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Maglie – L’Amministrazione e Biblioteca comunale con il sostegno di alcune associazioni culturali vogliono ricordare le persone che hanno segnato la storia recente della città: poeti, scrittori, intellettuali che nella scuola hanno “cresciuto” intere generazioni di giovani. Dopo il poeta Salvatore Toma nel mese scorso, ora è il turno dei due Micolano, Mario e Claudio, entrambi umanisti: il primo docente di italiano e latino per tanti anni presso l’Istituto magistrale e poi nel liceo Capece; il secondo, docente di latino e greco, figura dominante  per decenni nel liceo Capece. Ora la Fondazione Capece, L’Alca e l’Amministrazione comunale, venerdì 13 luglio,  nell’atrio esterno della Biblioteca (ore 21), ricorderanno le due personalità con la presentazione del libro “Poesie e saggi” a cura di Giuliana Coppola e Salvatore Coppola.

Con Claudio (foto, scomparso a 87 anni nel 2010) in parecchi hanno condiviso l’insegnamento al Capece ed i sei anni di Tempo d’Oggi, dal 1974 al 1980 (come chi scrive questo articolo).  Tempo d’ Oggi è stato un quindicinale che ancora oggi viene citato, una miniera di notizie, di ricerche storiche sul territorio, su cui hanno scritto intellettuali, storici e poeti di Maglie  come Nicola De Donno, Emilio Panarese, Salvatore Toma, ma anche della provincia come Vittorio Zacchino di Galatone, Domenico de Rossi di Gallipoli, Donato Moro di Galatone, Donato Valli di Tricase, Ercole Ugo D’Andrea di Galatone. Come dire le migliori menti del periodo e oltre. Le prose di Claudio Micolano sono raccolte in “Uomini e formiche” e “Prose (due un soldo)”, le sue poesie  in “Crepuscolo” e “S’è chiuso il cielo”, ma numerosi sono i suoi contributi sulle riviste culturali dell’epoca.

Claudio Micolano e Tempo d’oggi Claudio Micolano è presente nella redazione del giornale già dal primo incontro quando in pochi si decise di dare vita a un giornale quindicinale. Il  suo primo pezzo è sul secondo numero  e inaugura una serie di interventi in cui la condizione presente viene confrontata con quella del passato, frutto di memoria personale  o di ricerca documentaria. La nota dominante è la nostalgia di un tempo che non tornerà più. “Com’era verde il mio paese” si intitola il primo pezzo in cui Micolano constata la  natura violata dalla speculazione edilizia  e ricorda con nostalgia “i campi verdi digradanti sul declivio dell’umile serra… dalla contrada Palicella alla Poligarita”. I suoi articoli, tutti lunghi e documentati (d’altronde si trattava di un quindicinale)  ruotavano intorno a precisi nuclei tematici:

La città  Numerosi i pezzi che analizzano la situazione di Maglie. Quello sul n. 6/74,  intitolato “La vecchia signora”, è di stridente attualità, sembra scritto oggi. Micolano fa l’analisi della mancata crescita demografica di Maglie a differenza degli altri centri salentini.  C’è un’accurata indagine sulle cause: mancanza di fonti di lavoro sufficienti e adeguate, priorità ed eccellenze perse nel campo dell’artigianato e del commercio. C’è sempre attenzione agli aspetti quotidiani della città: n.15-16/74 “Finalmente il parco giochi a Maglie” (il parco della Rimembranza); n.21/74  “Il mercato del sabato” descritto minuziosamente usando il registro narrativo; 2/75 “Il problema della biblioteca” (invoca più personale e intervista il sindaco Salvatore Fitto); n 10/75 “È tempo ormai di provvedere: basta con le promesse” riferito alle condizioni del centro storico in degrado; “Non scandali, ma buoni consigli”(n.3/78), Maglie ridotta a uno stagno dove “non si muove nulla”.

Turismo: è un tema caro a Micolano. Sul n10/74 nel pezzo intitolato”Puglia, svendesi villaggi turistici” riflette e commenta su  una visita di giornalisti stranieri; sul n.12 del medesimo anno nota con disappunto le tendopoli abusive ai laghi Alimini;  nel n. 19/ 75 “La calata dei forestieri” fa alcune  riflessioni sul turismo fiorente solo in apparenza (vacanze brevi, turismo di lusso per pochi); nel n. 6/77  analizza “Colpe ed errori del turismo nel Salento” e allo stesso tema dedica l’editoriale  “Tirando le somme” nel n. 15 del medesimo anno; nel  n. 4/78  coniuga il turismo con l’archeologia “S. Cesarea Terme”; “Problemi turistici del Salento: Castro” è il titolo di un pezzo sul n.7 del medesimo anno; “Se dunque non ci difendiamo da soli, chi ci difenderà?”, riflessioni sui “grossi complessi di società fantasma” (n.10/78).

Artigianato e artigiani.  Sempre attento all’evoluzione dell’artigianato (e in alcuni casi ne registra la scomparsa); riflettori accesi  sulle figure di artigiani ancora attivi e sui mestieri che sono scomparsi. n 12/75 “C’era una volta l’artigianato magliese e ora c’è ancora”, riferito alla mostra organizzata dall’Arci; n.4 /77 “Chi salverà l’artigianato?”, a proposito ancora della mostra; n. 9/77 “Mostra artigiani,  farsa o tragicommedia”. Si interessa ancora delle sorti della mostra (“A conclusione di una mostra” n.16/78) e segue la realizzazione dell’area artigianale (“A che punto è a Maglie l’area artigianale” n.6/78; “La metropoli degli artigiani” n.17/78.   Tratteggia con puntuale precisione le figure di alcuni artigiani-artisti: “Enrico Vincenti” (n.11/74); “Ricordo di mesciu Pippi Panarese” (n 2/75); “Adolfo Piccinno l’ultimo artista del legno” (n.11/76); Giuseppe Vella (n.21-22/76);  “Ricordo di un maestro, Pippi Conte” (8-9/79). Recupera con ammirevole precisione i mestieri che sono scomparsi o sono ormai in fase di estinzione: “Lu zzucaru” (n.18/75); “Lu falegname d’arte grossa (n.21/75); “Lu mbrellaru cconzalimmi e ggiustacofane” (n5/76);   “Pellettari o “cunzaturi”, storia delle pelletterie a Maglie attive dal 700, ricerca storica e descrizione dell’ultima quella dei fratelli Tondi (n 7/77); “Lu guarnamentaru”(12/79). In tutti i pezzi, tutti molto lunghi e articolati, una descrizione precisa e minuziosa degli strumenti e delle tecniche senza trascurare gli aspetti ”umani” in cui traspare la solidarietà di fondo con la gente semplice e operosa.

Economia e problemi connessi Apparentemente in contraddizione con la sua formazione classica è il corposo numero di articoli che trattano di economia di ordine generale e in modo specifico locale. Micolano su questo tema si muove con disinvoltura (senza pretese di scientificità) partendo a volte da articoli e riflessioni apparsi su giornali nazionali, oppure traendo spunto da occasionali colloqui con i commecianti locali.  “Crisi e disordine del commercio” (n. 22/74; sul medesimo numero tratteggia la figura di Giuseppe Romano “tra commercio e teatro”; “Spigolature d’economia”(n.2/75),   vista da un comune cittadino dalla parte dei consumatori;  sul n. 23/75  affronta la crisi del tabacco “Per il Sud non c’è speranza”; “C’era una volta l’agricoltura”  sulla  mancanza di politica agricola, crisi della terra collegata alla crisi della società (n. 12/76); “ Economia oggi” (n. 21/77). Strettamente legato all’economia il problema dell’emigrazione : n.17/74 “ La crisi dell’emigrazione”;  nel numero successivo ritorna sull’argomento dopo il referendum in Svizzerra favorevole alla permanenza dei lavoratori stranieri. “Ha vinto il lavoro”- scrive- e si augura che in futuro si possa parlare non di “lavoratori all’estero” ma di “fratelli”.

Scuole  Da uomo di scuola ha a cuore tutti gli istituti  di Maglie e si occupa in particolare di quelli che hanno qualche disagio per penuria di locali: n 25/74 “Ancora critica la situazione di alcune scuole a Maglie”, in particolare il Tecnico industriale  professionale femminile e il  Tecnico commerciale; “Dopo la tempesta” la situazione  del professionale per l’industria e l’artigianato (n.2/76); sul n. 3/77 “Tavola rotonda al Lions club sulla riforma della scuola superiore”;  sul n.16/77 “Obiettivo scuola”, caos di inizio anno visto anche  nelle ripercussioni sulle famiglie; infine due puntate (n.17-18/77) “Obiettivo scuola”, analisi della condizione di tutti gli istituti scolastici.

Difesa delle tradizioni  Attenzione alle tradizioni che sono scomparse o che cambiano:Tradizioni che cambiano”   nostalgia per le tradizioni natalizie (n.1/75); n.11/75 “San Nicola  di ieri e di oggi” (n.11/75); “La fiera dell’Addolorata” (5/76) . La difesa delle tradizioni è legata  al rispetto e alla considerazione degli anziani: n. 26/75 “Non c’è spazio per i vecchi”; n. 12/77 “Questa casa è di tutti”, atti di vandalismo nella casa di riposo in costruzione;  n. 7/79 ”La casa di riposo a Maglie è una realtà”

La politica  Rimane lontano dalle passioni politiche che agitavano gli animi in quegli anni.  La sua posizione può essere riassunta da un editoriale scritto sul n.4-5 del 74 in prossimità del referendum sul divorzio  “Facendo il punto”  è il titolo del pezzo. Ecco la sua posizione” Chi scrive non fa in genere politica, ma segue gli avvenimenti da lontano (non è bello, lo so, ma è comodo), e può spesso tirar le somme d’un fatto con tranquilla obiettività”. Così nel n.17/75 coglie delle recenti elezioni lo spreco dei manifesti elettorali, “Peccato, quanto spreco” è il titolo significativo. In ogni argomento che affronta riaffiora il senso della misura e dell’equilibrio ereditato dal suo amore per il mondo classico.

Recensioni e racconti  Sono gli ambiti in cui si trovava completamente a suo agio.  Da segnalare le numerose recensioni (sempre puntuali e mai servili)  che seguono la produzione (in particolare saggistica) provinciale.  Col n.22 del 21dicembre  del 78  Tempo d’Oggi cambia formato, non più quello “lenzuolo”  ma uno ridotto e maneggevole. Non cambia solo il formato, cambia anche lo spirito che aveva animato i primi tre anni.  Dal quel numero in poi  prendono il sopravvento gli articoli da terza pagina con collaborazioni esterne pregevoli che si aggiungono alle eccellenti competenze interne alla redazione (Nicola De Donno, Emilio Panarese, Verofilo D’Amanzo, Nello Sisinni). Claudio in ogni numero, fino all’ultimo del 20 dicembre 1980,  scrive un racconto: il primo si intitola “La vendetta delle formiche”, l’ultimo “Ignavos redimunt Musae (ovvero: la forza della poesia)”.  Tutto da rileggere.

 

 

 

Stefano Minerva

Gallipoli – “Leggendo l’esposto di “Gallipoli Futura” pubblicato sui media locali,  mi sono meravigliato che non sia stata interessata anche la Corte  europea dei Diritti dell’Uomo, considerando l’elenco di enti coinvolti  da parte di chi tenta di spostare l’agone politico dalle aule consiliari  a quelle contabili, amministrative e penali”: comincia così la replica del capo dell’Amministrazione comunale, Stefano Minerva, alla conferenza stampa del gruppo di opposizione guidato da Flavio Fasano, in cui è stato annunciato l’invio di un esposto riguardante il bilancio di previsione 2018-20, la gestione dei rifiuti con presunti aggravi sulle tasche dei cittadini, il contributo per il “Carnevale 2018” (articolo più dettagliato su questo sito).

. “Purtroppo credo che  l’ironia sia il solo modo per rispondere a chi, da due anni a questa  parte, ha l’ossessivo pensiero di attaccare quest’Amministrazione  comunale – prosegue il Sindaco Minerva – e non riuscendoci a livello politico, sposta l’asticella sul  versante giudiziario lo stesso che, ogni volta che è stato adito, ha  soltanto legittimato l’operato della civica Amministrazione. Non è la  prima volta e, conoscendo qualcuno, credo proprio non sarà nemmeno  l’ultima”. L’obiettivo dell’associazione culturale e politica sarebbe insomma – per il primo cittadino quello di screditare “ogni atto dell’Esecutivo cittadino, non avendo ancora digerito il democratico responso di due anni fa”,, fino a criticare anche atti e provvedimenti “già consolidati dalla prassi amministrativa: “Lampante, a tal  proposito – rileva Minerva – è la questione della pulizia della spiaggia della Purità, che  si fa da sette anni e che ha visto altre amministrazioni, politiche e  commissariali, adottare lo stesso atto che anche noi, come lo scorso  anno, abbiamo approvato. Solo che se la firma è del sindaco Minerva si  deve necessariamente gridare allo scandalo, perché questa è  l’opposizione del “tutto va male” anche di fronte ad azioni positive per  la comunità cittadina”.

Circa le questioni sollevate  dall’esposto “urbi et orbi” (spedito alla Corte dei conti di Puglia, Guardia di finanza di Lecce, Ispettorato per la Funzione pubblica e Ministero Economia e finanza di Roma) “avrò modo e tempo di replicare in modo  puntuale e preciso a quanto messo nero su bianco dai denuncianti che  hanno avuto tempo e modo di dileggiare anche il Dirigente del Settore  finanziario, cui invece va tutta la stima e solidarietà mia personale e  dell’Amministrazione comunale per le capacità tecniche e le qualità  umane”. “Per adesso posso dire – conclude il Sindaco – che si tratta di atti e procedure vagliati  ed approvati tecnicamente, per la regolarità, da un organo terzo quale è  quello dei Revisori dei conti, su cui si gettano ombre soltanto perché,  per l’appunto, ha attestato la legittimità del nostro operato. Intanto,  mentre qualcuno concentra le proprie energie per prepararsi al prossimo  esposto ed all’ennesima denuncia, noi continuiamo a governare ed  amministrare nell’interesse esclusivo di questa comunità cittadina”.

Spongano – Sfida a tre per le Amministrative del 10 giugno che non vedono nella competizione l’ex sindaco Antonio Candido, che ha deciso di non ricandidarsi. Tre liste per un paese che non raggiunge i 4mila abitanti, così come avvenne nella scorsa tornata elettorale.
La lista “Uniamo Spongano” è capeggiata da Salvatore Donno, tecnico radiologo (classe 1959) che si presenta per la terza volta nella competizione per l’amministrazione della sua città. L’attuale squadra è formata da: Oronzo Carluccio, Angelo Gabriele Bonavoglia, Fernando Scarciglia, Giovanni Rizzelli, Vittorio Corvaglia, Valentina Giannelli, Gabriele Vittorio Petruzzo, Alfredo Rizzello, Michele Pandarese, Roberto Picci, Aurora Schifano, Ippazia Vittoria Borlizzi.
“Uniti per la svolta” è lo slogan della squadra capeggiata da Alfredo Marti, (classe 1964) impiegato, ex presidente della Pro loco: Marcello dott. Bramato, Salvatore dott.Casarano, Daniele Casciaro, Rocco Coppola, Giuseppe Corvaglia, Paolo Lanzilao, Giovanni Marti, Patrizia Marti, Maria Elena Santa Pedone, Consuelo Maria Rizzello, Giovanni Rizzo,Vincenzo Tarantino. Quest’ultimo è stato consigliere di maggioranza nella passata amministrazione.
La lista “Progetto Spongano” schiera come candidato sindaco Luigi (detto Gigi) Rizzello (classe 1965) dipendente della Provincia di Lecce. I candidati: Vittorio (detto Giuseppe) Alemanno, Ivan Giuseppe Alemanno, Serena Bramato, Michele Casarano, Marco De Ronzo, Oronzo Donadeo, Stefano Donadeo, Claudia Lecci, Antonio Alberigo Marti, Giancarlo Marti, Paolo Paiano, Rocco Costantino Rizzo.
Nella tornata elettorale di cinque anni fa si era imposto Antonio Candido, avvocato, a capo della lista “Impegno e coerenza”. Dopo una battaglia serrata, risultò vincitore con un vantaggio di appena 26 voti: 890 (pari al 34,63%) contro Salvatore Donno che si fermò a 864 (pari al 33,61%) con la lista “Rinascita di Spongano”, e Felice Gerardo Rizzelli a 816 voti (31,75%) con la lista “Spongano si rinnov@.

Santa Cesarea Terme – Si chiama “Insieme con responsabilità” la lista capeggiata dal sindaco uscente Pasquale Bleve, medico, 45 anni, che scende in campo per il secondo mandato. Maria Corvaglia, avvocato, 43 anni, già consigliere di amministrazione della società Terme spa, guida la seconda lista “Costruiamo insieme il futuro”.

Ecco la squadra del sindaco uscente: Giovanni Baldassarre, Annalisa Ciullo, Fedele (detto Lele) Corsano, Massimiliano (detto Massi) Cristiano, Salvatore Damiano, Giovanni De Paolis, Simone De Rinaldis, Antonio Giunco, Lucio Guida, Giuseppe (detto Pino) Maggio, Stefano Maiorano, Cristopher Mariano. Una sola donna,nella maggior parte candidati nati negli anni Settanta.

L’avvocato Maria Corvaglia, madre di tre bambine, è la candidata sindaco che guida la seconda lista. I candidati: Raffale Mangia, Raffaele Bleve, Carolina Cretì, Franco Cretì, Rosario Rizzello, Francesco Elia, Loredana Galati, Antonio De Santis, Ivan Raffaele Maschio, Anna Rita Cursano, Sergio Antonio De Notarpietro, Salvatore Giovanni Galati.

Cinque anni fa, nella tornata elettorale del 26-27 maggio 2013, Pasquale Bleve ottenne un grande successo contro lo sfidante, il sindaco uscente Daniele Cretì. La distanza fu netta: Bleve ottenne 1.292 voti (il 62,71%) con la lista “Cambiare si può” contro i 768 voti di Cretì, il 37,28% con la lista “Continuità e sviluppo”. Anche l’affluenza fu alta, il 79,93%.

Giurdignano – Sfida tutta al femminile a Giurdignano tra la sindaca uscente Monica Gravante (a sinistra) e Giovanna Accoto, ex consigliera comunale d’opposizione per la conquista o la riconquista del Comune.
Monica Gravante (avvocato, classe 1966), un figlio di 19 anni, guida la lista “Sempre insieme verso il futuro” con questi candidati: Maria Cristina Accoto, Amedeo Ciullo, Alessandro (detto Sandro) Cursano, Emilio Pantaleo D’Aurelio, Fabio Protopapa, Fabrizio Ricchiuto,Orazio Salvatore Santoro, Gabriella Vilei, Antonio Vizzino, Immacolata (detta Ada) Vizzino. Lista con tre donne formata prevalentemente da giovani nati tra il 1994 (Maria Cristina Accoto e Orazio Santoro) e il 1969 (Antonio Vizzino).

Giovanna Accoto, (classe 1974) dipendente di un’azienda pubblica, mamma di un bambino di 12 anni, guida la lista “Giurdignano, impegno e condivisione”. Ecco i dieci candidati: Donato Cristiano (detto Cristian) De Giuseppe, Salvatore Coia, Luca D’Aurelio, Vincenzo Edoardo (detto Enzo) Fanciullo, Danilo Fiore Felline, Giovanni Ferramosca, Oronzo Mariano, Marco Merico, Emanuele Pellegrino, Davide Serrano. Nessuna donna, candidati nati tra il 1990 (Salvatore Coia) il più giovane, e il 1963 (Vincenzo Fanciullo) il più anziano.

Nella tornata elettorale di cinque anni fa Monica Gravante, già capogruppo di opposizione, raccolse 850 voti pari al 61,06% dei consensi a capo di una lista civica “Insieme verso il futuro”, battendo Pasquale Rizzo, vicesindaco uscente dell’amministrazione di Donato Fanciullo, che si fermò a 542 preferenze (38,93%) a guida di della lista civica” Uniti per Giurdignano”. L’affluenza fu molto alta l’81,09%, come di solito accade quando si tratta di Amministrative nei piccoli centri in cui quasi ogni famiglia ha un candidato da difendere.

Santa Caterina (Nardò) – Amare e prendersi cura della propria città e delle sue marine. I prossimi 4 e 5 maggio, l’Amministrazione comunale di Nardò, su iniziativa del consigliere Tony Romano (foto) con la collaborazione dell’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, promuove a Santa Caterina la prima edizione di “Amare in fondo”, dedicata alla pulizia dei fondali marini.
Briefing alle ore 8 e a seguire immersione nel mare della marina neretina in sinergia con la Pro loco Nardò e Terra d’Arneo, il supporto tecnico-operativo di Andrea Costantini di “Costa del Sud Diving Service” e quello logistico di Alessandra De Trane di “Marina Santa Caterina srl”.
Dopo la pulizia dei fondali in questi due giorni, l’iniziativa propone un momento di riflessione. Il 10 maggio è in programma una conferenza con i ragazzi del Polo 1 dell’istituto scolastico di piazza Umberto con lo scopo di visionare il materiale fotografico e video della pulizia effettuata per sensibilizzare le future generazioni all’amore e alla salvaguardia dell’ambiente. Il tutto grazie alla collaborazione con “Bianco Igiene Ambientale” che si occuperà dello smaltimento dei rifiuti. Durante la conferenza interverranno le istituzioni locali e Carlo Longo, presidente della Pro loco Nardò e Terra d’Arneo.

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Casarano –  “Lettera aperta alle associazioni di Casarano” è l’oggetto dell’invito rivolto dall’Amministrazione comunale alle realtà cittadine attive nel sociale per programmare le varie attività. «Questa Amministrazione comunale – si legge nel manifesto affisso – ha la necessità  di ascoltare le associazioni formalmente costituite e operanti nel territorio in qualsiasi settore, al fine di stilare un programma condiviso sulle attività per l’anno in corso».  Per questo  motivo i rappresentanti delle vari realtà associative sono invitati a prendere parte all’incontro di martedì 8 maggio, alle ore 18, presso l’Aula consigliare. Il compito di coordinare le varie attività è stato affidato alla consigliera comunale Fabiola Casarano (foto), delegata all’associazionismo. Con l’occasione verrà pure avviato un aggiornamento dell’Albo comunale della associazioni fermo a qualche anno addietro e in molti casi mancante di alcuni dati (quali email e numero di cellulare di riferimento).

 

Gallipoli – Fosche nubi, in questo scorcio anticipato di estate, sulla festa di Santa Cristina, tradizionale e storico appuntamento di luglio. “Il comitato per la Festa di Santa Cristina rinuncia, suo malgrado, all’organizzazione dell’ edizione 2018 per tempi tecnici ristretti”, si legge in una nota affidata a Piazzasalento dal presidente Benito Carrozza, da Alberto Greco e dagli altri animatori di una festa che l’anno scorso (nella foto di Franco Mantegani), con le loro cure, ha raggiunto i livelli delle migliori edizioni edizioni degli ultimi decenni.

La “resa”, sicuramente dolorosa da parte dei realizzatori materiali dell’avvenimento sul versante civile, ha – a detta di Carrozza e soci – queste motivazioni: “Ad oggi, dopo mesi e mesi di richieste di un tavolo tecnico, istanze anche a mezzo protocollo oltre che verbali e in forma privata rivolte all’ Amministrazione comunale, al vicesindaco e al Sindaco, nella quale si paventava anche l’ abbandono dell’ organizzazione della festa patronale, senza ricevere risposte esaurienti, dobbiamo comunicare che non siamo più in grado di sostenere la Festa a causa di lacune enormi nella progettazione”. C’è il delicato nodo delle misure di sicurezza (trascinate la scorsa edizione fino alle ore immediatamente precedenti i festeggiamenti. Ci sono i problemi relativi a viale Bari e via Foggia, per tre giorni invase da chioschi e baracche di ogni tipo, con relative proteste dei residenti. Ma non solo.

Aggiunge il presidente: “Non abbiamo alcuna certezza, nessuna risposta ufficiale, ancora peggio gli appuntamenti vengono rimandati in continuazione dal 2017, tutto questo va a discapito della pianificazione pratica della festa, per i contratti con le ditte di allestimento delle luminarie, con nomi rinomati che abbiamo perso per mancata risposta in tempi utili”. Sembra che alcune ditte di primaria importanza nel settore proprio delle luminarie non siano più disponibili perché impegnate altrove. Inoltre, il comitato avrebbe in animo di organizzare quest’anno un appuntamento saltato nell’edizione dell’anno scorso, cioè lo Street food: “Come si può facilmente immaginare, senza alcuna certezza non ci è possibile contrattare con i professionisti del settore senza evitare probabilissime magre figure, screditando la serietà dell’ evento”. “Sono sinceramente rammaricato – conclude Carrozza – per lo scarso interesse che la festa suscita all’ interno della programmazione comunale, quando probabilmente dovrebbe essere il primo pensiero riguardo le manifestazioni estive. Resta il fatto che ad oggi, quindi ad  appena due mesi dalla festa, il nostro comitato organizzatore non ha nessuna base solida da cui partire e le incertezze sono decisamente maggiori rispetto alle reali possibilità”.

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Nardò – Nessuno sforamento del patto di stabilità e nessun debito nascosto per evitare di superarlo, esponendo il Comune e se stessi a sanzioni: lo ha stabilito oggi la Corte dei conti di Bari che era entrata in campo per opera di un esposto firmato da coloro che poi sarebbero diventati Sindaco (Giuseppe Mellone) e vicesindaco (Oronzo Capoti) con principale obiettivo da colpire la Giunta di Marcello Risi. Sono quindi in regola i conti dell’anno 2012, ben sotto la soglia massima consentita dal “patto”.

La richiesta della Procura della Corte dei conti a carico di 16 persone Il caso era scoppiato, con dure valutazioni politiche e richiesta di dimissioni di consiglieri dell’epoca “implicati” e ancora a Palazzo Personé, nel 2012, poco dopo l’elezione a Sindaco di Risi dopo un mandato di Antonio Vaglio con commissariamento prefettizio finale. A dare fuoco alle polveri erano stati gli allora consiglieri di opposizione Mellone e Capoti. che chiesero alla Procura della Corte dei conti di accendere un faro sui numeri di quel bilancio. Nello stesso anno partì per Bari il rapporto di Risi. La Procura, nel dicembre scorso, aveva presentato il conto, con penalità a carico di 15 persone:  Giuseppe Leopizzi (segretario generale, circa 17mila euro), Maria Josè Castrignanò (dirigente, 8.217 euro), Antonio Tiene (presidente del Consiglio comunale, dimessosi nel 2015 e non ricandidato alle comunali 2016; 15.415 euro); i consiglieri comunali favorevoli col proprio voto al bilancio sotto accusa, molti dei quali non più in carica: gli allora Udc pro-Risi Pierpaolo Losavio (1.512 euro) e Totuccio Calabrese (2.646 euro), nel 2016 il primo non si è ricandidato mentre il secondo, candidato con Vaglio, non è stato eletto; Rocco Luci (1.512); 2.268 euro a Daniele Piccione (eletto nel 2016 nel Pd pro-Risi e oggi capogruppo dei Democratici in Consiglio comunale); 756 euro a Gianni Gaballo (nel 2016 candidato non rieletto in una lista pro-Risi), 1.890 euro di sanzione a Daniele Parisi e 2.268 euro ad Antonio Cavallo (entrambi nel 2016 candidati nel Pd e non rieletti); 2.268 euro a Roberto My (pro-Risi sia nel 2011 che nel 2016, oggi consigliere comunale di Art.1 subentrato a Palazzo Personé dopo le dimissioni di Marcello Risi nell’aprile scorso); 2.646 euro a Sergio Vaglio (non ricandidatosi nel 2016); 2268 euro per Andrea Frassanito (nel 2016 candidato non eletto con Vaglio), 2646 euro per Michele Muci (nel 2016 candidato non eletto in lista pro-Risi), 2.268 euro per Maria Antonietta Coppola (nel 2016 candidata non eletta in lista pro-Risi).

La linea di difesa di Risi «Il fantomatico sforamento del patto di stabilità nell’anno 2012 è assolutamente infondato in diritto e gravemente lacunoso nella ricostruzione dei fatti – aveva replicato l’ex Sindaco Risi – la mia amministrazione si è limitata a riconoscere, dopo un faticosissimo lavoro istruttorio, milioni di euro di debiti fuori bilancio ereditati dall’Amministrazione del dott. Antonio Vaglio e dal commissario di governo e occultati con diversi escamotage prima dal Sindaco che mi ha preceduto e poi dal commissario che ha retto il Comune fino al maggio 2011”. «Con la memoria che depositeremo – aveva preannunciato Risi – dimostreremo che i gravissimi fatti sui quali la Procura della Corte di conti dovrebbe senza indugio indagare (il mio primo esposto è datato 2012) sono quelli relativi agli anni 2009 e 2010 e ai mesi del 2011 a gestione commissariale. Spero che venga presto fissata l’udienza. A quel punto racconterò in dettaglio alla Corte quello che è accaduto al Comune di Nardò prima del mio insediamento e nessuno potrà più fare finta di non sapere».

Comune condannato a pagare le parcelle degli accusati: 15mila euro circa Non ci sono al momento repliche e commenti sulla sentenza della Corte dei conti pugliese. Dal documento dei magistrati si evince che non sono state messe in atto manovre dolose finalizzate a non conteggiare circa 800mila euro di debito fuori bilancio. Nel caso in cui fossero stati riconosciuti e pagati entro il 2012, ugualmente il Patto di stabilità non sarebbe stato infranto. Dato conclusivo: a seguito della sentenza, il Comune è stato condannato a pagare le parcelle dei legali nominati dagli accusati a propria difesa. Si tratta di circa 15mila euro.

 

 

 

Gallipoli – Nessun dissequestro, neanche parziale, per la sola area concerti: la situazione urbanistico-edilizia è tanto complicata da rendere “arduo” un passo simile, pure compiuto l’estate scorsa – a sequestro vigente – dal 3 maggio per consentire l’attività del luogo d’intrattenimento tra i più famosi d’Italia ed anche fuori: il Parco Gondar. Non sono bastate le 55 pagine ed i 13 allegati presentati il 17 scorso al Tribunale che sta esaminando la presunta lottizzazione abusiva operata nella zona. Agli avvocati Michele Bonsegna, Sabrina Conte, Ladislao Massari e Carlo Viva i magistrati hanno risposto, sostanzialmente, ribadendo la linea già tracciata da un giudice per l’udienza preliminare e da quelli del tribunale del Riesame. Dello stesso parere anche la Procura della Repubblica.

Mentre si guarda già al 29 maggio – prossima udienza – si leggono e si rileggono le stesse motivazioni quindi, che allontanano ancora di più una eventuale apertura del “Gondar”, dati anche i tempi sempre più corti per programmare una stagione degna di questo nome e delle stagioni precedenti. Ci si chiede, a questo punto, quale peso potrà avere l’attività amministrativa svolta dal Comune (Sindaco e Uffici tecnici: da non dimenticare che nel processo figurano anche alcuni dipendenti comunali) con attestazioni di concessioni demaniali e con documenti che certificano che non vi è stato nessun incremento del carico urbanistico circa la viabilità e le infrastrutture, per cui potrebbe cadere l’ipotesi di reato di lottizzazione illegittima.

Con i titolari del “Gondar” restano in attesa anche le decine di addetti che nella struttura operano ogni anno, numerose strutture ricettive e di ristorazione, i servizi  collegate al notevole giro di presenze che l’attività del Parco Gondar garantisce. O, per meglio dire, garantiva.

 

Gallipoli – Il caso di un bimbo con una malattia genetica rara, per il quale si cerca una sedia speciale per le ore scolastiche ed uno stallo riservato vicino casa diventa un caso di scontro politico. Accade in città, ad opera del consigliere comunale Sandro Quintana – fresco di divorzio con la maggioranza che regge il Sindaco Stefano Minerva – e i suoi interlocutori in Comune. Quintana parte con un appello via Facebook: una lunga lettera-denuncia “per il mio piccolo grande Amico che ha due anni”, nei confronti del quale sarebbero stati commessi gravi torti: nella sua scuola di via Spoleto non c’è una sediolina particolare, adatta per lui (invece di quelle impilate che lo reggono alla men peggio – foto – nè un posto riservato per il parcheggio vicino casa). “Ci ha già pensato la vita a mettere alla prova il tenero e piccolo Grande Amico – rincara la dose Quintana – ma che a metterlo alla prova siano anche le Istituzioni, che dovrebbero sostenerlo ed alleviare i suoi disagi immeritati, è un vero e spiacevole paradosso, un vero peccato”. Quintana chiama quindi in causa Sindaco e assessore alle Politiche sociali (Silvia Coronese, ndr): “Il mio piccolo Amico attende una risposta: non lasciamolo solo”.

Pieno appoggio viene dato subito a Quintana da “Andare oltre” di Gallipoli: “Una Comunità è degna di essere definita tale quando il primo si ferma ad aiutare l’ultimo, chi rimane indietro, chi ha bisogno di aiuto. Ci uniamo dunque all’appello del consigliere Quintana. Siamo certi che chi di dovere non rimarrà con le mani in mano”.

Interpellata sul problema, l’assessore Silvia Coronese si dimostra prima di tutto colpita dalla “strumentalizzazione politica” persino in un caso così drammatico “da parte di chi sa bene come stanno le cose”, con riferimento proprio a Quintana “che nell’ultima commissione Sanità c’era, ha ascoltato i vari interventi e conclusioni: è tutto scritto nel verbale”. Poi l’assessore ricostruisce così l’accaduto: “Il bimbo, che ha tre anni, lo seguiamo da quando la mamma si è rivolta ai servizi sociali ed alla assistente sociale del Comune. Da allora siamo impegnati a trovare una soluzione sia dal punto di vista del tipo di sedia occorrente (una l’ha fornita l’Asl per quando è in casa, ndr), sia per trovare la somma necessaria all’acquisto o al noleggio, in modo che si possa cambiare quando il bimbo crescerà. Ora col bilancio approvato, i soldi ci sono: li abbiamo recuperati dal piano di diritto allo studio. Proprio venerdì sera la madre ci ha fornito una schema di sedia speciale; oggi è a Roma col piccolo per le cure e, con l’occasione,  si farà dare l’ok dai medici”. Circa l’accesso a scuola e la segnaletica da rifare l’assessore assicura sia per la segnaletica che per il resto: “Si farà anche uno scivolo adeguato”.

 

Nardò – 25 Aprile, diverse le manifestazioni promosse in città da istituzioni, partiti, e associazioni per celebrare la Liberazione. Per quanto riguarda il corteo organizzato dal Comune, alle 10 partenza da piazza Cesare Battisti e deposizione di corone d’alloro a largo Caduti Guardia di finanza, piazza Umberto e piazza Salandra (foto). Qui interverranno il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna e il Sindaco Giuseppe Mellone.

In mattinata in piazza Salandra è prevista anche un’altra distinta manifestazione, dal titolo “Sempre liberi da ogni fascismo!”. A organizzarla la sezione neretina dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), che dalle 10 animerà un presidio antifascista: a tale raduno hanno aderito il locale circolo Arci di via Matteotti, l’associazione “Diritti a Sud” e l’Unione degli studenti.

Un terzo ritrovo in piazza Salandra è fissato per le 18.30, quando a festeggiare il 25 Aprile saranno sei sigle di partiti e movimenti riconducibili all’attuale opposizione cittadina, consiliare ed extraconsiliare: Centro studi “Salento Nuovo”, Articolo 1, Pd, Nardò Bene Comune, Nardò Liberal e Unione democratici popolari.

Una tale frammentazione, anche davanti ad una festa nazionale, ricorda le recenti commemorazioni per Renata Fonte, quando per onorare la giovane assessora comunale ed esponente dell’allora partito repubblicano assassinata nel 1984, sono state organizzate due manifestazioni separate. Altra nota di cronaca da segnalare: si tratterà del primo 25 Aprile del Sindaco Mellone. Nel 2016 l’attuale primo cittadino non si era ancora insediato (vinse le elezioni due mesi dopo) e nel 2017 era fuori città: l’anno scorso fu infatti il vicesindaco Oronzo Capoti a presenziare alle celebrazioni.

Tricase – La Giornata mondiale della Terra diventa occasione per un dialogo fra le associazioni del territorio, all’insegna del verde e dell’accoglienza: l’appuntamento è per domenica 22 aprile alle ore 19 presso l’atrio di Palazzo Gallone a Tricase, dove il gruppo di Clean Up organizza l’incontro “Curare il pianeta, accogliere l’umanità”.
L’evento è patrocinato dal Comune e nasce in collaborazione con Arci Lecce (che gestisce il progetto Sprar in cui sono coinvolti migranti che vivono sul territorio), la Pro loco, l’associazione Tricasémia e il gruppo Mountain Bike Tricase. Nel corso della serata si rifletterà sui rischi cui l’inquinamento ambientale espone il nostro pianeta e sulle conseguenze anche sociali che questo comporta, costringendo gli abitanti di alcune zone del mondo a lasciare i propri paesi d’origine: ne parleranno il vicesindaco e assessore al Verde pubblico e all’Igiene ambientale di Tricase, Antonella Piccini, i volontari di Clean Up, gli operatori e i migranti del progetto Stprar. Inoltre, mostre fotografiche e installazioni serviranno a raccontare l’inquinamento attraverso una chiave di forte impatto visivo.

Gabriele Vetruccio (foto) di Clean Up sottolinea: “L’amore verso il nostro territorio è il filo conduttore intorno al quale si raccolgono le esperienze non solo di Clean Up ma anche di tante altre realtà che s’impegnano per rendere Tricase più pulita, più verde, più vicina alla natura”. Collaborare per migliorare la cura degli spazi verdi urbani diventa inoltre strumento d’integrazione nella società, di accoglienza: “Nel lavoro che facciamo con Clean Up per ripulire Tricase dai rifiuti – continua Vetruccio – un aiuto concreto viene dai ragazzi del progetto Sprar, fuggiti dai loro Paesi a causa della guerra o delle condizioni di miseria in cui erano costretti a vivere. Con molti di loro è nata una vera amicizia e la serata del 22 sarà anche un modo per conoscerli meglio, per raccontare le loro storie”.

In caso di pioggia l’evento si terrà presso la Sala delle Scuderie, sempre a Palazzo Gallone.

Gallipoli – Comune, Pro loco e azienda Gial Plast invitano i cittadini presso l’hotel Jolly Park a parlare di igiene urbana, rifiuti, poro smaltimenti e servizi nuovi (tra cui la raccolta porta a porta estesa a tutta la città). L’appuntamento preparatorio all’entrata in servizio del nuovo gestore – la Gial Plast di Taviano, appunto – è per le ore 17,30 di giovedì prossimo 19 aprile.

Il passaggio tra il servizio attuale, andata avanti a colpi di proroghe, in attesa che si completasse la procedura d’appalto iniziata più di due anni fa (dicembre 2015) e quello a venire non è di poco conto e, tra l’altro, il notevole cambio di passo cade proprio nel pieno del’estate. Tra le novità che si impongono per Gallipoli che fa parte dell’Aro 11 con Taviano, Racale, Melissano e Alliste, vi è quella della raccolta dei rifiuti domestici “porta a porta”, sistema che finora e fino a giugno ha interessato soltanto alcune aree dell’abitato. La gara d’appalto ha stabilito che al gestore del delicato servizio spettano circa 50 milioni in sette anni.

Tra gli aspetti di notevole delicatezza vi è anche il nodo personale. Rispetto agli operatori in azione ogni giorno, il nuovo sistema prevede una riduzione di una ventina di unità che hanno già fatto sentire il loro dissenso. L’Amministrazione comunale è impegnata a trovare una soluzione a questo caso. Va ricordato infine che il piano economico e finanziario del servizio di igiene urbana, approvato dal Consiglio comunale a fine marzo, ha trovato l’opposizione della minoranza di “Gallipoli futura” che ha giudicato i numeri riportati “un ludibrio contabile” ed il piano “da annullare”.

Salvatore Albano

Porto Cesareo – Il depuratore s’ha da fare. Anche se i primi passi risalgono all’ormai lontano 1979, la validità dell’opera non è in discussione. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con una sentenza del 28 marzo scorso che ha ribalto quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce circa la realizzazione dell’impianto in località “Masseria Bellanova”, al servizio del paese. L’opera resta valida, necessaria necessaria e in regola, compresa la sua localizzazione, che tante proteste e resistenze aveva generato da parte di quanti in quella zona avevano costruito la propria abitazione ed anche attività commerciali, e turistiche.

Un procedimento lungo quasi 40 anni I giudici di Palazzo dei Marescialli hanno ricostruito il lunghissimo percorso compiuto da questa progettazione, comprese varianti urbanistiche e continui stop e lunghe pause intermedie tra un processo (ricorsi al Tar nel ’94 r nel 2010) e l’altro. “La verifica sulla idoneità dell’opera nel sito prescelto e della sua funzionalizzazione, anche attraverso i necessari aggiornamenti strutturali, – hanno sottolineato i giudici amministrativi – si è articolata in vari e successivi momenti temporali”. Si richiamano quindi la deliberazione della Giunta regionale del 26 marzo 1990 con cui si approvò in via definitiva la variante urbanistica attraverso una puntuale ricognizione della localizzazione dell’intervento che legittimava la specifica scelta in termini urbanistici, conforme all’allora in vigore piano regolatore generale. L’opera, che prevede una fascia verde tutto intorno, era già allora definita improcrastinabile, visto il carattere turistico di Porto Cesareo. Nel 1993 la Giunta comunale di Porto Cesareo approvò il progetto di completamento dell’impianto.

Il Sindaco: “Tutti i cittadini saranno tutelati con controlli costanti” A rendere ancora più urgente l’impianto depurativo, aggiornato e migliorato, era poi intervenuta poi l’Unione europea che aveva avviato una procedura d’infrazione da carico della Regione Puglia proprio in tema di depuratori. Era il 2012. Il Comune aveva resistito ai numerosi ricorsi fino al’esito di questi giorni: i ricorsi ultimi non solo sono irricevibili “per una obiettiva tardività rispetto alle scelte urbanistiche risalenti nel tempo” ma anche le censure di merito sono state ritenute infondate. Ora l’Amministrazione comunale canta vittoria sia sotto il profilo amministrativo che giudiziario, nel mentre che vanno verso l’ultimazione i lavori per la rete fognaria e quelli per il collegamento col depuratore di Nardò e lo scarico di Torre Inserraglio. Il sindaco Salvatore Albano (foto), che rimarca “come a breve il territorio avrà una rete fognaria funzionante ed efficiente, dichiara: “Sono soddisfatto dei risultati raggiunti. Capisco le perplessità e le paure dei residenti in località “Il Poggio”, ma si tratta di un’opera molto importante per l’intero territorio e lo sviluppo turistico del nostro paese. Vigileremo dunque, affinché nessun cittadino si senta di serie B, affinché vi siano controllo e manutenzione continui sul depuratore che, per le sue caratteristiche, avrà un impatto ambientale minimo”.

 

 

 

 

 

Nardò – Un milione 200mila euro per riqualificare 15 tra le più importanti e utilizzate strade cittadine: il finanziamento è stato concesso al Comune dalla Regione Puglia che lo ha deliberato sul finire di marzo scorso. Sono via Due Aie, via Adua, via Cecchi, via Principe di Savoia, via Madonna di Costantinopoli, via Roma, corso Galliano, via Grassi, via Napoli, via Duca degli Abruzzi, via Regina Elena, via Fieramosca, via Scapigliari, via Volta e via Kennedy. Nardò è così entrato a parte parte della distribuzione di ricorse riservate a riqualificazione urbana per un totale di oltre 23 milioni di euro, ma anche per “favorire l’adozione di misure di sviluppo dell’occupazione e delle attività economiche, di incremento delle attività industriali e di miglioramento ambientale”, come si legge in una nota del Comune neretino.

“Si sostiene il sistema produttivo locale” L’intervento in arrivo si inserisce, si sostiene dal Comune, nelle iniziative varate con “l’obiettivo strategico di implementare ulteriormente i processi di competitività del sistema produttivo locale. I riscontri sulle criticità (emersi anche dal confronto con operatori economici e altri stakeholders) fanno riferimento essenzialmente all’arredo urbano e alla condizione del manto stradale di numerose vie della città, che oltre a interferire pesantemente con il decoro e la sicurezza, sono elementi che indeboliscono la competitività delle imprese e dei soggetti privati”. Da qui “il bisogno di un piano di riqualificazione della rete viaria di questa portata, che si aggiunge a Ciclonardò, la rete dei percorsi ciclabili della città (finanziato con 1 milione e 420 mila euro), all’intervento di riqualificazione dell’Antoniano (finanziato con 3 milioni e 500 mila euro) e all’intervento per il rifacimento di altre sette importanti arterie della città (finanziato con 400 mila euro di fondi di bilancio)”.

La soddisfazione degli amministratori “È il nostro “piano Marshall” della viabilità cittadina – afferma il Sindaco Giuseppe Mellone – dopo decenni di incuria, di mancata programmazione, di assenza di ogni politica di sostegno al comparto produttivo”. Mellone dà atto della “scelta strategica e per le politiche innovative del governatore Michele Emiliano, al quale va il mio personale ringraziamento”. Per Mellone “oggi Nardò è il miglior posto per le imprese che hanno voglia di investire e per le persone che in questa città vivono e lavorano”.
“In questo 2018 – aggiunge il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Oronzo Capoti – trasformeremo il volto della città. Non appena abbiamo saputo di queste risorse, abbiamo immediatamente allertato gli uffici per procedere subito alla progettazione, ai bandi di gara e all’esecuzione delle opere, un iter che ovviamente richiederà qualche mese”. “Il concetto di sviluppo economico – dichiara l’assessore delegato, Giulia Puglia – comprende anche elementi di arredo delle città, di riqualificazione del manto stradale, di presentabilità dei contesti. Rifare le strade di Nardò, come mai è stato fatto in maniera così estesa, significa sostenere il commercio e l’impresa della città e questo è solo uno dei tanti punti a favore dell’economia neretina”.

Siciliano: “Molte di quelle strade sono in ottimo stato” “Nell’ennesimo proclama di qualche ora fa, il primo cittadino ha comunicato l’aggiudicazione da parte del Comune di un finanziamento della Regione Puglia che consentirà di asfaltare nuove strade per un milione e mezzo di euro”: arriva puntuale la replica dell’opposizione con il consigliere comunale Lorenzo Siciliano. “Fate attenzione su quali strade intende gettare nuovo asfalto il rispolverato George Marshall: via Roma, corso Galliano, via Regina Elena, via Grassi, via Madonna di Costantinopoli, via Duca degli Abruzzi… strade in ottimo stato – rimarca Siciliano – per le quali si intende spendere soldi pubblici per asfaltarle nuovamente, mentre decine di arterie urbane sono ridotte a colabrodo ed altre extraurbane sono ancora in terra battuta e prive di opere di urbanizzazione come acquedotto e rete fognaria”. Il consigliere anticipa via Facebook che lunedì mattina “chiederemo la convocazione d’urgenza della commissione lavori pubblici per documentare lo stato disastroso in cui versa il manto stradale di moltissime vie (e qui sotto, tra i commenti, vi chiedo di segnalare quelle di cui siete a conoscenza) e cercare di comprendere quali siano stati i folli criteri che hanno portato alla selezione delle strade elencate”.

Nardò – Due iniziative distinte e separate per ricordare una figura esemplare. E’ l’anniversario dell’assassinio di Renata Fonte (foto) ma la città si presenta divisa, spaccata da profondi solchi, separata da muri con in cima cocci di bottiglia, a drammatica riprova di quanto il clima politico e sociale sia avvelenato da aggressioni verbali senza precedenti, da sfrenati scontri personalistici, da irrisioni malvage tali da non potersi accantonare neppure davanti a “presenze” che hanno incarnato così nobili ideali.

Rappresentanti di partiti politici e di associazioni cittadine si sono autorganizzate per rendere omaggio domani, sabato 31 marzo, alle ore 11, presso il Cimitero di Nardò, al partigiano Giuseppe Carrino e a Renata Fonte, nella ricorrenza del loro sacrificio a difesa di nobili e alti ideali. Giuseppe Carrino, carabiniere, partigiano in Piemonte, nel Canavese, fu trucidato a Trausella (Torino), il 31 marzo 1944, in una imboscata nazifascista. Morirono con lui altri due giovanissimi partigiani di Feletto. Aveva 23 anni. Renata Fonte fu uccisa il 31 marzo 1984, mentre rientrava a casa da una seduta del Consiglio comunale di Nardò. Era assessore alla pubblica istruzione, eletta nel Partito repubblicano Italiano. Insegnante, le erano riconosciute forti tensioni ideali. Aveva 33 anni. Lasciò il marito e due giovanissime figlie. Il suo assassinio fu commissionato dal primo dei non eletti della sua lista, il quale puntava a subentrarle in giunta. Parteciperanno i rappresentanti di Anpi, Arci Nardò Centrale, Avvocati dei consumatori Nardò, Città Nuova, Civica Popolare, Liberi e Uguali, Nardò Bene Comune, Nardò Liberal, Partito Democratico, Centro studi Salento Nuovo, Uds. Firma il comunicato Marcello Risi.

Renata Fonte viene ricordata in una iniziativa promossa dal Comune sempre per domani mattina alle ore 9,30. “La città di Nardò ricorda Renata Fonte nella giornata di domani, sabato 31 marzo, 34esimo anniversario della morte. La presidenza del Consiglio comunale, infatti, ha organizzato alle ore 9,30 una visita al monumento eretto in suo ricordo all’interno del Cimitero comunale, nei pressi del quale verrà depositata una corona di fiori e osservato un momento di raccoglimento e preghiera”, si legge nella nota ufficiale. Oltre al presidente Andrea Giuranna, interverranno il Sindaco Giuseppe Mellone, gli assessori e i consiglieri comunali (sono stati tutti invitati a partecipare, si afferma nella citata nota), la figlia di Renata, Viviana Matrangola, il comandante della Polizia locale, tenente colonnello Cosimo Tarantino, il neo comandante della stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Vito De Giorgi, il dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza, Pantaleo Nicolì.

 

La spiaggia mancante alla Purità

Gallipoli – Si è tenuto questa mattina il vertice chiesto due settimane fa dal Sindaco Stefano Minerva al Genio civile opere marittime di Bari (Ministero delle infrastrutture) sul caso Purità. Vi hanno partecipato, oltre al primo cittadino ed al vice Cosimo Alemanno, gli ingegneri Nuzzo (della direzione dei lavori, e Caforio per il gruppo di progettazione. La conclusione è stata quella di sospendere per il momento il collaudo dell’intervento di consolidamento statico del bastione San Domenico e di Palazzo Ferocino e di avviare ulteriori verifiche sul fenomeno che, in base a documenti fotografici degli ultimi dieci anni, potrebbe essere anche ciclico.

Stop al collaudo finale e nuovi approfondimenti tecnici A consigliare il fermo temporaneo delle procedure, di solito previste per la fine dei lavori, è stato uno studio presentato nel corso dei lavori da alcuni esponenti del comitato spontaneo a difesa della spiaggetta, su cause ed effetti della sparizione del tratto di arenile sul lato sud dell’insenatura. In questo elaborato si affaccerebbe l’ipotesi della – ovviamente non voluta né prevista – creazione di una sorta di vortice a seguito del posizionamento dei massi frangiflutti dentro cui sarebbe finita la sabbia oggi al centro delle attenzioni. I tecnici del Genio civile hanno affermato che nella fase progettuale furono svolti degli studi sulle correnti marine e sui venti prevalenti in quel quadrante ma hanno comunque accondisceso alla richiesta del Sindaco Minerva di sospendere il collaudo finale ed effettuare altre ricerche delle cause con eventuali rimedi. Il Comune sta inoltre studiando l’ipotesi di nominare un proprio esperto in materia. E’ stato anche ribadito che il progetto originario è nato in una fase in cui non era prevista alcuna compartecipazione degli enti locali; si parla degli anni Novanta fino al 2000.

Il Sindaco: “Un esperto del Comune per seguire i controlli e comunque il ripascimento della spiaggia”  Ad ogni modo adesso si procederà con un ulteriore esame tecnico per accertarne l’adeguatezza degli interventi. “Abbiamo chiesto la sospensione del collaudo – ha affermato Minerva a conclusione del vertice – e, nel frattempo, svolgeremo ulteriori studi tecnici per accertare i lavori. La Spiaggia della Purità è il simbolo e l’identità stessa dei gallipolini: il nostro impegno non si fermerà qui, anzi provvederemo, ad ogni modo, a garantire un’ opera di ripascimento per ripristinare il profilo di spiaggia precedente a questo evento di erosione.”

Tricase – Tutto pronto a Tricase per la quarta edizione di Filosofica-mente”, la rassegna che si svolgerà presso il Liceo “Girolamo Comi” di via Marina Porto. L’evento è organizzato da Elisa Rubino, responsabile per l’orientamento del Corso di laurea in Filosofia dell’Università del Salento e dai docenti del “G. Comi” di Tricase, Cristina Barbara e Carmine Zocco. Il primo dei quattro appuntamenti programmati si terrà mercoledì 7 marzo alle 15 e vedrà la lezione del prof. Fabio Sulpizio dell’Università del Salento dal titolo: “E’ possibile una scienza dell’uomo?”.

L’edizione 2018 è dedicata a “Filosofia e scienza: una storia interrotta?” ed è il frutto di una lunga collaborazione tra l’Università del Salento e la città di Tricase “in nome del dialogo con il territorio e del valore della filosofia, o più in generale degli studi umanistici”, come si legge in una nota dei promotori. “Le quattro lezioni tenute dai professori del Corso di laurea in Filosofia – si rileva ancora – mostreranno quali sono ancora oggi i nessi tra questi due mondi, filosofia e scienza, partendo dalla significativa riflessione di Carlo Rovelli, noto fisico italiano, autore non solo di studi specialistici ma anche di numerose pubblicazioni di carattere divulgativo, perché convinto dell’importanza della condivisione dei risultati raggiunti dalla scienza”. Il punto di partenza della rassegna è la consapevolezza che, come ha appunto sostenuto Carlo Rovelli, «una scienza che chiude le orecchie alla filosofia appassisce per superficialità; una filosofia che non presta attenzione al sapere scientifico del suo tempo è ottusa e sterile. Tradisce la sua stessa radice profonda, quella della sua etimologia: l’amore per il sapere”.

Gli incontri, aperti al pubblico, rientrano nelle attività di orientamento universitario. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Tricase e dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Salento. Gli altri incontri sono fissati per il 22 marzo, 13 e 27 aprile sempre alle ore 15.

 

 

 

 

Nardò – Nasce il Gabinetto del Sindaco Giuseppe Mellone a Palazzo Personé. Lo istituisce con decreto del 27 febbraio lo stesso primo cittadino. Avrà il compito, quale ufficio di supporto al Sindaco, di attuare indirizzi e controlli impartiti dal massimo organo esecutivo, attività istituzionali, di rappresentanza, collegamento tra le strutture interne al Comune e con enti esterni pubblici e privati. N faranno parte cinque persone, tre esterne e due prese dall’organico comunale e spostate in questo staff. I tre non in pianta organica sono già collaboratori del Sindaco fin da luglio-agosto 2016 dopo le elezioni comunali. I tre non facenti parte della pianta organica sono il portavoce Agostino Indennitate; l’addetto stampa Danilo Siciliano, il tecnico esperto in finanzia agevolata e attività di progettazione e valorizzazione di beni culturali, Massimo Albanese. Vi si aggiungono adesso i dipendenti comunali Luigi Siciliano, già categoria D (dirigenziale) al quale “può essere conferito – si legge nel decreto sindacale – l’incarico di posizione organizzativa”, e Anna De Simone, prelevata dalla Polizia municipale, che farà da segretaria particolare del Sindaco.

La notizia ha suscitato reazioni tra quanti seguono con una qualche attenzione le vicende dell’Amministrazione comunale, critici e gruppi di opposizione compresi. “Non c’è limite al ridicolo”, attacca Lucio Tarricone (foto sopra), del centro studi “Salento Nuovo”. Con decreto n.5 del 27/02/2018 il Sindaco Mellone costituisce l’Ufficio di Staff Gabinetto del Sindaco e ne nomina il responsabile, demandando alla Giunta, che ovviamente ratificherà senza fiatare, il compito di emanare relativa delibera. E così l’Ufficio di Gabinetto del Sindaco è composto da tre collaboratori esterni e due interni, uno dei quali assume assume il ruolo di Capo di Gabinetto del Sindaco, con tutto ciò che comporta anche economicamente per il Comune. Ma non era Mellone che sbraitava contro gli “staff” degli altri? Non era sempre Mellone che voleva ridurre spese e dirigenti? Ma il Capo di Gabinetto mancava proprio…”. Il polemico riferimento è alle veementi accuse mosse dagli esponenti allora all’opposizione Mellone e Gianluca Fedele,quando il Sindaco Marcello Risi nominò il suo portavoce, nell’aprile 2014, a tre anni dall’elezione: “Aveva già l’addetto stampa nominato appena eletto nel 2011, non gli bastava? A cosa serve il portavoce? E’ un inutile e costoso duplicato”, le loro critiche che oggi qualcuno ricorderà.

 

 

party in spiaggia samsara gallipoliGallipoli – In attesa del giudizio di merito la cui udienza è fissata per il prossimo 7 giugno il Samsara può riaprire. E’ quanto emerso dal pronunciamento di questa mattina a Roma, sede del Consiglio di Stato, il massimo grado della giustizia amministrativa; tale decisione sospende di fatto l’ordinanza di smantellamento e ripristino dei luoghi emessa dal Comune dopo la contestazione di uso improprio della Capitaneria. Su sollecitazione del Presidente della V sezione del Consiglio di Stato infatti il Comune si è impegnato, con dichiarazione a verbale di udienza, a non dare esecuzione alla determina comunale di decadenza (entro i termini stabiliti di 60 giorni) fino alla conclusione del giudizio di merito. Caduta momentaneamente l’ingiunzione di smantellamento immediato e in attesa del giudizio finale, dunque le attività possono riprendere nel pieno rispetto delle regole. ”Questo giudizio – commenta uno dei due soci, David Cicchella – ci apre ad una forte speranza che tutto andrà per il verso giusto. Confidavamo e confidiamo ancora nella giustizia italiana. Aspettiamo fiduciosi il giudizio di merito. Visto che ci è stato consentito riprenderemo nel frattempo la nostra attività rispettando come sempre abbiamo fatto le regole imposte”.

Come si ricorderà, la vicenda ha preso l’avvio da un sopralluogo nel luglio scorso operato dagli agenti della Guardia costiera di Gallipoli. Quella ispezione si era conclusa con un verbale di contestazione (prevalente attività di discoteca rispetto a quella balneare, come da concessione) negli orari pomeridiani (ore 16-20) autorizzati dal Comune; in quella occasione era stata elevata anche una multa di 1.032 euro.  Il provvedimento comunale è scattato il 24 novembre scorso e doveva essere eseguito entro 60 giorni da quella data. Poi l’avvio della inevitabile battaglia legale che finora ha lasciato in piedi uno dei lidi più famosi d’Italia.

Il commento del Sindaco Minerva e dell’assessore Piccinno “Accogliamo la sentenza positivamente – commenta il Sindaco Stefano Minerva. Siamo fiduciosi  nella giustizia amministrativa e speriamo che l’esito finale del giudizio di merito non mortifichi gli sforzi e gli investimenti dell’imprenditoria gallipolina”. Nelle more dei pronunciamenti finali l’Aamministrazione  lavorerà per stabilire delle regole a tutela del territorio e del settore turistico balneare e dell’intrattenimento. “Sottolineo ancora una volta – precisa l’assessore EmanuelePiccinno – che il nostro è stato un atto dovuto; siamo soddisfatti di questa decisione e vicini ai nostri imprenditori, abbiamo a cuore le sorti dell’intero comparto che ruota intorno al turismo giovanile. Ci stiamo già attivando per avviare un percorso di regolamentazione , convocheremo a brevissimo un tavolo tecnico del turismo intorno al quale , con la Regione, presidente Emiliano , assessore Capone e dirigente del settore turismo e demanio e con la Capitaneria: ci siederemo con i  nostri imprenditori per ascoltare problematiche e istanze, proporre soluzioni  e definire regole trasparenti e precise per tutti”. 

Nardò – Commercianti, titolari e gestori di b&b, affittacamere, alberghi; ristoratori, camerieri, banconisti ma anche impiegati pubblici e chiunque altro si trovi ad operare in contesti turistici, tutti a scuola: sta per partire “English for Tourism”, il corso di lingua inglese per iniziativa dell’assessorato al Turismo e Attività produttive del Comune. Lo scopo dichiarato è quello di “contribuire a colmare uno dei gap dell’accoglienza in città e su tutto il territorio comunale”.  Prima riunione lunedì 5 marzo alle ore 15 presso il Chiostro dei Carmelitani, per informarsi ed organizzarsi. Si starà tra i banchi fino a maggio prossimo.

Il corso è gratuito e prevede quaranta ore di lezione suddivise in due incontri a settimana (con orario indicativo tra le 15 e le 17) fino a fine maggio. Requisiti d’ingresso sono l’appartenenza a una delle categorie professionali cui l’iniziativa è rivolta e, ovviamente, la disponibilità alla frequenza. A tenere il corso saranno un’insegnante laureata in Lingue e letterature straniere con esperienza nella didattica e un’insegnate madrelingua inglese con esperienza nella didattica, come si legge in una nota del Comune. Il corso si basa su attività pratiche, quali esercitazioni, conversazione, simulazioni e giochi di ruolo, con approfondimenti grammaticali e di sintassi. È organizzato in moduli di apprendimento, tra cui “inglese per tutti” (forme di saluto, presentarsi e saper presentare gli altri, saper dare indicazioni stradali, ecc.), lavorare nel settore del commercio e dell’intermediazione, lavorare nel settore alberghiero ed extralbarghiero, lavorare nel settore della somministrazione di cibo e bevande. L’obiettivo è apprendere il lessico e la fraseologia turistica di riferimento per comprendere e farsi comprendere. La sede delle lezioni sarà la sala conferenze dell’ex Convento dei Carmelitani ed eventualmente altre sedi itineranti per esercitazioni e simulazioni sul campo. A fine corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione. Per iscriversi occorre rivolgersi all’assessorato al Turismo e Attività produttive (ex convento dei Carmelitani) il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e il lunedì e giovedì anche dalle 16 alle 18. Oppure telefonare ai numeri 0833 838704/05.

“Chi opera in qualunque attività legata al turismo – afferma l’assessore Giulia Puglia – paga un costo salatissimo nel non saper interloquire con gli stranieri, che utilizzano normalmente l’inglese. E questo è un gap importante nell’accoglienza che la città ha rispetto ai flussi crescenti di turisti e visitatori. Teoricamente la conoscenza della lingua inglese è un requisito irrinunciabile in una città d’arte e di turismo come la nostra. Infatti in molti sono preparati o comunque nel tempo hanno colmato la lacuna, ma il problema esiste. Con questo corso pensiamo di venire incontro a quanti vogliono approcciarsi alla lingua e acquisire quanto meno un livello tale che consenta di comprendere e farsi comprendere”.

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Dopo circa cinquant’anni di totale abbandono, il Comune di Castrignano del Capo fa sua l’ex colonia Scarciglia di Leuca. Nei giorni scorsi la firma del passaggio di proprietà tra il Comune e l’Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata. L’ex colonia antitubercolare (oggi un rudere) posta ai piedi del promontorio sovrastante il faro di Santa Maria di Leuca, a Punta Meliso, venne edificata nel 1922 e poi gradualmente abbandonata intorno al 1970. «Si tratta di un’iniziativa di grande successo per la quale devo ringraziare, oltre ai miei assessori e ai consiglieri di maggioranza, l’avvocato Giuseppe Mormandi che ha seguito la vicenda, il direttore dell’agenzia Vincenzo Capobianco e i funzionari Fedele Gentile e Simona Ciullo. Ora – commenta il sindaco Santo Papa – bisogna programmare i lavori di recupero e valorizzazione dell’area ristabilendo l’armonia con l’ambiente nel massimo rispetto dei valori storici, culturali e religiosi del sito nell’interesse primario della cittadinanza e dell’intero territorio».

La lunga vicenda giudiziaria L’operazione di acquisizione a titolo non oneroso è avvenuta in tempi rapidi mettendo la parola fine a decenni di conflitti giudiziari. Dell’ottobre scorso è, infatti, la sentenza con la quale il Tribunale di Lecce ha risolto il contenzioso in essere tra la Provincia di Lecce e l’Agenzia del demanio attribuendo a quest’ultima la proprietà dell’immobile. In realtà era stato proprio il Demanio a cedere alla Provincia la struttura, salvo richiederla indietro per non aver rispettato, quest’ultimo ente, gli “scopi sociali” imposti dalla cessione. Del 2004 è il progetto da nove milioni di euro (poi arenatosi) con il quale la società Apuliae spa dell’imprenditore Roberto Colaninno, avrebbe voluto realizzare un resort di lusso con albergo a cinque stelle a picco sul mare, 72 camere e annesso centro benessere.
«Abbiamo fatto leva sulla legge sul Federalismo fiscale avviando intese in tal senso con l’Avvocatura dello Stato che giusto il 27 febbraio scorso ha espresso un suo parere favorevole considerando degna di nota la proposta avanzata dal Comune di Castrignano del Capo. In realtà – afferma l’avvocato Mormandi – già nel 2016 avevamo sollecitato il Demanio in tal senso ma il contenzioso in essere all’epoca impedì il passaggio del bene al Comune».

Abbattimento o recupero? Ora si tratta di capire cosa si potrà concretamente fare di quello che, negli anni, è divenuto ormai un vero e proprio eco-mostro, per di più pericoloso perché soggetto a periodici crolli, posto davanti ad un paesaggio d’incanto accanto alla cascata monumentale e sotto al faro e alla basilica De finibus terrae. Quel che è certo è che occorrerà intercettare i fondi idonei per la bonifica ed il recupero dell’are (che comprende pure la retrostante ex scuola elementare), magari ripescando l’ipotesi di abbattimento, da molti (ambientalisti o meno) sostenuta nel corso degli ultimi anni.

La travagliata storia L’ex colonia antitubercolare, dopo aver accolto gli ammalati provenienti da tutta la provincia di Lecce, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale aprì le porte ai profughi provenienti dai campi di concentramento smistati nei centri di accoglienza salentini. Tra il 1960 e il 1970 fu per qualche anno sede scolastica per poi subire la fase calante della sua esistenza storica e il totale declino. Nel 1996 Il Demanio concesse la struttura alla Provincia condizione che fosse realizzato un centro per la valorizzazione del mare. Nel 2005 iniziarono i lavori per la costruzione di un albergo extra lusso, poi bloccati l’anno successivo per presunto abusivismo. Gli indagati vennero assolti ma nuovi contenziosi cristallizzarono la situazione dell’immobile abbandonando il cantiere spettrale alle intemperie, agli atti vandalici e all’oblio. (nella foto a sinistra il Sindaco Santo Papa)

Gallipoli – Smontare tutto? Ci vogliono tre-quattro settimane per rimuovere un lido; poi per rimontare tutto quanto ne occorrono di più perchè c’è da rifare prima permessi, autorizzazioni, sopralluoghi, collaudi. Per non parlare dei lidi (“Zeus” e “Zen”, quest’ultimo per un provvedimento precedente) che si trovano proprio nella parte della litoranea sud coinvolta direttamente dai lavori di riqualificazione ed attualmente impraticabile.

Impossibile rimuovere le strutture, rifare le procedure e rimontarle in tempi utili. Per non far saltare l’avvio della stagione balneare fissato per l’1 di aprile, il giorno dopo le ordinanze comunale di smantellamento di cinque lidi, in base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012 e del 2017 si affacciano già richieste di soluzioni-tampone, prima fra tutte una deroga allo sgombero, tesi sostenuta da Cna balneatori e Federbalneari. Anche se c’è chi fa notare che, nelle determinazioni a firma del tecnico comunale responsabile, non ci sono termini perentori entro cui lasciare libero l’arenile, una volta concesso (nel 2010) e poi ritrovatosi senza una autorizzazione paesaggistica valida. Cosa diversa insomma, insomma, dalle ordinanze che hanno colpito “Samsara” e “Zen” in cui si stabilisce chiaramente che la rimozione delle strutture deve essere fatta entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

Si profilano altre battaglie legali. Non bisogna essere indovini per prevedere altre battaglie legali da parte dei titolari di “Punta della Suina” (Li Foggi), “Zues” (Baia verde), “Spiaggia club (zona stadio), “Rivabella” e “La Bussola” (Rivabella). Toti Di Mattina, per esempio, interessato alla gestione di “Punta della Suina”, per esempio, si dice certo della sua situazione: ci sarebbe una sentenza a suo favore del Tar di Lecce, non appellata e quindi efficace, che però il Comune non avrebbe in alcun modo considerato ma che certamente sarà fatta valere nelle sedi adeguate. “Abbiamo appreso di ennesime revoche della licenza stagionale per cinque lidi di Gallipoli, a circa un mese dall’apertura. Pretendere che in 30 giorni i titolari possano smontare e, dopo aver ottenuto i permessi necessari, rimontare le proprie strutture, è una sfida al buon senso”, afferma Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione di Articolo 1. “Riteniamo ragionevole la loro richiesta di una deroga che permetta di posticipare di qualche mese le operazioni imposte dalla sentenza. È questione che non riguarda solo l’interesse di alcuni imprenditori – conclude il consigliere regionale – attiene alla crescita e alla credibilità di una comunità che dal turismo trae lavoro, sviluppo, e persino servizi. La volontà di collaborare con le istituzioni è stata infatti in più occasioni dimostrata dagli imprenditori turistici”.

Il Consiglio di Stato ha finora sempre ribaltato le sentenze del Tar. Anche se in realtà, non si tratta di un caso ma di una verifica chiesta da più parti dello stato delle concessioni demaniali, al centro anche di appetiti criminali come più volte richiamato da magistrati antimafia. Con numerose sentenze a favore, sul piano della salvaguardia ambientale, la Soprintendenza si sente forte di ribaditi pareri e conclusioni: su 24 ricorsi in Appello contro sentenze del Tar, l’ha spuntata finora in 13 circostanze; le altre undici sono in arrivo e assai probabilmente seguiranno lo stesso indirizzo delle precedenti.

Soprintendenza: “I controlli richiesti da noi non ancora completati in nessun Comune”. A “Nuovo Quotidiano di Puglia” la soprintendente Maria Piccarreta ha chiarito: “I provvedimenti del Comune di Gallipoli non hanno nulla a che vedere con la ricognizione chiesta da noi (risalgono cioè a sentenze del CdS, ndr); sono i Comuni a rispondere eventualmente di mancato controllo”. Le verifiche chieste dalla Soprintendenza, invece, non sono state completate da nessun Ente locale per cui “dati i tempi, non ci sarà nell’immediato lo smontaggio di lidi” per effetto di questi controlli ancora in corso.

Nardò – Con il “Darwin Day” il mondo celebra a febbraio lo scienziato britannico Charles Darwin. Anche Nardò celebrerà il padre dell’evoluzionismo con un calendario di conferenze ed escursioni, tutti ad accesso gratuito, tra centro storico e Portoselvaggio. Le iniziative hanno inizio sabato 17 febbraio. Alle 16.30 al Museo della Preistoria di piazzetta Sant’Antonio incontro sul tema “Gli animali selvatici del Salento di ieri e di oggi” a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e laboratorio di paleontologia rivolto a ragazzi in età scolare.

Il 23 febbraio alle 9.30, sempre al Museo della Preistoria, attualmente in gestiore alla società “Nomos” di Salice salentino, in programma la conferenza “Attenti al lupo? La presenza di Canis lupus nel Pleistocene del Salento” a cura del professor Raffaele Sardella del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per l’occasione è previsto un saluto da parte delle autorità cittadine e della soprintendente Maria Piccarreta. Sabato 3 marzo alle 9, infine, si terrà un’escursione nel Parco di Portoselvaggio e Palude del Capitano, con laboratori di geologia e paleontologia intitolati “A spasso con Darwin. Viaggio nell’evoluzione di Portoselvaggio”, a cura dell’archeozoologo Francesco Colopi e dei geologi Francesca Lagna e Andrea Vitale.

Anche quest’anno a organizzare il “Darwin Day” sono “R.eTe. Ricerca e Territorio” e Museo della Preistoria con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi di Lecce e Taranto e dell’assessorato ad Ambiente, Parchi e Musei del Comune di Nardò (nella foto una escursione a Portoselvaggio a cura del Museo della Preistoria).

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...