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CENTANARIE GALLIPOLI

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GALLIPOLI. «La mia vita? Un vero e proprio romanzo». Esordisce così Addolorata Carichino quando le chiediamo di raccontarci la sua storia. Minuta, occhi vispi e un carattere da vendere, nonna Addolorata – per tutti solo “Vata” – compirà 101 anni il prossimo 27 marzo. Secondo i dati rilasciati dal Comune di Gallipoli, è una dei dieci ultracentenari residenti nella Città bella. «Ho 12 figli, 38 nipoti e 45 pronipoti», racconta con fierezza mentre ricorda il marito Salvatore, perso a causa di una malattia e conosciuto quando aveva 16 anni.
«D’estate veniva in vacanza a Gallipoli e soggiornava in una casa vicino alla mia, dove ogni sera si ballava sulle note di una musica suonata da un grammofono. Una volta mi intrufolai e Salvatore mi invitò a ballare. Non sapevo come si facesse, gli pestavo sempre i piedi – ricorda con un sorriso – e da allora non ci siamo più lasciati. Poi sono venuti i figli. L’ultima, la mia Rita, l’ho avuta a 46 anni», racconta Vata. «Li ho partoriti tutti in casa. Prima in ospedale ci andavi solo se eri in fin di vita, non come adesso», sottolinea.

Nella sua storia non mancano certo i ricordi degli anni bui dei conflitti mondiali. «Io di guerre ne ho viste due. Facevamo la fame. Mussolini venne a Gallipoli, chiedeva l’oro per la patria. Gli diedi l’unica cosa che avevo, la mia fede nuziale, sperando in un futuro migliore. In cambio, mi mise al dito un anello di bronzo ma nulla mutò». Oggi, a chi chiede quale sia il suo elisir di lunga vita risponde senza indugi: «L’amore incondizionato per la mia famiglia. È questa l’unica cosa che conta».
Anche Antonia Caiffa ha vissuto a cavallo tra le due guerre ma non sempre a Gallipoli. Rimasta vedova molto presto, dopo un lungo soggiorno a Torino tornò nella città salentina dove trascorse gran parte del suo tempo tra stoffe e ricami, facendo del suo mestiere un’arte.

Nonna Antonia, che a breve compirà 109 anni, detiene un record: è la donna più longeva del Salento, la seconda in Puglia e la terza in Italia. «Non se la sente di parlare, magari per il prossimo compleanno», si scusa la nipote Luana che la accudisce con amore. Attendiamo la sua prossima festa: magari ci farà conoscere il suo personale segreto per una vita così duratura.

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...