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castello angioino gallipoli

il Castello angioino di Gallipoli

il Castello angioino di Gallipoli

GALLIPOLI. Ampliare le attività all’interno del castello Angioino aprendo anche un bar e servizio ristoro per la somministrazione di alimenti e bevande: questo aveva “concesso” in un primo momento l’Amministrazione comunale, con apposita delibera di Giunta, dopo avere sottoscritto un apposito accordo con la società Orione srl che gestisce il maniero. Poi Sindaco e Giunta hanno deciso di sospendere gli effetti della nuova convenzione integrativa con i gestori considerando che “la modifica richiede allo stato attuale un ulteriore approfondimento”. Il servizio di somministrazione di alimenti e bevande infatti non era contemplato tra gli accordi indicati nell’atto originario e nell’accordo integrativo successivamente sottoscritto con la Orione; in quegli accordi del 2013 però tra le attività aggiuntive si inseriscono un book shoop e anche un generico “punto ristoro”. Non ai tratterebbe comunque di un bar-ristorante vero e proprio che richiedono il rilascio di nuove licenze. La “Orione” aveva presentato anche un Scia nel marzo scorso per avviare un bar-ristoro (utilizzando anche l’attrezzatura fornita dal Comune e ottenuta con il progetto del Sac per il cycling cafè), ora ritenuta irricevibile dagli uffici comunali dopo il ritiro delle delibera. Sulla vicenda Gallipoli Futura, dopo aver richiesto l’accesso agli atti, ha contestato fortemente la decisione con una denuncia pubblica invitando anche enti, istituzioni e magistratura a fare chiarezza.

GALLIPOLI. Punto di partenza per realizzazione del pieghevole “Da Gallipoli a Fulcignano con Carlo d’Angiò” è stato il progetto “Per torri e castelli” coordinato dai docenti: Anna Lucia De Pascalis, Oronzo Di Bella, Anna Rita Serio, Maria Consiglia Mercuri, Francesco Manni, Luigi Fedele dell’Istituto “Vespucci” di Gallipoli. Lo scopo era quello di fornire agli studenti input, conoscenze, strumenti per riflettere sul loro futuro professionale orientandoli verso nuove forme di sviluppo aziendale il cui punto di forza potrebbe essere il turismo rurale.  Da qui la necessità di conoscere in diretta il territorio, anche con una escursione sui luoghi interessati, primo essenziale step nell’ambiziosa, ma possibile, idea di fare azienda valorizzando il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico che il Salento offre. Il castello angioino di Gallipoli, l’architettura contadina medioevale dei “Furnieddhi”, le antiche masserie e il castello di Fulcignano, presente dal XII secolo nel territorio di Galatone, hanno indicato la strada per uno studio storico, folkloristico, eno-gastronomico volto alla scoperta del medioevo salentino. Poi, le competenze informatiche dei nostri studenti, hanno permesso la realizzazione di una guida con un percorso cicloturistico. Inoltre gli allievi hanno realizzato un plastico in cartapesta del castello di Fulcignano in scala 1:100. “Siamo solo alle prime fasi di un progetto – dice la prof.ssa De Pascalis –  che speriamo porterà alla costituzione di una cooperativa, i cui componenti ovviamente saranno solo studenti del Vespucci e alla creazione di una start up”.

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GALLIPOLI. È un Castello angioino in bilico tra storia e arte contemporanea quello impresso negli scatti di Alessandro Magni. Nelle immagini dell’antico maniero visto dall’alto si può ammirare il “Terzo Paradiso”, l’installazione allestita nella piazza d’Armi in occasione della mostra di Michelangelo Pistoletto: al centro è stato posto un grande ceppo di ulivo dentro al quale germoglierà un ulivo neonato. L’opera è dedicata dal maestro al Salento come segno di “soluzione e rinascita” a fronte dell’epidemia che affligge gli ulivi. La mostra dell’artista protagonista del movimento dell’Arte Povera sarà aperta al pubblico fino al 27 settembre.

gallipoliGALLIPOLI. Il Castello angioino di Gallipoli si prepara a ospitare di Michelangelo Pistoletto, in mostra dal 4 giugno, e all’appuntamento con il Premio Barocco, in programma du giorni dopo. Prosegue intanto la mostra “Gallipoli, l’isola della Pasqua”, inaugurata lo scorso 26 marzo, il giorno prima della processione dell’Addolorata. Nella giornata del 1° maggio, dalle 10 alle 20, le sale dell’antico maniero accoglieranno turisti e visitatori per un viaggio alla scoperta dei riti della Settimana Santa nella città jonica con un’esposizione di paramenti religiosi, troccole, lanterne e vari cimeli provenienti dalle collezioni delle varie confraternite. Ad arricchire la mostra, aperta fino a domenica 10 maggio, anche una selezione di fotografie di Michele Esposito, scattate durante le ultime processioni della Settimana Santa.

 

GALLIPOLI. L’”Oro d’Italia” ha concluso il suo percorso a caccia delle eccellenze datato 2015 a Gallipoli, l’epicentro dell’attacco del batterio Xylella alla olivicoltura salentina e pugliese. La sfida ad una malattia che non nuoce alla qualità bensì alla quantità, in una annata già difficile, è stata lanciata dal concorso nazionale e dalle 228 aziende produttrici di extravergine, di cui 91 “blend” e 137 monovarietali.
L’alto livello del liquido dorato premiato nella tre giorni gallipolina – tra biologici, Dop, Igp, estremi cioè prodotti oltre il 45° parallelo – è stata proprio una bella boccata d’ossigeno e una buona dose di speranza per il futuro. L’hanno sostenuta questa ventata di ottimismo anche le aziende salentine premiate nelle varie sezioni: tra i monovarietali (ogliarola salentina) premio speciale all’azienda “Li Fani” di Salvatore Sergi tra Presicce e Salve, “Terra Nostra” di Ugento (Cellina di Nardò); nella categoria fruttato leggero azienda Giovanni Ponzo di Presicce; il frantoio oleario di Giovanni Melcarne di Gagliano del Capo.
Dal 17 al 19 aprile comunque le occasioni per valizzare e apprezzare l’olio italiano e pugliese sono state numerose, dal convegno sulla ricerca a cura di Unaprol, all’Assaggiatore Day con oli mediterranei a confronto, al momento di assaggio guidato agli extravergini nel salone del Bellavista Hotel, con la collaborazione degli studenti del “Bottazzi” di Casarano che hanno curato il laboratorio di cucina “Olio di Gomito” e con quelli del “Quinto Ennio” di Gallipoli, che hanno elaborato un filmato in tema.

La manifestazione è stata promossa dall’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari, in collaborazione con la Federazione provinciale Coldiretti, il Cea  “Posidonia” di Ugento e il Laboratorio esperti e assaggiatori, ha acceso i riflettori sulle più importanti aziende produttrici di extravergine d’oliva del territorio pugliese, nazionale e dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo (Croazia, Spagna, Grecia ed altri).
La giornata finale si è consumata con la degustazione e i laboratori con gli studenti dell’Istituto “Bottazzi” di Casarano; poi nel pomeriggio Gran galà di premiazione de “L’oro d’Italia 2015” con menzione speciale a Mingo De Pasquale, premiato per la “trasparenza”. Poi ancora una cena-degustazione presso il Bellavista Club con tipicità e ricette salentine abbinate ai grandi oli extravergini d’Italia.

GALLIPOLI. Il Castello ha spalancato le porte. Nelle foto alcuni momenti dell’inaugurazione di ieri, venerdì 4 luglio e da oggi, 5 luglio, il maniero è aperto al pubblico. Leggi anche: .

 

La rampa di accesso al maniero sul mare

GALLIPOLI. Sono ben 15 i monumenti pugliesi che beneficeranno del finanziamento per il recupero del patrimonio culturale del Mezzogiorno stanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Con un totale di quasi 32 milioni di euro finanziati con il decreto del marzo scorso, saranno restaurati e recuperati per conoscere “nuova vita” varie strutture architettoniche, grazie al programma POIn “attrattori naturali, culturali e turismo”, che consentirà la valorizzazione e la promozione dei beni e delle attività culturali per sviluppo socio-economico del territorio.

E nell’elenco dei beni destinatari dei fondi pubblici figura anche uno dei progetti di recupero del Castello angioino di Gallipoli per il quale sono a disposizione 503.379,62 euro. Una quota che consentirà quanto prima di cantierizzare i primi sostanziali lavori per rimettere a piena luce parte del maniero che si affaccia su piazza Dogana e lo scalo di alaggio del Rivellino. Sarà restaurata l’intera scalinata e recuperata anche la sala ottagonale. Il tutto mentre a breve, dopo aver superato tutti gli intoppi burocratici relativi all’affidamento della gestione al gruppo di associazioni che hanno vinto il relativo bando (capofila la cooperativa Orione), riapriranno le porte dell’antico castello con l’affidamento dei servizi di custodia pulizia, e visite guidate nelle parti accessibili del maniero per i prossimi cinque anni.

Il tutto in attesa che altri e copiosi finanziamenti possano essere elargiti per la ristrutturazione complessiva del Castello angioino sulla scorta del progetto già inserito da anni nell’elenco delle opere pubbliche per oltre un milione di euro. Intanto con i fondi sbloccati dal ministero è tempo di accelerare i tempi e iniziare le prime opere possibili. «Una grande occasione che il Salento e la Puglia non devono e non possono sprecare. Non un solo giorno deve restare inutilizzato, perché tutti i progetti possano essere cantierati e ultimati nei tempi previsti». Questo l’invito rivolto dai parlamentari Pd, Salvatore Capone e Teresa Bellanova, per far fruttare al meglio e subito i fondi del Programma operativo interregionale finalmente sbloccati.

il Castello angioino di Gallipoli

il Castello angioino di Gallipoli

GALLIPOLI. Il neoministro per i Beni culturali Dario Franceschini, proseguendo il lavoro già iniziato dal suo predecessore Massimo Bray,  ha firmato il decreto con cui vengono stanziati i fondi per il restauro del Castello di Gallipoli. Nell’ambito di una serie di interventi che portano in Puglia 31 milioni 800mila euro (135 in tutto il mezzogiorno) derivanti da un programma europeo. Tra gli altri interventi da realizzare nel Salento vi è anche il frantoio ipogeo di largo San Sebastiano di Galatone. “Il Comune di Gallipoli – dice il consigliere delegato Enzo Mariello – è riuscito a portare a casa un grosso risultato, grazie ai contatti col ministro Bray ed al sostegno del consigliere regionale Sergio Blasi che ci ha accompagnato in tutto il percorso”

 

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