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carlo falangone

NARDÒ. Il litorale di Nardò ha il suo piano delle coste. Lo ha approvato all’unanimità – e già questa è una notizia data l’alta tensione persistente tra i politici neretini – il Consiglio comunale di questa mattina. I consensi unanimi si spiegano così: il piano che disciplina l’utilizzo e le destinazioni d’uso di una costa lunga oltre trenta km, era quello approntato dall’Amministrazione guidata dal precedente Sindaco, Marcello Risi. I fascicoli – completi in ogni parte e passati da diversi adeguamenti in corsa a causa del cambio della legge regionale di riferimento dopo la prima sfortunata edizione – erano stati definiti già nell’aprile del 2016. Poi le elezioni con il cambio di comandante a Palazzo Personé pochi mesi dopo. Il neosindaco Giuseppe Mellone aveva con la solita enfasi annunciato il 3 ottobre sempre del 2016 l’invio dei documenti alla Regione, come da prassi; quindi aveva inserito l’argomento per l’approvazione definitiva nella riunione consiliare del 18 febbraio scorso per poi ritirarla con queste motivazioni di fondo: “Non vogliano interrompere, per serietà e coscienza, l’iter intrapreso dalla precedente Amministrazione – aveva detto tra l’altro l’unico esponente della maggioranza intervenuto in aula, il consigliere per la Sicurezza Augusto Greco – ma questo non vuol dire che condividiamo né che possiamo accettare passivamente delle scelte di pianificazione che denotano in alcuni punti un modo di vedere la città che non ci appartiene”. Oggi il “via libera” definitivo di quel piano del non amato Risi da parte di Mellone e suoi sostenitori, tanto da far dire al consigliere di minoranza ed ex assessore Carlo Falangone: “Va sottolineato che è il nostro piano ad essere approvato tale e quale, visto che da parte di questa maggioranza si parla dell’Amministrazione Risi solo e soltanto come ‘fallimenti’  e cose non fatte!”. Il Sindaco in chiusura ha ringraziato i tecnici che ci hanno lavorato, interni ed esterni, per il gran lavoro fatto, citandoli uno per uno, ed ha rilevato ancora una volta che il piano coste “è stato inviato alla Regione così com’era, fatto non da poco che la minoranza dovrebbe cogliere…”. “E’ un merito di questa Amministrazione non aver fatto perdere 3-4 anni facendo modifiche e varianti che magari si potranno fare dopo, come ad esempio per quei lidi che al 2020 dovrebbero essere trasferiti, come se avessero le rotelle”, ha affermato Mellone. In una nota successiva il capo della Giunta ha spiegato così i ritardi intercorsi dall’aprile 2016 al luglio 2017: “Purtroppo, se la vecchia Amministrazione non avesse gestito la fase di stesura del piano con il bilancino del farmacista per il solito tributo al manuale Cencelli, Nardò avrebbe avuto questo fondamentale strumento di programmazione molto tempo prima. Noi abbiamo velocizzato l’iter perché riteniamo che non si potesse più rinviare e perché gli interessi di chi vuole investire vanno tutelati e richiedono certezze”. Il piano comunque adesso c’è, con i suoi venti lidi e le dieci spiagge libere con servizi. Grazie anche alla “celerità della Regione nell’esaminarlo”, Nardò è giunta al traguardo seconda, solo dopo Tricase”.

 

NARDÒ. “Brandine insufficienti, tende stracolme, wc sporchi e caporali noti alle cronache serenamente ospiti a Boncuri”. È la fotografia, impietosa, scattata dal Consiglio italiano per i rifugiati a Masseria Boncuri e dintorni, dove da circa un mese oltre trecento braccianti – migranti sono alloggiati in una tendopoli. Un resoconto messo nero su bianco da Donatella Tanziariello, Mariastella Giannini, Francesca Carrozzo e Chiara Marangio e inviato lo scorso 14 luglio al Prefetto di Lecce. Due avvocati, una mediatrice linguistica interculturale e una psicologa psicoterapeuta hanno tracciato un quadro da “terra di nessuno”, con controlli pressoché inesistenti e con presenze invece ben note e inquietanti ai bordi dei campi.

La replica del sindaco Giuseppe Mellone non si è fatta attendere: «Il Comune di Nardò ha fatto il massimo che poteva! Ora tocca alle altre istituzioni. A cominciare dalle forze dell’ordine, le uniche deputate ad individuare e stroncare i caporali». Su face book le responsabili della cooperativa “Mosaico” hanno respinto ogni eventuale addebito circa la sicurezza e la vigilanza: “La gestione del campo d’emergenza, per il momento, non è stata affidata a nessun ente. In attesa della firma di protocollo in Prefettura, la nostra cooperativa, insieme a Caritas ed Amministrazione, tenta con non poche difficoltà, di dare risposte concrete ai ragazzi che giorno dopo giorno arrivano al campo, risposte che vanno dalle tende ai letti, dai materassi ai cuscini, passando all’acqua potabile ai bagni e alle docce, in virtù del nostro stile, aperto, solidale e che non fa distinzione tra migranti”. Messo in chiaro che l’immobile Boncuri di cui è concessinaria è pulito, ordinato e controllato, la coop non può non sottolineare che “ovviamente gestire una struttura con 16 migranti d’inverno è molto semplice, farlo con ‘216’ d’estate diventa un po’ più complicato. Nonostante queste critiche continueremo comunque ad offrire ospitalità nelle ore più calde del giorno ai ragazzi che sono nel campo d’emergenza. Se crediamo in un mondo senza confini e\o barriere non possiamo poi alzarne uno tra campo d’emergenza e masseria!”.

L’area intanto è sold out. Ogni tenda ospita fino a 8-9 persone, altre ne arrivano in continuazione. Il 24 giugno il Sindaco aveva fatto sapere che entro poche settimane la Regione avrebbe inviato “i moduli abitativi, che sono la soluzione migliore”. Si tratta di container climatizzati, muniti anche di fornello elettrico (vietato allestire cucine attorno alla tendopoli), che il governatore Michele Emiliano ha promesso di far installare a Foggia e Nardò. Arriveranno, ha ribadito da ultimo il primo cittadino “entro questa settimana”.

Nel frattempo lo scorso 14 luglio attorno alle 16 un ramo si è staccato dai possenti alberi dell’area esterna di Masseria Boncuri, cadendo a pochi centimetri da una tenda blu. Fortunatamente nessuno si trovava nei paraggi, nonostante che quando si è verificato l’episodio, Boncuri fosse stracolma di lavoratori intenti a pregare, dormire o chiacchierare.

Critico sulla situazione anche l’ex vicesindaco e Assessore ai servizi sociali Carlo Falangone, oggi consigliere comunale di Sinistra italiana. «Oggi mancano – dichiara – quei servizi di mediazione culturale, linguistica e legale e soprattutto sanitaria che negli anni passati sono stati garantiti grazie a protocolli d’intesa specifici; servizi che non risolvevano tutti i problemi ma permettevano di garantire un’accoglienza qualitativamente migliore attingendo soprattutto da risorse previste nel Piano sociale di zona».

Carlo-FalangoneNARDÒ. Le votazioni naturalmente hanno coinvolto anche la Giunta che ha affiancato Risi in questi anni. L’exploit è del vicesindaco Carlo Falangone (al centro), assessore ai Servizi sociali, in lista con “La Puglia in Più”: 609 le preferenze e primo posto tra i più votati. Di sicuro sarà in Consiglio. In bilico invece la posizione dell’assessore al Turismo e Centro storico Maurizio Leuzzi, candidato nel Pd, con 371 voti (161 in più rispetto al 2011, comunque); gli ottimi risultati di altri candidati lo collocano al quinto posto: entrerà quindi in Consiglio solo se Risi diventerà sindaco. Impossibile invece il “ripescaggio”, anche in caso di vittoria del centrosinistra al ballottaggio, dell’assessore ai Lavori pubblici Antonio Filograna: quinto con 139 voti in “Obiettivo Comune”, lista che in caso di vittoria di Risi esprimerà due seggi. Nessun posto per “Nardò Unica” e l’assessore all’Ambiente Francesca De Pace ha raccolto appena 50 voti. Non era in lista l’assessore alla Cultura Mino Natalizio.

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