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casa riposo presicce

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casa di riposo

PRESICCE. La sentenza per i due imputati, Giuseppe Lia,  64 anni, di Presicce, all’epoca dei fatti nel 2008, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune e Luca Screti, 44enne di San Pietro Vernotico, responsabile della «Salento Salute», sulla vicenda riguardo la procedura negoziata per l’affidamento della ristrutturazione e della gestione funzionale dell’ex casa di riposo per anziani, è arrivata lo scorso 18 dicembre. Nessuna truffa, secondo i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, che hanno condannato ad 8 mesi di reclusione con pena sospesa, e interdetto per un anno dai pubblici uffici Lia, per la sola ipotesi di falso nel verbale di inizio lavori. I due sono stati assolti, invece, da tutte le altre accuse. Per Lia, che rispondeva di falso, abuso d’ufficio e truffa, la Procura aveva invocato una condanna a 3 anni e mezzo; per Screti, solo di falso e truffa, a 3 anni e 4 mesi.

La struttura in questione, costruita intorno agli anni ’70, avrebbe dovuto accogliere ragazzi disabili e anziani e creare posti di lavoro, invece ha prodotto solo debito pubblico, rimanendo una cattedrale nel deserto, la vergogna del paese e nazionale, poi, grazie al servizio televisivo realizzato da Fabio e Mingo per “Striscia la notizia”. Tema principale di ogni campagna elettorale, tutti propongono soluzioni, ma la vera storia, gli intoppi burocratici e gli sgambetti politici nell’avvicendarsi delle amministrazioni, non sono mai state chiarite del tutto.

Costruito e arredato in tutto, la gestione competeva all’Asl. Ciò non avvenne mai e la struttura rimase tra Comune e Regione, senza capire chi la possedeva e chi la doveva gestire. Durante l’Amministrazione La Puma nel 2004 si firma un contratto con una cooperativa Cons Coop di Forlì, che completamente a sue spese avrebbe ristrutturato il Centro in cambio della gestione pluridecennale. L’amministrazione successiva, di Antonio Luca, rescinde il contratto consensualmente e incassa una penale di 40mila euro invece dei 75mila previsti. Intanto rientra tra le opere finanziate dalla Regione con il progetto “Dopo di noi”. Finanziamento bloccato e perso appena risalito La Puma a sindaco. Si tratta, quindi di una vicenda, quindi, lunga e complessa e di difficle soluzione. Ora si prospetta di far rientrare la struttura in un altro progetto regionale.

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