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Cesario Picca

Taviano – Quinto giallo per Cesario Picca, lo scrittore giornalista di origini salentine (è nato a Taviano) che qualche giorno fa ha pubblicato “L’intrigo Guanti puri e senza macchia” (CreateSpace Independent Publishing Platform). Cesario Picca ha lasciato il Salento dopo una esperienza a Quotidiano e alla Gazzetta del Mezzogiorno e ora vive a Bologna. Così racconta nel suo blog: «Sono nato alle 2,15 di un lunedì di fine agosto a Taviano, una bella e interessante cittadina della provincia di Lecce. Siamo nel profondo e meraviglioso Salento dove l’Italia assume la forma del tacco di uno stivale e si fa baciare da una parte dal mar Ionio e dall’altra dal mare Adriatico… Sono leccese di nascita ma bolognese di adozione. Sono ormai tanti anni che vivo e lavoro sotto le Due Torri e che calpesto il rivestimento dei portici della città rossa». Per 25 anni si è occupato di cronaca nera e giudiziaria: ora , dice “sono un problem solver, mi occupo di comunicazione e di eventi, dei miei gialli e del loro protagonista Rosario “Saru” Santacroce”. Nel 2002 è stato insignito del premio Cronista dell’anno ‘Piero Passetti’ grazie a un’inchiesta giornalistica.

Un intrigo a quattro mani L’intrigo, l’ultimo nato Il libro è scritto in collaborazione con Doriana De Simone, calabrese d’origine e bolognese d’adozione, avvocato cassazionista e madre di tre bambini. Vive e lavora a Bologna; da sempre appassionata lettrice, ha deciso di cimentarsi anche con la scrittura, traendo spunto dalla sua esperienza quotidiana. In quest’ultimo giallo la vicenda parte dalla morte di un importante banchiere in un incidente stradale in Calabria tra Soverato e Catanzaro. Santacroce è alle prese con un’indagine che dalla Calabria tocca tutta la Penisola con sullo sfondo il mondo dell’esoterismo: “L’impegno e l’abnegazione di una pm in prima linea e di una determinata poliziotta, già scampata a un agguato, permetteranno di svelare l’intrigo che si cela dietro un mortale intreccio di falsi dossier, giornalisti prezzolati, interessi economici, politici corrotti e clerici poco propensi alla carità cristiana.

Compagne di vita, con la complicità di Saru, le due donne faranno scattare le manette ai polsi di onorevoli, imprenditori, uomini di chiesa e boss mafiosi che vedono nella Massoneria l’unico ostacolo ai loro progetti di arricchimento personale”. E alla fine per sciogliere l’intrigo interviene il caso. C’è tanta cronaca in questo romanzo, come sottolinea Picca anche a proposito dei precedenti: « Seppur frutto di fantasia, nei miei romanzi ci trovi anche molti temi legati all’attualità e un goccio di salentinità che oltre al mistero tengono inchiodato chi legge dalla prima all’ultima pagina. Ai lettori piacciono e finché io e Saru avremo voglia di giocare, ci sarà divertimento per tutti».

Cesario Picca

Cesario Picca

SIMU SALENTINI. Rosario “Saru” Santacroce è un giornalista salentino che lavora a Bologna da vent’anni. Tornato nella sua terra per concedersi un anno sabbatico si imbatte in un delitto che nel breve giro gli fa perdere i buoni propositi di un periodo di quiete. Questa in estrema sintesi la trama de “Il dio danzante”, il terzo romanzo di Cesario Picca (foto), nel quale lo scrittore, prendendo spunto da un reale fatto di cronaca – la fuga di un pericoloso ergastolano dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – narra delle indagini di un cronista d’assalto, Saru, appunto. Il tutto nello scenario di un Salento magico, ma anche violento, colorato, odoroso, intrigante e trasgressivo.

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