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«Il rustico è stato interamente completato: ora rimangono da fare l’impianto elettrico, il riscaldamento ed i servizi igienico-sanitari; entro un paio di mesi, quasi certamente sarà tutto completato»: questo il quadro che fa monsignor Piero De Santis, parroco della cattedrale di Gallipoli, proprietaria dei locali che ospiteranno a breve la mensa della solidarietà. Di 160 metri quadri, 40 posti, con ingresso da via C. Muzio, la struttura si compone di un’ampia sala,  un disimpegno, servizi igienici, cucina e dispensa. «Siamo oramai prossimi ai nastri di partenza” – esordiscono ad una sola voce don Santo Tricarico ed il diacono prof. Antonio Camisa (quest’ultimo con  specifica esperienza ventennale in quel di Parabita), intenti a esaminare progetti e preventivi.

Sempre a Gallipoli l’associazione di volontariato onlus “Casa della Carità S. Francesco d’Assisi” ha intanto aperto, in piazza Imbriani 19 il “Centro di ascolto” cittadino e interparrocchiale. Sottolinea Camisa: «Il nostro vescovo Fernando Filograna si sta impegnando in prima persona, pur di assicurarci, mediante la Caritas nazionale, gli acquisti delle suppellettili mancanti, ma anche per far partire un corso di formazione per i nostri operatori. Ascoltare, infatti, non significa solo prestare attenzione all’interlocutore o assicurargli la dovuta assistenza, ma anche farsi suo prossimo e condividere  dall’”interno” le sue stesse problematiche:  nulla può essere lasciato al caso, o all’improvvisazione». «Qualche  mese e con l’aiuto di tutti – conclude don Santo – manterremo  gli impegni. Le emergenze non possono più aspettare».

La Mensa a Nardò è in funzione da circa un anno presso il seminario vescovile. Fa fronte anche alle esigenze elementari dei mifranti, spesso super sfruttati e con casi di riduzione in schiavitù. Inoltre la diocesi Nardò-Gallipoli ha avviato da circa due anni il “prestito della speranza” per giovani e famiglie in difficoltà o con qualche piccolo progetto di lavoro. Per problemi con le banche, il servizio è stato interrotto nella scorsa primavera ma presto riprenderà con una nuova convenzione con una banca. Per il Banco alimentare gruppi mobilitati un po’ dappertutto (nella foto sopra volontari di Tuglie)
Sono gli enti come questi che fanno da canali di smistasmento agli aiuti, diventati sempre più indispensabili all’ormai settimo anno di crisi – gli aiuti istituzionali, europei e nazionali, a chi ha perso un lavoro, è senza reddito, o ne ha uno assai inadeguato rispetto alle bisogna.

Il 24 novembre il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha incontrato al Palazzo dell’Agricoltura a Roma una delegazione degli Enti caritativi, che collaborano nell’attuazione del Piano alimentare di sostegno agli indigenti. Presenti all’incontro i rappresentanti della Fondazione Banco alimentare, della Caritas italiana, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Banco delle opere di carità, Croce rossa italiana, associazione “Sempre insieme per la Pace. C’è stato quindi  un aggiornamento sulla fornitura di 45mila tonnellate di prodotti acquistati da Agea su delega del Ministero del lavoro e con l’indirizzo del Mipaaf, utilizzando i 36,7 milioni di euro di anticipo da parte del Governo nazionale delle risorse del Fondo europeo di assistenza agli indigenti. Con le gare svolte si è potuto acquistare oltre 15mila tonnellate di latte,  6mila tonnellate di polpa di pomodoro, quasi 5mila tonnellate di olio di semi e 1.740 tonnellate di formaggi Dop. Per tutti questi prodotti  sono state esaurite le procedure amministrative necessarie e nei prossimi giorni inizieranno le consegne. In via di completamento la consegna di 17mila tonnellate di pasta e farina acquistati con l’impiego dei soldi per il 2014 del Fondo nazionale di aiuto agli indigenti.

Ha collaborato Amleto Abbate

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