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Compostaggio

Giuseppe Mellone

Nardò – Ancora sospetti, polemiche e forse un’altra querela in arrivo intorno all’impianto di compostaggio che dovrebbe nascere in provincia di Lecce, con nuovo botta e risposta a Nardò tra l’opposizione e l’ex sindaco Marcello Risi da una parte e il sindaco Giuseppe Mellone dall’altra (quest’ultimo ha anche dichiarato che querelerà l’ex primo cittadino).

Il dietro front di Soleto riaccende la polemica La questione è tornata alla ribalta quando il sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, nei giorni scorsi ha comunicato – un po’ a sorpresa avendo partecipato al bando regionale – alla Regione Puglia la propria indisponibilità a ospitare nella sua città un impianto di compostaggio della portata di ben 50mila tonnellate. Avendo anche il Comune di Nardò inizialmente “manifestato interesse” a ospitare un tale impianto, i cinque consiglieri di minoranza (Carlo Falangone, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano, ai quali si aggiungono “Città Nuova”, Centro Studi “Salento Nuovo”, Nardò Bene Comune, Riprendiamoci Nardò e Udc) hanno subito chiesto a Mellone di “fare chiarezza e dichiarare pubblicamente il diniego facendo seguire i dovuti atti amministrativi e adottando da subito tutte le iniziative necessarie a fronteggiare questa sciagurata ipotesi”.

Mellone: “Pure Risi lo voleva”. “Era tutt’altra cosa” la precisazione Il Sindaco nella scorsa settimana aveva fatto sapere che Nardò era ormai orientata ad ospitare un impianto per il trattamento della plastica ma non un impianto di compostaggio; in più aveva rilevato polemicamente che nel 2015 era stata la precedente Giunta comunale, oggi sulle barricate contro il compostaggio, ad approvare un sistema di compostaggio in territorio neretino, nella marina di Santa Maria al Bagno. Chiamato in causa direttamente, ha subito replicato l’ex sindaco Risi. «Il bando al quale l’amministrazione comunale da me guidata aderì con una delibera di giunta nel giugno 2015, non riguardava un impianto di compostaggio a servizio di comuni o società di smaltimento di rifiuti – precisa l’ex sindaco – ma una semplice “compostiera di comunità”, per il cosiddetto autocompostaggio, a esclusivo beneficio di una località del territorio e dei suoi cittadini per la valorizzazione in loco del compost. Il sindaco Mellone va in questi giorni dichiarando che poiché l’amministrazione Risi nel 2015 aderì ad un bando regionale per iniziative di “autocompostaggio collettivo”, oggi l’attuale amministrazione non deve essere assolutamente disturbata se decide di far sorgere sul territorio di Nardò un grande impianto per il trattamento di rifiuti (si voleva il trattamento del rifiuto umido, sarà probabilmente la plastica) in località Pendinello». Da qui, le accuse di Risi all’attuale sindaco di “puntare tutto sull’imbroglio” e di “continuare a raccontare falsità nascondendo le proprie malefatte”.

Il Sindaco non demorde e tira fuori un altro documento del 2012 È di ieri la replica di Mellone, che dopo aver annunciato che querelerà Marcello Risi “per avermi improvvidamente dato dell’imbroglione e del bugiardo”, torna sul tema rifiuti. «Ribadisco che a Nardò – scrive Mellone – sorgerà un impianto per la plastica, che non avrà alcuna ripercussione sul nostro territorio, aiuterà l’ambiente e contribuirà a ridurre la bolletta. Questo ovviamente esclude del tutto la possibilità che nasca contestualmente un impianto pubblico per il compostaggio, per il quale avevamo dato la nostra manifestazione di interesse. Lo abbiamo già formalmente comunicato alla Regione Puglia e al commissario Grandaliano». Dopodiché Mellone tira fuori dal cilindro un’altra delibera del 2012 “targata” Risi relativa alla realizzazione in località Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro) di un impianto di compostaggio pubblico-privato “per il trattamento delle frazioni organiche al servizio dei Comuni del bacino e di quelli vicini situati in bacini limitrofi”. «La delibera non fu approvata”, ricorda lo stesso Mellone per il quale però “la volontà politica è chiara che più non si può. Quindi se lo fa lui (peraltro, pubblico-privato) è provvidenziale per Nardò, se lo facciamo noi (pubblico) è una sciagura».

Nardò – “L’Amministrazione precedente vince un bando e quella attuale non utilizza i finanziamenti ottenuti”. Ancora una volta l’accusato è l’attuale Assessore all’ambiente Mino Natalizio e ancora una volta l’accusatore il vicepresidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinaci. Secondo quest’ultimo infatti Natalizio, che ha rivestito il ruolo di assessore comunale anche nella passata amministrazione (ma alla Cultura), avrebbe oggi ignorato un finanziamento di 205mila euro approvato all’epoca con delibera di adesione a un bando “Fesr Puglia 2007-2013” finalizzato all’acquisto di una macchina per la produzione di compost di qualità ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani, da installare a Santa Maria al Bagno. «La mancata sottoscrizione da parte del Comune dello schema di convenzione regionale – dichiara Marinaci – mette a serio rischio il finanziamento che potrebbe essere (se non lo è già stato) revocato. Il progetto avrebbe dovuto servire utenze domestiche ma anche le numerose attività di ristorazione del posto a Santa Maria Al Bagno. Avrebbe consentito, nel rispetto dell’ambiente, una sensibile diminuzione del materiale da conferire in discarica a centinaia di chilometri a costi esorbitanti, una sensibile riduzione dei costi per la collettività e un incentivo alla raccolta differenziata».

La replica non tarda ad arrivare, affidata stavolta al consigliere comunale di maggioranza Paolo Maccagnano. «La scelta dell’Amministrazione di non dare corso alla realizzazione di un impianto di compostaggio nel cuore di Santa Maria al Bagno – dichiara l’esponente di “Fronte democratico”, la corrente del governatore Michele Emiliano – è motivata dalla volontà espressa da molti cittadini e villeggianti della nostra frazione, allarmati dall’idea di ritrovarsi un impianto sotto al balcone. L’idea di realizzare un impianto di quel tipo al centro della marina, a pochi passi dall’abitato e in un’area utilizzata per eventi, parcheggi e commercio non si coniuga bene con quello che cittadini e amministrazione comunale vogliono per Santa Maria al Bagno. Il Sindaco Pippi Mellone – prosegueMaccagnano – ha percepito la preoccupazione di chi vive in quell’area e ha fatto una scelta saggia». L’impianto sarebbe dunque “impopolare” per gli abitanti della marina: quindi addio finanziamento? «Con il supporto degli uffici tecnici – conclude Maccagnano – stiamo cercando di realizzare l’impianto presso la frazione di Boncore, in aperta campagna e a distanza dalle abitazioni. Se la Regione riuscisse a venirci incontro riusciremmo a centrare un doppio obiettivo. A Boncore, infatti, è previsto un impianto di Compostaggio a carico del gestore della raccolta rifiuti. Spostando l’intervento finanziato riusciremmo a recuperare le somme per investirle in altre forme».

 

Stefano Manca

 

comune neviano (2) silvana cafaro nuovaNEVIANO. Archiviato l’ultimo Consiglio comunale, il sindaco Silvana Cafaro (foto) torna sulla tassazione sui rifiuti. Il problema era stato sollevato dai consiglieri di minoranza Cosimo Pellegrino, Luigi Stifani, Margarita Grassi e Annachiara Tundo prima dell’ultimo Consiglio, proponendo una variazione del sistema tributario attraverso una modifica del regolamento comunale sui rifiuti con sconti in percentuale per chi è in possesso di una compostiera, per sensibilizzare la cittadinanza e trarne dei benefici concreti in termini economici. Il Primo cittadino, però, si dichiara impossibilitata, nell’attuale situazione, ad operare in questo senso. «Pochi mesi, dopo aver consegnato le compostiere ai cittadini – precisa la Cafaro replicando all’opposizione – ho convocato i beneficiari, per venire a conoscenza dell’uso che ne facevano e delle quantità di compostaggio. Ma su un centinaio di persone convocate, se ne sono presentate soltanto tre, e così è stato anche per gli incontri programmati successivamente, quando in pochissimi sono venuti a confrontarsi».
Una situazione che, al dire del Sindaco, “lega le mani dell’Amministrazione”, che non ha informazioni sull’effettivo utilizzo delle compostiere. «Come possiamo sapere quanto vengono utilizzate le compostiere e di conseguenza diminuire le tasse, se non riceviamo risposte o richieste esplicite?», chiede la Cafaro, rinnovando l’invito ad un incontro.

La nuova compostiera

La nuova compostiera

Tuglie. Dopo l’acquisto da parte del Comune di Tuglie, sono state consegnate agli utenti le compostiere domestiche con l’obiettivo di diffondere la pratica del compostaggio domestico.

La consegna è stata totalmente gratuita per quanti ne hanno fatto esplicita richiesta in seguito all’avviso pubblico dell’Amministrazione comunale. Il contenitore consegnato ai cittadini ha una forma cilindrica con una base di circa 70 centimetri di diametro ed un’altezza di circa 90 centimetri. Va collocato all’aperto, direttamente sul terreno e ad una distanza di almeno sette-otto metri dagli spazi dove si soggiorna. Con il compostaggio domestico il risultato che si ottiene è vantaggioso non solo perché si riduce la quantità di rifiuti ma anche perché si ottiene il compost per il giardinaggio che è il risultato della decomposizione di materie organiche come i residui di potatura, scarti di cucina, rifiuti del giardinaggio ed erba falciata. Il suo utilizzo migliora la struttura del suolo e riduce la quantità di rifiuti che va a finire nell’indifferenziato gonfiando il costo del servizio per l’Ente e, di conseguenza, per gli utenti.

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Melissano. La Giunta comunale di Melissano ha dato mandato, nei giorni scorsi, al responsabile dell’ufficio Tecnico settore lavori pubblici e ambiente, Leonardo Campa, per l’avvio della procedura tecnico amministrativa tesa alla realizzazione di un impianto di compostaggio comunale.

Nell’atto, votato all’unanimità da tutti gli assessori, l’esecutivo sottolinea che l’Amministrazione comunale “è da sempre impegnata a minimizzare gli effetti dell’inquinamento sull’ambiente, mediante iniziative mirate al contenimento dei consumi energetici, alla sensibilizzazione e all’educazione del cittadino, alla riduzione dei rifiuti solidi urbani con la raccolta differenziata”.

L’impianto di compostaggio è destinato a smaltire la percentuale di rifiuto umido derivante dalla raccolta del Comune di Melissano, ma si può “prevedere un dimensionamento che possa massimizzare la sua capienza al fine di smaltire il rifiuto umido prodotto da alcuni comuni limitrofi, intravedendo la possibilità di gestire un servizio che potrebbe portare in attivo il bilancio delle spese dovute al servizio di raccolta dell’Rsu urbano”.

Tutto questo si concilia con il fatto che la Regione Puglia  ha avviato la procedura negoziale per la presentazione di proposte d’interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di compost. Il Comune di Melissano, si legge ancora nella delibera, “dispone di aree di proprietà gia individuate come idonee per la realizzazione di un impianto di compostaggio”

Tra gli adempimenti indispensabili per procedere alla proposta da presentare alla Regione Puglia si ritiene necessario: determinare l’esatta ubicazione dei luoghi; quantificare gli eventuali interventi di bonifica dei luoghi; redarre uno studio di fattibilità; aggiornare il Programma triennale delle opere pubbliche.

Piovono già le critiche di Roberto Tundo, componente del coordinamento regionale del Pdl: «Il Comune di Melissano, in parole povere, si candida a diventare la pattumiera della zona con lo scopo di ridurre la spesa per il proprio servizio di nettezza urbana – diminuendo la quantità di rifiuti da avviare in discarica- e di produrre una fonte di reddito per le casse comunali, smaltendo la percentuale di rifiuto umido prodotto dai Comuni vicini. L’idea è buona per far soldi, non lo è per la qualità della vita dei cittadini melissanesi».                                              

AP

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