Home Tags Posts tagged with "castello otranto"

castello otranto

Otranto – Nuovo appuntamento con i “Cantieri aperti” promossi dall’Ordine degli architetti della provincia di Lecce. Sempre allo scopo di illustrare e comprendere le scelte operative e gli interventi di recupero e di valorizzazione di alcuni tra i più interessanti beni storici del Salento,  l’Ordine professionale si da appuntamento sabato 21 aprile, alle 10, nella Torre Matta e nei sotterranei del Castello aragonese di Otranto. La visita viene accompagnata dalla voce dei professionisti che hanno condotto, guidato e coordinato i lavori di restauro e di valorizzazione. Insieme all’equipe del progetto vi sarà il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Michele Tenore, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Lecce Rocco De Matteis, ed i consiglieri dello stesso Ordine Antonio Zunno e Sergio Pacella che hanno curato l’iniziativa. La Torre Matta  venne edificata in seguito al lavoro di ricostruzionme della cinta muraria dopo la distruzione della cortina medievale di Otranto nel 1480. In particolare, la Torre circolare aragonese fu inglobata all’interno di un bastione quadrangolare nel ‘500 per migliorare l’efficienza balistica dell’intero sistema difensivo. «L’intervento di recupero, finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali, si è sviluppato – fanno sapere  i promotori – come un vero e proprio percorso capace di fare i conti fino in fondo, e con esito esemplare, con la natura del luogo e soprattutto con quello che nel corso dei lavori emergeva». L’iniziativa, già avviata con le visite al Palazzo Marchesale di Melpignano, al Castello di Ugento e presso la  basilica di Santa Croce a Lecce, proseguirà il 5 maggio al Palazzo Baronale di Tiggiano.

mostra enrico muscetra a otranto 2015Fino al 30 settembre sarà possibile entrare in sintonia con “I Luoghi dell’assenza” (nella foto il manifesto della mostra) di Enrico Muscetra al Castello di Otranto. Fa uno strano effetto la parola “assenza” in un luogo (Otranto) e in un periodo (l’estate) in cui domina la”presenza”, in cui conta esserci. All’improvviso il visitatore dal turbinio di colori e bagliori fuori dalle mura si trova proiettato in una dimensione diversa, anticipata da due sculture, maestose e solenni, poste quasi a guardia. «Attenzione, da qui inizia il processo di sottrazione della materia», sembrano dichiarare ad alta voce i vuoti che sottolineano una materialità vissuta ma non accettata mai completamente e poi quasi rifiutata. Dal processo di sottrazione partono tutti i tentativi di una ricerca che punta diritta… al cuore. Ed eccoli i cuori pieni di colori, rossi , ma non solo, ecco i volti spettrali, senza vita. Perché tocca a chi guarda dargli vita. Si alternano nella stanza non troppo grande, ma densa di segnali e stimoli, volti di fantasmi senza lineamenti, cuori che “battono”. Sarebbe ingenuo caricare di messaggi il colore che è tanto più forte quanto più l’artista (originario di Alezio) vorrebbe farne a meno. Perché anche il colore, lungi dal sottolineare una “presenza”, tende in realtà ad essere un segno di quella assenza che in Muscetra ha provocato sin da giovane “smarrimenti” e “orrore”.

A iniziare da quella percepita per prima, quella del padre. I volti “assenti” nascono proprio dallo smarrimento e dalla consapevolezza dell’annientamento dei volti amati. Il prezzo dell’assenza è la solitudine. Il cuore è un riccio con gli aculei che proteggono e difendono, ma che tengono lontani gli altri, sicché la realtà è “l’impossibilità di essere se stessi e insieme gli altri”. Ma la ricerca dell’artista va ancora oltre. L’assenza e i vuoti sono universali, da decenni ormai la società occidentale vive l’assenza di punti di riferimento fondamentali per vivere. La rinuncia alla storia o meglio la mancanza di memoria della storia provoca vuoti paurosi.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...