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CGIL LECCE

Nardò – C’è un motivo se i 16 morti di Foggia degli ultimi tre giorni sono considerati vittime del caporalato e non di un incidente stradale qualunque. Risulta palese che è così se si guarda alle condizioni di viaggio in quei furgoncini carichi di pomodori e braccianti, ben lontane da qualsiasi norma di sicurezza minima, ma diventa ancora più lampante se si considera l’importanza strategica che ha, nel sistema che incastra i lavoratori stagionali migranti nei campi a pochi euro l’ora, il trasporto dal luogo dove si dorme fino a quello di lavoro. (il luogo della strage, foto di huffingtonpost.it)

Un “servizio” (pagato dal lavoratore che ne usufruisce) fondamentale tra quelli che ruotano intorno ai ghetti, insieme a quelli – ad esempio – della fornitura di alimenti o della prostituzione, ben organizzato tramite i ‘passeur’, che rispondono ai caporali e che sono in possesso di un mezzo o personaggi pagati per fare i taxi delle campagne. È il sistema che fa guadagnare più soldi ai caporali sulla pelle dei migranti, ma che allo stesso tempo favorisce l’impiego di manodopera a bassissimo costo da parte delle aziende, quei titolari d’impresa che tengono in vita e utilizzano la mafia del caporalato per abbassare i costi di produzione.

Le dinamiche sono uguali a nel Foggiano e nel Metapontino, nel Brindisino e nell’Arneo salentino. In Puglia e nelle altre regioni, del Sud Italia e del nord, dove i braccianti – in giro di trasferimento in massa – sono impiegati per le coltivazioni di stagione. Dinamiche con cui anche Nardò continua ad avere a che fare: il trasporto dei lavoratori dai campi ai “dormitori” (e viceversa) è stato sempre un punto fondamentale su cui gli operatori intorno al lavoro dei migranti hanno puntato i fari. Per questo domani si terrà una nuova riunione in Prefettura, con un focus proprio sulla questione trasporti oltre che sulla gestione del campo di Boncuri di Nardò, che ospita circa duecento lavoratori: è convocato per le 10 il tavolo tecnico cui partecipano Comune, Regione, aziende, sindacati e operatori volontari. In quella sede per anni è stato messo in evidenza come istituire servizi navetta o di trasporto per i lavoratori, sarebbe significato togliere una grossa fetta di mercato alle mafie. Ma finora la questione – scomoda per qualcuno che non vorrebbe far accedere direttamente ai campi figure “terze” – è rimasta sempre nel cassetto: “Mancano risorse e ci sono continui ritardi”, dicono dalla Cgil.

Non è soddisfatto nemmeno del sistema accoglienza messo in piedi quest’anno il sindacato leccese: “Il tavolo leccese – dicono – quest’anno sembra non finire mai: rinviato per l’ennesima volta si riunirà mercoledì alle 10. Proprio quest’anno che doveva essere predisposto tutto con ampio anticipo. E siamo già al 6 agosto…”. Manca all’appello il servizio di trasporto che la Regione si era impegnata a fornire per tempo e la cui procedura non è ancora conclusa.

“Non a tutti gli impegni formalmente assunti si è dato corso. A partire dalla predisposizione di un servizio mensa o, almeno, come proposto dalla locale Caritas, di fornelli da campo utili a garantire la preparazione del pasto all’interno del campo”: è una dei passaggi di una nota diffusa in queste ore dalla Cisl e firmata dal segretario generale Antonio nicolì. “Così come pure irrisolto resta tutto quanto attiene il trasporto, anche a causa della parziale mappatura degli agri coltivati da parte delle parti datoriali. Un servizio da sempre da noi reputato strategico – continua Nicolì – per porre un argine alle pratiche di caporalato e per garantire i livelli di sicurezza ai lavoratori che, come le recenti tragedie hanno dimostrato, sono spesso considerati merce di poco pregio, trasportata in condizioni disumane ed in mezzi privi delle principali misure di sicurezza”. Per la Cisl l’incontro  del tavolo interistituzionale convocato per domani “deve  servire a fare sintesi di tutto quanto rimasto irrisolto, configurando possibili soluzioni ed un cronoprogramma che possa dare risposte a breve, anzi a brevissimo, considerati i tempi della raccolta che volgono anche per quest’anno al termine”.

Nel bel mezzo di una stagione di raccolta alquanto strana, in cui i lavoratori che ruotano intorno a Boncuri (ci sono anche quelli che sostano fuori dal campo di accoglienza ai piedi della masseria) sono molti di meno rispetto agli anni passati (si registrano però nuovi ghetti più a nord, verso il Brindisino, con i braccianti impiegati nell’Arneo), sembra intanto aver ottenuto un risultato il Centro italiano rifugiati, che da tempo richiedeva di spostare il servizio “liste di prenotazione in agricoltura” presso la foresteria inaugurata lo scorso anno a fine agosto: è del 3 agosto la nota con cui la Regione informa che per tutto il mese di agosto, ogni martedì, presso il campo sarà attivo (dalle 8,30 alle 12,30) un operatore del centro per l’impiego di Nardò. “La dislocazione del servizio – avevano sottolineato dal Cir nella richiesta del luglio scorso – renderebbe più agevole e immediato l’incontro fra domanda e offerta rispetto all’attività di lavoro stagionale, ponendo le basi per prevenire e contrastare possibili forme di intermediazione illecita o irregolare di manodopera”.

Nardò – Dalla fiaccolata in ricordo di Sergio Ramelli alla proiezione di un film che racconta i “fascistelli”: Nardò continua a commemorare la destra italiana. Stavolta lo fa nel Chiostro dei Carmelitani, domani 26 maggio alle 17.30 (ingresso libero), con la proiezione del film “Fascistelli” diretto da Stefano Angelucci Marino, autore anche dell’omonimo romanzo. Alla presenza del regista il pubblico seguirà la storia di un adolescente degli anni Novanta che si ribella alla monotonia della vita di provincia e ai “compagni”. Prodotta attraverso un’azione di crowdfunding, la pellicola è un viaggio tra i giovani militanti missini passati col crollo della Prima Repubblica dal Fronte della gioventù ad Azione giovani, movimento della destra più recente rappresentata da Alleanza Nazionale (da sinistra Mellone e l’autore).

«Ho chiesto all’Amministrazione comunale di Nardò – afferma Angelucci Marino – di ospitare il film perché sono molto curioso di vedere questo laboratorio politico nazionale, che ha visto una generazione di ragazzini costruire una propria proposta politica e affermarsi alla guida di una città di piccole dimensioni ma molto importante nel panorama pugliese e del Sud Italia». E il Comune non si è tirato indietro (proprio il Sindaco Mellone da giovanissimo fu di Azione giovani sia presidente cittadino che dirigente regionale) ed ha promosso l’evento ospitandolo in un immobile comunale. «Angelucci – dice il primo cittadino – è un operatore culturale poliedrico e molto interessante, che eccelle nelle produzioni artistiche ed è protagonista della diffusione della cultura teatrale nel territorio frentano. Ha scelto di conoscere Nardò e di presentare qui il suo lavoro. Ne siamo veramente onorati». Qualche indizio che a Nardò la destra trovi terreno fertile tuttavia si può individuare. Un mese fa il sindaco ha partecipato alla fiaccolata, patrocinata dal Comune, per ricordare il giovane missino Sergio Ramelli assassinato da avversari politici nel 1975 senza però, pochi giorni prima, prendere parte alle celebrazioni istituzionali del 25 Aprile e la Liberazione. Alle ultime elezioni politiche CasaPound, che a livello nazionale non ha raggiunto il 2%, a Nardò ha sfiorato il 7%.

Dall’altra parte della barricata c’è chi minimizza e chi si preoccupa. Tra i “preoccupati” c’è l’Anpi di Lecce, che ha spesso “litigato” con Mellone su fascismo e antifascismo; il movimento politico Nardò Bene Comune, che recentemente ha presentato in città il fumetto di satira antifascista “Quando c’era lui”; infine, lo scorso 10 aprile a Casarano la segretaria della Cgil di Lecce, Valentina Fragassi, ha annunciato che il sindacato ha scelto Nardò per un incontro sui temi dell’antifascismo da tenere il prossimo 25 luglio.

Stefano Manca

Cgil1GALLIPOLI. Esordisce con Gallipoli una nuova campagna della Cgil provinciale sul tema dell’illegalità nel mondo del lavoro. Questo primo appuntamento infatti, tenutosi lunedì scorso in piazza Tellini, inaugura un ciclo di 25 tappe in altrettanti comuni salentini, quali ad esempio Nardò (il 19), Tuglie (il 21) e Casarano (il 22). «Partire da Gallipoli – afferma il segretario provinciale della Cgil Antonella Cazzato – significa esplorare il caso emblematico di una situazione dove, nonostante le grandi potenzialità di una tale meta turistica, il tasso di disoccupazione è allarmante».

I dati forniti dai Centri per l’impiego nell’ambito di Gallipoli, di cui fanno parte anche i comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie (città a cui è legata un’altra tappa sulla problematica situazione di Villa Luisa), parlano da soli. Emerge l’alta percentuale di giovani fra 20 e 24 anni che non hanno mai lavorato (38,4%), mentre il tasso di disoccupazione femminile attualmente è del 37,3%. Sconcertante il fatto che il 57,5% degli iscritti inoccupati abbia meno di 19 anni.

«Questa crisi – continua la dirigente sindacalista – è da collegare ai tagli operati dalla legge di stabilità, che hanno inevitabilmente ridotto la spesa pubblica, dando luogo a procedure d’appalto irrispettose dei parametri contrattuali, offrendo un lavoro non solo sempre più precario e meno retribuito, ma anche parcellizzato e quindi insufficiente a garantire l’indipendenza economica».

Sul fronte opposto il lavoro nero avanza inarrestabile in ogni settore produttivo, in condizioni e prestazioni inaccettabili, ma che per molte persone rappresenta ancora oggi un minimo di entrata per cercare di arginare un brusco processo di impoverimento. Particolarmente attivo nella campagna in corso il Sindacato pensionati italiani (Spi) che al costante lavoro di informazione e garanzia dei diritti degli anziani accosta le varie iniziative in materia di fisco, pensioni ed invalidità.

AS

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