amministrazione Stefàno ha spinto al 9,6 per mille l’Imu sulle seconde case riuscendo, però, a scongiurare (almeno per ora) l’aumento di un punto percentuale dell’Irpef (che avrebbe fruttato 140mila euro).

Le nuove aliquote sono state, però, accompagnate dalla polemica sui benefici concessi alle imprese costruttrici che (al contrario dei privati) potranno ridurre l’imposta del 50 per cento, per tre anni, sugli immobili invenduti. A tutto ciò occorre aggiungere anche le rate da pagare al Credito sportivo per i lavori di ristrutturazione dello stadio comunale.

«La Virtus Casarano non ha pagato le prime due rate per cui il Comune, che con la precedente Amministrazione De Masi si è reso garante, dovrà ora provvedere al pagamento», ha affermato Stefàno. Visto che l’importo complessivo è pari ad 1 milione e 350mila euro, per il Comune non resta che sperare nella vendita degli immobili.

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Casarano. Imposte versate dai contribuenti, incassate dalla società di riscossione ma mai girate al Comune. Ora il rischio è che chi ha fatto il furbo non pagando l’Ici dal 2004 al 2007 l’abbia vinta. In conseguenza di ciò un ammanco da paura per un Comune già ampiamente indebitato. Il buco sarebbe di 2,7 milioni di euro “già accertati e non riscossi”, come affermato dal sindaco Stefàno.

Il Comune di Casarano

«Dopo la liquidazione di Tributi Italia, la società di riscossione che aveva cercato di subentrare ad Ipe nella gestione del servizio, le Amministrazioni che si sono succedute, comprese quelle commissariali, non sono riuscite a recuperare né le somme né i fascicoli che per due anni sono rimasti a 100 metri dal Comune. Solo poche settimane fa abbiamo chiesto la documentazione per non perdere il gettito dal 2004 al 2007», ha affermato il Sindaco.

L’accusa di “immobilismo” è stata, comunque, rigettata da Francesca Fersino, già vicesindaco con la precedente amministrazione De Masi. «Con Tributi Italia c’è un contenzioso perché non si accettò la cessione fatta da Ipe. All’epoca si invitò anche la società a restituire tutta la documentazione», ha affermato l’esponente di Liber@città.

Stessa linea difensiva adottata anche da Gabriele Caputo (Pd), a sua volta vicesindaco con l’amministrazione Venuti. «Il vero problema dell’ente è la mancanza di liquidità legata alla vicenda Tributi Italia. Inoltre  – ha affermato il consigliere provinciale – è del febbraio scorso la tardiva emissione dei ruoli relativi alla Tarsu del 2010 sul 25 per cento dei contribuenti per1,5 milioni di euro».

Il fallimento di Tributi Italia ha, comunque, avuto rilevanza a carattere nazionale per i tanti Comuni (circa 400) “beffati” dalla società di riscossione. Proprio lo scorso mese l’amministratore delegato della spa è stato arrestato dalla Guardia di finanza con l’accusa di peculato.

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