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asilo nido Racale

asilo nido Racale

RACALE. Il gruppo consiliare “X la città nuova”  (Lorenzo Ria e Rino Stefani) ha presentato una mozione da sottoporre al Consiglio comunale sull’asilo nido che rimane chiuso e inutilizzato dopo un percorso che ha registrato varie tappe. L’asilo  era stato dismesso dalla precedente Amministrazione guidata dal sindaco Basurto perché il Comune non poteva sopportarne le spese. L’attuale primo cittadino, Donato Metallo, allora all’opposizione,  aveva contrastato   la chiusura della struttura  e la vendita dell’immobile. Erano state poi avanzate proposte per farne un centro culturale, un centro informa-imprese, la sede della Protezione civile o un polo per l’erogazione di prestazioni di terapia assistita. Ora i due consiglieri all’opposizione chiedono la riapertura dell’asilo nido in considerazione della carenza di queste strutture sul territorio e degli stanziamenti regionali previsti.

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Taurisano. I circa 60 alunni frequentanti la «Sezione Primavera» sono tornati a varcare i cancelli della scuola:(nella foto la “Comi”) le tre sezioni dell’asilo gratuito per bambini sotto i tre anni, infatti, hanno ripreso a funzionare dopo la chiusura, durata circa due settimane, giunta a seguito di un esposto inviato in Procura per segnalare la mancanza di alcuni requisiti di legge nelle strutture dei due poli scolastici della città.

Per riattivare il servizio è stata necessaria un’autorizzazione dell’Ufficio scolastico regionale e l’assicurazione, da parte del Comune, che negli edifici esistono i requisiti minimi e che sono in corso le procedure per dotare le strutture di tutto ciò che la legge richiede.

Se i disagi dei genitori – e in particolar modo delle mamme lavoratrici – sono finiti, lo stesso non si può dire delle polemiche che hanno accompagnato la vicenda. Infatti il firmatario dell’esposto – il responsabile cittadino di «Nuova Italia» Antonio Montonato – non arretra dalle sue posizioni e afferma che «la riapertura delle classi è avvenuta in modo illegale e irresponsabile. Gli edifici non sono a norma e, inoltre, ad autorizzare il servizio è stato il Comune e non, secondo le norme, l’Ambito sociale territoriale di zona».

Montonato ha pubblicato su Facebook una lettera indirizzata a tutte le mamme dei piccoli alunni, in cui spiega i motivi che lo hanno spinto ad inviare il ricorso. L’esponente politico ne ha per tutti: dal dirigente scolastico Aldo Alibrando, che avrebbe accettato di avviare il progetto anche senza autorizzazione dell’Ambito, all’ex sindaco Luigi Guidano, che negli anni passati avrebbe autorizzato l’apertura dell’asilo anche in assenza dei requisiti di legge, all’attuale primo cittadino Lucio Di Seclì, che non avrebbe fornito i chiarimenti richiesti da Montonato sul perché si sia rifiutato di firmare l’autorizzazione ad aprire la «Sezione Primavera» (il documento è stato sottoscritto dal vicesindaco Claudio Scordella, ed è proprio questa circostanza che avrebbe generato i sospetti di Montonato).

La lettera si chiude con un messaggio alle mamme: «Non sono e non siamo contrari a simili progetti. Anzi, ben vengano! Ma nel rispetto della legalità. Perché possiate essere sicure di lasciare i vostri figli in mani fidate e in strutture adeguate».                                      

PT

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L'ingresso all'asilo nido di Racale

Racale.  Disagio normale nel corso di un trasferimento e presto risolto da una parte, scarsa attenzione per i bambini dall’altra: le due posizioni rispettivamente della dirigente del II Polo, Giovanna Gambadella, e dell’assessore alla cultura Flavio Carlino.

E’ successo che 55 bambini della scuola materna di via Siena hanno trovato ospitalità nei locali dell’ex nido comunale perché nella sede principale non potevano starci più di 300 alunni come disposto dalle prescrizioni del Comando provinciale dei vigili del fuoco in attesa del rilascio del certificato di prevenzione incendi.

È stato fatto il necessario trasferimento delle suppellettili da una sede all’altra e i 55 alunni si sono trovati stipati in una sola aula in attesa che le altre due fossero sistemate.

I genitori hanno protestato, sembra anche perché ritenevano non adeguatamente puliti i locali, e qualcuno ha riportato i figli a casa. Da qui l’intervento dell’assessore Carlino e del maresciallo della polizia municipale che hanno inviato una relazione all’ufficio Igiene dell’Asl e al sindaco che ha assicurato che da parte del Comune, per quanto di competenza, era stato fatto tutto il necessario.

Ancora una volta, quindi scontro tra assessorato e dirigente scolastica. Non è la prima volta che succede e che le polemiche arrivano sulle pagine dei giornali. Qualche tempo fa , infatti, lo scontro fu particolarmente vivace sulla questione di un finanziamento perso e le accuse furono reciproche.

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L'ingresso all'asilo nido di Racale

Racale. L’Amministrazione comunale di Racale sta valutando l’opportunità di vendere l’asilo nido di via Piave per risanare le dissestate casse dell’Ente. Ipotesi che ha suscitato le proteste da parte della cittadinanza e di alcuni movimenti politici, tra cui il gruppo “Diversi per Passione”.

Questi i fatti. Il 27 giugno, in Consiglio comunale, si è discusso della possibilità di vendita dello stabile. «Il Comune – ha spiegato il sindaco Massimo Basurto – non può più sostenere i costi di gestione dell’asilo, a causa dell’incremento della disoccupazione (e quindi delle limitate richieste di utenza) ma anche dei mancati sovvenzionamenti della Regione e della presenza di simili strutture private sul territorio».

La soluzione prospettata dall’Ente è la vendita dello stabile con procedura di lease-back: il Comune aliena l’immobile ad una finanziaria incassando subito liquidità e restando utilizzatore del bene dietro pagamento di canoni, riservandosi l’opzione di riscatto del bene alla scadenza del termine contrattuale.

Il movimento “Diversi per Passione” coordinato da Salvatore Serra e Danilo Coronese, ha subito stigmatizzato la proposta, organizzando, lo scorso 18 luglio, un girotondo di protesta (“La carica dei 101”) contro la vendita dell’asilo nido.

Sotto un sole cocente, alla presenza, tra gli altri, del consigliere di minoranza Donato Metallo (“Io Amo Racale”) e dell’assessore al Bilancio Flavio Carlino, l’assemblea ha proposto delle soluzioni alternative alla vendita: estensione delle attività pomeridiane da affidare ad una cooperativa di giovani, alienazione di altri beni comunali, autoriduzione degli stipendi degli assessori, istituzione di un tavolo tecnico con esponenti della Regione, per intercettare risorse pubbliche. L’assessore Carlino si è incaricato di fare da portavoce del gruppo presso la maggioranza, ma la mediazione è fallita.

Gli esponenti del movimento “Diversi per Passione” hanno, inoltre, denunciato la distruzione dei manifesti a tutela dell’asilo nido, affissi sui cancelli in occasione del dibattito pubblico. Secondo quanto si legge sul loro blog, i cartelli sarebbero stati staccati da un paio di agenti della Polizia municipale, che, per di più, li avrebbero lasciati per terra, a pochi metri dall’entrata. Gesto che, se confermato, non contribuisce di certo a calmare le acque, oltremodo agitate.

MM

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...