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comitato fitosanitario

Gallipoli – Se non cambiano le davvero sudate carte in tavola e se il Comitato fitosanitario europeo il 18 e 19 ottobre modifica la precedente Decisione comunitaria del 2015, sotto l’albero di Natale o giù di lì gli olivicoltori pugliesi troveranno tre novità da tempo invocate. Dopo quella data e a risultato acquisito su possibilità di reimpianto di varietà di ulivo resistenti alla Xylella, tutela dei Monumentali non infetti nel raggio di cento metri da pianta già attaccata e liberalizzazione di tre varietà di vite immuni dal batterio, ci vorranno due mesi circa perché la nuova Decisione sia pubblicata e diventi efficace. Salvo imprevisti che a questo punto non dovrebbero più esserci, il traguardo che consente un minimo di respiro – non immediato ai fini della capacità di produrre da parte dei giovani alberi – sarà tagliato.

“Dobbiamo dire grazie al mondo scientifico – afferma Giovani Melcarne, a capo di una società che produce olio Dop a Gagliano del Capo e dintorni – questo risultato è merito loro, del loro lavoro”. Un altro grazie allo stesso indirizzo lo manda per un altro motivo: “Intorno a questo grave problema – aggiunge Melcarne – si è creato un solido rapporto di collaborazione e fiducia tra i ricercatori e gli agricoltori di base, che hanno suggerito o seguito indicazioni che hanno poi portato a risultati come la varietà Favolosa e il Leccino in grado di convivere senza danni col batterio; adesso è la volta dei semenzali, gli ulivi selvatici. Ora però non dobbiamo perdere tempo: ne va dell’entusiasmo e dell’interesse che tanti di noi ancora nutrono verso questo comparto, mentre alcuni hanno già deposto le armi, scoraggiati”.

Non si poteva fare prima? Mentre gli amministratori pubblici ed i politici si dividono tra accusatori pessimisti e prudentemente ottimisti, chi ha seguito con occhio tecnico la vicenda non si straccia le vesti, avendo peraltro detto per tempo – in veste di ricercatore – che i tempi di sperimentazioni e verifiche non potevano essere inferiori ai due anni. L’Unione europea deve, di conseguenza e prima di cambiare decisioni già ufficializzate, aspettare l’ultima parola dalla loro bocca. “Dicono che si poteva fare già a giugno ciò che si farà ad ottobre – dice il dottor Donato Boscia, direttore dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche, sede di Bari – ma quella riunione di fine giugno tra la direzione generale della Commissione europea e gli uomini-chiave dei diversi progetti, con due giorni di domande su tutti gli aspetti, ha aperto la strada alle conclusioni che si andranno a tirare, nel contempo giustificando agli occhi dell’Europa la bontà degli investimenti fatti nella ricerca”.   Sempre in veste di coordinatore dei maggiori progetti europei con partecipanti internazionali – X factor e Ponte – Boscia parteciperà il 13 e 14 novembre alla Conferenza europea sulla Xylella che si terrà a Palma di Maiorca, isole baleari.  Non è un caso: adesso è la Spagna sotto tiro, nelle isole in questione appunto per gli ulivi e per il mandorlo nella zona di Siviglia ed Alicante e anche da lì hanno invitato il Cnr di Bari, in vista della Conferenza europea che sarà curata dall’Efsa (ente dell’Ue) e dai coordinatori dei maggiori progetti finalizzati proprio alla ricerca delle cultivar resistenti all’epidemia.

Nuovi focolai, in questa fase in cui i controlli sono ripresi a ritmi serrati, sono stati riscontrati nelle campagne di Ceglie messapica, Cisternino e Ostuni. Con un focolaio vero e proprio: alcuni alberi infetti che i proprietari non volevano espiantare per evitare la propagazione del contagio, sono stati incendiati due notti fa da ignoti. Ma c’è chi pensa che la tensione (o disperazione) è arrivata ormai a livelli tali che qualcuno sta cominciando illusoriamente a pensare di poter fare da sé.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...