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Alberto Greco

Gallipoli – Sono trascorsi più di due anni dall’ultimo spettacolo al teatro Garibaldi. Faceva parte del cartellone della quarta stagione teatrale comunale, realizzata dal Comune in collaborazione con Pro loco e Teatro pubblico pugliese. Era il 2013 quando nacque a Gallipoli la stagione di prosa con queste collaborazioni e caratteristiche nel “Garibaldi”, storico teatro nel centro antico chiuso da tempo, durante l’Amministrazione di Francesco Errico. Anche l’ultima stagione – la quarta della serie  – con otto appuntamenti in programma, iniziata il 14 febbraio 2016 e terminata il 21 maggio con il “Premio Città di Gallipoli” riservato alle compagnie locali, aveva registrato un buon successo. Da allora però in città è calato il sipario non solo sul Garibaldi, attivo solo in poche occasioni particolari, come “La notte bianca della cultura” tenutasi a fine ottobre dello stesso anno e da circa un anno totalmente chiuso per lavori di “adeguamento strutturale” che sembrano non finire mai. Questa forma d’arte organizzata in un cartelloni ha chiuso i battenti, nonostante la stagione teatrale gallipolina potesse contare su di un pubblico ben più vasto di quello cittadino.

Alberto Greco: “Avvilente. Abbiamo in città il maggior numero di compagnie teatrali…”  L’atmosfera che si respira tra gli amanti del teatro, tra le numerose compagnie o tra chi vedeva in uno spettacolo un motivo in più di intrattenimento e movimento in città, è sicuramente di dispiacere e malumore, anche davanti alla constatazione che in altri centri vicini questo tipo di attività culturale appare ben florida. Basta pensare alle offerte di paesi come Taviano, Ruffano, Nardò, Aradeo, Galatone, tanto per citarne alcuni. “E’ avvilente che in una città come Gallipoli, con un alto tasso di artisti tra teatranti, attori, scenografi e poeti – afferma Alberto Greco (foto a sinistra), presidente de “I ragazzi di via Malinconico”, una delle storiche compagnie cittadine – nonché una delle città che vanta il maggior numero di compagnie teatrali o musicali, non abbia avuto il piacere, per ben due anni, di realizzare una rassegna teatrale di tutto rispetto. Anche senza ricorrere ad organizzazioni esterne come il Teatro pubblico pugliese, ma con le sole compagnie cittadine, che l’avrebbero potuta sostenere e realizzare”.

L’idea di Petrucelli (Cinema teatri riuniti): “Organizziamo due diverse rassegne” Anche Gianluigi Petrucelli, titolare di “Cinema-teatri riuniti con l’“Italia” e il “Tito Schipa” attivi da oltre mezzo secolo in città, si dimostra rammaricato: “L’ideale sarebbe stato, e sarebbe tutt’ora, realizzare una stagione teatrale di prosa in collaborazione con Comune, Teatro pubblico pugliese e teatri privati. E’ quello che è avvenuto per 50 anni nei nostri teatri, fin quando, con la giunta Errico, nel 2012-13, non si è deciso di trasferire la rassegna al Garibaldi, probabilmente per dimezzare i costi. Non si è tenuto conto però – prosegue l’imprenditore – che essendo un teatro molto piccolo (la capienza è di circa un centinaio di persone), non si sono potuti avere molti grandi nomi, anche se qualcosa effettivamente si è fatto”. Da qui la proposta di Petrucelli: “La mia idea è questa: bisognerebbe realizzare comunque per una città come Gallipoli due stagioni di prosa parallele, una più piccola per le compagnie locali sempre all’interno del Garibaldi (quando riaprirà) e una nei teatri privati che, essendo più grandi, possono ospitare più persone e quindi avere grandi nomi, per far tornare la città ai vecchi splendori”.

Il Sindaco: “I documenti sui lavori in mano ai vigili del fuoco. Se ci sono proposte, parliamone” Ma la questione appare aggrovigliata e in stallo, tanto che nessuno può dire quando e come potrebbe sbloccarsi. Quando riaprirà il Garibaldi? C’è ancora spazio per il teatro? Risponde il Sindaco Stefano Minerva (in alto a destra): “Adesso. dopo i lavori, i documenti sono passati ai Vigili del fuoco che non ci hanno comunicato ancora nulla. Non stiamo organizzando la stagione di prosa presso teatri privati semplicemente per questioni economiche e poi anche perché, al momento, non abbiamo ricevuto nessuna proposta di collaborazione: se ne dovessero arrivare – conclude – da parte mia ci sarà massima disponibilità a discuterne”.

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