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case popolari gallipoli

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case popolari via CagliariGALLIPOLI. Si parte: i tanto invocati lavori di manutenzione straordinaria delle palazzine di case popolari di via Cagliari (particolare, tra gli altri, l’impegno messo negli anni scorsi da Massimo Esposito, Sel) sono partiti in queste ore. Nel giro di un anno, come stabilito dalla direttrice generale del’Arca Sud (ex Iacp), Sandra Zappatore, saranno rimosse le parti pericolanti, risanate in più punti quelle in cemento armato. Inoltre saranno rimosse e rinnovate con materiali anticorrosione le ringhiere e le facciate verranno ritinteggiate con rivestimenti in quarzo. Non sfuggono al maquillage i citofoni, tutti da sostituire perché rotti e una nuova illuminazione dei porticati comuni.

viale europea 2 gallipoliGALLIPOLI. Acqua mancante da quattro giorni per i condomini delle case popolari di Gallipoli. L’attuale chiusura dell’acqua, come si legge in una lettera dell’amministratore dei palazzi popolari  di viale Europa Enrico Leva, è riferita alla transazione Aqp con Iacp , ora Arca Sud Salento, che la maggior parte dei condomini non sta pagando. La maggior parte, ma non tutti: molti infatti, pur avendo pagato, si son visti comunque tagliare l’acqua all’ improvviso. ” È uno scandalo- reclamano in molti- stare senza acqua nemmeno per i a servizi igienici può portare conseguenze gravissime, per non parlare di chi ha bambini piccoli o malati in casa”. Intanto, l’amministratore sollecitato afferma di fare il possibile per sbloccare la situazione, ma il comune non se ne sta occupando in quanto il sindaco è dimissionario e l’acquedotto pugliese è bloccato sulle sue posizioni. La dottoressa Zappatore dello IACP, comunque, afferma Leva, si sta impegnando per risolvere la situazione in tempi brevi.

case popolari via cagliari gallipoli (4)GALLIPOLI. Si smuovono le acque per chi è in attesa di una casa popolare. Sono state avviate dal Comune le prime quattro procedure di decadenza per vari motivi (possesso di altre abitazioni, residenza all’estero o ricovero permanente in case di riposo) delle occupazioni di alloggi popolari. Dopo le verifiche che vedono impegnati l’ufficio Patrimonio, il comando dei Vigili urbani e lo Iacp di Lecce, si portano a compimento i provvedimenti per frenare il proliferare di occupazioni abusive e di acquisizioni di abitazioni pur senza alcun requisito.

I decreti di decadenza per ora riguardano appartamenti che si trovano in via Pitagora, via Cagliari,  viale Europa e via Carlo Massa. Quattro gocce su una piaga sociale di proporzioni molto più ampie e sulla quale si sta cercando in qualche modo di intervenire dopo lo sblocco della graduatoria definitiva (aggiornata lo scorso anno). La ferita degli alloggi popolari rimane sempre aperta in terra gallipolina. Ciò si traduce in una evidente ingiustizia sociale se si tiene conto che tante famiglie pur in possesso di quei requisiti non riescono ad ottenere un tetto dignitoso sotto cui vivere.

In graduatoria si contano 230 richiedenti. Mentre da una stima, seppur approssimativa, e dalle indagini compiute dallo Iacp negli ultimi anni. Si attesta che il fenomeno delle occupazioni irregolari è molto più diffuso proprio nei centri della fascia ionica, tra i quali Gallipoli recita un ruolo di spicco. La mancanza dei requisiti riguarda il 25-30% del patrimonio disponibile. Gli alloggi popolari in terra gallipolina sono quasi 700 (alcuni di questi già riscattati dagli assegnatari regolari). E dalle verifiche su almeno la metà degli occupanti, è emerso che un buon 25% è costituito da abusivi o da famiglie che non hanno, o hanno perso, i requisiti stabiliti dalla legge.

 

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case popolari via cagliari gallipoli (4)

GALLIPOLI. Gli abitanti dei quartieri popolari della “Città Bella”, in via Cagliari, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Presto le palazzine diroccate e fatiscenti, e i tanti disagi connessi, saranno solo un brutto ricordo: ieri la Regione ha stanziato 700mila euro per la loro manutenzione straordinaria. La cifra è già disponibile, questa è la buona notizia, ed ora la palla passa in mano dello Iacp di Lecce (lo stesso che aveva fatto richiesta di fondi all’Ente regionale) che dovrà occuparsi delle questioni legate all’appalto dei lavori. Riguardo a questi ultimi, bisognerà fare in fretta: secondo la delibera della Giunta regionale, infatti, l’opera di rimessa in sesto dei fabbricati deve inziare obbligatoriamente entro 13 mesi.

Esprime soddisfazione per il risultato ottenuto il consigliere regionale di Sel Antonio Galati: “Lo stanziamento della Giunta regionale non risolve tutti i problemi, ma è un segnale concretissimo di buona volontà e di attenzione”. Da Gallipoli, si pronuncia sull’argomento anche il segretario cittadino di sel Massimo Esposito: “L’iter burocratico è stato lungo. L’auspicio è che ora il cantiere possa partire nel più breve tempo possibile”.

case popolari in degrado

GALLIPOLI. “Si sta per chiudere  il cerchio di un percorso iniziato a febbraio di quest’anno con la denuncia del locale circolo di Sinistra Ecologia e Libertà sullo stato di degrado al limite della decenza in cui da diversi anni versavano le case popolari localizzate all’incrocio tra via Cagliari e via Savona”. Inizia così il comunicato di Massimo Esposito, segretario locale Sel, che dalla prima ora ha appoggiato le denunce e la mobilitazione degli inquilini esasperati dalla situazione di degrado delle case. Ora l’Istituto autonomo case popolari ha destinato 703.979,85 euro per interventi di manutenzione straordinari degli edifici di via Cagliari, ai civici 26-30-32-34. Fra poco dovrebbero essere cantierizzati i lavori e una sollecitazione in questo senso è stata avanzata alla Regione Puglia  dal consigliere regionale Sel, Galati.  Massimo Esposito si augura che all’intervento sulle case di via Cagliari seguano da parte dell’Iacp  altri interventi per migliorare le condizioni degli appartamenti che si trovano in via Carlo Massa, via Firenze e nelle altre strade dove insistono gli alloggi popolari. Da più parti, infatti, continuano ad arrivare segnalazioni.

D’altronde, per rendersi conto della situazione, non c’è bisogno nemmeno di approfondire ed entrare nei dettagli: basta guardare gli appartamenti così come si presentano alla vista e come documentano le foto .                                                  

Gallipoli. Si smuovono le acque e per i residenti delle palazzine Iacp, nel cuore della periferia gallipolina, si può tornare a sperare. Dopo le segnalazioni e le proteste arrivano i primi interventi. Quelli più urgenti. E un progetto di riqualificazione complessiva è già stato posto all’attenzione della Regione Puglia per ottenere i relativi finanziamenti e portare a compimento le opere di manutenzione straordinaria non più rinviabili.

Dopo le denunce e la mobilitazione degli inquilini  e del direttivo cittadino di Sel, nella persona di Massimo Esposito (eletto ora nuovo segretario del partito) buone nuove per gli abitanti degli stabili di via Savona, via Cagliari, viale Europa e via Carlo Massa. Anche se bisognerà vigilare con attenzione per verificare se agli annunci faranno poi seguito gli interventi definitivi. Per ora l’appello lanciato dalla sezione cittadina di Sel di Gallipoli per ripristinare il minimo di sicurezza nei quartieri delle case popolari, sembra aver colto nel segno. Qualcosa di concreto si è mosso. E la circostanza è stata confermata dal coordinatore del servizio lavori dello Iacp, l’ingegnere Enrico Albanese. Lo stesso dirigente ha puntualizzato che anche a seguito delle segnalazioni, sono stati effettuati i primi interventi urgenti di messa in sicurezza dei fabbricati in questione. Inoltre con una comunicazione del 29 marzo scorso e inviata al promotore della denuncia e ora segretario di Sel, Massimo Esposito, l’Istituto ha fatto sapere che “considerato lo stato in cui si trovano gli stabili di via Carlo Massa, via Cagliari, via Savona, e viale Europa e considerata l’entità delle somme necessarie alla soluzione definitiva del problema, lo Iacp ha presentato un progetto di manutenzione straordinaria utile per richiedere i finanziamenti necessari alla Regione Puglia”.

E vista la condizione di estremo degrado degli immobili popolari è necessario che la pratica e il progetto di ristrutturazione vengano subito messi in cantiere.                                                       

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Viale Europa

Gallipoli. Si sblocca la lista per ottenere di diritto una casa popolare.  Sempre che si trovino gli alloggi liberi da assegnare tra viale Europa, via Cagliari, Carlo Massa e Milano. La soglia delle richieste è di poco inferiore alle trecento famiglie, facendo fede alla situazione fotografata ormai quattro anni addietro con un bando stilato durante la gestione del commissario straordinario Angelo Trovato.

Dopo questo lasso di tempo è giunto finalmente a conclusione il farraginoso iter legato a quel bando pubblico per l’assegnazione in locazione semplice degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Comune di Gallipoli  ha definito la relativa graduatoria degli aventi diritto. E presto consegnerà la lista definitiva nelle mani dello Iacp, che attingerà da quell’elenco per assegnare i relativi alloggi che si renderanno disponibili nella città bella. Nello specifico quell’avviso del 2008 ha prodotto 237 richieste da parte di famiglie, coppie giovani, disabili, e la graduatoria finale generale (che comprende anche quelle speciali e per anzianità) stilata dagli uffici comunali è avvenuta sulla base della relativa legge regionale, che prevede punteggi specifici in base a requisiti tanto soggettivi (relativi alla condizione del richiedente o del suo nucleo familiare), quanto oggettivi e riguardanti l’immobile abitato.

«Si tratta di un atto su cui si è impegnata da subito l’Amministrazione comunale, al fine di dare una risposta ai cittadini, che da anni avevano partecipato al bando e che pertanto attendevano la definizione di questa graduatoria – commenta il vicesindaco Antonella Greco – in poco tempo, pertanto, si è avuta la volontà di definire una questione che riguarda una tematica, quella della casa, particolarmente sentita, per ovvie ragioni anche in considerazione che l’ultima graduatoria risale addirittura a circa venti anni fa».

La graduatoria pubblicata  sarà consultabile per trenta giorni e dopo tale termine, gli interessati avranno un altro mese di tempo per promuovere eventualmente ricorsi, sempre tramite gli uffici comunali, allo Iacp.

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Case popolari di via Cagliari

Gallipoli. L’essenziale sicurezza di un tetto sulla testa e il logorio dell’incertezza e della precarietà. Le storie si susseguono, all’ombra delle occupazioni abusive di case popolari con l’incubo dello sfratto forzato sempre in agguato. L’ultima in ordine di tempo arriva dai palazzoni Iacp di via Cagliari, da dove una coppia in stato di disagio e con un bambino malato, lancia un disperato appello alle istituzioni ed a quanti hanno possibilità di fornire un aiuto. Per la famiglia di Roberto Carroccia, pescatore di ricci quando si può e nient’altro, è un perenne stato di angoscia.

Con la moglie Daniela, disoccupata, occupano un appartamento di via Cagliari, dove si sono stabiliti dopo il decesso della legittima assegnataria. Un’occupazione forzata e dettata dal bisogno come in altri casi di famiglie gallipoline in stato di precarietà. La famiglia Carroccia ha anche l’ulteriore difficoltà di accudire un figlio, di appena tre anni, gravemente malato. La circostanza è messa giustamente in risalto dalla madre nel suo appello: nei giorni scorsi è giunta alla fase esecutiva la procedura di sfratto ordinata dal Tribunale dopo l’esposto presentato dai figli dell’originaria inquilina dell’alloggio popolare.

Dal Tribunale negli ultimi tempi erano state accolte almeno tre richieste di proroga dello sgombero su intercessione del legale della famiglia Carroccia, l’avvocato Speranza Faenza. Ora la situazione tende ad aggravarsi anche perché in una delle ultime comunicazioni giunte agli occupanti dell’abitazione, è stato preannunciato il distacco dell’energia elettrica e dell’acqua. E’ ora drammatica lotta contro il tempo per impedire il più duro degli epiloghi in una situazione già segnata: «Il nostro bambino è idrocefalo e con problemi di respirazione e deambulazione. Ci tocca sopportare già costosi viaggi a San Giovanni Rotondo per le cure. Senza luce non potremmo continuare a fare l’aerosol di cui ha costantemente bisogno». Chi può, si faccia avanti.

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Cresce l'emergenza case in città

Gallipoli. Emergenza casa in terra gallipolina è sempre dietro la porta. E soprattutto la controversa questione delle assegnazioni degli alloggi popolari, continua a celare una serie infinita di abusi, occupazioni illegittime, ma anche di disperazioni familiari senza confine.

Il tutto al netto di una graduatoria ufficiale degli assegnatari che da almeno 28 anni non si sblocca, e ciò ha arenato in Regione anche i bandi per la costruzione di nuovi alloggi di edilizia economica e popolare. Situazione che non può essere sbloccata sino a quando non si sarà fatta piena luce sulle domande di assegnazione e non verranno effettuati i relativi sgomberi degli abusivi.

Ma la storia va avanti da decenni, nel corso dei quali non solo si sono reiterate le occupazioni forzate degli alloggi liberi, o resi tali dopo la morte dei legittimi occupanti, ma anche situazioni meno nobili di occupazioni arbitrarie di persone non aventi diritto, che dimorano altrove o che hanno sub-affittato l’alloggio sottraendolo agli aventi diritto. Sono, altresì, circa trecento le famiglie gallipoline che vivono in alloggi di fortuna e privi di servizi igienici. Famiglie, tra l’altro, indigenti e con più figli a carico.

Una situazione difficile sottoposta all’attenzione dell’ex commissario straordinario Mario Ciclosi anche da parte di Bruno Fiammata per conto della Federazione della Sinistra. Dal referente di governo era stata strappata la disponibilità ad impegnarsi presso lo Iacp per la conversione in alloggi residenziali dei locali a piano terra di viale Europa da anni occupati da altre famiglie sfrattate che con sacrifici li hanno attrezzati di servizi igienici idonei per essere civilmente abitati e che tuttavia sono continuamente a rischio di sgombero forzato su mandato dello stesso Istituto della case popolari.

Così come prima il commissario Ciclosi e ora il nuovo reggente di Palazzo Balsamo, Enzo Petrucci, si sono attivati presso lo Iacp per comprendere la possibilità di fare pubblicare  un nuovo bando di costruzione degli occorrenti alloggi per dar casa ai concittadini più bisognosi. La questione è tornata nuovamente al centro dell’attenzione a causa dello sgombero (per ora rinviato) di una famiglia da un alloggio popolare in via Napoli. Un’altra situazione al limite, al centro di contenzioso giudiziario, e dove sia gli attuali occupanti abusivi che coloro che hanno fatto richiesta di sgombero dell’appartamento non avrebbero per lo Iacp (che continua ad inviare i bollettini del canone alla ex assegnataria deceduta nel 1998) alcun diritto ad occupare quella casa.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...