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Gallipoli – Sono state convocate per lunedì 17 alle ore 10 le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione a nome degli addetti al servizio di nettezza urbana di Gallipoli. Alla richiesta urgente, firmata dai segretari di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl, ha risposto a stretto giro di posta il Sindaco Stefano Minerva, che già ieri aveva dichiarato a piazzasalento.it che “Il Comune ha una sua proposta, siamo pronti a fare dei sacrifici” e che “l’obiettivo rimane quello di non lasciare nessuno a casa degli attuali addetti al servizio di nettezza urbana e verso quel traguardo si muove la nostra soluzione”.

L’iniziativa sindacale era partita dopo la riunione di lunedì in Confindustria Lecce in cui il Comune di Gallipoli, capofila dell’Aro 11, mentre sul tavolo vi era lo spinoso dossier degli organici e della ripartizione degli stessi in capo alle due aziende vincitrici dell’appalto, la Gial Plast di Taviano e la brianzola Colombo Biagio.

Ancora pochi giorni e si saprà come si potrà sviluppare il piano, riconfermato in più occasioni dagli amministratori gallipolini, di un impiego totale e senza esclusioni dei 78 dipendenti attuali, dei quali gli esuberi sarebbero dai 21 ai 25. Nell’accordo del 29 gennaio 2016, con il commissario straordinario alla guida del Comune, preso atto con i sindacati della sensibile riduzione della pianta organica, si ipotizzava la nascita di un’altra società, la Global service, in cui far transitare il personale eccedente e, con fondi del bilancio comunale, affidare alla neonata società altri compiti.

Imminente un  Consiglio comunale sull’argomento La riunione di lunedì dirà sicuramente sia in vista dell’imminente avvio del nuovo servizi rifiuti l’1 ottobre), sia anche per il Consiglio comunale richiesto sull’argomento da cinque consiglieri di opposizione il 4 settembre scorso e da tenersi entro venti giorni, come da regolamento. Quintana, Fasano, Cataldi, Fiore e Oltremarini, dopo aver criticato il Sindaco e l’Amministrazione comunale per aver proceduto in questi anni a colpi di proroghe (cinque, sostengono), hanno presentato una proposta di deliberazione “tesa a tutelare le unità lavorative in esubero (non è dato ancora sapere quante siano né chi siano) ed al tempo stesso ridurre il costo del servizio che si sarebbe dovuto già fare dal 21 novembre 2017 di oltre 1 milione 300mila euro”.

 

 

 

Gallipoli – Duro colpo per la provincia di Lecce: da martedì 4 settembre sono scomparsi 113 posti di lavoro, quelli importanti, a tempo indeterminato. Altri 30 svaniranno non appena saranno completate alcuni passaggi burocratici nella sede di Maglie. E’ la Progetto vendita, costola della calabrese Planet Group, che chiude dopo una serie di trattative durate un paio di mesi e conclusesi nel peggiore dei modi. Del call center con sede a Gallipoli, zona industriale, non resta più niente; la stessa sorte attende quella di Maglie, dove però però resteranno al lavoro tutti gli assunti “a progetto”, vale a dire a tempo determinato. Vanno a casa lavoratori di Gallipoli, Alezio, Galatone, Sannicola, Taurisano, Taviano, Matino, e anche di Lecce.

I sindacati rimasti soli “Alla fine, davanti a questa difficilissima vertenza, siamo stati lasciati soli” è l’amarissima conclusione dei sindacalisti che rappresentano gli addetti alle comunicazioni di Cgil, Cisl e Uil. Per loro la procedura di licenziamento collettivo, chiusasi appunto adesso, poteva essere evitata. “Facciamo valere il protocollo d’intesa firmato col ministro Calenda – era stato sottolineato in assemblea dai sindacalisti alla presenza dei parlamentari Veronica Giannone e Iuno Valerio Romano, entrambi del Movimento Cinque Stelle – il protocollo d’intesa è stato applicato per la prima volta con Fastweb (facendo tornare il lavoro in Comdata); chiediamo che sia applicato anche qui”. I parlamentari si erano assunti l’impegno l’11 giugno di portare sul tavolo del ministro Luigi Di Maio la vertenza. Uguale lo scopo dell’interrogazione parlamentare rivolta dalla senatrice Teresa Bellanova (Pd) a Di Maio perché si interessasse alla vertenza, richiesta contenuta anche nell’appello del Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, in campo come il suo collega di Maglie, Ernesto Toma. Era stato effettuato pure uno sciopero per vedere di smuovere le acque ed attirare attenzioni, ma invano.

Niente da fare La vicenda è invece andata inesorabilmente esaurendosi, con rapporti sempre più problematici anche tra rappresentanti sindacali e lavoratori, questi ultimi sempre più esasperati da una situazione che aveva cominciato a mostrare le prime crepe fin dall’arrivo  della società Progetto Vendita, poco meno di un anno fa e con i primi sei mesi senza alcun tipo di rapporti aziendali con i dipendenti. Anche il tentativo di far entrare un nuovo socio in azienda, durante una riunione in Prefettura a Lecce, era naufragato. Ai licenziati non resta adesso che attivare le procedure per ricevere l’indennità mensile di disoccupazione. Ha pesato in maniera importante il venir meno del contratto con Mediaset Premium.

«Alla fine della partita, nonostante le passerelle, sono tutti scappati via – è il commento finale di Tommaso Moscara, segretario generale di Slc Cgil – di ogni colore politico. Il risultato finale di quelle promesse e di quegli impegni è stata la chiusura immediata della sede di Gallipoli e il licenziamento di 113 lavoratori”. E il silenzio calato sulla drammatica vicenda pare esserne la conferma. Mentre ci sono ancora persone – assunti a progetto nella sede di Gallipoli – che devono ancora ricevere gli stipendi di maggio.

Nardò – Una contravvenzione da 500 euro nella giornata di ieri è stata fatta ad un datore di lavoro per il quale stavano lavorando alcuni braccianti in orari vietati dall’ordinanza “Anticaldo” emessa dal Comune lo scorso 22 giugno e rinnovata dopo la prima applicazione nell’estate 2017. Gli agenti del Corpo di polizia municipale sono intervenuti alle 13:42 in un campo ubicato sulla via per Lecce. “L’intervento è avvenuto – si afferma in una nota del Comune – durante una delle azioni di monitoraggio che il comando di Polizia municipale sta eseguendo regolarmente su tutto il territorio comunale per verificare il rispetto dell’ordinanza sindacale, emessa per disciplinare l’orario di lavoro nelle campagne.  Quest’anno il provvedimento, in considerazione del particolare andamento delle condizioni climatiche, è stato emesso in data 22 Giugno e comporta il divieto assoluto di lavoro nei campi nel periodo compreso tra il 25 giugno ed il 31 agosto, dalle 12,30 alle 16.30, fascia oraria che, come si ricorderà, fu concordata nel 2017 con la Coldiretti, la quale chiese esplicitamente lo spostamento di 30 minuti, al fine di armonizzare l’obbligo con i tempi della giornata di lavoro nei campi”.

In agro di Nardò nessuno, italiano o straniero che sia, può essere utilizzato per lavorare nelle ore più calde della giornata”, ribadisce il Sindaco Giuseppe Mellone – Nardò, il Salento e la Puglia hanno già visto troppi braccianti agricoli morire per aver lavorato in condizioni proibitive”. Per il Sindaco “questa disposizione assieme ad altri atti concreti che abbiamo messo in atto in questi due anni hanno reso la nostra città un luogo migliore per tutti, lontano dalla logica dei ghetti, dello sfruttamento, del dumping sociale che ne hanno logorato dignità ed immagine per trent’anni”.

Mellone non perdere l’occasione per ribattere poi ad alcune critiche circa la gestione del campo: “Ho chiesto regole ferree al Prefetto: allontanare chi non ha i documenti in regola significa proseguire nella direzione della legalità. Chi non ha i documenti in regola non può essere assunto. Per questo – aggiunge il Sindaco –  ritengo incomprensibili le dichiarazioni di quanti si oppongono alle regole. Noi andiamo avanti per azioni concrete. In questi due anni abbiamo fatto passi da gigante nella lotta allo schiavismo e al caporalato. Chi, come il segretario della Cgil Puglia, Pino Gesmundo – conclude Mellone – si permette di dichiarare sciocchezze ai giornali parlando di me e di Nardò non solo non sa quel che dice ma fa anche un torto ai suoi collaboratori sul territorio, che hanno lavorato con impegno ai tavoli tecnici in prefettura”.

Gallipoli – “Chi paga per i miei lavoretti? Le disuguaglianze del lavoro” è il tema dell’incontro formativo promosso dalla Cgil Lecce con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Gallipoli. Alle 17.30 presso la biblioteca Sant’Angelo (nel centro storico di Gallipoli) saranno approfonditi i temi legati alla cosiddetta “Gig economy”, ovvero l’economia dei “lavoretti” e delle “piattaforme” imposta come nuovo modello di consumo e di lavoro dai giganti del web 2.0. All’evento, moderato dal giornalista Vincenzo Maruccio e utile anche per la formazione continua dei giornalisti, intervengono Maria Grazia Gabrielli, segretaria Filcams-Cgil, Barbara Covili, amministratrice delegata di Mytaxi Italia e Riccardo Staglianò, giornalista di Repubblica e autore del libro “Lavoretti” sulla Gig economy.

«L’iniziativa – afferma Valentina Fragassi, segretaria Cgil Lecce – si colloca nell’ambito del percorso “Aspettando le Giornate del lavoro” in vista del grande evento programmato a Lecce dal 13 al 16 settembre. La Cgil non è contraria alla tecnologia ma è impegnata da tempo nell’individuazione di nuovi modelli di contrattazione e di codeterminazione che siano al passo con i tempi. Dietro molti dei servizi dell’e-commerce esiste un immenso e globale sottobosco di sfruttamento, negazione dei diritti ed elusione fiscale. Un sistema che ci fa risparmiare oggi, come consumatori, ma che come cittadini rimpiangeremo domani per le conseguenze che avrà sul welfare».

Corigliano d’Otranto – Un accordo sindacale che ha il buon sapore della ripresa quello siglato tra la società “Neo B Lab” di Corigliano ed i sindacati Cgil e Cisl del settore moda e abbigliamento. Appena un anno fa l’azienda coriglianese aveva licenziato 33 dipendenti sui 49 in attività trovandosi in una situazione di crisi. Quei momenti sembrano da un po’ di tempo lontani, con il ritorno di buone commesse che hanno riportato l’azienda ad assumere nuovo personale. In modalità però non del tutto  soddisfacenti per i lavoratori e i loro sindacati. Per cui sono stati avviati incontri e confronti fino alla stesura di un accordo cui hanno partecipato la Filctem Cgil e la Femca Cisl. In esso si stabilisce che i nuovi assunti saranno prelevati dalla platea dei licenziati di un anno fa e che partiranno “come minimo” con contratti di secondo livello (e non dal primo, il più basso contrattualmente parlando, come era accaduto in questi mesi). All’azienda è stato concesso di procedere ad assunzioni a tempo determinato superando la quota regolamentare del 30% delle maestranze al lavoro a tempo indeterminato.

Tutto ciò fino al prossimo 31 dicembre, quando si capirà più precisamente lo sviluppo che potrà avere il rapporto con la principale committente, la “Borsalino” di Maglie. Grazie ad una commessa da 15mila cappelli e ad altri “picchi produttivi” previsti, le parti hanno trovato l’intesa su questa formula che “sembra un primo passo verso rinnovate e proficue relazioni sindacali”, come sostengono le due organizzazioni di categoria firmatarie dell’accordo.

«L’accordo stipulato con la Neo B Lab rappresenta un passo avanti – è il commento di Franco Giancare, segretario generale della Filctem-Cgil Lecce – era impensabile immaginare che si potessero riassumere i lavoratori al 1° livello. La Filctem non è insensibile al momento d’incertezza che la vicenda Borsalino ha determinato, ma ha ritenuto che ci fossero dei limiti oltre ai quali non si poteva e non si doveva andare. Compito di chi fa sindacato è quello di fare sintesi delle varie esigenze e di tutelare al meglio i diritti dei lavoratori: prendiamo atto che, anche grazie alla mediazione di Confindustria, l’azienda si sia seduta al tavolo con spirito propositivo favorendo il raggiungimento dell’accordo».

 

Acquarica del Capo Montesano Palmariggi – Dieci dipendenti delle ditte appaltatrici per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sul piede di guerra: non ricevono gli stipendi con puntualità per cui nei prossimi giorni potrebbero verificarsi “spontanei blocchi della raccolta”. Lo hanno comunicato con una raccomandata i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl; intestatarie le società Armando Muccio, Icom srl, Coop Sud Scarl, tutte e tre di Taurisano. Ad oggi i dieci addetti non hanno ancora incassato il salario di aprile.

“Eppure i Comuni interessati hanno quasi tutti adempiuto ai loro obblighi nei pagamenti alla concessionaria – spiega Paolo Taurino della Fp  Cgil – Acquarica ad esempio è in perfetta regola, un paio di mesi di ritardo registra Montesano salentino. Per evitare questi grossi disagi abbiamo chiesto ai Comuni che corrispondano loro gli stipeni per po irivalersi sul canone contrattuale, ma in un incontro ad Acquarica, le imprese coinvolte hanno detto di no”.

E’ dunque stato di agitazione adesso: “I sindacati chiedono ai Sindaci con urgenza – è scritto in una nota delle cinque sigle – una riunione per avviare le procedure di raffreddamento della nascente vertenza , auspicando l’immediata risoluzione del problema”. I sindacati sollecitano le Amministrazioni comunali interessate ad informare i cittadini dello stato di agitazione e delle possibili conseguenze.

 

 

Nardò – Tre seggi a testa a Cgil e Uil, uno alla Cisl. Così hanno deciso i dipendenti del Comune di Nardò che hanno votato per eleggere i propri Rappresentanti sindacali unitari all’interno dell’ente. Si sono infatti tenute dal 17 al 19 aprile le elezioni degli Rsu del pubblico impiego, che resteranno in carica per i prossimi tre anni. I dipendenti comunali chiamati al voto a Nardò erano 115; i votanti effettivi sono stati 102, cifra che evidenzia un’affluenza molto alta. A spuntarla per la Cgil sono stati Maria Grazia Bove (28 voti), Daniele De Braco (11) e Ciro Lamanuzzi (5); l’unico seggio Cisl è andato all’uscente Giuseppina Cacudi (13 voti); i tre Rsu “targati” Uil sono invece Tommaso Spagna (14 voti), Luigi De Benedittis (12) e Antonio Romeo (11). La Cgil con 51 voti complessivi si conferma il primo sindacato nel pubblico impiego, confermando anche a Nardò il trend nazionale; seguono Uil (37 voti complessivi) e Cisl (13). Per quanto riguarda Cgil e Cisl, tre anni fa il voto neretino tra i dipendenti comunali non diede esiti molto differenti (52 voti e 4 seggi alla Cgil, 23 voti e un seggio alla Cisl). Balzo in avanti invece della Uil, che nel 2015 con 18 voti conquistò un solo seggio e ora ne “prende” tre.

«Evidentemente dopo aver negli ultimi tempi evidenziato diverse problematiche – dichiara Antonio Romeo, neoeletto rsu Uil – siamo stati ascoltati dai dipendenti comunali chiamati al voto. Adesso l’Amministrazione dovrà sedersi al tavolo senza sottrarsi al confronto. Mancanza di personale, sovraccarico di lavoro, polizia locale al collasso, organigramma non soddisfacente: sono questi i problemi urgenti da affrontare». Esulta anche la Cgil leccese: «Nelle Funzioni Locali la Fp-Cgil diventa il primo sindacato, grazie alla conquista del 32% dei voti. Importanti affermazioni in Comuni come Lecce, Nardò (oltre il 50% dei voti) e Casarano». (nella foto da sinistra Cacudi, Romeo, Lamanuzzi)

Nardò – Preoccupazione tra i lavoratori per i problemi irrisolti, soprattutto in tema di precari; Cgil e Cisl confermano lo sciopero. Martedì 17 aprile a incrociare le braccia davanti ai cancelli per mezz’ora saranno i dipendenti della “Nardò Technical Center”, la nota pista neretina lunga oltre 12 chilometri che dal 2012 è stata acquisita da “Porsche Engineering” e col suo centro prove accoglie l’industria automobilistica di tutto il mondo. Circa 150 i dipendenti diretti, 135 gli interinali italiani e 300 i trasfertisti tedeschi. Da mesi però, nonostante i buoni propositi inizialmente manifestati dai vertici aziendali, le organizzazioni sindacali denunciano come l’interesse sia ormai quello di ridurre i costi e aumentare l’utilizzo di strumenti sempre più stringenti per controllare i lavoratori, compromettendo irrimediabilmente le relazioni industriali. Da qui trattative bloccate coi sindacati, mancata definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato e ferie, permessi e cambi turno gestiti, denunciano Cisl e Cgil, senza tener conto del Contratto collettivo nazionale.

«Nonostante gli ultimi due incontri avvenuti in questi giorni con i manager, uno in Confindustria e l’altro nella sede di Nardò – dichiarano adesso i segretari generali Maurizio Longo (Fim-Cisl Lecce) e Annarita Morea (Fiom-Cgil Lecce, foto) – i sindacati confermano le loro preoccupazioni. Oggi, dopo aver ascoltato in assemblea i lavoratori, le segreterie provinciali e le Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) di Fim-Cisl e Fiom-Cgil hanno condiviso un percorso di mobilitazione e agitazione che comincerà martedì».

Lo sciopero riguarderà la fascia oraria 13.30-14.30, con mezz’ora di mobilitazione per ogni turno. Nelle scorse settimane Longo e Morea avevano chiesto un incontro urgente all’azienda per manifestare incertezze e preoccupazioni dei lavoratori sui cambiamenti in atto. «Abbiamo apprezzato la disponibilità dell’azienda a incontrarci e riaprire le relazioni industriali. Siamo però profondamente insoddisfatti dell’esito dei due incontri – proseguono i segretari sindacali – e nessun passo in avanti è stato compiuto per la definizione del contratto di secondo livello e del premio di risultato». Quindi nessuno spiraglio? «Dialogo aperto – concludono – a patto che questa disponibilità si traduca in qualcosa di efficace e produttivo e non nel nulla di fatto registrato in queste ore».

Casarano – Il trinomio “Lavoro, legalità e democrazia” è al centro dell’incontro organizzato per domani, 10 aprile, dalla Cgil Lecce. L’appuntamento, che ha il patrocinio del Comune e il coinvolgimento del presidio cittadino di “Libera”, è in programma per le 17.30 nell’auditorium comunale di Casarano. Si tratta del primo di cinque incontri in vista delle Giornate del Lavoro 2018 e non è un caso che si parta da Casarano, città segnata, nel recente passato, da una presenza industriale ormai scomparsa in gran parte e da diversi episodi criminosi, dall’omicidio di Augustino Potenza nell’ottobre del 2016 al tentato omicidio di Luigi Spennato nel novembre di quello stesso anno, dai roghi di auto ai danni di politici, imprenditori e semplici cittadini ai furti nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, comprendendo anche inquietanti sparatorie notturne.

«Ben venga – commenta il Sindaco Gianni Stefàno (foto a sinistra) – qualsiasi iniziativa che parli di tematiche così importanti. Lavoro e legalità sono due argomenti strettamente legati. Dove c’è lavoro e non c’è crisi occupazionale, l’illegalità stenta ad attecchire e ad affermarsi. Pertanto, è doveroso riservare un’attenzione particolare a questi temi. Che tale attenzione venga dalle organizzazioni sindacali è ancora più importante, perché esse sono costitutivamente chiamate a tutelare gli interessi dei lavoratori, che inevitabilmente, quando si verificano crisi economiche e aziendali, sono i primi ad essere coinvolti in veri e propri drammi». Poi l’attenzione del primo cittadino si sposta sul terzo termine del trinomio: democrazia. «Si tratta – aggiunge Stefàno – di un tema centrale, in quanto l’aspetto delle regole democratiche dovrebbe essere preso in considerazione soprattutto nella regolamentazione dei mercati. Dove questi ultimi non sono regolamentati e sono in balia della libertà più assoluta si determinano situazioni di difficoltà per le aziende che, a causa della mancanza di regole, si vedono messe al margine in un contesto nel quale precedentemente giocavano un ruolo da protagonista».

Sulla stessa lunghezza d’onda la segretaria generale della Cgil Lecce, Valentina Fragassi: «Intrecceremo nella discussione – dice la Fragassi – tre valori fondamentali intorno ai quali ruotano le moderne società civili. Temi che dovrebbero primeggiare nell’interesse politico e dell’opinione pubblica. Ognuno dei tre temi è infatti presupposto e conseguenza degli altri due. Se non c’è lavoro, dilaga l’illegalità e lo stato democratico è a rischio; allo stesso tempo se manca il requisito della legalità, le imprese faticano a creare posti di lavoro; e se la Repubblica italiana è fondata sul lavoro, allora una democrazia senza lavoro e senza legalità non esiste».

Apriranno l’incontro i saluti del Sindaco Stefàno, del presidente della Corte d’Appello Roberto Tanisi (a destra), del procuratore generale Antonio Maruccia e del referente regionale di Libera Mario Dabbicco. I lavori saranno introdotti da Valentina Fragassi. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista di “La7” Danilo Lupo, parteciperanno il procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio De Donno; il viceprefetto vicario di Lecce, Guido Aprea; il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo; il docente di Diritto costituzionale dell’Università del Salento, Nicola Grasso. Le conclusioni saranno affidate al segretario nazionale Cgil, Giuseppe Massafra.

 

 

Nardò Specchia – Un lungo percorso di riflessione sulle forme delle violenze di genere: a promuoverlo Cgil, Fp-Cgil e Nidil-Cgil di Lecce in vista della Giornata internazionale del 25 novembre. Il progetto chiamato «Io dentro Io fuori» è un “processo di ricerca a tappe multiple che, attraverso le Pratiche filosofiche, mette a fuoco stereotipi, pregiudizi e false credenze al fine di indagare, a partire da sé, la fenomenologia della violenza di genere”. L’attività prevede un ciclo di incontri nel Distretto socio-sanitario di Nardò e nell’Istituto comprensivo di Specchia, con l’ausilio di un percorso laboratoriale che coinvolge il gruppo organizzativo (FP e Nidil-Cgil). Il percorso è ideato e condotto dalla consulente filosofica Graziella Lupo Pendinelli. Si parte il 24 ottobre alle ore 11.30 a Nardò, con un appuntamento sui luoghi di lavoro, aperto agli operatori e operatrici della sanità e dei consultori oltreché alla cittadinanza, con l’obiettivo di sperimentare un equilibrio tra la professione (fuori) e il proprio sistema valoriale (dentro). Questo ciclo di incontri proseguirà poi il 31 ottobre ed il 10 novembre nello stesso luogo e con lo stesso orario. Il primo incontro nella scuola media di Specchia è in programma invece il 27 ottobre alle ore 11 ed è ideato in collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Specchia e il Centro antiviolenza “Punto rosa”. Gli incontri interessano separatamente i genitori e il gruppo classe; con i giovani si utilizzerà il pretesto della fotografia nella forma del selfie per ascoltare esperienze mute, tra un dentro e un fuori trasparenti. Gli altri appuntamenti nella scuola di Specchia sono in programma il 9 ed il 21 novembre, sempre alle ore 11. Chiudono questa prima tappa del percorso di riflessione, le giornate del 24 e 25 novembre. In occasione della «Giornata internazionale contro la violenza sulle donne» Cgil, Fp-Cgil e Nidil-Cgil organizzeranno due manifestazioni aperte alla cittadinanza: venerdì 24 novembre all’Open Space di Piazza Sant’Oronzo a Lecce (ore 10); sabato 25 novembre all’Istituto comprensivo di Specchia (alle 18.30).

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