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commissario straordinario

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In Evidenza.inddDi commissario (Biagio De Girolamo, 2011) in commissario (Guido Aprea, settembre 2015, foto a sinistra) la patata bollente dei rifiuti piomba sui tavoli decisionali di Gallipoli. Che sia una grana è evidente, soprattutto durante l’estate. E che con questa grana è meglio non averci a che fare lo pensano gli amministratori degli altri Comuni dell’Aro 11, cioè Taviano, Racale, Alliste, Melissano (quest’ultimo entrerà nel piano dell’Ambito alla scadenza dell’attuale contratto, 2019). Da subito Taviano e Alliste in particolare avevano chiesto la modifica dei confini dell’Aro 11, sulla falsariga di quanto accaduto nella Grecìa salentina. Per piegare le resistenze del paese protetto da San Martino la Regione aveva alla fine inviato un commissario ad acta nel luglio 2014, pur di procedere. «Gallipoli è di un altro pianeta – aveva chiosato il Sindaco Antonio Renna di Alliste – per quanto riguarda i rifiuti, soprattutto d’estate». Aggregazioni da rifare, quindi. Proprio come aveva del resto chiesto e ottenuto Gallipoli, in un primo momento messo insieme ai Comuni dell’Aro 5.

Il suo collega tavianese, Carlo Portaccio (a destra nella foto), ha cercato di contrastare il progetto redatto da “Ambiente Italia srl” andando sul concreto e vincendo un primo round presso il Tribunale amministrativo regionale di Lecce: sospensione del decreto con cui il commissario Roberto Polieri aveva indetto la gara. Ma i conti fatti da Taviano circa una “iniqua suddivisione degli oneri per il personale, sono crollati quando i giudici amministrativi sono entrati nel merito del progetto generale e poco prima di Pasqua hanno respinto il ricorso. «Vediamo le motivazioni e poi decideremo», dice il Sindaco Portaccio. A Gallipoli invece il dottor Aprea si ritiene soddisfatto per l’attestato di correttezza rilasciato dal Tar e sollecita il varo del bando di gara.

GALLIPOLI. Al via la fase del confronto e dell’ascolto da parte del commissario prefettizio Guido Aprea. Dopo i primi venti giorni di insediamento e i primi atti sottoscritti dal reggente di Palazzo Balsamo (tra cui l’approvazione del bilancio di previsione) la parola è passata alle compagini politiche.
Il primo faccia a faccia è stato quello con il sindaco uscente Francesco Errico per suggellare il passaggio di consegne. Un incontro nel quale l’ex primo cittadino ha segnalato la necessità di portare a termine alcune iniziative e i programmi già avviati dall’Amministrazione uscente il cui iter è stato bloccato in corso d’opera a causa del perdurare della crisi amministrativa e delle dimissioni poi divenute irrevocabili da parte di Errico. Altre segnalazioni sono arrivate anche dai partiti e dai gruppi consiliari uscenti. Lo stesso commissario ha già sbloccato alcune procedure che porteranno a breve all’adozione del Piano delle coste, che doveva tornare in Consiglio per l’approvazione definitiva, e già nella prossima settimana saranno avviate le procedure per il bando europeo per il servizio di igiene urbana sulla base del progetto già ratificato dal Consiglio e dal commissario ad acta dell’Aro 11.

In questi giorni aprirà anche il cantiere per la messa in sicurezza dei punti di sbarco della banchina Ferrovia del porto e quella del seno del Canneto, per un progetto finanziato con i fondi Fep 2007-13 pari a 175mila euro, mentre per i lavori delle cave di Firenze ad inizio ottobre dovrebbe terminare il primo lotto di interventi e quindi gradatamente le famiglie sgomberate dovrebbero ritornare nelle loro abitazioni.
In via di definizione anche l’installazione delle case dell’acqua, con la gara già assegnata e le procedure per l’affidamento in concessione dell’area della pensilina del terminal dei bus di via Zacà per il completamento delle opere e l’avvio di nuovi servizi. Accelerata anche per l’esecuzione dei lavori di riqualificazione di piazza Carducci per 200mila euro, frutto della convenzione con la Edilcon 2 per lo scomputo degli oneri di urbanizzazione per la realizzazione del complesso edilizio di via Mazzini.

Tra sgomberi, occupazioni abusive e famiglie disagiate si cercherà di dare attuazione al piano di riqualificazione delle periferie e alla realizzazione degli alloggi con i Pruacs nell’area ex Cappuccini (un progetto già finanziato con circa 5 milioni di euro), e si completerà l’acquisto delle case mobili (due già comparate dal Comune)  per la sistemazione provvisoria delle famiglie sfrattate.
Al commissario affidato anche il compito di seguire l’iter per i progetti di riqualificazione di lungomare Marconi (progetto preliminare finanziato con 1milione e 700 mila euro), dell’illuminazione della Purità, delle mura urbiche, del litorale sud (nell’ambito del progetto integrato dei paesaggi costieri con Taviano, Alliste e Racale) e il nodo depuratore e scarichi a mare.

Guido ApreaGALLIPOLI. C’è una lunga alternanza tra sindaci e commissari straordinari nella reggenza di Palazzo Balsamo dalla fine degli anni Novanta ai giorni nostri. La nomina del viceprefetto Guido Aprea (foto) del 1° settembre scorso in qualità di commissario prefettizio del comune di Gallipoli dopo le dimissioni divenute irrevocabili da parte del sindaco Francesco Errico, è solo l’ultima di una lunga serie che ha preso il via negli ultimi quindici anni di vita amministrativa. Il 21 luglio del 2000, infatti, su decreto dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in seguito alle dimissioni del sindaco Flavio Fasano presentate il 12 giugno dopo aver preso atto di non avere più la maggioranza in Consiglio, fu nominato come commissario straordinario Francesco Leopizzi.

Seguì poi la prima elezione del sindaco Giuseppe Venneri, che portò a termine il quinquennio di legislatura, e la nuova elezione nel 2006 del primo cittadino, Vincenzo Barba. Sfiduciato dalla maggioranza dei consiglieri comunali, l’ex parlamentare durò in carica appena un anno e dopo lo scioglimento del Consiglio, nell’estate del 2007, fu nominato il commissario Angelo Trovato. Nel 2008 in sella ancora Giuseppe Venneri, sino alla caduta nel 2011 e alla nomina di tre commissari in sequenza, Biagio De Girolamo, Mario Ciclosi e Vincenzo Petrucci, prima delle nuove elezioni del maggio 2012 che portarono all’elezione a sindaco di Francesco Errico. Da qualche giorno Guido Aprea è, quindi, il sesto commissario in quindici anni.

4fotoGALLIPOLI. Mercoledì 11 alle 15,30 nella sede del Dipartimento nazionale di Protezione civile; giovedì 12 in mattinata nella sede della Regione: questi gli ultimi passi per piano di contrasto al complesso del disseccamento rapido dell’ulivo, ad opera della Xylella sottospecie Pauca, e di funghi patogeni.
Si parte, dopo aver chiarito, da parte del commissario straordinario – il comandante della Forestale di Puglia, Giuseppe Silletti – due procedure che avevano sollevato, e a ragione, molte e documentate perplessità.

La prima riguarda gli espianti: nella fascia immediatamente a nord della zona infetta (che va da Nardò e Porto Cesareo sullo Jonio  alla zona a nord di Lecce, sull’Adriatico) verranno abbattuti solo gli alberi che risultassero infettati. La fascia citata è stata ampliata da uno a 15 chilometri, spostando ancora più su il cordone fitosanitario che potrebbe, alla fine, risultare meramente un segno grafico sulla cartina. Se non scappa nessun batterio e nessun insetto dal Salento. Come è purtroppo già avvenuto e registrato in quel di Oria (Brindisi), ad un passo da Manduria. Lì il focolaio è stato delimitato in 40 ettari e lì si procederà subito agli espianti degli ulivi (contati 4mila alberi) e di altre piante contagiate (oleandri, ciliegi, mandorli, susini, peschi i preferiti dal batterio che viene da lontano).

Il secondo punto allarmante riguarda l’uso dei fitofarmaci, l’altra voce del bilancio che può contare su 13 milioni 600mila euro. Il commissario Silletti si è impegnato con pubbliche dichiarazioni: «Non si tratta di pesticidi ma di insetticidi con un raggio di azione mirato», quindi non a tappeto come paventato da alcuni gruppi ambientalisti e non pesticidi, come pure c’è scritto nella determina del dirigente dell’Osservatorio fitosanitario della Regione del 6 febbraio scorso, numero 10. Nell’allegato tra le “sostanze attive che hanno efficacia nei confronti delle cicaline” c’è anche il famigerato Imidacloprid, che in quanto a grado di letalità sugli insetti vettori (le “sputacchine”) ha quattro stellette, il massimo tra le sette sostanze elencate, ma ha provati risvolti negativi anche sui terreni e sugli essere umani.

Il dottor Silletti ha anche specificato che non ci si allontanerà dagli insetticidi utilizzati normalmente contro la mosca olearia e infezioni simili. Ma la Regione Puglia ha già chiesto al Ministero la registrazione (per poterla poi utilizzare in questa battaglia) di una sostanza esclusivamente vegetale sperimentata in Francia e basata su oli essenziali di agrumi. A Bologna, inoltre, il laboratorio Bio eco active in collaborazione col Dipartimento di Chimica dell’Università felsinea ha in atto una sperimentazione con concimi naturali, risultati efficaci  in un’altra lotta che interessa il Veneto e il Piemonte, dove a morire per disseccamento sono da un paio di anni i kiwi.

ulivi malati sp gallipoli sud-matino li sauli (9)

Un momento dell’incontro ufficiale a Racale

GALLIPOLI. Il batterio Xylella è sbarcato ufficialmente nel Brindisino, bucando il cordone sanitario, la fascia di protezione più a nord rispetto alla zona infetta e separata da questa da una zona cuscinetto che corre dalla costa di Nardò a quella di Lecce attraversando Copertino, Leverano, Novoli, Campi, Squinzano e Trepuzzi.  Lo hanno confermato i laboratori e le fonti ufficiali in queste ore. La prima conseguenza è che la mappatura dell’infezione, così faticosamente elaborata e pubblicata dalla Regione a fine gennaio (era attesa a fine ottobre) dovrà essere rifatta. L’ulteriore effetto a catena piuttosto prevedibile sarà l’aumento esponenziale dell’Unione europea, la cui paura di vedere diffondersi il morbo da quarantena in altri Paesi è già elevata. E già si parla di una richiesta di Bruxelles all’Italia di estendere la larghezza della zona cuscinetto – in cui gli abbattimenti degli alberi sono dati per indiscutibili – da uno a una ventina di chilometri.

L’impressione che si ha è quella di una situazione che rischia di precipitare verso esiti sempre più gravi e drammatici. Se sull’uso di erbicidi e insetticidi i pareri sono discordi tra oppone loro un “no” netto e chi vorrebbe mitigarne l’impatto il più possibile, sull’abbattimento degli ulivi si leva un coro unanime. Lo si è visto anche durante l’incontro ufficiale a Racale tra mondo agricolo e commissario. Quando il dottor Giuseppe Silletti, che è anche comandante della Forestale in Puglia, ha accennato agli eradicamenti come “misura non derogabile”, le centinai di voci stipate nel capannone della coop Acli hanno reagito all’unisono. L’appuntamento col commissario promosso dal comitato “Voce dell’ulivo” era fissato per le 17 e alle 17 erano tutti là i diretti interessati, con una buona quota di olivicoltori giovani, apparsi tra i più smarriti davanti ad un investimento della loro vita che appare fortemente a rischio.

Le risposte alle numerose domande poste hanno chiarito, per molti amaramente, il quadro attuale, co la novità che il campo di battaglia s’allarga ancora di più.

Gli ultimi focolai accertati impongono un cambio di passo che il commissario vorrebbe compiere insieme a tutti i protagonisti del settore. Si è detto d’accordo sulla richiesta di far gestire direttamente alle aziende agricole i fondi per gli interventi di pulizia e di messa in ordine degli uliveti, così cone ha giudciato interessante la proposta di Enzo Mani di Racale (comitato e coop Acli) di fare della zona infetta, praticamente l’intera provincia di Lecce, un laboratorio a cielo aperto. Così come ci si è trovati d’accordo sull’affidare le speranze di una via d’uscita puntando sulla ricerca, finora per la verità non considerata nel piano finanziario con le risorse disponibili pari a 13 milioni 610mila euro. Inoltre, come segno di collaborazione, ha annunciato l’incontro con i Sindaci in Prefettura per martedì prossimo.

Ma le “indicazioni inderogabili” non possono essere aggirate. Per cui si comincerà a breve – non appena il piano d’azione sarà completato – dal Nord Leccese e dai nuovi focolai rimuovendo gli ulivi infetti, poi si procederà verso sud: “Il mio compito è mettere un freno a questo flagello – ha sottolineato il commissario – e poiché non c’è nessun mezzo chimico, l’unico sistema è l’abbattimento”.

Proteste anche quando si è parlato delle operazioni che prenderanno il via ad aprile-maggio contro le larve delle sputacchine, gli insetti che veicolano il batterio da una pianta all’altra. “Sono le stesse sostanze usate per la lotta alla mosca olearia e alla tignola”, ha detto cercando di rassicurare la platea animata da forti tensioni. Sulle quantità gli allarmanti interrogativi sono rimasti tutti aperti. Con due notizie, una buona e una cattiva. La Regione ha chiesto al Ministero della salute già da un mese di registrare il nuovo prodotto, completamente vegetale ed estratto dagli agrumi, in uso in Francia. La cattiva è che la sputacchina frequenta anche il mirto, componente tra i più diffusi della nostra macchia mediterranea.  È a rischio irrorazione anche questa caratteristica del Salento?

“Dobbiamo convincersi tutti che serve una lotta comune contro quella che qualcuno ha chiamato peste. Agiamo – ha esortato Silletti – e conservate le carte comprovanti le vostre spese utili se arriveranno i soldi per i sussidi. Non si può fare altro: c’è un gruppo di monitoraggio che seguirà il mio operato, c’è un comitato scientifico… io starò molto attento, del resto la Forestale ogni giorno predica e pratica la tutela dell’ambiente. O ce la teniamo o la combattiamo”.

Il commissario Giuseppe Silletti a Li Sauli

Il commissario Giuseppe Silletti

RACALE. Ma quando è comparsa nel Salento questa malattia che sta sterminando i nostri ulivi? Cosa fare se il vicino non fa niente delle cure obbligatorie? Perché i consorzi di bonifica e gli altri enti non tengono pulite le zone di loro competenza? Queste ed altre le domande fatte per iscritto al commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti, nominato il 12 febbraio scorso durante il primo incontro presso la cooperativa Acli di via Ugento, su iniziativa del comitato “Voce dell’ulivo”.

Domanda: “È  accertato che si tratta della Xylella, il batterio da quarantena?”

Risposta del commissario Siletti: “La presenza del batterio e di questo ceppo, per la prima volta classificato in Italia e di cui sappiamo poco, è stata accertata e pubblicata su riviste scientifiche. Ci hanno lavorato in Puglia l’Istituto agronomico mediterraneo di Valenzano,l’Istituto di ricerca e sperimentazione di Locorotondo, l’Università di Bari e il Centro nazionale delle ricerche di Bari. Per me, non ci sono dubbi”.

D: “Ci devono dare i soldi prima che facciamo gli interventi, potature, fresature… e poi li facciamo, altrimenti chissà quando li vediamo”.

R: “Bisogna capire prima se ci saranno gli indennizzi, ma non si può aspettare”.

D: “A noi tocca fare tutti questi lavori a nostre spese, ma fate muovere anche i consorzi di bonifica, la Provincia e i Comuni: da anni non si ripuliscono i canali, le strade provinciali comunali e rurali, i relitti stradali…”

R: “Lo faranno, dovranno tutti fare la loro parte”.

D: La lotta al disseccamento degli ulivi con l’uso massiccio di erbicidi e insetticidi cancellerà con un colpo di spugna tutto il nostro lavoro per avviare e sostenete aziende biologiche”.

R: “Questo è un aspetto importante e reale su cui mi documenterò. Lo porterò all’esame del Ministero”.

D: Ma le prove di patogenicità (per certificare l’individuare esatta del batterio, ndr) sono state fatte?”

R: “Mi risulta che sono iniziate, ma ci vuole tempo per i risultati”.

D: Per le zone incolte, sotto sequestro, o quelle del vicino che non ha fatto niente di quanto è obbligatorio, come facciamo?”

R: “Una denuncia o una segnalazione al Corpo forestale e il giorno dopo interveniamo”.

D: “La malattia si è diffusa sia in terreni coltivati e curati che in quelli incolti, quindi a che servono queste pratiche agronomiche?”

R: “Servono eccome: se un albero è sofferente o sotto stress per altri motivi, la Xylella trova porte aperte…”.

D: “Quando sarà pronto il piano d’azione?”

R: “Solo tempi tecnici. Fra una settimana sarà pronto; poi le squadre dell’Arif (agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ndr) procederanno

D: “Perché non coinvolgete le aziende agricole locali? Certi interventi potrebbero essere affidati ai proprietari, con costi inferiori”.

R: “Lo auspico, la questione è al vaglio del nostro ufficio legale”.

D: “Bisogna preservare le api, che già sono minacciate prima ancora dell’arrivo di queste piogge di insetticidi…”

R: “Avete ragione. Ora è venuto fiori che anche il mirto ospita insetto vettore. La situazione è molto complessa”.

Silletti-GiuseppeRACALE. Si terrà sabato prossimo il primo incontro del commissario straordinario Giuseppe Silletti (foto) con gli agricoltori interessati dall’epidemia che produce il disseccamento rapido di ulivi e di altri alberi soggetti al morbo. Per le 17 è fissata la riunione presso la cooperativa Acli, via provinciale per Ugento. Ne dà notizia il comitato “Voce dell’ulivo” che ritiene “interessanti e ricchi di contenuti” i primi passi del comandante Silletti (è a capo del Corpo forestale di Puglia). Sin dalla prima uscita pubblica per incontrare i giornalisti (15 febbraio), Silletti aveva annunciato ampia disponibilità a incontrare gli olivicoltori. Dalle prime segnalazioni che gli sono giunte, il commissario ha preso lo spunto per incaricare la forestale di controllare lo stato di alcuni terreni, relativamente ad arature dei terreni e potature degli alberi di ulivo, prassi “normali” per le quali si ricevono anche i sussidi dell’Unione europea, ma troppo spesso “dimenticate”.

uliviGALLIPOLI.  Il 21 gennaio a Roma vertice presso il Ministero delle Politiche agricole sul problema-Xylella. Lo ha promosso il ministro Maurizio Martina. Al massimo livello i partecipanti: la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione Puglia e la Protezione civile. Si tratta di un “incontro di verifica” che segue il voluminoso dossier dell’Efsa (Ente europeo per la sicurezza alimentare con sede a Parigi) che ha pubblicato lo studio del suo comitato scientifico sul batterio nelle sue varie sottospecie, non solo quindi la variabile che ha colpito duramente gli uliveti dell’arco jonico in particolare. La riunione di mercoledì 21 potrebbe avere a disposizione le ultime decisione della Commissione europea, la cui riunione è prevista per lunedì 19 e martedì 20.

Mentre si attende ancora la ufficializzazione delle tre zone indicate dall’Ue (infetta, cuscinetto e tampone), al ministro Martina intanto si è nuovamente rivolto il deputato salentino Salvatore Capone, sollecitando anche a nome delle associazioni di categoria la nomina di un commissario speciale. “Siamo consapevoli della rilevanza che assume l’incontro di mercoledì prossimo – ha commentato l’on. Capone – per concordare come procedere nell’attuazione del Piano sottoscritto ma soprattutto per la decretazione dello stato di emergenza e la nomina del Commissario straordinario, o altro soggetto equivalente, in modo tale da poter ragionevolmente immaginare di poter attuare tutto quanto necessario a tutela del territorio, delle imprese, delle produzioni d’eccellenza, dei consumatori. Per tale ragione è significativa la presenza, allo stesso incontro, della Protezione civile”. Per il deputato salentino “è importante, in questo delicatissimo momento, che le azioni istituzionali vengano costantemente condivise con le associazioni e le aziende; impedire il contagio ad altri territori nazionali è infatti importante esattamente quanto salvaguardare le imprese territoriali e le produzioni d’eccellenza, perché la xylella non costituisca una danno irreversibile per l’economia salentina e per quelle aziende che hanno puntato sulla qualità del prodotto”.

 

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