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Il sindaco Nisi al taglio del nastro

Il sindaco Nisi al taglio del nastro

GALATONE.Un Centro socio-educativo diurno per venire incontro alle esigenze di una comunità che ne ha sempre più bisogno. Questo è “Casa Nazareth”, la struttura inaugurata domenica 16 novembre in via Lecce, gestita da una cooperativa sociale composta da numerosi volontari. «La mancanza effettiva sul territorio di questi centri ci ha spinti a crearne uno qui – dice Francesca Cicerello, tra i responsabili dell’iniziativa – ed essendoci molta richiesta stiamo per partire, non prima di aver stipulato le ultime convenzioni con l’ambito e aver sondato il territorio per capire di cosa le famiglie hanno realmente bisogno, e quali sono i disagi».

Il Centro sarà aperto a bambini e ragazzi dai sei ai 18 anni, e agirà con progetti educativi individualizzati e con piani stilati da uno psicologo in base alle esigenze di ognuno, soprattutto in virtù del fatto che l’obbiettivo è accogliere, naturalmente, bambini con difficoltà e capacità limitate, o comunque con gravi carenze a livello sociale.
Tante le attività che saranno avviate: fondamentali saranno l’assistenza e l’aiuto all’assolvimento dei doveri scolastici; poi le iniziative sportive e i tanti laboratori ludico-espressivi, da quelli manuali come il bricolage, fino al teatro e alla danza. Molti i volontari che in diversi modi sostengono il centro, anche con un gruppo di preghiera. Il sindaco Livio Nisi e l’assessore alle politiche sociali Annamaria Campa hanno inaugurato la struttura con il rituale taglio del nastro.

MATINO. Il centro socio educativo “L’Albatro” ha compiuto dieci anni. Per festeggiare l’importante traguardo, i ragazzi ospiti della struttura si sono messi in gioco con “Attori per una sera” (foto) frutto di circa un anno e mezzo di lavoro, fatto di piccole conquiste, soddisfazioni e traguardi che pian piano diventano sempre più grandi e che si riassumono nelle esibizioni proposte dai ragazzi e realizzate con la guida degli operatori del centro.
«Ogni esibizione racchiude un messaggio, che vogliamo trasmettere attraverso le capacità dei ragazzi – spiega la presidente della cooperativa Irene Piccinno (foto accanto) – e soprattutto vogliamo far capire che l’integrazione è possibile. Tutti possono trovare una propria collocazione, imparando a confrontarsi non solo con i propri limiti, ma anche con le proprie possibilità».
È questo lo scopo dei vari sketch presentati: “Le mani parlano”, basato sulla comunicazione non verbale che può essere compresa da tutti; il “Coro delle mani bianche” e “Grease” spettacolo simbolo della ribellione giovanile degli anni ’50 e che per i ragazzi si traduce nello slogan “Noi non siamo come credete, siamo molto di più!”.

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