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compagnia stabile città di taviano

"La scuola di Atene" di Raffaello e

Taviano. In un’atmosfera calda, estremamente informale, frizzante quanto basta, ha preso il via, nei locali di via Corsica, lo sportello di filosofia, firmato “Neroghi”. Il convivio è stato organizzato dai ragazzi della compagnia stabile della “Città di Taviano” –“Neroghi T. Carluccio”, su suggerimento e sotto la direzione dell’ecclettico Ezio Piccolo, che ama definirsi “operaio della filosofia”.

Tema della prima serata di un ciclo che si presume lungo: “Pensieri erranti, il corpo e l’anima”. Obiettivo: disinibire il pensiero e trovare delle risposte alla domanda delle domande, cioè “Che senso ha il mio essere al mondo?”. Dieci i partecipanti, per lo più giovani, tutti seduti intorno ad un tavolo adornato da candelabri e candele accese, buon vino, ottimi prodotti  da gustare tra una riflessione e l’altra, sotto la guida del filosofo Ezio Piccolo.

Si inizia in maniera soft, con frasi fatte e scontate, forse per  l’imbarazzo iniziale. Una ragazza chiede: «la cultura oggi sfiancata e sfilacciata si può salvare con la Filosofia»? Il maestro si apre: «Questa è l’epoca del declino dell’Occidente, della tecnologia imperante, non è un’epoca contro la filosofia, semmai è la filosofia che ha consentito l’apertura di quest’epoca».

Poi l’atmosfera si anima e si cerca di entrare nel vivo delle argomentazioni su “anima e corpo”, più su “anima”, per la verità in quanto, forse, il “corpo” trova buona pace tra un rosato salentino e un casareccio salame con una vena di piccante. È l’anima, insomma ad aleggiare: sembrano lontani i tempi quando il trinomio giovanile era “Bacco, Tabacco e Venere”.

La discussione va avanti per almeno quattro ore. Tutti sembrano sfiancati ma soddisfatti della serata. Si saranno disinibiti? La filosofia li avrà aiutati alla cura di sé?

All’uscita del locale una ragazza afferma: «Sono venuta  per riflettere e per avere la percezione del nostro stare al mondo collettivo. Penso che nella vita ci sono cose ovvie e scontate e ovvie e scontate invece non sono, perciò dobbiamo avere il tempo e la possibilità di scandagliare».

Si replica sabato 17 alle ore 21 con la partecipazione  dell’attore Rocco Barbaro e della scrittrice e giornalista Emanuela Da Ros. Sempre con la direzione di Ezio Piccolo. Tema della serata: “Menzogna e verità”.

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“Neroghi-T Carluccio” nasce come associazione culturale con vocazione teatrale nel 2002 e nel 2005 diventa Compagnia stabile “Città di Taviano”. Da allora le rappresentazioni teatrali non si contano accompagnate sempre da successo.

Taviano. L’associazione culturale, teatrale e musicale “Neroghi- T. Carluccio” nasce a Taviano, su iniziativa di Flavio Corina, nel 2002 con l’intenzione di prendere  iniziative culturali, teatrali e musicali a livello amatoriale.

L’iniziativa piace ad un gruppo di amici che, nel 2005, diventa Compagnia stabile “Città di Taviano”. Tra soci e attori la Compagnia annovera una ventina di persone.

La presidente è Prisca Manco. «Prima di costituirci come Compagnia stabile – dichiara Flavio Corina, l’ispiratore ma anche il regista dell’iniziativa culturale – avevamo allestito un laboratorio teatrale che si concretizzò con l’allestimento della commedia “Fochi di faloi” tratta dal libro “Storia di contadini” del tavianese Martino Abatelillo. È la storia dei contadini dell’arco jonico salentino che si scontrano ideologicamente con i proprietari terrieri al momento della costituzione dell’Italia unita». Successivamente la Compagnia “Neroghi” si dedica al teatro d’autore, lavorando intorno al repertorio teatrale di Luigi Pirandello.

Vengono rappresentate commedie come “Il berretto a sonagli”, “La Patente”, “Lumie di Sicilia”, “L’uomo dal fiore in bocca”.

«Queste commedie hanno avuto grande successo in provincia – prosegue il regista Flavio Corina – soprattutto nei teatri di Veglie, Leverano e a Santa Maria di Leuca. Anzi in quest’ultima località ricevemmo il premio regionale di teatro per la migliore attrice protagonista».

In seguito la compagnia ha preferito dare un taglio più brillante alle sue opere con le rappresentazioni “Non tutti i ladri vengono per nuocere” tratta dal repertorio di Dario Fo e soprattutto “Napoli prigioniera” dal repertorio dello scrittore contemporaneo, Domenico Panariello, uno spaccato della Campania di oggi tra delinquenza giovanile e droga che attanaglia molti giovani.

«Da quest’anno – conclude Flavio Corina – siamo tornati al teatro d’autore e stiamo allestendo per il prossimo autunno “Questi fantasmi” di Eduardo de Filippo. Stiamo poi collaborando con la Swcuola elementare di Taviano in iniziative sui 150 anni della nostra unità nazionale . Inoltre abbiamo in cantiere iniziative e attività di cabaret con un nostro giovane attore, molto bravo, Andrea Coletta, 30 anni di Racale, che , in chiave ironica, prepara spaccati su Fred  Buscaglione, cantante swing degli anni Cinquanta »ç

Rocco Pasca

Voce al Direttore

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