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colonia Scarciglia

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Dopo circa cinquant’anni di totale abbandono, il Comune di Castrignano del Capo fa sua l’ex colonia Scarciglia di Leuca. Nei giorni scorsi la firma del passaggio di proprietà tra il Comune e l’Agenzia del demanio di Puglia e Basilicata. L’ex colonia antitubercolare (oggi un rudere) posta ai piedi del promontorio sovrastante il faro di Santa Maria di Leuca, a Punta Meliso, venne edificata nel 1922 e poi gradualmente abbandonata intorno al 1970. «Si tratta di un’iniziativa di grande successo per la quale devo ringraziare, oltre ai miei assessori e ai consiglieri di maggioranza, l’avvocato Giuseppe Mormandi che ha seguito la vicenda, il direttore dell’agenzia Vincenzo Capobianco e i funzionari Fedele Gentile e Simona Ciullo. Ora – commenta il sindaco Santo Papa – bisogna programmare i lavori di recupero e valorizzazione dell’area ristabilendo l’armonia con l’ambiente nel massimo rispetto dei valori storici, culturali e religiosi del sito nell’interesse primario della cittadinanza e dell’intero territorio».

La lunga vicenda giudiziaria L’operazione di acquisizione a titolo non oneroso è avvenuta in tempi rapidi mettendo la parola fine a decenni di conflitti giudiziari. Dell’ottobre scorso è, infatti, la sentenza con la quale il Tribunale di Lecce ha risolto il contenzioso in essere tra la Provincia di Lecce e l’Agenzia del demanio attribuendo a quest’ultima la proprietà dell’immobile. In realtà era stato proprio il Demanio a cedere alla Provincia la struttura, salvo richiederla indietro per non aver rispettato, quest’ultimo ente, gli “scopi sociali” imposti dalla cessione. Del 2004 è il progetto da nove milioni di euro (poi arenatosi) con il quale la società Apuliae spa dell’imprenditore Roberto Colaninno, avrebbe voluto realizzare un resort di lusso con albergo a cinque stelle a picco sul mare, 72 camere e annesso centro benessere.
«Abbiamo fatto leva sulla legge sul Federalismo fiscale avviando intese in tal senso con l’Avvocatura dello Stato che giusto il 27 febbraio scorso ha espresso un suo parere favorevole considerando degna di nota la proposta avanzata dal Comune di Castrignano del Capo. In realtà – afferma l’avvocato Mormandi – già nel 2016 avevamo sollecitato il Demanio in tal senso ma il contenzioso in essere all’epoca impedì il passaggio del bene al Comune».

Abbattimento o recupero? Ora si tratta di capire cosa si potrà concretamente fare di quello che, negli anni, è divenuto ormai un vero e proprio eco-mostro, per di più pericoloso perché soggetto a periodici crolli, posto davanti ad un paesaggio d’incanto accanto alla cascata monumentale e sotto al faro e alla basilica De finibus terrae. Quel che è certo è che occorrerà intercettare i fondi idonei per la bonifica ed il recupero dell’are (che comprende pure la retrostante ex scuola elementare), magari ripescando l’ipotesi di abbattimento, da molti (ambientalisti o meno) sostenuta nel corso degli ultimi anni.

La travagliata storia L’ex colonia antitubercolare, dopo aver accolto gli ammalati provenienti da tutta la provincia di Lecce, nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale aprì le porte ai profughi provenienti dai campi di concentramento smistati nei centri di accoglienza salentini. Tra il 1960 e il 1970 fu per qualche anno sede scolastica per poi subire la fase calante della sua esistenza storica e il totale declino. Nel 1996 Il Demanio concesse la struttura alla Provincia condizione che fosse realizzato un centro per la valorizzazione del mare. Nel 2005 iniziarono i lavori per la costruzione di un albergo extra lusso, poi bloccati l’anno successivo per presunto abusivismo. Gli indagati vennero assolti ma nuovi contenziosi cristallizzarono la situazione dell’immobile abbandonando il cantiere spettrale alle intemperie, agli atti vandalici e all’oblio. (nella foto a sinistra il Sindaco Santo Papa)

CASTRIGNANO LEUCA. L’ex colonia Scarciglia di Santa Maria di Leuca si prepara a trascorrere la sua quattordicesima estate da rudere. Doveva diventare un albergo extralusso con annessa beauty farm invece è un rifugio di cani randagi, meta di bivacchi umani. Triste sorte per l’ex colonia antitubercolare sorta negli anni ’20 del secolo scorso per accogliere gli ammalati da tutta la Provincia di Lecce. Negli anni ’40 il centro fu trasformato in un ospedale dove sono nati centinaia di profughi che dopo la liberazione dai campi di concentramento erano stati provvisoriamente smistati nei centri di accoglienza salentini, dalla stessa Leuca a Santa Maria al Bagno. L’ultimo paziente venne dimesso a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 poi l’oblio, fin quando il Demanio non decise di cederla alla Provincia a condizione che si realizzasse un centro per la valorizzazione del mare. Un imprenditore del calibro di Roberto Colaninno vide la possibilità di creare una struttura alberghiera. Chiese e ottenne l’ok da Palazzo dei Celestini e anche quel- lo del Comune di Castrignano del Capo, che fu pronto a consegnare il retrostante edificio scolastico avallando il progetto complessivo che prevedeva un centro benessere.

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