Home Tags Posts tagged with "Castello di Ugento"

Castello di Ugento

Ugento – Fa tappa al Castello di Ugento, sabato 10 aprile, l’iniziativa “Cantieri aperti: officina dell’architetto”. Si tratta di un progetto promosso dall’Ordine degli architetti della provincia di Lecce già avviato a Melpignano lo scorso 24 marzo quando è stato “visitato” il Palazzo Marchesale De Luca. Si tratta di un viaggio lungo alcuni dei più interessanti beni storici e architettonici del territorio raccontati dalla voce dei professionisti che hanno condotto, guidato e coordinato i lavori di restauro e di valorizzazione. L’appuntamento, riservato agli iscritti all’Ordine professionale, è alle ore 10 presso il una giornata scandita da una lectio nella sala convegni, corredata dalle immagini dei lavori, e da un tour all’interno di quello che è ritenuto , a giusta ragione, uno tra i più importanti castelli di Terra d’Otranto, edificato su resti messapici, probabilmente riedificato in età romana, rimaneggiato in età normanna e successivamente distrutto e poi ricostruito e, dal 1643, di proprietà della famiglia D’Amore. A guidare il tour saranno gli architetti Vincenzo Guadagno ed Enrico carafa, la professoressa Rosa Carafa, l’ingegnere Massimo Toma, il sindaco Massimo Lecci e il proprietario del castello Massimo d’Amore.

I promotori «“Cantieri aperti” – affermano i curatori del progetto, gli architetti Antonio Zunno e Sergio Pacella – ha come obiettivo quello di ampliare il background conoscitivo e formativo degli architetti con visite guidate in quei cantieri che, più di altri, in questi anni hanno contribuito in modo significativo al dibattito architettonico in relazione al recupero e alla valorizzazione dei beni che rappresentano il patrimonio storico e culturale del nostro territorio. “Toccare con mano” le scelte operative secondi criteri e procedure di intervento, queste la parola d’ordine delle visite guidate, nel corso delle quali verranno approfonditi temi come restauro, consolidamento, recupero funzionale, con una analisi dei materiali e delle tecniche d’intervento». «In questi anni – aggiunge Rocco De Matteis, Presidente Ordini degli Architetti di Lecce – il Salento è diventato un vero e proprio laboratorio a cielo aperto e gli interventi sulle architetture e sui beni storici, oltre a moltiplicarsi, offrono spunti interessantissimi di riflessioni e di analisi».

Le prossime date L’iniziativa proseguirà il 14 aprile alla basilica di Santa Croce di Lecce, il 21 alla Torre Matta e presso i sotterranei del Castello di Otranto, il 28 presso il santuario del Crocefisso di Galatone. A Maggio il 5 al Palazzo Baronale di Tiggiano, il 12 i nuovo a Santa Croce di Lecce, il 19 al Parco archeologico di Muro Leccese e il 26 presso la Cripta della Consolazione di San Cassiano. Chiusura a giugno con la nuova visita, il 9, alla basilica di Santa Croce a Lecce ed il 16 a Melendugno presso l’Area archeologica di Roca.

 

Castello-di-Ugento-5-marzo-2015---2-(2)UGENTO. «Convenzione-capestro». Così il consigliere di opposizione Angelo Minenna definisce l’accordo sottoscritto tra il Comune e i proprietari del castello (foto). «La fruizione – scrive Minenna al Ministero e alla Soprintendenza – sembra essere riservata esclusivamente alle visite guidate», per le quali si fa riferimento ad accordi da sottoscrivere non oltre trenta giorni prima dall’accesso. Dubbi anche sugli aspetti legati alla proprietà dell’immobile: «Non viene menzionato alcun diritto di prelazione da parte del Comune e si dice anche che al termine del periodo di efficacia del contratto o nell’ipotesi di inadempimento della parte pubblica, la parte privata acquisirà a titolo gratuito tutte le opere effettuate anche con il concorso del Comune. Questa misura – continua – comporta l’esposizione del Comune senza garanzie alla volontà del privato».

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

by -
0 1086

Castello UgentoUGENTO. “Né abuso né sequestro sul Castello di Ugento”. A rettificare la notizia diffusa ieri dai carabinieri in merito ad alcune “modifiche non autorizzate” sull’immobile risalente al XII secolo, dichiarato di particolare storico-culturale, sono intervenuti Massimo Fasanella d’Amore, proprietario del Castello, l’architetto Rosa Carafa, della Direzione dei lavori di restauro dell’immobile, e lo stesso Comune di Ugento. Il sequestro probatorio disposto in seguito alle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari insieme ai militari della Compagnia di Casarano avrebbe, dunque, riguardato un’abitazione privata sita nelle vicinanze del Castello, tra via d’Amore e via Porta Paradiso, e non lo stesso Castello. L’intervento in questione riguarda la realizzazione di un locale adibito a centrale termica che avrebbe apportato delle modifiche al prospetto frontale e laterale del Castello tanto da far scattare il sequestro delle opere. «Si tratta di un fermo dei lavori che nulla ha a che fare con i progetti di restauro che nello specifico interessano il castello di Ugento e di conseguenza nessuna responsabilità è stata imputata alla società che sta eseguendo i lavori di restauro dell’immobile, né ai privati comproprietari del Castello, né tantomeno al Comune che, se i fatti verranno confermati, si configurano invece come parti lese della vicenda», si legge in una nota di Palazzo di Città. Stesse precisazioni anche da parte di Fasanella d’Amore e dell’architetto Rosa Carafa i quali specificano come anche le aree limitrofe al Castello sono vincolate ai sensi del decreto ministeriale del 22 agosto 1994 e come tali sottoposte alle limitazioni prescrizioni dettate dalla Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio. I sigilli in questione sono scattati in seguito alle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio culturale di Bari insieme ai militari della Compagnia di Casarano nell’ambito di un’azione finalizzata a contrastare il fenomeno della realizzazione di opere illecite su edifici di interesse storico culturale.

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...