Home Tags Posts tagged with "castellino"

castellino

by -
0 235

Nardò – L’assessore regionale Filippo Caracciolo ha annunciato che lunedì a Bari incontrerà il commissario dell’Agenzia regionale per la gestione del ciclo rifiuti Gianfranco Grandaliano, per un vertice tecnico che servirà a mettere a punto gli interventi e il cronoprogramma  degli stessi. La notizia il delegato per Qualità dell’ambiente, Discariche e Ciclo dei rifiuti l’ha data ieri mattina durante un altro sopralluogo con amministratori locali e tecnici comunali. L’obiettivo confermato è la definitiva chiusura della discarica di Castellino. La venuta dell’assessore Caracciolo era stata concordata durante una recente riunione a Bari. Lo hanno accompagnato il Sindaco Giuseppe Mellone, l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, Nicola D’Alessandro (staff del sindaco Mellone), il geologo incaricato dal Comune Andrea Vitale e da Daniele Pittini, in rappresentanza di Mediterranea Castelnuovo 2, soggetto gestore della discarica. “Sono passati più di dieci anni – ha commentato Mellone – dalla cessazione dei conferimenti a Castellino e finalmente la Regione Puglia si muove verso l’obiettivo della chiusura definitiva della discarica, stavolta in maniera molto concreta. Caracciolo ha voluto personalmente rendersi conto della situazione e ha ribadito ancora una volta che la Regione Puglia e il presidente Emiliano vogliono risolvere per sempre una questione ambientale che preoccupa da decenni i neretini e non solo loro”.

by -
0 196

Nardò – Decidere e operare, prima che il pericolo attuale diventi rischio. Una carenza di momenti decisionali in una situazione ormai decennale: tanti sono gli anni trascorsi dall’ultimo camion che depositò nella discarica di Castellino le immondizie urbane. Era il 31 gennaio del 2007 e la famigerata discarica cessava l’attività, sotto la pressione popolare: fumi, cattivi odori e polveri arrivavano fino all’allora ospedale “San Giuseppe Sambiasi”.

Messa in sicurezza e bonifica: non si è fatto niente. Come da protocolli consolidati, si sarebbe dovuto passare alla messa in sicurezza del sito, ubicato tra la città e Galatone, e alla bonifica. In quasi undici anni ormai, nulla di tutto ciò è stato fatto. Ed è grave. Questo è quanto emerso in particolare nel confronto pubblici organizzato dal circolo Pd e che ha visto intervenire nel chiostro dei carmelitani esponenti del Pd (il segretario Salvatore Falconieri, i consiglieri comunali Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano; il consigliere regionale particolarmente interessato a tematiche di rifiuti e ambiente; l’on. Federico Massa, della commissione Ambiente della Camera dei deputati; Giorgio Assennato, dovente universitario e già direttore dell’Arpa, (agenzia regionale per l’ambiente), Cosimo Esposito, medico neretino e direttore del distretto socio-sanitario di Nardò.

Comune e Regione chiamati a prendere decisioni. La situazione è aggrovigliata, come si sa: la società proprietaria degli impianti è stata costretta a chiudere prima della scadenza contrattuale e con molti dei 49 Comuni afferenti (agli inizi era nata solo per Nardò) in grave stato di morosità, da cui è nato un contenziosi giudiziario in corso. Le competenze tra i diversi livelli istituzionali (Comune, Provincia, Regione) non sembrano essere state rispettate in pieno e soprattutto in tempo; sembra profilarsi persino un contenzioso tra Regione e Comuni malpagatori. Ma il ruolo centrale resta quello del gestore: “Oggi non sappiamo nulla, se ci sono fidejussioni per il primo e il secondo lotto; se il piano di caratterizzazione (una sorta di radiografia scientifica dello stato dell’inquinamento) si vuole fare per poter poi procedere nella post gestione”, ha rimarcato il consigliere Blasi, per il quale ed anche per altri è ormai tempo di scegliere una strada: “Il Comune o la Regione potrebbero esercitare i poteri sostitutivi per dare un impulso definitivo alla questione che non può stare ancora in questo pericoloso stallo”. Linea spostata anche da relatori, come l’on. Massa, avvocato: “I Il quadro normativo. Una discarica non coltivata non è sotto controllo. Si può agire da parte dei soggetti pubblici che poi potranno rivalersi sui soggetti privati presenti nella vicenda”.

Il pericolo odierno può diventare un rischio. Prudente come sua consuetudine il professore Assennato, spalleggiato in questo dal dottor Esposito: “Non c’è il rischio di contaminazione ambientale, gli stessi indici su arsenico sono ballerini poco sopra o poco sotto i limiti massimi, ma il pericolo esiste mentre si assiste ancora ad una chiara mancanza di strategia. Questo è il vero problema, di tipo decisionale: curioso ping pong e alla fine non si fa nulla”. Forte spinta invece bisognerebbe dare al piano di caratterizzazione, da porre poi a base della conferenza dei servizi (presente anche il gestore). “Dobbiamo meritare attenzione, non regali – ha sostento il direttore del distretto, Esposito – perciò dobbiamo ridare fiducia ai miei concittadini, che vedo demoralizzati. Se non si completa questa fase ci possono essere seri pericoli per la salute, ma è triste non avere qualcuno a cui poter chiedere come stanno veramente le cose”.

Quei 5 milioni per bloccare la situazione.. “Negli ultimi tempi la Regione ha cambiato registro – ha rilevato il consigliere Siciliano – e dopo anni in cui è parsa lontana, adesso sembra pronta a dare qualche risposta. In particolare sui 5 milioni che servirebbero per bonificare Castellino. Abbiamo presentato una proposta di belibera al Comune in cui si definiscono tutti i passaggi ; così forse si capirà se dietro alle parole ci sono fatti concreti, come quei 5 milioni”.

“Il Salento è avvelenato”. “No, è demagogia questa”. In coda al convegno un botta e risposta tra l’ingegnere  Fernando Strafella (“Il Salento è avvelenato” ha detto ad un certo punto al microfono, dopo aver invitato gli organizzatori a coinvolgere capillarmente la città) e il professore Assennato: “Questa è demagogia – ha replicato il docente – semmai va detto che ci sono situazioni critiche come questa, che indicano l’incapacità di portare a termine gli interventi programmati e fa crescere la percezione di una situazione pericolosa”.

by -
0 459
annamaria-campa-e-cristian-casili---incontro-rifiuti-2016-galatone

Al centro l’assessore Annamaria Campa e il consigliere regionale Casili

GALATONE. Bene i controlli che il Comune, con fondi propri e la collaborazione dell’Università del Salento, sta portando avanti periodicamente (i prossimi in maggio) circa la discarica di amianto “Rei” e i pozzi circostanti; bene anche la proposta del consigliere regionale Cristian Casili (M5S, il gruppo promotore dell’incontro) di riunire le istituzioni interessate – Comuni di Galatone e Nardò, Provincia di Lecce – per andare in Regione e cercare di ottenere impegni concreti sulla bonifica della ex discarica di Castellino, introno a cui si profila comunque un contenziosi giudiziario tra società e Comuni. Male, invece, tutto il retroterra di due questioni ritenute impattanti con gli equilibri ambientali e con la salute umana: impegni presi e poi “non rispettati”, elaborati tecnici che forse sarebbe stato meglio verificare meglio prima di procedere.

L’ultimo incontro al palazzo Marchesale su “Castellino e Rei, le due piaghe del territorio”, il secondo in un anno, ha ripresentato le problematiche e le posizioni già note, con alcuni punti di convergenza da cui a questo punto potrebbe essere utile ripartire. Vi hanno partecipato l’organizzatore Sebastiano Moretto, Casili, l’assessore comunale all’Ambiente Anna Maria Campa, il consigliere di minoranza ed ex sindaco Franco Miceli, il portavoce del Comitato per l’ambiente Giuseppe Resta.

Con soddisfazione è stato salutato il parere negativo della conferenza dei servizi di Nardò circa l’ampliamento (da 5 a 13 ettari) di una cava in località “Pantalei”, sempre lungo l’asse che unisce i due centri (come riportato da Piazzasalento sul numero precedente). Il Comune ha rassicurato che l’attenzione non calerà sia con l’assessore che col Sindaco Livio Nisi presente in sala. Ma c’è stato chi ha lamentato procedure lacunose e risposte equivoche delle Istituzioni locali, in particolare della Provincia: riguardo alla “Rei”, c’era l’impegno di farne un impianto ad uso e consumo di un bacino massimo provinciale, per poi scoprire che questo limite, su cui tutti erano d’accordo, non è costituzionalmente sostenibile. L’architetto Resta ha parlato di neoplasie in aumento e di distanze “ufficiali” non veritiere tra l’impianto per laminato e le costruzioni vicine. Il consigliere Miceli ha chiesto carotaggi del terreno e la pubblicità dei dati delle rilevazioni.

Castellino4Nardò. Si presenta ancora più grave di quanto immaginato la situazione delle acque nella zona dell’ex discarica di Castellino, tra Galatone e Nardò, chiusa nel 2007 e mai totalmente bonificata. Le analisi effettuate dall’Arpa (agenzia regionale per l’ambiente) su una ventina di pozzi intorno all’impianto, oltre ai livelli di nichel sopra la norma di cui si parla già da mesi, sono state rilevate quantità di arsenico ed altri metalli pesanti ben sopra i limiti di legge. La situazione è così allarmante che si susseguono riunioni straordinarie in Provincia, alla Regione, nei Comuni di Nardò e Galatone.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

Castellino9salvatore antonazzoNardò. Emergenza ambientale in contrada Castellino? Il rischio c’è. La commissione consiliare Ambiente, ribadisce la volontà di dire di nuovo “no” all’ampliamento della cava Itasmal e chiede agli uffici comunali e alla Asl di verificare se ricorrono condizioni di rischio per la salute dei cittadini di Nardò e per l’ambiente, dopo che i risultati delle analisi dell’Arpa Puglia attorno al sito della ex discarica di rifiuti solidi urbani di “Castellino” rilevano un’elevata presenza di metalli pesanti nelle acque della falda.
La contrada “Castellino” (foto), l’estesa area al confine con l’agro di Galatone, caratterizzata dalla presenza di decine di vaste e profonde cave, è da anni una delle zone più a rischio dal punto di vista ambientale, data la contemporanea presenza di tre impianti di smaltimento di rifiuti di vario tipo: la famigerata discarica di rifiuti solidi urbani della Mediterranea Castelnuovo 2, chiusa dal 2007 ma mai mezza in sicurezza; la discarica di rifiuti contenenti amianto della “Rei”, poche decine di metri più in là, in zona “Vignali-Castellino”, nel territorio di Galatone; infine, l’impianto di smaltimento e frantumazione di rifiuti inerti provenienti dall’edilizia di proprietà della Itasmal, in contrada “Pantalei-Castellino”, adiacente al sito della ex discarica. Ad appena un chilometro di distanza, in agro di Galatone, insiste  anche una centrale a biogas. In un raggio di poco più di un chilometro, ecco una concentrazione di impianti, potenzialmente pericolosi, che fanno mantenere alta l’attenzione e la preoccupazione. Nei giorni scorsi, dalla riunione congiunta della commissioni consiliari, “Ambiente” e “Controllo e Garanzia”, convocate dai presidenti Savatore Antonazzo e Pippi Mellone, è arrivata la volontà di ribadire il “no” all’ampliamento della discarica, dopo la vicenda del ricorso davanti al Tar, vinto dalla ditta, con nuovo allarme. Come si ricorderà, con sentenza depositata nel mese di giugno, la sezione di Lecce del Tar, accogliendo il ricorso della Itasmal srl, ha annullato “per difetto di motivazione” il provvedimento con il quale il Comune ha ritenuto, al termine di un procedimento che ha coinvolto diversi enti, “non compatibile” con l’ambiente il progetto di ampliamento, dagli attuali cinque a 15 ettari dell’impianto di frantumazione.

«La riunione – dice il presidente della commissione Ambiente, Salvatore Antonazzo (foto a sinistra) – è servita a ripristinare un dialogo tra i consiglieri finalizzato soprattutto a ribadire e cristallizzare la volontà già espressa dal Consiglio comunale». Contro il progetto, infatti, il Consiglio si era espresso il 28 novembre 2011 e in conferenza dei servizi erano stati registrati i pareri negativi della Consulta per l’Ambiente comunale, della Commissione locale per il paesaggio e dell’Arpa. Ora il Comune può riproporre il provvedimento di diniego con motivazioni più incisive oppure valutare l’eventuale ricorso al Consiglio di Stato. Dal presidente della Commissione Ambiente, Antonazzo, lo scorso 13 novembre è partita una richiesta al settore Ambiente del Comune e all’Arpa, riguardante il risultato delle analisi effettuate dall’Arpa Puglia attorno al sito di “Castellino” all’inizio dell’anno che hanno confermato che i valori di nichel nei pozzi d’acqua si attestano ancora su livelli superiori a quelli da legge. Se i valori dovessero persistere oltre la soglia consentita, “occorrerà dare la massima informazione per evitare il consumo dell’acqua contaminata”.

Voce al Direttore

by -
Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...