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Carta di Leuca

LEUCA. Continua la festa dei giovani del Mediterraneo per il meeting internazionale che si concluderà con la firma della «#Carta di Leuca.1» all’alba del 14 agosto. L’avvio in forma solenne è avvenuto giovedì 10, a sera, con lo sbarco dei partecipanti sui moli del porto peschereccio, tra lo sventolio di decine di bandiere e una cerimonia sul piazzale della basilica a cui hanno partecipato il cardinale albanese Ernest Simoni, il vescovo di Ugento monsignor Vito Angiuli, l’assessore regionale all’industria turistica Loredana Capone, il prefetto di Lecce Claudio Palomba, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e tantissimi sindaci dell’area.
Questa mattina c’è stata l’apertura delle “Tende della convivialità” a San Gregorio (marina di Patù), Specchia, Andrano e Tricase Porto, con incontri tematici sulla fratellanza alla presenza di esperti come il direttore Coldiretti Lecce Giuseppe Brillante, il presidente Csv Salento Luigi Russo, il direttore del Dipartimento di filosofia dell’Università di Bologna Franco Farinelli, il presidente di Confartigianato Lecce Giuseppe Negro, il docente dell’Università del Salento Guglielmo Forges Davanzati e il segretario generale dei Cammini d’Europa Federico Massimo Ceschin.
Domani altro appuntamento con le “Tende”, convegno alle 21 a Leuca con il presidente della Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario Massimo Cattai, padre Massimo Pazzini decano dello “Studium biblicum francescanum” di Gerusalemme, l’arcivescovo di Bologna monsignor Matteo Maria Zuppi, e il regista Luciano Toriello, prima del concerto di Linda alle 23. Il momento clou sarà la marcia notturna tra il 13 e il 14 con partenza all’1.30 dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano e arrivo sul piazzale della basilica pontificia di Leuca dove alle 7 ci sarà la firma e la promulgazione della “Carta”.

Sbarco di migranti a Leuca

LEUCA. A volte la storia gioca con gli uomini e ieri, proprio mentre era in corso la cerimonia di apertura della “Carta di Leuca” dove convergono esperienze da tutti i paesi del “Mare nostrum”, un veliero con a bordo 87 disperati è approdato nonostante il cordone di sicurezza stretto intorno alla manifestazione. L’ennesimo sbarco avvenuto quest’anno (gli ultimi a Leuca il 5 giugno, con 78 persone, e l’8 giugno, con altre 43).
A bordo 42 uomini, 20 donne e 25 bambini che hanno viaggiato in condizioni disumane dopo essere partiti probabilmente da un porto turco. Un viaggio al limite della sopravvivenza soprattutto per i tantissimi bambini e per gli anziani del gruppo, sotto il sole cocente, con una temperatura elevatissima e con pochi viveri: sulla massicciata di cemento del molo foraneo sono state almeno tre le donne che sono svenute cadendo a terra sotto gli occhi degli operatori dell’agenzia Frontex e dell’Unhcr.
Alla festa dei giovani partecipanti al meeting ha fatto da specchio la spensieratezza dei piccoli migranti, inconsapevoli dei “grandi giochi” che governano l’ordine mondiale e verso cui la stessa “Carta di Leuca” si rivolge, sperando di arginare le sofferenze delle popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa martoriate dalle guerre. Il bilancio finale è stato di due presunti scafisti fermati per essere identificati e di due donne condotte in ambulanza nell’ospedale di Tricase per ulteriori controlli medici.
La cerimonia di apertura del meeting, “disturbata” per diversi minuti dal suono delle sirene e dal volo di un elicottero delle Fiamme gialle, è proseguita con le musiche completamente diverse di un concerto bandistico. E chissà se queste due facce della stessa società umana abbiano capito di essersi sfiorate, anche se per un solo istante.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...