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centro storico gallipoli

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mura2Gallipoli – Sostituire i massi artificiali con massi naturali “che  meglio si armonizzano con il sito in questione, nonché la possibilità di  ridurre l’impatto visivo dovuto al posizionamento degli stessi”: la richiesta del Sindaco Stefano Minerva, portata al Ministero delle Infrastrutture, titolare dell’intervento in corso tra il Seno della Purità e il Bastione San Domenico, “è stata già di buon grado accolta”. Questo il passo principale di una nota della segreteria di Minerva che rende conto delle numerose perplessità e proteste “per il notevole impatto visivo e non in linea con il contesto di particolare pregio naturalistico ed ambientale” e dei risultati ottenuti dopo l’istanza odierna inoltrata al capo della segreteria del Sottosegretario alle Infrastrutture, Cosimo Durante (salentino di Leverano, ndr) e all’Ufficio tecnico delle Opere marittime di Puglia, Baliscata e Molise, ing. Roberto Scaravaglione.

“Non si può non tenere conto di  quelle che sono le richieste dei cittadini – è il commento del Sindaco Minerva – ma d’altro canto non si può  non procedere con i lavori stabiliti, specialmente se questi riguardano  la salvaguardia e la bellezza architettonica delle nostre mura”. La nostra si conferma una Amministrazione che ascolta, sa ascoltare e traduce le  segnalazioni in atti concreti”.

GALLIPOLI. «Chissà come andrà a finire – commenta scettico un commerciante – appena andrà via il commissario, tutto tornerà come prima». Solo da un paio di settimane, il centro storico si è ripopolato, con negozi, bar e ristoranti aperti: prima, nonostante le belle giornate e i tanti “forestieri” la domenica, era una desolazione anche di giorno. Poi, il commissario Guido Aprea, rimescolando le carte, ha stabilito che le attività commerciali trovate chiuse a gennaio e febbraio, non avranno diritto a occupare suolo pubblico in estate. Marisa Diamante (bar in via A.De Pace, foto sopra), pur d’accordo sul fatto che i negozi debbano stare aperti, non vede però di buon occhio quello che sembra più un “ricatto”:«Occorre ripristinare i servizi essenziali trasferiti altrove – dice – e poi, senza un trasporto pubblico efficiente, la gente non viene mica a piedi sin qui».

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VIA ANTONIETTA DE PACE BISGALLIPOLI. Le norme cui il commissario straordinario Guido Aprea ha messo mano in questi giorni, sono contenute nel “Regolamento di organizzazione e funzionamento Suap (sportello unico per le attività produttive, ndr) e semplificazione delle procedure amministrative afferenti il settore delle attività produttive”. La deliberazione è la numero 71 del 2016 e molto probabilmente farà parlare di sé. All’articolo 27 (su un totale di 31) c’è la grande novità, da molti auspicata e da parecchi temuta riguardante la città vecchia. Ecco il testo integrale circa “l’obbligo di apertura dei pubblici esercizi”: «I pubblici esercizi ricadenti all’interno della zona del Centro storico dovranno garantire l’apertura e lo svolgimento delle attività nei mesi di gennaio e febbraio.

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Gallipoli, centro storico senza auto3GALLIPOLI. Zona a traffico limitato nel centro storico fino al 31 marzo. Lo stabilisce un’ordinanza del dirigente del servizio di Polizia comunale, Antonio Orefice. La limitazione del traffico, resa necessaria dai lavori sulle Riviere del centro storico,  aveva avuto inizio  a fine ottobre 2015 con termine il 15 gennaio scorso, ma gli interventi non sono stati terminati in tempo utile ed è stata chiesta una proroga.

Gli operatori economici che operano in quella zona, bar ristoranti soprattutto, si sentono danneggiati tenendo conto anche del fatto che il limite temporale dell’ordinanza riguarda il periodo prepasquale quando il centro storico diventa la sede privilegiata di numerosi riti. Si avanzano delle proposte che possano in qualche modo attenuare il disagio come “aprire” il centro i fine settimana o dal tardo pomeriggio dopo la conclusione della giornata lavorativa.

seno della PuritGALLIPOLI. Entrano nel vivo i lavori di completamento e restauro lungo il perimetro delle antiche mura delle riviere del centro storico di Gallipoli e precisamente nella zona che dal bastione San Giorgio arriva sino al seno della Purità. A tal fine già dalla metà di ottobre è stato limitato l’accesso alle auto lungo le riviere del borgo antico e sono state sospese le occupazioni del suolo pubblico lungo le riviere interessate per consentire gli interventi sul manto stradale e sul perimetro interno delle mura affidati alla ditta Restauri Resta Srl di Bari.
Si tratta della realizzazione dei lavori per oltre 340 mila euro previsti nella perizia di variante approvata circa tre anni fa dalla ex Giunta comunale del sindaco Francesco Errico e che dovevano integrare le opere di recupero e valorizzazione delle mura della città vecchia previsti con il progetto esecutivo approvato nel 2008 e che dopo alcuni intoppi di natura burocratica sono poi stati completati sino al Forte di San Francesco. Lavori che hanno interessato, con la prima parte dell’intervento (nell’ambito dell’accordo di programma quadro  “Beni ed attività culturali-atto integrativo” finanziato con 2 milioni di euro) il tratto compreso tra il bastione di San Benedetto, le mura e la rampa di accesso alla spiaggia della Purità e poi completati, sempre sul fronte mare, sino al bastione di San Francesco.

Nel dettaglio è previsto il rifacimento del marciapiede adiacente al bastione (con la bonifica preliminare del sottosuolo e realizzazione di soletta in calcestruzzo, a salvaguardia delle infiltrazioni riscontrate) con pavimentazione in pietra di Soleto e soprattutto con punti luce radenti e segna passo, al fine di agevolare la mobilità delle persone con disabilità e per ridurre l’inquinamento luminoso. Inoltre, secondo quanto previsto dal progetto, sarà garantita la realizzazione della rete pluviale, con eliminazione delle discese presenti lungo il paramento del bastione, per di ridurre la quantità di acqua piovana che si riversa sulla spiaggetta della Purità.
Partono inoltre in questi giorni anche altre opere di manutenzione dei bastioni e della cinta muraria che dal seno della Purità si estende siano alla riviera Diaz con il restauro dei paramenti in carparo e la realizzazione delle opere di difesa in mare col posizionamento di massi naturali ed artificiali.

Alle 18 del pomeriggio strade desolatamente vuote e negozi chiusi: così a quindici giorni dal Natale si presenta il centro storico

Alle 18 del pomeriggio strade desolatamente vuote e negozi chiusi: così a quindici giorni dal Natale si presenta il centro storico

Centro spentoGALLIPOLI. Si prova incredulità a vedere tanta desolazione, anno dopo anno: nemmeno due mesi fa, si faceva a gomitate per attraversare a piedi via  de Pace o piazza Imbriani, ed ora si incontra a stento qualcuno, specie di sera. A ciò contribuiscono certamente negozi e ristoranti serrati (più del 90%) e il divieto di circolazione delle auto per il rifacimento delle vie murarie, ma non si spiega tutto così.
Tonio Concordia, negozio di intimo di fronte alla cattedrale, uno dei pochi temerari ad essere aperto, precisa che se non avesse un’altra attività commerciale al borgo per compensare le perdite, farebbe come gli altri: non nasconde, però, l’amarezza di vedere un centro storico invidiato da tutti, divenire sempre di più “rione dormitorio”.
Anche il parroco della cattedrale, mons. Piero De Santis cela con difficoltà il disappunto per veder penalizzata la propria comunità “che è una componente importante di Gallipoli” della quale ormai “sembra non ci si accorga più nessuno”. D’estate, quasi “ospiti in casa propria” per far posto alle debordanti esigenze del turismo, e d’inverno, invece, servizi prossimi allo zero: eppure il centro storico è una miniera di cultura e di tradizioni, che dovrebbero far gola a qualsiasi operatore commerciale e turistico. Una volta la vita si svolgeva quasi completamente nel centro storico ed ancora oggi sono presenti ed operano ben nove confraternite in altrettante chiese, senza contare le associazioni laicali.

Enzo Vincenti, vendita di souvenir in estate, ma chiuso d’inverno “per contenere le spese”,  commenta laconico: «È  come se si chiudesse a chiave il centro storico, per poi riaprirlo solo d’estate o a Pasqua, ad uso e consumo dei soliti noti e dei turisti».
Anche Roberto Piro, già amministratore comunale, ora rappresentante dell’associazione “Centro storico” rimarca la nota dolente evidenziando “un centro storico desolatamente vuoto, con le vetrine spente e le saracinesche abbassate  frutto di scelte improvvisate senza alcuna programmazione”. L’associazione aveva formulato proposte concrete alla precedente amministrazione comunale, al fine di contingentare le attività commerciali e non consentire  il cambio di destinazione d’uso degli immobili, mirato più al “mordi e fuggi” che non ad un serio e duraturo investimento commerciale: richieste evidentemente rimaste lì anche per le note vicende politiche.

A rincarare la dose – ove ve ne fosse bisogno – si aggiunge  Luigi Mba Pì Tricarico, artista poliedrico, amante e cultore di “Gallipoli Vecchio”, dei suoi usi e costumi: numerose le sue pubblicazioni, e molto apprezzati gli artistici presepi con gli spaccati di vita della Gallipoli di una volta. «Non è giusto – dice –   specie il pomeriggio e la sera, che sia tutto chiuso. Si ha la sensazione quasi che all’atavica rassegnazione meridionale (ma non del gallipolino verace) si stia aggiungendo ora qualche perfida strategia che vuole colpire a morte le grosse potenzialità di questa terra». Come sempre, anche per questo Natale, aveva chiesto per tempo di poter esporre i presepi nei locali del Comune: non avendo ricevuto ancora risposta, ha già optato per la chiesetta di Santa Cristina, in piazza Canneto.  Ed ora, a meno di novità dell’ultima ora, bisognerà rassegnarsi per la prima volta ad un Natale al buio?

Gallipoli, centro storico senza auto3GALLIPOLI. Le mura del centro storico saranno nuovamente a traffico limitato. Non si è fatto in tempo infatti ad abituarsi al solito “giro di muro” o “te patella”, dopo che era stato tolto il divieto di transito il 30 settembre lungo le mura del centro storico, che il 21 ottobre è stato nuovamente pubblicato un divieto di transito dal Corpo di Polizia Municipale firmato dal dott. Antonio Orefice che sarà valido dal 26 ottobre 2015 fino al 15 gennaio 2016. Il motivo sono i lavori di rifacimento del piano stradale lungo le Riviere del centro storico ed il divieto sarà valido tutti i giorni, dalle ore 00,00 alle ore 24,00 con conseguente riattivazione del Varco elettronico. L’accesso sarà dunque consentito nuovamente solo ai residenti e ai mezzi di emergenza e di soccorso.

Tra l’altro, sarà inoltre vietata la sosta e la fermata di tutti i veicoli da ambo i lati delle Riviere Colombo e Sauro, a partire dal Ponte fino all’intersezione con via Briganti; sarà in vigore il doppio senso su Piazza Imbriani , sarà interdetto l’accesso alla Riviera Colombo dall’intersezione con il Ponte ad eccezione dei frontisti; sarà consentito l’accesso alla Riviera Sauro ai soli frontisti, l’accesso per carico e scarico solo ai veicoli di cat N ( di ingombro limitato) e una parte degli stalli di sosta nell’ area portuale commerciale sarà destinata ai residenti e alle operazioni di carico e scarico.

centro storico vieGallipoli. Partita la denuncia all’autorità giudiziaria con l’ipotesi di rissa aggravata per un fatto accaduto a fine maggio scorso. Coinvolti tre negozi davanti al Duomo, sei persone e – nella parte di spettatori sorpresi – alcuni turisti. Tutto era cominciato quando un villeggiante aveva scelto e stava comperando un souvenir da uno degli esercizi; da quello accanto si erano levate voci critiche canzonatorie sulla qualità dell’oggetto scelto per ricordo e da lì ne era nata una zuffa violenta che tra ceffoni e spintoni, aveva finito con tirare dentro anche gli esercenti di un altro locale. Quando erano giunti sul posto, richiamati da una segnalazione telefonica, i carabinieri, la “pace” era tornata. Ma non erano certo guarite le ferite che le sei persone (commercianti e loro collaboratori) si erano provocate, ben visibili agli agenti. Il Pronto soccorso del “Sacro Cuore” aveva diagnosticato guarigioni dai tre ai 15 giorni; era volato via anche un dente, oltre a contusioni varie. L’attività investigativa, con testimoni e videocamere della zona, aveva portato alla ricostruzione dei fatti così come accennati. I denunciati per rissa aggravata sono a piede libero.

GALLIPOLI. Hanno scelto il centro storico di Gallipoli come set del loro prossimo videoclip i Crifiu, che ieri sera, con attori e comparse hanno animato le stradine della Città Bella. Da qualche settimana la band ha annunciato sui social network di essere al lavoro per l’uscita del prossimo disco.

foto di Anna De Matteis

GALLIPOLI. Un profumo che pizzica la gola e fa pregustare il piatto già prima di assaggiarlo, la luce negli occhi che fa capire che, per chi prepara queste pietanze tradizionali, questa è una delle maggiori gioie della vita, la felicità dei presenti e dei giornalisti che hanno potuto godere del lato gustoso del loro lavoro. Questo e molto altro si è vissuto nell’escursione organizzata dal Gal all’interno del progetto di cooperazione Leadermed per la tutela della dieta mediterranea e dei prodotti tipici.

Con partenza dal chiostro di San Domenico presso i laboratori di Renato Pacella, si è dato vita ad un’esplorazione tra mare, pescatori, vicoli, chiese e frantoi visitati con i racconti di Maurizio Manna di Legambiente sulla storia della città, con le spiegazioni di Vincenzo Scigliuzzo, pescatore e presidente della “Armatori jonica” sul pesce appena pescato e sui congelatori del Canneto, con i ricordi di vita dell’anziano pescatore Fernando Scialpi mentre intrecciava le reti. L’odore acre dell’aceto ha poi fatto da protagonista durante la prepazione della “scapece”, all’interno dell’antica Corte Gallo, insieme al profumo di“masculari” e delle “minoscie” fritti usati per la preparazione. «Ho imparato a fare la “scapece” appena son potuto arrivare al tavolo, verso i 10 anni, e da allora non ho più smesso-afferma Mario Manno, figlio di Sergio, “scapeciari”da generazioni che spiegano come un tempo questo piatto a base di zafferano, mollica di pane, aceto e pesciolini fritti, era utilizzato per conservare il pesce avanzato e come riserva durante i periodi di assedio alla città.

Profumo di frittura anche a casa della signora Claudina Maggio, altra tappa dell’esplorazione, con la preparazione in diretta delle “pittule ai gamberetti rossi”. Racconti che si intrecciano: «Lo sapevate – spiega la signora Claudina – che a Gallipoli le pittule lievitate si preparano da Santa Teresa fino alla Befana?».
Nel corso della mattinata visita alla chiesa del Canneto con don Gigi De Rosa, ad uno dei 36 frantoi con Roberto Zullino, e ritorno al chiostro per degustazione di altri piatti tipici locali con relative ricette illustrate da Luigi (Mba Pì) Tricarico e Ivana Pisanello (la zia Ivana). Presenti, tra gli altri, Paola Tricarico, ex insegnante in pensione e appassionata di tradizioni locali e i componenti del Gal: Chiara Coppola, Gianpiero Pisanello, Massimiliano Nenni e Fedele Congedo.

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S TERESA1 copiaGALLIPOLI. Conclusi i riti della settimana santa, ma con qualche coda polemica: materia del contendere, una non meglio precisata direttiva dell’ordinario diocesano sulle processioni nel centro storico. Niente più soste, nemmeno quella tradizionale presso le suore di S.Teresa: si perderebbe, infatti, il raccoglimento e il senso della processione stessa. Da che esiste il Monastero di S.Teresa, però, tutte le  processioni vi hanno fatto sosta,sia pure per pochi minuti, consentendo  alle suore di clausura la condivisione della festa. Il rapporto tra comunità cittadina e religiose  è stato sempre, e lo è tuttora, così intenso che il Natale, sin dalla notte dei tempi, ha inizio proprio nella loro chiesa, il 15 ottobre, al suono della pastorale gallipolina. Ha destato delusione e amarezza questa “nuova” che qualcuno ha voluto malignamente vedere come una “grave ingerenza” nelle tradizioni locali già con l’Addolorata e con la processione del Venerdì santo.

Bocche cucite nelle confraternite, pur con i comprensibili mugugni, che qualcuno si lascia sfuggire. Interpellato qualche priore, assicura  che, al momento opportuno, “eccome, se si farà sentire”. V’è da dire, però, che il vescovo, mons. Fernando Filograna (nella foto a sinistra), ha sin dal suo primo ingresso in diocesi intrattenuto ottimi rapporti con i gallipolini, gratificandoli anche con significative attenzioni (mensa della carità, etc.) «Il provvedimento adottato in via sperimentale, fonda  la propria ‘ratio’  su serie questioni di natura pastorale e liturgica», così  il parroco della cattedrale, nonché padre spirituale delle confraternite, mons. Piero De Santis (a destra), che smorza subito i toni e stempera gli animi sull’insorgenda polemica,  assicurando “la più ampia apertura al dialogo e al confronto”.

GALLIPOLI. Riapre dopo 9 anni di restauri la chiesa di Maria Santissima Immacolata nel centro storico di Gallipoli, con annessa Confraternita di 70 membri. Porte aperte  della chiesa confraternale per la celebrazione eucaristica di martedì 25 novembre alle 19; il 26 ci sarà nella stessa chiesa un incontro a cura di don Francesco Martignano, docente di Teologia presso la Facoltà Teologica pugliese, un incontro su “Maria, una femminilità sempre attuale”, sulla figura della donna vista 2000 anni fa e oggi. Il 28 inizierà la Novena fino al 4 dicembre, quando passerà alla Cattedrale di Sant’Agata fino all’8 dicembre.

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centro storico turisti gallipoliGALLIPOLI. Centro storico, cambiamenti e novità per quanti volessero aprire una sala giochi, un negozio, un punto ristoro, un esercizio artigianale, una pizzeria o un negozio qualsiasi: il Consiglio comunale riunitosi il 20 febbraio ha approvato all’unanimità le modifiche all’articolo 62 del regolamento edilizio in vigore che stabilisce le nuove superfici minime per le attività della categoria V.2.

Il comma 2 del citato articolo, scaturito da incontro con gli operatori, i tecnici ed i cittadini adesso stabilisce che per attività artigianali e commerciali non alimentari la superficie minima è di metri quadri 15, compresi i servizi; servono invece almeno 30 metri quadri per attività di gastronomia da asporto e per negozi di generi alimentari (inclusi servizi e cucina) invece dei precedenti 20; restano i 50 mq minimo per ristoranti, bar, trattorie, pizzerie (compresi sempre i servizi e la cucina). Inoltre, adesso è tutto il centro storico ad avere questa nuova disciplina (prima erano solo le zone A1 e A2).

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...