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Nardò – Voci, mormorii e malesseri del centro storico, dopo l’incidente e la tragedia sfiorata. Sono passate 24 ore da quando, giovedì scorso attorno alle 19 davanti alla chiesa di San Domenico (nella foto), uno scooter con a bordo due adolescenti e praticamente fuori controllo è finito in uno studio professionale sfondando portone a vetri. All’interno erano presenti il titolare, rimasto illeso, e un 40enne ferito dalle numerose schegge di vetro e legno. Per lui punti di sutura alle braccia e cerotti anche a gamba e fronte. Il personale sanitario è dovuto intervenire anche per il 16enne che era alla guida dello scooter; un altro si sarebbe dato alla fuga.

Poteva essere una tragedia «Poteva trasformarsi in tragedia», è il commento unanime nella città vecchia e quello scooter con due ragazzi a bordo era una specie di proiettile. A quell’ora erano presenti in piazza decine di persone. Una comitiva di turisti, raccontano i testimoni, qualche secondo prima si era fermata proprio sul luogo dell’incidente, davanti allo studio del professionista, per fotografare la facciata della chiesa di San Domenico. «Sarebbero bastati pochi attimi – raccontano – e lo scooter avrebbe travolto anche loro». «E poi, guarda quanti bambini giocano liberi in piazza! E ne hanno il diritto, poiché questa zona è chiusa al traffico! Sarebbe chiusa… Cosa sarebbe successo se ci fossero andati di mezzo loro?», si chiedono preoccupati alcuni genitori.

Quel gruppetto ben noto Il 40enne ferito, quella sera soccorso dal 118 e trasportato all’ospedale di Copertino, è fuori pericolo. Per adesso non commenta e rimane circondato da amici e conoscenti, molti dei quali presenti la sera dell’incidente e pronti a testimoniare se l’episodio avrà risvolti giudiziari, come pare. «Ma qualcosa pubblicamente la dirò», assicura il ferito. Intanto nei bar e nei circoli si commenta l’accaduto. I due sullo scooter, dicono gli habitué della piazza, fanno parte di un gruppetto di giovinastri ben noti ormai , che da tempo “presidia” piazza Sant’Antonio e corso Vittorio Emanuele ed è spesso protagonista di risse e battibecchi. «Lei non ha idea di quante segnalazioni sono state fatte alle forze dell’ordine, sia da amministratori che da residenti e titolari di attività commerciali. A decine!», racconta un uomo.

Poco dopo l’incidente, altri ragazzi con scooter e senza caschi Tutto inutile, pare. Poco dopo l’incidente clamoroso, incredibilmente altri ragazzini in scooter continuano indisturbati ad attraversare la zona monumentale, quella chiusa al traffico nominalmente, senza indossare il casco e passando dallo stesso punto dell’incidente della sera prima. Più di qualcuno invita a prendere nota continuando a chiedere maggiore presenza delle forze dell’ordine. In attesa di poliziotti e carabinieri, a novembre il Comune ha istituito in piazza Salandra un presidio di polizia urbana (foto) aperto solo il giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 21. Era aperto quindi la sera del fattaccio. «Ma i vigili urbani non bastano – rileva qualcuno – e poi in questi casi hanno a che fare con balordi e microcriminali».

Transenne? Scende dall’auto, le sposta, e va via Altra cartolina dalla città vecchia: probabilmente con qualche fondamento, c’è chi invita bar e locali a fare molta attenzione agli alcolici e a non venderne ai minorenni. A questo si aggiungono episodi di “inciviltà” quotidiana: venerdì 25 in via Lata si inaugura una mostra, un tratto di strada viene transennato. Ma qualcuno arriva lì, scende dall’auto, sposta l’ostacolo e passa oltre. «Non solo: molte volte questo tratto viene percorso in divieto», racconta qualche residente. Altri indicano dei punti scarsamente illuminati in centro e quindi “utili” per chi ha voglia di non farsi tropo vedere.
Naturalmente non è tutto violenza e anarchia n centro storico. Nell’ultimo decennio tanto è stato fatto per promuovere il cuore antico della città. Investimenti, restauri di immobili pubblici e privati, primi “vagiti” di ztl, rassegne di musica d’autore, artisti e premi Oscar passati da qui per esibirsi o in vacanza. Ma il problema sicurezza ed educazione civica esiste. E nel centro storico preoccupa tutti, anche da sponde politiche opposte. Miracolo.

Gallipoli – Il caso della storica scuola del centro storico “Santa Chiara” che rischia di chiudere per mancanza di bambini (appena nove per la prima classe) ha tenuto banco, in apertura, della conferenza stampa indetta da “Gallipoli futura” sui conti comunali e su altri argomenti spinosi. Il fuoriprogramma è stato imposto dagli ultimi eventi riportati dalla cronaca cittadina, con i genitori allarmati e con gli amministratori di via Pavia, l’assessore Silvia Coronese in particolare, in campo per cercare di trovare difficili vie d’uscita. Non si sono pronunciati sui possibili sviluppi o  eventuali deroghe che spettano alle autorità scolastiche i consiglieri comunali Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, al tavolo con il presidente Luigi De Tommasi. Hanno puntato l’indice, durante l’incontro con i giornalisti e con numerosi loro sostenitori, sui diversi progetti e non del tutto coerenti tra loro che si sono susseguiti intorno all’edificio di via De Pace, nel cuore della città vecchia, a cominciare dal piano integrato di rigenerazione urbana risalente alla Giunta Francesco Errico (2014) con un cambio di destinazione d’uso e di ristrutturazione edilizia della scuola per consentire la creazione di aloggi-parcheggio. Poi nel febbraio 2017, Sindaco Stefano Minerva secondo la ricostruzione fatta dal capogruppo Fasano, ecco un altro progetto chiamato “Ricominciamo dal centro storico” che introduceva delle “integrazioni” al precedente piano con un protocollo d’Intesa con i Comuni di Alezio e Tuglie e come obiettivo il Por sulla rigenerazione urbana sostenibile; altra tappa in luglio (avviso pubblico per intervento di riqualificazione per edifici scolastici) e poi lo scorso 19 gennaio è stata deliberata la partecipazione ad un bando del Miur (Ministero istruzione ricerca università)  per ottenere finanziamenti da utilizzare per i lastricati solari della scuola.

“L’Amministrazione comunale deve dirci una volta per tutte che cosa intendere fare della scuola di Santa Chiara – ha attaccato Fasano – perché non sempre chiedere e magari ottenere finanziamenti è indice di efficienza e di lungimiranza. Semmai il contrario”.

Matino – L’arte ritorna protagonista nel centro storico di Matino. “Arte e artigianato a Matino” è l’appuntamento di domenica 20 maggio nell’ambito del quale si terrà il concorso di pittura estemporanea promossa da varie associazioni locali tra cui Autori matinesi e la neonata “Matinum – Natura e cultura” (presieduta da Giuseppe Leopizzi) con il patrocinio del Comune. La seconda edizione dell’evento sarà dedicata al tema “Portali e loggiati nel borgo antico di Matino”. Ci saranno artisti provenienti da tutta Italia con una sezione del concorso dedicata esclusivamente ai piccoli della primaria e secondaria di primo grado. Tra le stradine del borgo antico, i partecipanti sono chiamati a riprodurre scorci e dettagli della città vecchia e lungo il percorso vari artigiani (impagliatori, scultori, ceramisti e altri), eseguiranno sul posto i loro manufatti. Il programma della giornata prevede anche un’escursione nel centro storico con due visite guidate alle 16 e alle 18. A conclusione dell’estemporanea, tutte le opere prodotte faranno parte di una mostra dedicata all’interno del Palazzo Marchesale, aperta tutti i giorni da lunedì 21 sino a sabato 26 maggio (dalle 18 alle 21). Durante la settimana tutti i visitatori potranno votare tre preferenze utili all’assegnazione del “Premio speciale giuria popolare”. Presente anche una giuria tecnica che decreterà i vincitori.

Gallipoli – Lo storico istituto scolastico di Santa Chiara si troverà senza classi a partire dal nuovo anno scolastico, ma i genitori del centro storico (foto) non ci stanno e si sono recati questa mattina in Comune per discutere della questione con l’assessore Silvia Coronese. Questo il punto: per l’anno scolastico 2018/2019 la scuola di Santa Chiara si troverà senza la prima classe elementare, mentre la quarta (l’attuale terza) classe elementare verrà spostata.

“A gennaio durante le iscrizioni – spiegano i genitori degli alunni interessati – ci era stato assicurato che la prima classe ci sarebbe stata ugualmente, anche se formata da soli nove bambini. Ieri invece la dirigente del Polo 2, Lucilla Vaglio, ha tenuto una riunione straordinaria per informarci che i nostri bambini dovranno frequentare il nuovo anno scolastico presso un altro istituto, in quanto non ci sono i numeri sufficienti per formare il gruppo classe, a discapito dei nostri bambini e dell’intero centro Storico. Siamo inoltre stati informati di uno spostamento della classe terza presso l’Istituto di Via Milano: piano piano, continuando così, non ci saranno più i numeri nemmeno per formare la scuola materna e noi residenti del Centro Storico dovremmo dire addio al nostro Istituto, per ritrovarci forse un domani un altro albergo. Vogliamo certezze, vogliamo che la scuola continui ad esistere”.

La questione è stata oggi esposta all’assessore Coronese, che ha rassicurato i genitori sull’intento dell’Amministrazione comunale di volersi muovere per cercare di risolvere il problema. “Io e il consigliere Mino Nazaro – ha raccontato l’assessore competente – siamo stati a parlare con i genitori degli alunni della scuola di Santa Chiara per oltre due ore; poi, siamo andati insieme a parlare con la dirigente del Polo 2, con cui le mamme avevano già avuto un incontro, che ci ha confermato che queste sono delle direttive giunte dal Ministero all’Ufficio scolastico regionale e poi a quello provinciale. Il problema riguarda sia la mancata formazione della prima classe scolastica, con una perdita per l’intera comunità, sia per il trasferimento della quarta classe, con conseguenti disagi per i bambini che dovranno cambiare scuola, maestre, compagni ed altri disagi per i genitori. Comunque ci stiamo muovendo per vedere cosa possiamo fare: grazie all’impegno della dottoressa Titti Cataldi, consigliera comunale e provinciale, siamo riusciti ad ottenere per questi giorni un incontro all’Ufficio scolastico provinciale di Lecce per discutere della questione; inoltre, lunedì pomeriggio ci sarà un altro incontro dei genitori con il Sindaco Stefano Minerva. Santa Chiara è un pezzo di storia gallipolina che merita di continuare a vivere”.

Nardò – Non soddisfatti delle grane avute dopo essere stato identificati come la “baby gang del centro storico”, circa un anno fa, ci sono ricascati nella serata del 30 aprile scorso: hanno preso di mira un loro coetaneo, dapprima gli insulti poi gli schiaffi, infine i calci quando il ragazzo era finito per terra. Quindi la fuga per le stradine del centro nei pressi della chiesa del Carmine, scarsamente illuminate. Ma mentre dal Palazzo di città si richiamava la richiesta dell’Esercito avanzata a gran voce dal Sindaco dopo i tre episodi del gennaio 2017, i poliziotti con la loro efficace indagine hanno individuato e denunciato all’autorità giudiziaria i protagonisti dell’aggressione.  Si tratta di M. C. di 18 anni, di A. P. anch’egli 18enne, e  di G. P. di 19 anni, tutti e tre neretini e tutti e tre noti al commissariato di polizia per i trascorsi con identiche dinamiche verificatisi più di un anno fa (tre gli episodi di violenza nel gennaio 2017).

La segnalazione, le indagini, i risultati in due giorni I poliziotti, allertati da una telefonata che segnalava una rissa, sono giunti subito sul posto, rintracciando il malcapitato in una traversa di via Angelo Custode. Mentre aspettavano l’ambulanza del servizio 118 si sono fatti raccontare l’accaduto dal ferito, che non ha saputo spiegare gli eventuali motivi alla base del pestaggio. Gli agenti, dopo aver raccolto indizi sufficienti, oggi hanno rintracciato e denunciato gli autori dell’imboscata. Per la vittima una prognosi di dieci giorni emessa dal Pronto soccorso dell’ospedale di Copertino per trauma facciale, nucale e toracico e un dente rotto. Mentre i poliziotti chiudevano in tempi brevissimi il caso, da Palazzo di città veniva emesso un comunicato dai toni piuttosto drammatici.

Mellone: “Avevo chiesto l’Esercito: avevo ragione” “A margine del gravissimo fatto avvenuto nelle ultime ore nel centro storico di Nardò, con l’aggressione di un giovanissimo concittadino, l’Amministrazione comunale comunica che saranno intraprese tutte le azioni necessarie ad evitare il ripetersi di fatti simili”, inizia la nota a firma dello staff del Sindaco Giuseppe Mellone. “Ritengo gravissimo – afferma Mellone – il reiterarsi di episodi simili e, proprio per questo, ho dato mandato all’assessore al Commercio e Turismo, Giulia Puglia e al delegato alla Sicurezza, il consigliere Augusto Greco, di attivarsi immediatamente per convocare i titolari delle attività che insistono sul tratto di strada teatro dell’aggressione”. Forse perché ancora all’oscuro degli sviluppi del lavoro degli investigatori, il Sindaco non perde l’occasione di togliersi un sassolino dalla scarpa: “Già all’inizio del mandato ebbi modo di scrivere al Prefetto per chiedere, tra i sorrisini stolti dell’opposizione, un rafforzamento delle forze dell’ordine nella città e nelle marine, anche con l’ausilio dell’esercito, se necessario. I fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione”.

“Ci diano almeno il poliziotto di quartiere” Mellone rilancia perciò la sua richiesta: non più l’Esercito ma “un poliziotto di quartiere per ogni zona della città”. “Per questo – dice – ho chiesto all’assessorato alle Finanze, Giampiero Lupo, di individuare una somma utile ad eventuali provvedimenti ponte”. Quindi le conclusioni: “Se violenti e molestatori verranno individuati, io sono pronto all’uso del Daspo Urbano ma, allo stesso tempo, non posso pensare che Nardò non meriti una maggiore presenza di forze dell’ordine”.

 

Gallipoli – Un 25 Aprile tutto sommato positivo per la città di Gallipoli, grazie anche alle temperature da mare. Quello appena trascorso è stato un buon ponte, secondo la voce quasi unanime di gran parte degli operatori e dei commercianti, se pur con qualche perplessità e alcuni nodi da risolvere. “E’ stato un ponte simile quello pasquale – commenta Mario Emanuele Barba (foto a sinistra), dell’associazione Bed and breakfast – si è visto un bel movimento in giro ma come pernottamenti non c’è stato il pienone; abbiamo avuto tanti stranieri ma sono mancati i pugliesi; stiamo forse pagando l’incertezza legata ad alcune situazioni come i due nodi fondamentali del parcheggio del porto e della litoranea; la mancanza di una programmazione non consente di dare risposte chiare ai clienti”.

Andrea Coppola

Discorso diverso per i campeggi, villaggi e grandi strutture attive tutto l’anno dove proprio la programmazione e la promozione consentono di avere buone presenze anche in bassa stagione. “Noi stiamo raccogliendo i frutti di alcune iniziative all’estero che ci hanno consentito di avere diversi equipaggi stranieri per tutto l’inverno – dice Andrea Coppola (foto) dall’agricampeggio e glamping Torre Sabea  – e in questi giorni abbiamo avuto un movimento positivo, anche di equipaggi italiani e credo che il ponte del primo maggio sarà ancora più intenso per il weekend che lo precede”. Una lettura più tecnica dei giorni appena trascorsi viene dal Campeggio la Masseria, sempre litoranea nord, dove si sono registrate presenze in leggero aumento rispetto al 25 Aprile dello scorso anno. “Il modesto aumento di presenze nelle giornate del 24 e 25 – spiegano dalla direzione – va interpretato come un segnale positivo tenuto conto del fatto che mentre lo scorso anno il 25 era un lunedì e consentiva con un solo giorno di ferie di fare la vacanza quest’anno ne ha potuto usufruire solo chi aveva la possibilità di prendere sia il lunedì che il martedì”.

Situazione che si verificherà con il prossimo Primo Maggio per cui si nutrono grandi speranze. Valutazione positiva al netto delle oggettive problematiche esistenti viene anche dall’associazione imprenditori e commercianti. “Abbiamo riscontri più che positivi – commenta il presidente Matteo Spada – la maggior parte degli ospiti hanno usufruito del ponte breve facendo solo due o al massimo tre giorni. Problematiche principali quelle relative alla litoranea sud, dove la maggior parte degli avventori e dei gestori hanno riscontrato diverse difficoltà. Si è sperimentato quello che accadrà in estate, tenuto conto che se oggi possiamo parlare di piccoli problemi considerato i numeri ridotti, durante la stagione invece saranno amplificati. Nel centro storico invece tutto o quasi piuttosto al di sopra delle aspettative soprattutto per il settore ristorazione”. Se per i pernottamenti infatti qualcuno non ha registrato il pienone le presenze giornaliere di turisti di passaggio sono state ottime. “ Siamo soddisfatti – conclude Spada – ma permangono le grandi preoccupazioni legate alle aree a parcheggio della litoranea e al parcheggio del porto per il quale si aspetta una risoluzione con un cambio di modalità che, nonostante le rassicurazioni, tarda ad arrivare”.

Gallipoli – Un bellissimo esemplare di upupa giovane smarrita e ferita , probabilmente a causa del forte vento scirocco,  è stato messo in salvo a Gallipoli nel giorno di Pasqua. Il volatile, ferito all’ala destra,  è stato trovato nel centro storico nei pressi di via Fontò, da Gigi, un piccolo residente che giocava con alcuni amichetti. Il bambino ha subito allertato il genitore, un commerciante del posto,  che, dopo aver adagiato l’animale in una scatola,  si è attivato immediatamente  per chiedere  aiuto.  L’uomo ha contattato per prima la Lipu (associazione per la protezione degli uccelli) che a sua volta ha fornito il contatto della signora Simona Potenza responsabile del centro  zoofilo di Calimera. Nel frattempo in attesa dell’arrivo di un responsabile del centro di assistenza animale, sono stati allertati anche i vigili urbani intervenuti nel giro di pochi minuti ; gli agenti hanno preso in consegna la piccola Upupa in attesa dell’arrivo del ranger specializzato che lo ha messo in condizioni di sicurezza e consegnato al centro volatili di Calimera.

RdB

Nardò – Novità nel piano traffico cittadino propone il consigliere di opposizione targato Pd, Lorenzo Siciliano. “In occasione della prossima seduta della III Commissione consiliare (traffico e viabilità) – annuncia – chiederò di inserire all’ordine del giorno la discussione di una mia proposta di modifica al piano traffico di alcune vie. Modifica che si sostanzia nel vietare, durante le ore diurne, la circolazione ai veicoli classificati come “pesanti” (tir, autoarticolati, pullman) su strade come via Roma, corso Galliano, via Duca degli Abruzzi, via Regina Elena”. Chiarisce il consigliere comunale: “Sono quelle strade che compongono la circonvallazione interna della Città, dove sono presenti il maggior numero di attività commerciali, studi medici, uffici, banche. Il traffico veicolare è di per sé molto intenso, dunque, in questa parte di Nardò, con evidenti limiti all’intera gestione dei parcheggi, specie da quando si è deciso di abolire la sosta a pagamento. Transitando in queste arterie urbane, i mezzi pesanti generano caos e code, nonché un inquinamento notevole. Perciò credo sia di fondamentale importanza pensare – conclude il proponente – ad un percorso alternativo, durante il giorno, per questi veicoli, in attesa che venga ultimato l’ultimo tratto della circonvallazione esterna della Città, che consentirà di evitare ai mezzi in questione l’ingresso all’interno del centro urbano”.

Sempre in tema di traffico, si è in attesa dei provvedimenti annunciati dall’Amministrazione circa il riordino della circolazione nel centro storico con l’impiego di impianti di videosorveglianza. Annunciati in via sperimentale per questa primavera, sarebbero sorti alcuni intoppi per quanto riguarda la fornitura delle apparecchiature elettroniche. Nella misura annunciata dall’assessore alla Polizia locale Ettore Tollemeto durante un convegno del dicembre scorso, sono previsti varchi elettronici a tutela del centro storico e la ztl (zona a traffico limitato) estesa a tutta la città vecchia. Cinque i varchi da installare: corso Garibaldi (ingresso da piazza Umberto), piazza della Repubblica (ingresso da piazza Osanna), vie Lata e Amendola (ingresso piazza Cesare Battisti), via don Minzoni (ingresso via Roma) e via Santa Lucia (ingresso da piazza Diaz).

 

Gallipoli – E’ tornato in Consiglio comunale per alcune “rimodulazioni” il regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico a fini commerciali e di ristoro. L’assise cittadina si è pronunciata sulle modifiche approvandole, alla fine di una discussione a tratti polemica, con none voti a favore, tre voti contro (Fasano e Cataldi di Gallipoli Futura, Quintana) e con due consiglieri di maggioranza che non hanno voluto partecipare al voto (Guglielmetti e Oltremarini); assenti Faita e Titti Cataldi (maggioranza) e Piro (gruppo misto).

Che cos’è che cambia. E da quando Va subito detto che, come scritto nella bozza di deliberazione consegnata ai consiglieri, le modifiche diventeranno efficaci soltanto dopo il parere – della Soprintendenza di Lecce, trattandosi di misure che riguardano la tutela e la valorizzazione dei beni storico artistici di cui il centro storico è ricco. A differenza del precedente articolo, non ci saranno più due percorsi per i pedoni . uno tra le mura urbiche e i tavolini dei ristoranti, l’altro all’altro lato del marciapiede, entrambi larghi 1,20 metri – ma solo uno, quello lungo le mura lato mare. Altra modifica interessa il “cono visuale” ossia le vedute panoramiche che caratterizzano alcuni paesaggi del territorio di Gallipoli”, come si chiarisce nella deliberazione consiliare, “per la salvaguardia della veduta del patrimonio storico monumentale”. Tale cono visuale è stato ridotto del 30%, con un conseguente aumento “in una piccola misura” del suolo pubblico occupato. Sono stati quindi prorogati i termini “solo per l’anno in corso” entro cui presentare le richieste per occupare suolo pubblico per il centro storico che, come si ricorderà, l’Amministrazione comunale aveva trasformato in autorizzazioni abolendo le Scia (comunicazioni di inizio attività), anche per via del Patto per la sicurezza stretto con Prefettura e Ministero dell’Interno nella primavera del 2016. Infine per gli esercizi che negli ultimi tre anni hanno continuativamente svolto attività su suolo pubblico, rimane l’autorizzazione ad occuparne “anche al di fuori della proiezione del fronte del fabbricato”.

Le assenze, i contrari e le crtiche I nove voti messi insieme dalla maggioranza hanno fatto pensate a qualche crisi strisciante. E’ vero che due consiglieri erano assenti ma è anche vero che in due non hanno partecipato al voto facendolo mettere a verbale. Inoltre un altro assente, Vincenzo Piro, in commissione consiliare del commercio, aveva espresso voto contrario. Ed è certo che l’occupazione di suolo pubblico in centro storico (con relativi abusi) non trova pace da tempo: si pensi che dal novembre 2011 ad oggi, vi si è messo mano – tra Sindaci e commissari straordinari – ben sette volte. “Manca una parola e una pratica che si chiama programmazione – afferma Fasano – e in più si portano in Consiglio argomenti come questo incompleti e inefficaci perchè privi di pareri di ufficio tecnico, comando dei vigili e soprattutto Soprintendenza. Non vorrei che il diniego a dieci richieste dall’ultima variazione regolamentare di fine 2017 abbiano convinto gli amministratori ad intervenire in maniera così estemporanea”. L’assessore del settore Emanuele Piccinno (foto sopra) ha comunque accennato in aula che l’Amministrazione sta pensando a rendere tutta la città vecchia isola pedonale.

Gallipoli – Il clou sarà una settimana di full immersion (non o almeno non solo) nel mare cristallino di Gallipoli il prossimo novembre, preceduta da una serie di incontri-sopralluoghi, schizzi e bozze per poi giungere ad una “offerta” finale alla città su come far risplendere quello scrigno chiamato comunemente centro storico. E’ l’ultimo parto assemblato dallo staff del gruppo Caroli Hotels, su una idea di un antico frequentatore di Gallipoli: “Da almeno 15 anni vengo qui da voi, ho notato un centro storico trattato, in modo distratto, un po’ sorprendente, con un mercatino in cui si vende di tutto, ma qui la memoria è importante, tra confraternite, chiese; intorno alla Fontana greca gira il mondo, antico e contemporaneo”: ha detto anche questo l’altra sera (12 febbraio) all’incontro al Bellavista Hotel l’architetto Vincenzo Vallone di Telese Terme, in provincia di Benevento, dove vive e lavora. Sono in grandissima parte in Campania le sue realizzazioni urbanistiche, tutte all’insegna del recupero di memorie appunto, di tratti della storia e di eliminazione di aggiunte, trascuratezze e brutture.

Un patto tra professionisti e chi ci mette le mani. Ci vuole, prima, un patto vero tra professionisti e artigiani; una azione comune seguendo le indicazioni della Soprintendenza “che deve fornire le linee di comportamento soprattutto nel campo edilizio”. Gli artigiani richiamati non sono solo quelli d’arte ma anche elettricisti ed idraulici, tutti magari convinti che l’architettura può migliorare la salute delle persone anche con il loro contributo e con cui i professionisti hanno un rapporto da ricostruire.

Ok dal Politecnico di Bari e da 14 aziende (solo tre della città). E’ partita l’opera di sensibilizzazione presso enti ed istituzioni, piccole aziende. Il Politecnico di Bari, facoltà di Architettura ha risposto e suoi saranno gli studenti in architettura coinvolti. Forse si aggiungerà anche l?Istituto d’arte di Lecce. Per fare cosa? “Attraverso una comune visione culturale, far capire che insieme si possono fare cose importanti – dice Vallone (nessuna parentela con i Vallone salentini) – creare una coscienza collettiva, introdurre il senso della vergogna in rapporto alla bellezza”. Qualche esempio operativa: l’eliminazione delle superfetazioni, recuperare decorazioni, intarsi, incisioni; proteggere le pietre e i lavori in ferro battuto nel quadro cromatico generale (da definire una volta per tutte, dopo tanti annunci). “E tante altre cose – affermano i promotori, col direttore Attilio Caroli Caputo in testa – purché le stesse possano potenziare e concretizzare la bellezza esistente, sopra e sotto l’isola del borgo antico. Al termine dell’esperienza, che si intende ripetere negli anni, anche al fine di valutare gli effettivi passi compiuti nella direzione del recupero della preziosa realtà gallipolina, la documentazione elaborata, in supporti multimediali, cartacei e 3D, sarà consegnata agli Enti istituzionali durante una tavola rotonda”.

Cavi, tubi, pompe di calore: mai più così. Niente più cavi elettrici che attraversano frontali austeri, o tubazioni o pompe di colare messe così come capita, senza nessun rispetto. Dice Fabrizio Benvenga, uno dei pochi artigiani aderenti di Gallipoli, specialista nella lavorazione di cristalli: “Col salmastro che divora tutto, si sostituiscono infissi e vetrate di nicchie senza molta attenzione e rispetto”.  In questo primo elenco di artigiani disponibili, oltre a Vetreria Cristalvetri di Benvenga, figurano Falegnameria Scarpina, Makers Young di Gallipoli;  gli altri sono tutti di fuori città: AB Stilcasa Casarano; Impresa Leopizzi 1750 Parabita; Fonderie De Riccardi Maglie; Luminarie fratelli Parisi Taurisano; Vetreria Due Emme Matino; Falegnameria De Nuzzo Melissano: Pitardi Cavamonti Maglie; Pavimenti De Filippi Lecce; De Pascalis Impianti Galatina; Officina Mosaico Otranto.

Gallipoli – “La scatola di latta” si arricchisce domani dei tesori visibili (ma anche di quelli nascosti e poco conosciuti)  di Gallipoli vecchia.  Appuntamento, per ospiti abituali e nuovi, alle ore 16 presso il Castello. L’invito, diramato come al solito attraverso i social e un  fitto passaparola,  si tradurrà, come nelle precedenti tappe, in un gruppo che può superare anche un centinaio di persone con la curiosità intellettuale di conoscere il territorio salentino non solo con gli occhi, ma attraverso le storie, la musica, i canti capaci di suscitare emozioni dimenticate.  Con la guida e il coordinamento del “custode sociale” Gianluca Palma, che in ogni tappa è coadiuvato da cultori e amanti della cultura del luogo (per Gallipoli da Luigi LiaciCosimo Renna , Caterina De Vita), il gruppo attraverserà il centro storico partendo, appunto, dal castello dove sarà accolto da Luigi Liaci e la sua “Ode alla città”. Poi attraverso  via Antonietta de Pace  si inoltrerà nel centro storico con alcune tappe significative in cui sono previsti incontri e interventi di poeti, narratori e artisti del luogo.

Nella sosta presso la cattedrale ci sarà  un monologo di ‘Mba Pi Tricarico; nella successiva, musica e declamazione dell’“Ode alla Vata” di Luigi Liaci; altre soste nella biblioteca comunale, chiesa della Purità (declamazione di Piro e Grassetti); piazza De Amicis (declamazione di Bentivoglio e musica); ancora musica gallipolina suonata dal maestro Cataldi nell’ex Lega Bottai; declamazione di Chetta nel frantoio ipogeo del Vicerè. Il percorso si concluderà in piazza Duono con musica locale suonata da Antonio Vincenti.

Questi solo alcuni cenni di quello che offrirà Gallipoli in un pomeriggio reso ancora più prezioso dall’aria natalizia. Come si legge sul sito dell’associazione, “durante il percorso potrebbero accadere incontri o fatti fortunatamente non programmati”. Ognuno dei partecipanti, infatti, può contribuire con poesie, canti e cunti arricchendo i tesori da custodire nella “scatola”. La partecipazione è gratuita e non occorre prenotare. Info 3395920051.

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

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VANDALISMO PRIMA DI CIRCONAUTANardò. Schiamazzi e calci a oggetti, transenne e tubi. A poche ore dal “Circonauta”, uno degli eventi più attesi dell’estate neretina, il vandalismo nel centro storico non dà tregua. L’ultimo episodio risale a ieri sera attorno alle 19, quando un gruppo di giovani si è impossessato di via Muricino, strada della città vecchia che sfocia in corso Vittorio Emanuele. Mentre tra allestimenti e viavai il centro storico si preparava per la prima delle tre serate dedicate al circo di strada, i ragazzi hanno cominciato a prendere a calci transenne e tubi (via Muricino è oggetto di lavori, come si vede dalla foto). Esasperati quanto “abituati” i commercianti della zona, mentre diversi passanti che a vario titolo vivono quotidianamente il centro storico dichiarano che si tratta sempre “dei soliti noti” che da molti mesi sono protagonisti di atti vandalici in quella zona. Alla fine l’episodio è stato segnalato a una volante della polizia che si trovava nei paraggi.

varco zona traffico limitato centro storico gallipoliGALLIPOLI. Ancora un mese di proroga per la zona a traffico limitato e per l’area pedonale nel centro storico di Gallipoli.  La Giunta comunale retta dal sindaco Stefano Minerva, di concerto con le associazioni dei residenti e dei commercianti, ha esteso la validità delle limitazioni sul traffico anche al periodo dal 1 al 30 ottobre prossimi e per quanto riguarda la Ztl (con accesso garantito solo ai residenti e autorizzati muniti dei nuovi pass rilasciati nel periodo estivo) sarà preservata la fascia mattutina libera per facilitare anche le operazioni di carico e scarico delle merci. La zona a traffico limitato, controllata sempre tramite il varco elettronico, sarà in vigore a partire dalle 10,30 del mattino e sino all’una di notte.  L’area pedonale invece, che riguarderà gran parte delle vie e delle piazze della città vecchia, viene prorogata nelle fasce orarie che vanno dalle 10 del mattino e sino alle 13 e dalle 16 sino all’una della notte.

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Gallipoli, centro storico senza auto3GALLIPOLI. Nuova raffica di ordinanze di sgombero per occupazione abusiva di suolo pubblico e di nuovo quasi tutte rivolte ad attività commerciali e di ristorazione del centro storico. In molti casi si tratta di sgomberi coatti, non avendo i diretti interessati rispettato la precedente ordinanza. Senza alcun titolo un esercizio commerciale di riviera Colombo ha non solo occupato spazio non suo ma ha anche violato il codice della strada. Sulla riviera Nazario Sauro, invece, un’attività di ristorazione ha fatto orecchie da mercante dopo l’ordinanza di fine luglio, tanto che a fine agosto era tutto come prima.

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turisti nel centro storico gallipoli (6)matteo-spadaGALLIPOLI. L’istituzione della zona a traffico limitato e dell’area pedonale nel centro storico, in vigore sino al prossimo 30 di Settembre, ha agitato i commercianti e imprenditori della città vecchia. Il tutto legato alla forma “estesa” del provvedimento, varato dal 1 maggio scorso, e che prevede l’istituzione della Ztl tutti i giorni e con orario h24 e l’area pedonale urbana frazionata nelle fasce orarie dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 2 di notte. Rispetto al recente passato quindi la zona a traffico limitato non lascia aperta la “finestra” mattutina di accesso libero a tutti i veicoli anche nel periodo estivo (lo scorso anno le restrizioni alla circolazione partivano dalle 10 del mattino sino all’una di notte). Un lasso di tempo utilizzato principalmente dalle attività economiche e commerciali per far accedere senza intoppi i fornitori e per procedere al carico e scarico delle merci.

Una situazione che ha subito messo in allarme la categoria dei negozianti del borgo antico che tramite il presidente dell’associazione dei commercianti, Matteo Spada (foto), hanno inoltrato una richiesta urgente all’indirizzo del commissario straordinario Guido Aprea e del comandante della polizia locale, Antonio Orefice, al fine di calibrare la nuova ordinanza.

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Gallipoli, centro storico senza auto3GALLIPOLI. Centro storico chiuso fino al 30 settembre agli automezzi privati. Il periodo in cui solo residenti, titolari di attività nella città vecchia, portatori di handicap e mezzi di soccorso vi potranno circolare è scattato dalla mezzanotte del 1 Maggio. Anche le categorie abilitate a circolare nel borgo antico però dovranno rinnovare i pass presso gli uffici dei vigili urbani. Non c’è nessuna limitazione per i veicoli elettrici. Viene fatta salva l’isola pedonale dell’arteria principale del centro storico, via Antonietta De Pace, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 2.

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fotoGALLIPOLI. Riapre alla circolazione il centro storico, interessato nella parte a nord di lavori di riqualificazione lungo la riviera. Cade il divieto di accesso e si torna a circolare con automezzi ma a certe condizioni. Dal 19 e fino al 31 marzo, il traffico limitato rimane infatti dalle 6 alle 17 di tutti i giorni, esclusi sabato e domenica. Nei fine settimana la circolazione non avrà limiti orari, semmai di velocità (20 km orari massimo). Nei giorni con traffico limitato è di conseguenza sospeso anche il doppio senso di marcia nel tratto di piazza Imbriani.

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Gallipoli, centro storico senza auto3GALLIPOLI. Sospese sette occupazioni di suolo pubblico per consentire il completamento di lavori di restauro, recupero e valorizzazione delle mura della città vecchia, nel tratto compreso tra il bastione S. Giorgio e il bastione S. Francesco, sulla riviera N. Sauro. Gli interventi devono essere eseguiti entro la stagione invernale “al fine di non incorrere nella revoca del finanziamento da parte della Regione Puglia”, come si legge nella determina a firma del dirigente comunale, ingegnere Giuseppe Cataldi. Si tratta in effetti di un finanziamento che viene da lontano (giugno 2008)  dell’importo complessivo di 2 milioni di euro, che ha dovuto attraversare varie fasi travagliate per via della dita vincitrice dell’appalto poi dileguatasi e infine rimossa dal Comune. La subentrante – la Restauri Resta srl di Bari –  ha accettato le stesse condizioni della precedente società. Le attività sospese in base al regolamento comunale per l’occupazione di spazi e aree pubbliche del 2013, sono bar, ristoranti, trattorie.

GALATONE. Via Caldarelle da tenere sotto controllo. È una segnalazione della sezione del Partito democratico quella che arriva al Sindaco Livio Nisi, ed al locale Comando della Stazione dei carabinieri, sollecitata da una residente che lamenta il degrado della stradina del centro storico (nella prima foto a sinistra), in particolare nel tratto che da via Colonna conduce verso via Armando Diaz. «Ogni giorno stazionano gruppi di ragazzini e in tarda serata di ragazzi più grandi, sempre più aggressivi, che lasciano per strada cartoni di pizza e rifiuti, nonché molti involucri di siringhe». Le foto scattate dalla signora, che ha più volte sollecitato il Sindaco tramite la posta elettronica, nonché le forze dell’ordine, non lasciano spazi a dubbi. «I cittadini di Galatone – dicono i Democratici – chiedono più sicurezza ed hanno pienamente ragione, non si può vivere in un paese dove le persone hanno paura ad affacciarsi al balcone. La invitiamo ad aumentare i controlli e a fare una passeggiata sul luogo».

La stessa signora che ha inviato la segnalazione fa, poi, notare, come a fine agosto due operatori ecologici, “su mia richiesta” abbiano ripulito la stradina dalle siringhe (foto sotto) ma che la sera c’erano a terra già altri tre involucri.

Piazza Salandra in una sera d’estate

Piazza Salandra in una sera d’estate

Nardò. Il rinato centro storico continua ad essere trafficato non dalle auto ma da idee, iniziative e turisti che animano piazze e vicoli. Al punto che adesso la polemica la si innesca al rovescio: c’è infatti chi teme che una “eccessiva” attenzione estiva per la città vecchia (concerti, rassegne e piani traffico ad hoc) possa penalizzare le marine, tenute troppo a digiuno di eventi. Ma la movida a Piazza Salandra e dintorni prosegue. Dopo l’attore Toni Servillo in piazza è stata avvistata la folta barba del maestro Beppe Vessicchio.
In questo clima di eterna festa si registrano alcuni aggiornamenti. A cominciare dal restauro del portale della chiesa di San Giuseppe, appena ultimato. I lavori sono stati curati da Diego Vitale e Maria Buongiorno. Dal portale della chiesa al portale telematico il passo è breve: Andrea Barone e Gianni Inguscio, rispettivamente di Nardò e Galatone, hanno appena lanciato “Napp”, un’applicazione gratuita, patrocinata dal Comune, per avere Nardò sullo smartphone. «L’obiettivo – scrivono gli ideatori – è quello di offrire un servizio utile sia ai residenti, che potranno essere aggiornati su eventi o news, e sia per i turisti, che avranno a disposizione un’area con punti di interesse culturali e di intrattenimento».

Registrata grande attesa per Niccolò Fabi il 27 agosto, concerto attorno al quale si è consumato una sorta di giallo. La serata infatti è stata dapprima annunciata come gratuita, poi con posto a sedere a 5 euro. Dopodiché un altro dietrofront, firmato dall’assessore Maurizio Leuzzi: «Per il concerto di Niccolò Fabi l’Amministrazione ha ritenuto utile prevedere un servizio di prenotazione e assistenza per i posti a sedere numerati, servizio curato dal responsabile del service. Tale servizio ha però ingenerato equivoci sulla effettiva gratuità del concerto. L’Amministrazione ha pertanto deciso di farsi carico anche di questa spesa aggiuntiva, così da rassicurare sulla totale gratuità del concerto». Sempre in Piazza Salandra, davanti al Sedile hanno fatto il loro “esordio” i nuovi bidoncini per la raccolta differenziata con rivestimento esterno in legno, che ben si sposano con i colori della città vecchia.

Dal centro storico a Santa Maria al Bagno, presso l’altra novità di questa estate: l’Acquario del Salento. «Da giugno ad oggi – spiega il biologo marino Marcello Posi – abbiamo avuto circa 6.200 visitatori: 30% neretini, 30% dalla provincia, 25% italiani e 15% stranieri. La struttura è aperta di venerdì, sabato e domenica dalle 19 alle 22. A settembre probabilmente gli orari saranno modificati. Siamo una start-up, ancora in rodaggio. Nonostante l’ingresso libero – conclude Posi – garantiamo alcuni servizi (visite, itinerari) e siamo stati tra i dieci siti più visitati di Puglia nei sabati di luglio».

porto-selvaggiopiazzaSalandraNardò. Centro storico e Parco di Portoselvaggio: i due “fuochi” da cui parte il rilancio turistico di Nardò e del suo territorio. Proprio puntando sui due suoi “gioielli” più preziosi, la città sembra aver indovinato, finalmente, la formula giusta per concretizzare, dopo decenni di tentativi vani, la tanto invocata vocazione turistica. Merito di alcuni amministratori comunali caparbi, dell’impegno di anni di tanti giovani operatori culturali, turistici e commerciali e anche dei cittadini che ora sembrano riuscire – anche se ancora lentamente – a collaborare nell’attuazione di idee importanti e “rivoluzionarie” come quella di chiudere al traffico il cuore del borgo antico. La rinascita del borgo antico, di piazza Salandra in particolare, da poche settimane divenuta una frequentatissima e suggestiva isola pedonale, teatro di eventi e concerti (ancora in corso, fino a settembre, il festival “Mediterraneo Insieme…”) infatti, sembra aver dato l’impulso definitivo alla decisione di giovani imprenditori neritini, di scommettere.

Ma c’è un secondo “polo” di attrazione che raddoppia le potenzialità turistiche di Nardò: il parco di “Portoselvaggio e Palude del Capitano”, l’area naturale già meta quotidiana, in estate, di migliaia di turisti che la raggiungono per immergersi nel mare della baia o della meravigliosa spiaggetta del “Frascone”, che è diventato luogo di cultura e spettacolo. L’affascinante cornice della Masseria Torrenova, il cuore del parco naturale, infatti, fa il palcoscenico a spettacoli musicali e teatrali, rassegne artistiche e laboratori esperienziali: prima, a luglio, il mini cartellone di “Puglia Green Hour 2015 – dal tramonto in poi”, progetto ideato dal Teatro Pubblico Pugliese, poi la rassegna “I Teatri di Torrenova” prodotta da TerramMare Teatro, conclusasi da pochi giorni; in attesa dell’appuntamento “clou” per il vasto pubblico, di giovani e meno giovani, con la tappa salentina del tour dei Negrita, il 16 agosto.
Oppure le iniziative del progetto di Potenziamento culturale del Sac “Arneo e Costa dei Ginepri” nella vecchia Casa del Capitano, restaurata e trasformata in un vero e proprio centro visite nell’area protetta, con punti di osservazione, dotato di forniture e allestimenti funzionali anche alla proiezione dei video-racconti del territorio e visite guidate. Dal Barocco alle bellezze naturalistiche e culturali del parco, passando per i paesaggi rurali dell’entroterra: la ricetta vincente del turismo a Nardò c’è.

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Mattinata del 10 agosto: operai installano finalmente l’ormai “famoso” (per quanto se n’è parlato) dissuasore

niccolo--fabi.jpg___th_220_220Nardò. E il centro storico si “gode” la discussa chiusura al traffico. Proprio in questi giorni gli operai sono al lavoro per installare il dissuasore elettronico all’ingresso di corso Vittorio Emanuele per impedire alle auto l’accesso in piazza Salandra. Un divieto finora regolamentato da semplici transenne, che talvolta qualche automobilista ha “garbatamente” spostato per passare, ignorando norme e prescrizioni. La polemica rimasta ancora in piedi riguarda “i tempi”: da più parti infatti c’è chi ritiene che la chiusura al traffico sarebbe stata utile solo dopo il trasferimento nel centro storico degli uffici comunali (operazione prevista per settembre) e aver migliorato i servizi necessari alla pedonalizzazione della piazza.

Se le polemiche non si placano, lo stesso si può dire della musica. Concerti e feste di piazza animano le serate estive e nuove attività aprono i battenti. O li riaprono, come nel caso dello storico “Caffè Parisi”, nel cuore di Piazza Salandra, che dopo anni di chiusura è stato restituito alla città lo scorso 5 agosto grazie all’intraprendenza di un giovane imprenditore neretino. Ma torniamo alla musica di “Mediterraneo insieme…”, tutta gratuita. Dopo i “Minimal Klezmer trio”, esibitisi davanti alla Chiesa di Santa Teresa l’11 agosto, il 13 è la volta della “Barcellona Gipsy Klezmer Orchestra” in piazza Salandra: si tratta di un collettivo con sede a Barcellona ma dalle origini più disparate (Serbia, India, Italia, Francia, Spagna, Grecia, Messico, Germania). Il 18 agosto invece un trio tutto neretino composto da Giuseppe Tarantino, Raoul De Razza e Marco Tuma suonerà davanti al sagrato della Chiesa di San Domenico su testi di Livio Romano. Il 20 agosto, di nuovo in piazza Salandra, si esibiranno i “Kerkim” e Maria Mazzotta per un progetto che prevede l’incontro tra il Salento e le altre culture musicali mediterranee. Il 25 agosto invece la Chiesa della Purità farà da sfondo alle “Lamedabarba”, quartetto siciliano che esegue musica strumentale di stampo italiano ed europeo, dal repertorio mandolinistico seicentesco al repertorio classico popolare di fine Ottocento e inizio Novecento. Il gran finale agostano il 27, con il concerto in piazza Salandra di Niccolò Fabi (a sinistra). Ultima curiosità: ad aver scelto Nardò per le vacanze estive è anche l’attore Toni Servillo, che in questi giorni alloggia proprio nella città vecchia. Insomma, un centro storico da Oscar.

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centro storico transennatoNardò. Pro loco, comitati e politici commentano la recente chiusura al traffico del centro storico. Plaude alla ztl Mimino Tondo, dirigente della “Pro Loco Nardò”: «Adesso infopoint e associazioni diventino il motore per farne una vetrina espositiva appetibile». Il comitato civico “Idee in piazza”, dopo il successo della passeggiata in bicicletta dello scorso 21 giugno, rilancia: «Prendiamo atto positivamente – scrivono tra gli altri Lele Pagliula e Norberto Pellegrino – dell’istituzione della ztl ma occorre completare la normativa urbanistica e igienico-sanitaria e far “sparire” dalla facciata dei monumenti i cavi Enel e Telecom. Sindaco, giunta e consiglio comunale vengano a “pedalare” con noi nel centro storico nei nostri prossimi appuntamenti». Per Alberto Calignano del movimento “Italia Unica” “occorre ora concedere sgravi fiscali a chi investe e intercettare fondi europei”. Il consigliere comunale Pippi Mellone definisce la chiusura al traffico “una misura condivisibile ma applicata tardi e male”: sarebbe stato meglio farla insieme al trasferimento degli Uffici comunali presso il Chiostro dei Carmelitani e la Pretura vecchia.
Intanto il 13 luglio l’assessore al Turismo Maurizio Leuzzi ha annunciato che verrà installato un solo varco elettronico, in corso Vittorio Emanuele, al contrario dei tre previsti inizialmente. Ad agosto infine si inaugura in piazza Salandra la “Vetrina del gusto”.

Riviera diaz bastione a rischio crollo gallipoliGALLIPOLI. Fino ad un certo punto è andato tutto bene, imprevisto compreso. Mentre erano nella fase finale i lavori di risanamento e restauro della baia della Purità, icona per eccellenza di Gallipoli considerato il largo uso che se ne fa su depliant, cartelloni, riviste, la Soprintendenza ai beni culturali ha chiesto alcune modifiche al progetto e il Comune ha ottemperato alle indicazioni.
Fatta la variante con l’utilizzo delle economie realizzate e chiuso l’originario cantiere aperto nel 2009 per un importo di 1 milione 238mila euro e rigurdante il Bastione San Benedetto e la punta nord della spiaggetta, si è proceduto a fare un nuovo contratto con il consorzio di imprese vincitore del bando, l’“Impromed” di Napoli; lo si è firmato il 4 ottobre 2013. Secondo quel documento ufficiale, la riviera Nazario Sauro avrebbe dovuto cambiare immagine nell’arco di sei mesi da quella data, dal Bastione San Giorgio all’incrocio con via Briganti. Doveva essere eliminato il cordolo che segue oggi le mura e realizzata una pista pedonale con dissuasori in ferro sul lato della strada e luci sul piano di calpestio per guidare i pedoni. Inoltre dovevano essere imbrigliate le acque piovane della zona per evitare l’effetto dilavamento della sottostante spiaggia.

Invece, un altro imprevisto ha mandato a gambe all’aria tutto quanto. I lavori stabiliti non sono mai iniziati; solleciti, diffide, verbali sulle inadempienze, ultimatum del Comune non sono serviti a nulla. Falliti tutti i tentativi, il Comune ha proceduto a sciogliere il contratto con “Impromed” il 17 marzo 2014; scorrendo la graduatoria dell’originaria gara, è stata individuata la ditta “Restauri Resta” di Bari, terza classificata, che ha accettato nel maggio scorso, dopo aver effettuato i non pochi adempimenti previsti in casi del genere. Nel frattempo il consorzio napoletano ha citato “per danni” il Comune davanti ai giudici del Tribunale civile di Lecce; L’Ente ha contrattaccato, evidenziando i danni alla propria immagine e il rischio di perdita dei finanziamenti.

Il problema – anzi, l’incubo per gli amministratori cittadini – adesso è proprio questo. La “Restauri Resta” era pronta a partire dall’1 giugno, ma come si può fare un intervento simile – che interessa sede stradale e aree date in concessione a ristoranti e bar? Allora si è deciso di rinviare tutto all’1 settembre. Ma – ammesso che ai primi di settembre non si presenteranno gli stessi problemi di inizi giugno – l’impresa ce la farà con i tempi? E sì, perché ora la spada di Damocle è apppesa al 31 dicembre. Entro quella data i lavori, previsti nell’arco di sei mesi, dovranno essere terminati, collaudati, rendicontati al centesimo alla Regione che con l’Ue ha concesso il finanziamento con un accordo di programma del 2005.

Una serie di interventi del Sindaco Errico e del tecnico che segue l’intricata matassa e il progetto con la corposa variante, l’ingegnere Giuseppe Carmone,  presso gli Uffici della Regione Puglia hanno sortito finora solo la proroga di un mese (dal 30 novembre al 31 dicembre, come si diceva). Sarà sufficiente questo piccolo slittamento dei termini o il Comune si vedrà ritirare il finanziamento? Errico è deciso e convinto:  «Ce la faremo, ce la faremo, ce la dobbiamo fare». In ballo 341mila euro.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...