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Centro Caritas foto di Claudio Vergaro

Centro Caritas foto di Claudio Vergaro

CASARANO. La Casa di prima accoglienza e mensa per i poveri “Madre del cenacolo” ha ufficialmente aperto i battenti “colorando la città con il volto della carità”, come affermato, all’inaugurazione, dal Vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna. A dire la verità, la struttura era già entrata in funzione da alcune settimane anche se il taglio del nastro è, invece, avvenuto lo scorso 17 giugno. L’edificio di via Tagliamento, dove trovano alloggio dieci suore, accoglie già alcune donne con bambini in difficoltà. La mensa, invece, ha un ingresso indipendente, e può fornire sino a 40 pasti caldi al giorno.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti, oltre al  vescovo Filograna, il sindaco Gianni Stefàno, il direttore della Caritas diocesana don Camillo De Lazzari (appena sostituito nel suo ruolo da don Gianpiero Fantastico), il parroco don Tommaso Sabato e suor Anna Monferrato, fondatrice delle “Serve del cenacolo” che gestiscono la “Casa”. La struttura, ceduta in comodato trentennale alla diocesi il 4 maggio del 2012, solo due anni fa, a causa di un lungo periodo di totale abbandono, riversava in condizioni che definire precarie sarebbe un eufemismo. Per rimettere a nuovo il complesso edilizio, ci sono voluti più di 200mila euro. Tra l’altro, non sono mancati gli inconvenienti, come un grosso furto di rame che, a lavori in corso, ha decurtato i fondi messi a disposizione per il recupero della struttura di 4mila euro.

«I lavori – spiega don Tommaso – non sono ancora ultimati. Manca qualcosa, ma, nonostante tutto, la nostra comunità ha dato testimonianza di buone prassi».«Quando otto anni fa mi fu assegnato il ruolo di responsabile della Caritas – commenta don Camillo – la situazione era certamente migliore di quella di oggi e le richieste di accoglienza non erano così numerose. Oggi, la crisi, che a Casarano si avverte di più rispetto ad altre zone, è esplosa in tutta la sua portata e opere come queste si rendono quanto mai necessarie. Questa “opera-segno” è la prima ad essere inaugurata, altre ne sorgeranno a Gallipoli, Nardò e Copertino». «Il nostro obiettivo – chiarisce suor Anna – è l’integrazione e il recupero delle persone, un recupero che sia al contempo sociale e spirituale. Per farlo, però, abbiamo bisogno del sostegno di tutti». «Non sarete lasciate sole – assicura il primo cittadino replicando alla religiosa – tutti noi dobbiamo dare delle risposte, dalle istituzioni ai singoli cittadini».

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