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cesare dell’angelo custode

Lucio Tarricone e Cesare Dell’Angelo Custode

Nardò – “Su scarico a mare e depurazione delle acque, il risultato acquisito nel corso dell’incontro a Roma con il Commissario unico nominato dal Ministero dell’Ambiente, rende Nardò un luogo d’avanguardia in Italia nelle politiche ambientali. La caparbietà delle migliori forze politiche ed ambientaliste di Nardò ha portato alla soluzione ottimale della gestione dei reflui per la nostra città e per Porto Cesareo”: ne sono convinti i due consiglieri comunali del neonato gruppo “Fronte democratico neretino”, Paolo Maccagnano e Cesare dell’Angelo custode. Ma c’è anche chi la pensa diversamente ed anzi attacca sull’annunciato ma – secondo costoro – non realizzato nei fatti “scarico zero”.

Intanto i due consiglieri che si richiamano alla corrente del presidente Michele Emiliano, rispondono agli scettici che “vogliono vedere le carte” nutrendo più di un dubbio: “Nei prossimi giorni, la struttura dell’Ufficio del Commissario unico invierà il verbale della riunione e l’Amministrazione (comunale s’intende, ndr) lo potrà condividere con la cittadinanza. Con questa operazione si è definitivamente chiusa la pagina del vecchio protocollo d’intesa del 2015 – proseguono Maccagnano e Dell’Angelo custode – che prevedeva la realizzazione di una condotta sottomarina di 2 km per consentire lo scarico a mare del refluo non utilizzato per l’agricoltura in tabella 2 (quindi refluo non depurato al massimo). Ora, grazie alla ferma volontà del Presidente Emiliano di andare incontro alle esigenze dei territori, di cui si sono fatti portavoce alcuni Sindaci come il nostro Pippi Mellone, il Ministero, come ha già dimostrato per altri agglomerati come Sava e Manduria, ha dimostrato di voler aprire una nuova pagina che vada proprio in questa direzione”. Il risultato portato a casa consentirà, grazie ad investimenti per 13.800.000 €, di avere un grado di depurazione rispettoso dei parametri previsti dal Dm 185, ovvero un affinamento superiore anche perfino alla tabella 4, per tutto il refluo prodotto dai due comuni. L’acqua così depurata potrà essere utilizzata in agricoltura e per altri usi civici e, soprattutto, per il ravvenamento della falda attraverso la realizzazione di Ecofiltri. Solo in casi eccezionali, come nel caso di piogge torrenziali, il refluo, comunque depurato al massimo,  avrebbe come recapito la battigia, costentemente monitorato da videocamere”. I consiglieri di maggioranza si dicono poi “perplessi” per le dichiarazioni del consigliere regionale Cristian Casili,  M5S e vicepresidente della commissione ambiente, “che parla ancora di scarico a mare: evidentemente non conosce il progetto”.

Ma Casili non è il solo perplesso. Lucio Tarricone del centro studi “Salento nuovo”, anzi sembra più che convinto che qualcosa non quadri in questa “svolta” romana. A partire dal comunicato ufficiale del Comune con cui il Sindaco Mellone “comunica urbi et orbi ‘Scarico zero, via libera anche dal Commissario straordinario’: ci sorgono alcuni interrogativi su cui chiede risposte. A cominciare da questo passaggio della nota del Comune:  “Il Commissario straordinario unico in materia di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue Enrico Rolle ha apprezzato fortemente la proposta di un impianto “scarico zero” che porterà all’eliminazione totale dello scarico di reflui in mare, SALVO che in particolari condizioni di emergenza (pioggia intensa e particolare abbondanza di acqua come in inverno) quando in mare finirebbe acqua già depurata”. Quindi, lo scarico ci deve essere per poter essere utilizzato nei periodi di surplus. Che vuol dire “ha apprezzato la proposta”? È stato presentato un progetto completo anche di costi ed è stato approvato? O è un semplice intendimento?”. Infine si tocca un altro punto delicato, dal punto di vista delle procedure di appalto già espletate per la condotta sottomarina: “Nel comunicato si legge che”iIl Commissario ha autorizzato Aqp a rescindere il contratto relativo alla condotta (già appaltato). Benissimo. Una decisione di tale portata che presuppone rischi per l’Ente si presuppone debba essere formalizzata. Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblici i documenti con i quali Aqp è stata autorizzata a rescindere il contratto in essere? Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblico il documento che si ritiene sia stato redatto e firmato da tutti i contraenti presenti all’incontro? Vorrebbe il Sig. Sindaco rendere pubblico il progetto esecutivo?”.

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