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PARABITA. Quando si provano emozioni e sentimenti lesivi per la propria serenità, tali da diventare morbosità e patologia, riconoscerli è il primo passo per venirne fuori. A Parabita, il centro antiviolenza “Il Melograno”, gestito dalla cooperativa “S. Francesco” in convenzione con l’ l’Ambito territoriale sociale di Casarano (sono coinvolti anche i comuni di Matino, Taurisano, Collepasso, Ruffano e Supersano)  è dal 2012 un centro di ascolto e protezione per donne e minori vittime di violenza. Abusi non solo fisici ma anche psicologici, manipolazioni affettive familiari e di coppia, relazioni disturbate e disturbanti, umiliazioni e soprusi nelle mura domestiche. Amori frutto dell’incapacità d’amare, figli di pericolosi disturbi della personalità, vissuti come serbatoi di rifornimento narcisistico in un gioco di specchi che può diventare feroce e spietato.

La denuncia degli orrori subiti, quando si sconfina nel penale, non è il presupposto per la propria liberazione. È già una conquista. Il percorso di liberazione dalle trappole affettive è lento e doloroso, deve intervenire sulla passività e sulla cieca complicità della vittima, aiutandola a capire il trauma, e ha speranze di riuscita solo se incanalato da specialisti e tecnici del settore come quelli disponibili nella struttura di via Padre Stomeo. Di concerto con scuole, consultori e altre realtà già operanti, il Cav fornisce in modo anonimo e gratuito assistenza psicologica e legale, trattamenti terapeutici, percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. A disposizione per i casi più gravi, anche una casa rifugio dove trovare protezione e riparo.

Violenza-bambini genericaSANNICOLA. Il patrigno lo picchiava e minacciava di morte mentre la madre assisteva, senza far nulla. Questo quanto accertato anche dalla recente sentenza con la quale la Corte d’Appello di Lecce ha confermato le condanne a carico di una coppia di conviventi di Sannicola: per violazione degli obblighi di assistenza familiare e maltrattamenti in famiglia, alla madre sono stati inflitti tre anni di reclusione ed al suo compagno nove. Vittima degli episodi un bambino di appena cinque anni che, tra il 2006 e il 2007, subì violenze (fisiche e morali) dalla coppia di Sannicola (oggi 36 anni la madre, 34 il compagno), già condannata in primo grado (i legali dei due hanno, comunque, preannunciato il ricorso in Cassazione). La coppia venne pure arrestata nel febbraio del 2007 in seguito all’indagine condotta dai carabinieri che portò alla luce episodi a dir poco raccapriccianti. Il piccolo fu addirittura ricoverato in ospedale dove gli venne indicato un periodo di cura di 40 giorni in seguito alle ustioni provocate dall’acqua bollente. Queste, e altre, erano le sevizie alle quali veniva sottoposto, come accertarono poi le indagini. Alle minacce verbali seguirono, infatti, vere e proprie torture con schiaffi, calci e morsi: le minacce diventavano più cattive e insistenti quando l’uomo chiedeva al bambino se la madre si incontrasse con altri. La recente sentenza (le motivazioni verranno rese note tra due mesi), oltre a confermare la sospensione della potestà genitoriale nei confronti della donna, prevede un risarcimento in favore del minore da corrispondere al suo curatore speciale.

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NARDÒ. Un Centro per la famiglia, una équipe multidisciplinare per affidi e adozioni, un’altra per abusi e maltrattamenti, una porta unica d’accesso: questi i servizi in arrivo in città grazie ad un protocollo d’intesa tra Comunità di San Francesco di Parabita, dove gestisce il centro antiviolenza comprensoriale “Il Melograno”, l’Asl, l’Ambito territoriale sociale 3 di Nardò, il Comune neretino rappresentato dal Sindaco Marcello Risi e dal vicesindaco Carlo Falangone, che è anche presidente dell’Ambito territoriale sociale. L’accordo, firmato il 15 settembre scorso, si concretizzerà entro il mese di ottobre e avrà la sua sede al secondo piano dell’ala sud-ovest del presidio territoriale sociosanitario, ex ospedale (foto).
«In particolare il Centro per la famiglia avrà come obiettivo la promozione del benessere delle famiglie, in un’ottica non solo di intervento in momenti di criticità attesi, ma anche di prevenzione, di tutela dell’equilibrio e di aiuto alla normalità delle persone», si legge in una nota diffusa dalla dottoressa Moira Fusco della Comunità San Francesco. «Il Centro offrirà anche – prosegue la nota – il proprio know how e l’apporto di uno staff multiprofessionale in grado di trasferire buone prassi e modelli operativi già sperimentati sul territorio regionale». Probabilmente propedeutico a questo accordo è stato anche il convegno del 12 scorso a Parabita presso la sede della comunità dal titolo “Da oggetti di tutela a soggetti autodeterminati” basato sulla legge regionale n. 29 del 4 luglio scorso.

da sinistra il presidente Gabellone, l'assessore provinciale Fernanda Metrangolo, i sindaci di parabita e Casarano, Cacciapaglia e Stefàno, il direttore del Distretto Aldo Schiavano

da sinistra il presidente Gabellone, l’assessore provinciale Fernanda Metrangolo, i sindaci di parabita e Casarano, Cacciapaglia e Stefàno, il direttore del Distretto Aldo Schiavano

PARABITA. Uno staff qualificato ed una linea telefonica di pronto intervento attiva 24 ore su 24 per prevenire e combattere ogni forma di violenza e maltrattamento su donne e minori. Sono alcuni dei servizi offerti dal Centro antiviolenza “Il Melograno” in via Stomeo (zona 167), gestito dalla cooperativa “San Francesco” ed ora in convenzione con l’Ambito territoriale sociale di Casarano. I due enti, è stato spiegato nella recente conferenza dei servizi convocata per illustrare il protocollo d’intesa appena sottoscritto, lavoreranno fianco a fianco per creare una rete di prevenzione e contrasto a femminicidi, stalking, bullismo e ad ogni forma di sopraffazione che troppo spesso incancrenisce la vita di donne e minori.

Il Centro, attivo a Parabita dal 2012 sotto la direzione della dottoressa Antonia Cairo, ha già effettuato oltre 60 interventi ed altrettanti percorsi psicoterapeutici su vittime di maltrattamenti provenienti da ogni parte del tacco d’Italia. Del totale delle consulenze, 37 sono state su accesso spontaneo dell’utente e 23 su richiesta dei servizi territoriali dell’Asl. Taurisano il Comune più presente, con otto interventi effettuati. A seguire, Presicce, Ugento e Casarano. «Parabita è crocevia geografico tra l’asse Gallipoli-Otranto e Casarano-Maglie, e pertanto – ha ricordato il sindaco Alfredo Cacciapaglia- il posizionamento del Cav ha anche un’importanza strategica per raggiungere tutto il bacino del Sud Salento».

Entusiasta anche il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e l’assessore provinciale al ramo Fernanda Metrangolo. «Nonostante i servizi sociali siano tra i primi a subire i tagli delle amministrazioni in tempi di razionalizzazione delle risorse, non si poteva fare marcia indietro su un male di così stringente attualità», ha affermato Gabellone. «Dobbiamo essere sentinelle attente ai disagi altrui per evitare che questi fenomeni riempiano le pagine dei giornali come quotidianamente succede», ha aggiunto il sindaco di Casarano Gianni Stefano, al contempo presidente dell’Ambito territoriale sociale.

Di concerto con le scuole, i consultori e altre realtà già operanti, il Cav fornirà, in modo totalmente gratuito, assistenza psicologica e legale, trattamenti terapeutici, percorsi di reinserimento sociale e lavorativo alle vittime, e, dove possibile, anche rieducazione e recupero degli aguzzini. A disposizione per i casi più gravi, anche una casa rifugio dove trovare protezione in modo anonimo e sicuro. Il centro sarà aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12 e il mercoledì dalle 15 alle 19.

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inaugurazione centro antiviolenza sannicola nov 2013 (2)

da sinistra la criminologa Roberta Bruzzone; la psicologa Beatrice Sances (dirigente del Consultorio familiare di Gallipoli); il sindaco di Gallipoli Francesco Errico; il sindaco di Sannicola Mino Piccione.

SANNICOLA. È stato finalmente inaugurato, lo scorso 26 novembre, il Centro antiviolenza in via Collina, presso la “Cittadella della salute”. Alla presentazione del nuovo servizio integrato dell’Asl erano presenti: la criminologa Roberta Bruzzone; la psicologa Beatrice Sances (dirigente del Consultorio familiare di Gallipoli); il sindaco di Gallipoli Francesco Errico; il sindaco di Sannicola Mino Piccione. Il servizio antiviolenza sarà presto operativo, come garantito dai due sindaci.

citta della salute sannicola

SANNICOLA. Grandi aspettative per il nuovo servizio integrato antiviolenza della Asl presso la “Cittadella della salute” di via Collina a Sannicola. Martedì 26 alle 16 il taglio del nastro ad opera del sindaco Cosimo Piccione, il presidente dell’Ambito sociale e sindaco di Gallipoli Francesco Errico, e il direttore del distretto socio-sanitario Roberto Vergaro.

Alle 18, invece, a Gallipoli presso il centro convegni dell’Ecoresort “Le Sirenè”, vi sarà l’incontro dal tema “Contro l’abuso e il maltrattamento su donne e minori. L’impegno delle istituzioni e dell’ambito sociale di Gallipoli”. In questa occasione una serie di relatori si alterneranno, tra cui i due sindaci di Sannicola e Gallipoli e l’assessore ai servizi sociali Petrachi di Sannicola con il coordinamento del vicesindaco di Gallipoli Antonella Greco.

Prenderà la parola Elena Gentile, assessore regionale alle Politiche sociali; Filomena D’Antini, assessore provinciale alle Pari opportunità; Roberto Vergaro, direttore del distretto socio-sanitario; Maria Caiffa, responsabile dell’ufficio di Piano; Alessia Ferreri, consigliera di Parità della Provincia; infine Antonia Cairo, presidente del centro antiviolenza “Il Melograno”. Ospite d’onore sarà la psicologa forense e criminologa Roberta Bruzzone.

 

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