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carlo salvemini

Nardò – Mino Frasca scende dall’autobus? Sembrerebbe di sì, stando alle dichiarazioni del nuovo Sindaco di Lecce Carlo Salvemini che ha invitato il neretino attualmente presidente della “Sgm”, società di mobilità urbana a partecipazione pubblica, a rassegnare le dimissioni dall’incarico. Frasca era stato nominato nel 2012 da Paolo Perrone tra le polemiche del centrosinistra e dello stesso Salvemini, all’epoca consigliere comunale di opposizione. In quel periodo Frasca era consigliere provinciale approdato dall’Udc a “La Puglia prima di tutto” e poi al Pdl di Raffaele Fitto. La minoranza di Palazzo Carafa vide quella nomina inopportuna e frutto di compensazioni e spartizioni interne al centrodestra tra Comune e Provincia. «Ieri ho firmato una lettera – ha scritto Salvemini su Facebook lo scorso 10 agosto – indirizzata ai componenti di nomina pubblica dei Consigli di amministrazione di Lupiae ed Sgm per invitarli a rassegnare le dimissioni dall’incarico, data la natura fiduciaria del rapporto con il Sindaco precedente che li ha nominati. Ciò al fine di avviare l’iter amministrativo per la nomina dei nuovi rappresentanti e senza dover emettere provvedimenti di revoca, nel rispetto del profilo professionali di ciascuno di loro». Ora spetta quindi anche al neretino Frasca decidere se dimettersi o attendere la revoca “promessa” da Salvemini. Nel frattempo di Frasca si torna a parlare in città: alcune voci lo vedrebbero di ritorno all’Udc, suo partito d’origine prima di essere folgorato sulla “via di Maglie”.

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

GALLIPOLI“Amministrative 2017 e il Modello Gallipoli, una città antesignana che un anno fa ha creduto nella forza del rinnovamento, nei giovani e nella trasparenza”, firmato Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli, centrosinistra. “È ormai chiaro che scendere in campo con un polo civico libero e aperto al rinnovamento, capace di accogliere le migliori energie del territorio, vince”, firmato Giuseppe Mellone, Sindaco di Nardò, centrodestra. A distanza di un’ora si sono susseguiti questa mattina i due comunicati cui si fa riferimento, resi noti da due uomini politici poco più che trentenni e che non hanno mai nascosto di essere amici fin dai tempi degli studi universitari, sia pur militanti su sponde opposte. Ora entrambi e in perfetta sintonia tessono le lodi delle liste civiche innanzitutto, del salto generazionale, della messa in soffitta della “vecchia politica” dei compromessi e dei giochi di potere. L’unica divergenza sembra essere: quale è stato il modello originale che ha portato ai risultati di Lecce (Carlo Salvemini Sindaco, di sinistra; suo vice Alessandro Delli Noci, assessore fino a pochi mesi fa del governo di centrodestra del capoluogo), di Galatina (Sindaco espressione di liste civiche)? Quello di Gallipoli o quello di Nardò?
Afferma Minerva: “L’attuale scenario politico ora si configura come un importante allargamento del Pd, che si delinea a sua volta come un nuovo modello di Ulivo: una realtà che va dalla sinistra di Governo alle forze centriste deluse dalla vecchia destra, un’identità con un forte taglio generazionale, tenace e consapevole del fatto che il cambiamento è  l’unica vera arma di una rivoluzione pacifica del sistema”. Prosegue il primo cittadino di Gallipoli: “A Galatina, la vittoria del civismo dimostra che tale forza è  maggiore rispetto ai partiti di destra, che la vecchia politica entra in  crisi a favore delle nuove configurazioni”. Per poi concludere che “il Modello Gallipoli già un anno fa aveva dato la palese  dimostrazione che la collaborazione può condurre ad importanti risultati: ora con Lecce si può investire in sinergie a favore del  territorio. Insieme con Lecce, con sindaci come Donato Metallo a Racale  e Pippi Mellone a Nardò, si può lavorare in un’ottica condivisa e raggiungere le possibili e ardue vette”.
“Non è una questione di formule magiche – spiega a sua volta Mellone – ma di una semplice regola che si è imposta clamorosamente negli ultimi tempi, soprattutto a livello locale: i partiti tradizionali con i loro vecchi schemi, che potevano valere sino a qualche anno fa, sono perdenti quasi con sistematicità dove ci sono volti nuovi, forze civiche, idee improntate al rinnovamento e alla discontinuità. Serve freschezza, serve la rigenerazione di logiche e apparati, servono uomini e visioni che partono da basso e non dalle solite, vecchie e inaccessibili stanze.  Lo abbiamo dimostrato noi a Nardò giusto un anno fa – rimarca il Sindaco neretino con forti venature neofasciste – hanno replicato l’esperienza in queste ore sia Lecce che Galatina. A Lecce vince Carlo Salvemini, un volto storico della sinistra, ma con il contributo determinante di Alessandro Delli Noci, artefice di una delle più belle e intense esperienze di civismo degli ultimi anni e da oggi punto di forza della nuova amministrazione”. Linguaggi simili, analisi convergenti, programmazione unitaria: è la svolta dei trentenni, che disegnano modelli. Anche se la paternità potrebbe diventare oggetto di  contesa.

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