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carlo stasi

MATINO. “Sono nato cantando tra due mari – Radici e canto nella poetica di Franco Simone” è il libro di Carlo Stasi presentato venerdì 7 ottobre, alle 19, al Marchesale di Matino. Accanto all’autore, poeta, scrittore e saggista di Acquarica del Capo, di sarà lo stesso cantautore che ha ispirato il volume, insieme all’editore Stefano Donno e a Sonia Cataldo, dei Presidi del Libro di Parabita, associazione che ha organizzato la serata insieme a Emergenze Sud e al Museo d’arte contemporanea di Matino.    

 

Carlo Stasi, poeta, scrittore e saggista di Acquarica del Capo scrive un libro su Franco Simone, cantautore, poeta di Acquarica del Capo: un poeta che parla di un altro poeta suo conterraneo in “Sono nato cantando tra due mari – Radici e canto nella poetica di Franco Simone” di recente presentato a Lecce. Il profilo che viene tracciato è quello di un artista complesso, di spessore, legato da una parte alle sue canzoni storiche che lo hanno imposto all’attenzione del grande pubblico (“Tu… e così sia”, “Respiro”, per citarne alcune), ma anche quello di un uomo che trae ispirazione dalle esperienze della propria contemporaneità: tematiche ecologiste, sociali, politiche nel senso nobile del termine ed anche religiose (uno degli ultimi lavori dell’artista, lo “Stabat Mater”, è un’originale opera rock sinfonica). Sono noti i suoi “racconti” su argomenti come la tossicodipendenza (“Cara droga”, 1978) o la deforestazione dell’Amazzonia con annesse prevaricazioni subite dalle popolazioni indigene (“Amazzonia”, 1988). Il libro di Stasi (foto) affronta anche la questione del bel successo di Franco Simone in Sudamerica (recentissima la sua partecipazione a “The Voice Chile” in qualità di coach, in coppia con il giovane talento salentino Michele Cortese di Gallipoli, da lui portato e lanciato in quel Paese). Un amore, quello che l’America Latina nutre verso “la leggenda”, come usano chiamarlo, che il cantautore salentino ricambia con sue produzioni in lingua spagnola. Proprio dal Cile è tornato in questi giorni l’artista che sta trascorrendo alcuni giorni nella sua nuova dimora salentina, incastonata nella natura arsa dal sole, pietra fra le pietre, vista mare, il luogo in cui il cantautore trova ispirazione. «Ho tenuto una conferenza stampa presso l’Istituto italiano di Cultura – racconta ed ho fatto un giro di tv e radio nazionali per presentare il nuovo progetto discografico “Perfumes del Sur”. Profumi del Sud, il Sud Italia che incontra il Sudamerica; ne sono autore, produttore ed inteprete insieme ai ragazzi del mio team di “The Voice Chile” (Luis Layseca, Karin Cáceres, Daniel Parraguez, ndr), Michele Cortese ed Astrid, una giovane e bravissima cantante che nel talent aveva scelto di stare in un altro team, ma che ora ho deciso di produrre perché sono certo che avrà un grande avvenire». Il Cile, una terra molto amata ormai: «La prima cosa che salta all’occhio è che in Cile, ma non solo lì, il pubblico è più abituato ad ascoltare. In Italia, a mio avviso per colpa della televisione, il pubblico è stato diseducato all’ascolto. Da noi – continua Simone – vige una presunzione di superiorità che spesso ci impedisce di comprendere. Purtroppo noi abbiamo un glorioso passato, ma un pessimo presente. E poi lì ho trovato dei talenti naturali, non costruiti a tavolino». Sarà per questi stimoli che il cantautore salentino è ricco di progetti. Come il recente “Stabat Mater”, con una formula musicale apparentemente così lontana dal tuo mondo: «Hai detto bene: apparentemente! Perché chi mi conosce sa bene della mia passione per la musica classica, ma anche di quella per il latino, sembrerà strano, ma io penso in latino fin dai tempi del liceo; era un’idea che avevo da moltissimo tempo. Ne ho dato una copia al Papa, mi hanno riferito che ha avuto parole molto lusinghiere dopo averlo ascoltato. È piaciuto moltissimo anche a don Ciotti. L’altro progetto nutrito a lungo è quello su Luigi Tenco. Ho cantato tutto d’un fiato dieci suoi brani, arrangiati da Alex Zuccaro, più uno inedito scritto da me. Tenco è stato per me un riferimento fondamentale insieme a Modugno. Mi è stato detto che non si è mai sentito Tenco più Tenco di così e Simone più Simone di così: concordo, i suoi brani li sento molto miei. Lo reputo il più puro degli artisti italiani».

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