Home Tags Posts tagged with "castello angioino"

castello angioino

Gallipoli – “Un incontro con Dante nei castelli e nelle antiche dimore” è il nome dello spettacolo teatrale che si svolgerà al Castello aragonese di Gallipoli sabato 23 settembre alle 19,45. Lo spettacolo, tratto dalla “Divina Commedia” con la regia di Agostino De Angelis, si svolgerà presso l’area esterna delle antiche mura adiacenti il Rivellino. L’evento è promosso dal Comune di Gallipoli e rientra nelle “Giornate europee del Patrimonio 2017” indette dal Ministero dei beni e delle attività culturali. L’organizzazione è a cura di Desirée Arlotta (foto), presidente dall’associazione “ArchéoTheatron” in collaborazione con associazione “Extramoenia”. Lo spettacolo sarà la seconda tappa del Progetto nazionale 2017/2018 sulla “Divina Commedia” dopo Castrocaro Terme.
Protagonista della serata sarà un viaggio immaginario tra Inferno, Purgatorio e Paradiso e andranno in scena, oltre allo stesso Agostino De Angelis (direttore artistico della compagnia teatrale “Scena Muta” di Copertino), anche Ivan Raganato, Cristina Prenner, Fabrizio Rollo, Maria Antonietta Vacca e Mauro Martina. Gli intermezzi musicali saranno a cura della la scuola di danza “Art Mood Ballet” di Gallipoli con le coreografie di Anna Rizzello e Tania Stamerra e con la partecipazione della giovane Giulia Manco. A fare da cornice alla serata a tema saranno alcune opere dell’artista Lorenza Altamore.

Il Castello dall'alto (foto Pejrò)

Il Castello dall’alto (foto Pejrò)

GALLIPOLI. Una data da ricordare quella del 14 aprile 2016 per la comunità gallipolina. È questa la data che segna il passaggio ufficiale del Castello angioino nella proprietà e nella disponibilità del Comune. Nella sala ennagonale si ratifica infatti la sottoscrizione dell’accordo per la tutela e la valorizzazione della roccaforte che vede protagonisti il commissario Guido Aprea per conto dell’amministrazione di Palazzo Balsamo e i referenti dell’agenzia del Demanio e della Sovrintendenza ai Beni architettonici, paesaggistici, storici, ed artistici. All’incontro ha preso parte anche il prefetto di Lecce, Claudio Palomba e l’assessore regionale per la Gestione e la valorizzazione dei beni culturali, Loredana Capone, e il presidente della Provincia, Antonio Gabellone. «Prende sempre più corpo e forma quello che sino a poco tempo fa sembrava soltanto un obiettivo estremamente difficile da raggiungere e che invece ora è una straordinaria realtà per tutta la comunità cittadina – commenta il commissario Aprea – una comunità che finalmente potrà appropriarsi compiutamente di quello che resta un bene di straordinaria importanza a livello affettivo e quindi anche storico e culturale per tutti i gallipolini».

Il maniero (foto di Alessandro Magni); in basso la direttrice artistica Raffaella Zizzari

Il maniero (foto di Alessandro Magni); in basso la direttrice artistica Raffaella Zizzari

raffaella zizzariGALLIPOLI. Si conclude il lungo iter per l’acquisizione dell’antico maniero al patrimonio comunale. Ad Aprile la sottoscrizione dell’accordo con Agenzia del Demanio e Ministero dei Beni Culturali. Poi caccia ai fondi per la riqualificazione complessiva del bene. Il Comune di Gallipoli “conquista” il castello Angioino e a metà aprile sarà firmata l’intesa con l’Agenzia del Demanio e il Ministero dei Beni Culturali. Nell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi presso la direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici si è di fatto segnato il via libera al programma di valorizzazione e di fruizione dell’antico maniero affidato prima in concessione e ora acquisito a tutti gli effetti al patrimonio comunale.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

foto Pejrò

foto Pejrò

GALLIPOLI. Per chi si occupa di cinema e di turismo sabato 4 ottobre alle ore 18 presso il castello di Gallipoli sarà presentato il progetto EUROSCREEN un progetto di cineturismo con partners internazionali; a seguire alle 19 la proiezione gratuita del film “Mine Vaganti” di Ferzan Ozpetek. Sarà inoltre possibile visitare anche la mostra fotografica SCATTI DI CINEMA la Puglia al cinema a cura di Daniele Trevisi.
Ingresso libero sino ad esaurimento posti.

GALLIPOLI. Nella sala ennagonale del Castello aperto di recente al pubblico oggi dalle 12,30 si è svolta la cerimonia di conferimento della Cittadinanza onoraria al Maestro Eugenio Barba, presenti rappresentanti della Regione, della Provincia e del Comune gallipolino che ha preso l’iniziativa su proposta del professore Federico Natali, amico d’infanzia del celebre e pluripremiato drammaturgo. Toccanti alcuni passaggi della cerimonia a cui hanno partecipato tutti i compagni di lavoro dell’Odin Teatret creato 50 anni fa. “Alle nuove generazioni affidiamo il tuo esempio”, ha concluso il suo intervento l’emozionatissimo Francesco Errico, sindaco di Gallipoli. In chiusura Eugenio Barba ha letto questa “lettera d’amore” a Gallipoli che pubblichiamo integralmente.

DISCORSO DI RINGRAZIAMENTO PER LA CITTADINANZA ONORARIA DI GALLIPOLI

Sindaco, consiglieri comunali, caro Federico Natali, amici del Salento, amici che siete venuti da lontano:
La mia Gallipoli non è qui, la mia Gallipoli non corrisponde alla solerte cittadina in cui ci troviamo. La mia Gallipoli è fuori dai confini della geografia. Non è ancorata alle cronologie della storia.
Non è una realtà. È un’isola galleggiante dentro di me. Nuota immutabile in un mare di ricordi travisati e sbiaditi.

È un paese che ha vinto il tempo. Una città eterna. Un luogo sacro che mi ha fatto conoscere gli archetipi della vita.

L’archetipo della crudeltà: i bambini che acchiappavano un gatto randagio e lo buttavano giù dalle mura della città vecchia sugli scogli coperti di spazzatura dove le zoccole lo azzannavano in un
batter d’occhio.

L’archetipo della fede, del mistero tremendo e fascinoso. Nelle chiese, i fedeli biascicavano litanie in latino – una lingua a loro sconosciuta. Le musiche delle pastorali mi svegliavano la notte per
ricordarmi che presto sarebbe nato il Salvatore, figlio di Dio. I mau, le confraternite di incappucciati, scortavano i feretri e guidavano processioni che duravano tutta una notte. All’alba, quando le seguivo, vedevo sorgere il sole e risorgere Cristo o uno dei suoi santi.

L’archetipo dell’ingiustizia: la vedova – mia madre- che non poteva uscire da sola di sera senza essere accompagnata da un uomo della famiglia. Altrimenti era considerata una puttana.
L’ingiustizia verso i figli scalzi dei pescatori i cui padri erano scomparsi in mare; l’ingiustizia di chi aveva troppo e di e chi non aveva niente; l’ingiustizia di chi era costretto a lasciare e di chi era
incatenato alla sua condizione.

Nella mia Gallipoli, d’inverno, il tepore dei bracieri e degli scaldini non riusciva a lenire il freddo e l’umidità. A scuola, le mani corrose dai geloni non riuscivano a tenere la penna e scrivere in bella
scrittura il dettato della maestra. Nel cimitero, una voce dietro una lapide riusciva a rispondere alle mie domande con il silenzio.

Questa Gallipoli esiste solo nella mia testa. È puro miraggio dal quale sconfino per raccapezzarmi nel mondo. È una superstizione, sta dentro di me e al tempo stesso sopra di me. Henrik Ibsen la
chiamava livsløgn – una menzogna vitale. Una finzione che permette a ognuno di noi di dare un senso al suo agire nel mondo.

Questa è la Gallipoli dalla quale non mi sono mai separato quando quattordicenne la lasciai definitivamente nel distante 1954. A questa città sono ricorso quando volevo sapere chi ero e da dove venivo. A queste strade, case e chiese – che i venti stringono come serpenti – sono ritornato per indovinare il cammino che voglio mi porti altrove.

Gentile Sindaco,
quando lei venne a trovarmi l’estate scorsa a Carpignano Salentino e mi propose la cittadinanza onorariaa, le spiegai che l’avrei accettata solo se lei avesse portato alla reale Gallipoli del presente
attori e collaboratori con i quali ho condiviso mezzo secolo di vita e di lavoro.

Nonostante i problemi che assillano la sua città, lei ce l’ha fatta.
Tutto l’Odin Teatret è qui intorno a me nella sala di questo castello. Penso sia giusto, in questo momento, che la città di Gallipoli, il suo cittadino Eugenio Barba e l’Odin Teatret danese ringrazino Silvia Godelli, assessore alla cultura della Regione Puglia, e Carmelo Grassi e i suoi collaboratori del Teatro Pubblico pugliese per il notevole apporto economico e organizzativo che ha permesso di
realizzare quanto lei si era prefisso.

Vorrei ora che Iben Nagel Rasmussen, l’attrice danese che si unì all’Odin Teatret 48 anni fa, ringrazi lei e gli amici qui presenti, con una canzone che viene da lontano. Racconta di un esule che può
visitare solo con il suo pensiero la sua patria aldilà del mare tramutata in un ramo di fiore al vento.

GALLIPOLI. Aria di festa e atmosfera tipica dei grandi eventi al Castello, proprio come nelle fiabe. Tutto lo staff è al lavoro per accogliere il Maestro Eugenio Barba, il 26 settembre, per il conferimento della cittadinanza onoraria da parte dell’Amministrazione comunale e contestualmente per donargli la tessera “amico del castello di Gallipoli”. Lo stesso giorno, la sera, si celebrerà il primo matrimonio del castello con rito civile. Una grande emozione, di certo, non solo per gli sposi.
Dopo il grande successo estivo, tante le iniziative previste per il periodo invernale. Il Castello apre i battenti ai più giovani con proposte a loro dedicate. Il 25 settembre si parte con le prime visite scolastiche. «Le attività didattiche rivolte alle scuole – dice la direttrice artistica Raffaela Zizzari – rappresentano un elemento fondamentale nell’ottica di una più ampia valorizzazione dei beni culturali e per la diffusione di una cultura della loro conoscenza e tutela. I laboratori e le visite guidate immergono i ragazzi in un’esperienza coinvolgente dal punto di vista cognitivo ed emozionale, favorendo l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze». In serbo anche importanti novità con Apulia Film Commission e una grande mostra, ancora mantenute top secret.

Leggendo il libro dei commenti all’uscita del percorso di visita si ha l’idea che la direzione intrapresa sia quella giusta. «Dell’estate gallipolina – continua l’architetto Zizzari – ricorderemo senz’altro la serata stellare del 9 agosto, quando tutti i visitatori del Castello hanno scrutato il cielo e le stelle grazie alla serata astronomica organizzata in collaborazione con il Gruppo Astrofili Salentini». Grande consenso di pubblico per la chiusura del festival del tango pizzicato, con la sala ennagonale trasformata in una milonga de Buenos Aires.
Soddisfazione anche per il successo della serata dedicata alla presentazione del libro dell’artista Enrico Muscetra, con gli interventi di Antonio Gabellone (presidente della Provincia di Lecce), Simona Manca (assessore alla Cultura Provincia di Lecce), Ugo Rufino (direttore del Istituto italiano di Cultura di Cracovia, Polonia), Jan Ostrowski (direttore del Castello Reale Wawel e professore di storia dell’arte dell’Università Jagellonica a Cracovia, Polonia, serata coordinata da Luigi De Luca (direttore Istituto Culture Mediterranee) e allietata dalla voce narrante di Cristina Massaro, che ha recitato alcuni passi del “Diario” di Muscetra.

Voce al Direttore

by -
Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...