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commissione straordinaria

Parabita – Oltre 150mila euro in arrivo dal Ministero dell’Interno per realizzare opere pubbliche e sostenere l’economia locale. Anche Parabita beneficia così del fondo statale riservato ai Comuni sciolti per mafia, provvedimento contenuto nell’ultima manovra finanziaria dello scorso dicembre. Il decreto è a firma della Direzione centrale del Dipartimento della Finanza locale del Viminale e sosterrà i Comuni italiani (con particolare attenzione a quelli inferiori ai 15mila abitanti) dov’è stato applicato lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata previsto dall’articolo 143 del Testo unico enti locali (Tuel).

Parabita seconda in Italia Cinque le Regioni italiane interessate, per un totale di 44 enti: Sicilia (con 7 Comuni), Calabria (22), Puglia (6), Campania (8) e Liguria (un Comune). Dei sei Comuni pugliesi, ben tre appartengono alla Provincia di Lecce. Con Parabita ci sono, infatti, anche Surbo e Sogliano Cavour, gli ultimi, in appena due anni, ad essere finiti sotto la lente d’ingrandimento di Prefettura, Viminale e Consiglio dei Ministri per infiltrazioni malavitose. Per Parabita, dove il Consiglio comunale è stato licenziato il 17 febbraio 2017, il Ministero ha stanziato 151.724 euro, seconda cifra per importanza in tutta la graduatoria nazionale. Parabita, oggi amministrata dai commissari straordinari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande, è dietro solo a Cirò Marina, in provincia di Crotone, dove arriveranno 156mila euro. A Surbo e Sogliano Cavour, invece, rispettivamente 45.600 e 121.800 euro.

Parabita – C’è attesa in paese per conoscere l’esito della sentenza del Tar del Lazio chiamato ad esprimersi sul ricorso presentato dagli ex amministratori comunali, con il sindaco Alfredo Cacciapaglia, per lo scioglimento del Consiglio comunale parabitano. Mercoledì 28 febbraio i giudici amministrativi hanno discusso il caso e la sentenza sarà resa nota tra circa 20 giorni. Dal dispositivo del Tar Lazio dipendono, dunque, le sorti del provvedimento ministeriale che il 17 febbraio del 2017 portò al commissariamento della città e al conseguente scioglimento dell’Assise comunale quale conseguenza dell’operazione Coltura che portò all’arresto, tra gli altri, dell’allora vicesindaco Giuseppe Provenzano. Al momento sono trascorsi 12 dei 18 mesi previsti in origine dall’insediamento, con tutti i poteri spettanti al Sindaco, al Consiglio ed alla Giunta comunale, della Commissione straordinaria composta da Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande. Con il ricorso presentato al Tar è stato chiesto di rivalutare la sussistenza di “circostanze e metodi mafiosi” additati nella vita amministrativa parabitana dalla relazione della Commissione d’indagine e del Prefetto di Lecce. “Abbiamo scritto molto – spiega l’avvocato Pietro Quinto parlando delle memorie difensive presentate – per contestare le informazioni contenute in quei dossier e contrapporre le nostre argomentazioni”. Tra i fatti contestati, l’assunzione di uomini vicini ai clan nella ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti, rilascio di alcuni permessi edilizi, assegnazione di case popolari, mancato sgombero di abitazioni occupate da persone che non ne avevano diritto.

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