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Il documento integrale diffuso dalla Commissione Europea relativo alle misure per prevenire la diffusione della Xylella Fastidiosa.

Commissione Europea – Comunicato Stampa

Salute delle piante: Gli Stati Membri approvano misure rafforzate a livello comunitario per prevenire la diffusione della Xylella Fastidiosa

Bruxelles, 28 aprile 2015

Gli esperti degli Stati Membri nel Comitato Permanente per le Piante, gli Animali, il Cibo e la Nutrizione (SCFCAH) hanno approvato oggi misure rafforzate, proposte dalla Commissione, per prevenire l’ulteriore introduzione e diffusione all’interno dell’UE della Xylella Fastidiosa. Il batterio è un organismo di quarantena dannoso per gli alberi d’ulivo e potenzialmente dannoso per un’ampia gamma di altre piante importanti per l’agricoltura europea, come la vite e gli agrumi.

Le nuove misure dell’UE obbligano gli Stati Membri a notificare nuovi focolai all’interno dell’UE, a effettuare controlli ufficiali e demarcare prontamente le aree infestate. Rigide misure di eradicazione in queste aree sono poste in essere, compresa la rimozione e la distruzione delle piante infestate e di tutte le piante ospiti in un raggio di 100 metri, indipendentemente dal loro stato di salute. Le misure comprendono anche, per l’Italia, la possibilità di applicare misure di contenimento nell’intera provincia di Lecce, dove l’eradicazione non è più possibile. In questo caso, viene mantenuto l’obbligo di rimuovere sistematicamente tutte le piante infette e di testare le piante circostanti (in un raggio di 100 metri) in una zona di 20 chilometri adiacente alle province di Brindisi e Taranto.

Le importazioni e i movimenti all’interno dell’UE di specifiche piante note per essere suscettibili alla Xylella Fastidiosa da tutto il mondo saranno soggette a rigide condizioni. Un bando specifico viene emesso sull’importazione di piante di caffè originarie dell’Honduras e della Costa Rica, in considerazione dell’alto rischio che siano infettate dal batterio.

La presenza dalla Xylella Fastidiosa nell’UE è stata notificata dalle autorità italiane per la prima volta il 21 ottobre 2013. L’area infetta dall’organismo è l’intera Provincia di Lecce nel sud dell’Italia, con una nuova epidemia confermata nella vicina provincia di Brindisi. Le prime misure di emergenza furono prese dall’UE nel febbraio 2014 e altre più dettagliate nel luglio 2014.

La mancanza di efficaci trattamenti per curare le piante una volta che siano state infettate, l’ampia varietà di specie che si sa essere suscettibili, oltre all’alta probabilità che la malattia si diffonda e si stabilizzi nell’UE, rendono il batterio una grave minaccia all’agricoltura dell’UE.

Sulla base del parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, pubblicato nel gennaio 2015, e dei risultati delle indagini condotte dall’Ufficio Alimentare e Veterinario della Commissione Europea, la Commissione ha presentato una serie di misure rinforzate miranti a preservare le piante sane collocate nelle aree infette, oltre che a prevenire l’ulteriore diffusione del batterio nel resto dell’Unione. Sono state altresì prese rigide misure sulle importazioni da paesi terzi.

Traduzione a cura di Aldo Magagnino

Il documento originale

ragazzi-taurisano-per-difendere-ulivi-xylellaGALLIPOLI. “All’Efsa non è mai stato chiesto di produrre un parere scientifico sull’eziologia della malattia che ha colpito gli ulivi del Salento, ovvero sul rapporto causa-effetto responsabile del disseccamento rapido delle piante”: lo ha scritto, senza nascondere una venatura polemica, l’1 aprile in una lettera indirizzata ad Antonia Battaglia di PeaceLink Bernhard Url, direttore generale dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). La Commissione europea, durante le prime indagini sulle cause del disseccamento, ha ritenuto l’intervento dell’Efsa evidentemente non indispensabile. Il direttore Efsa però sottolinea che anche dalle analisi effettuate in seguito dall’Autorità su richiesta della Commissione Ue, è emerso che “gli ulivi con i sintomi del disseccamento rapido erano in genere colpiti da un complesso di infestanti, comprendenti la Xylella fastidiosa, da diverse specie di funghi appartenenti al genere Phaeoacremonium and Phaemoniella, e dalla Zeuzera pyrina”, un lepidottero.
Ma a quanto è dato di capire, Efsa e commissari Ue non s’intendono neppure sui provvedimenti da prendere per arginare la diffusione dell’infezione. In una relazione di 262 pagine l’Autorità, rifacendosi alla letteratura scientifica attuale, ha evidenziato come l’eradicazione delle piante infette nelle aree in cui la malattia si è già stabilita sia una strategia di dubbio successo. Il limite è dato dalla coesistenza, nelle campagne salentine, di due tipi di infezione: una primaria, in cui il batterio proveniente da un ambiente esterno colpisce un’unica campagna; una secondaria, che si verifica quando la Xylella si diffonde di albero in albero all’interno dello stesso appezzamento di terreno. La presenza di questi due tipi di contagio, come spiega l’Efsa, fa si che vi siano campi malati molto distanti l’uno dall’altro e, allo stesso tempo, terreni in cui il 100% degli ulivi sono colpiti. Poco efficaci, secondo l’Autorità, anche i trattamenti chimici, poiché gli insetti sono in grado di ricolonizzare gli stessi territori in breve tempo e di diventare resistenti agli insetticidi.
Cosa fare, dunque? Secondo l’Efsa la riposta è “nella ricerca sul campo, da intensificare per ottenere una valutazione più approfondita su ciò che sta accadendo e per sviluppare una strategia mirata”.

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– 13 giugno 2013: “Lebbra degli ulivi, ormai è allarme”; nel sommario “l’esperto: Utili trattamenti a base di rame nel periodo tra febbraio e aprile”. Era il numero 12 di “Piazzasalento” ed era la prima volta che si parlava di quella strana malattia degli ulivi.
– agosto 2013: il dottor Donato Boscia, responsabile dell’Unità operativa del Cnr di Bari dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante, con parenti a Taviano, nota da vicino la sin golare condizione degli alberi nelle campagne tra Taviano e Gallipoli (Sauli, Rao, Bailé); da un rappresentante di una associazione di coltivatori si sente dire: «è lebbra».
– inizi settembre: viene interessato l’Osservatorio fitosanitario della Regione; il dottor Antonio Guario che lo guida, effettua un sopralluogo con tecnici e ricercatori.
– fine settembre: il professore Giovanni Martelli (Accademia dei Georgofili di Firenze e Facoltà di Agraria di Bari) avanza l’ipotesi Xylella, il batterio che ha fatto strage di piante dalla California (vite) al Brasile (aranci): è la svolta.
– 13 ottobre: dai laboratori degli enti coinvolti esce la prima diagnosi di conferma inviata alla Regione. Il dossier da Bari va a Roma.
– 21 ottobre: il fascicolo arriva a Bruxelles. Da Parigi si fa vivo l’Eppo, l’ente europeo per la protezione delle piante, che ha il compito di allertare i Paesi Ue in caso di pericoli. A fine ottobre l’allarme è mondiale: sul sito di Eppo ci sono le foto degli ulivi sotto attacco con relative relazioni scientifiche.
– 16 novembre: mentre a livello locale si organizzano le prime riunioni con i contadini assai preoccupati (a Racale in particolare), nel territorio di Alezio arriva il professore Rodrigo Almeida (College oh Natural Resources, Università di Berkeley, Usa) su invito dei colleghi che operano in Puglia sul caso ulivi malati.
– dicembre: di Xyella fastidiosa si parla a Valencia (Spagna) dove nasce un consorzio con 15 istituzioni scientifiche (12 europee, una italiana, due statunitensi) per un progetto di ricerca da finanziare col programma Ue “Horizon 2020”.
– 13 febbraio 2014: prima Decisione di esecuzione della Commissione Ue.
– fine marzo: s’inviano ai commissari europei, che un mese fa hanno svolto una ispezione nel Salento (ne faranno altre), la relazione finale con annessa mappatura della situazione: circa 16mila campioni analizzati. Ad aprile l’incontro a Bruxelles tra Regione, Ministero e organi di controllo fitosanitario nazionali e regionali.
– aprile: dal Centro nazionale delle ricerche, sede di Bari, Maria Saponari viene inviata in Brasile, nel cuore di un’altra infezione da Xylella; importanti vengono definiti i riscontri ottenuti. L’infezione si affaccia tra Lecce, Surbo, Trepuzzi.
– 23 luglio: seconda Decisione di esecuzione della Commissione Ue.
– 28 agosto: il Ministero Politiche agricole emana un piano per la gestione dell’emergenza in sette punti. Il Comitato scientifico appena nominato si riunirà il 15 settembre.
– 21-24 ottobre: a Gallipoli Simposio scientifico internazionale sull’epidemia di Xylella negli uliveti salentini; 200 partecipanti da 18 Paesi.
– novembre: su susseguono convegni su convegni; cresce lo smarrimento degli olivicoltori che si sentono senza indicazioni. Le loro associazioni protestano e invocano un commissario straordinario con pieni poteri.
– 10 febbraio 2015: viene dichiatato dal Governo lo stato di calamità.
– 12 febbraio: il comandante del Corpo forestale della Puglia viene nominato commissario.

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