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CARABINIERI MAGLIE

Maglie – Denunce, verbali e patenti ritirate in conseguenza dell’uso di droga. Il servizio straordinario di controllo del territorio da parte dei carabinieri della Compagnia di Maglie ha portato al deferimento in stato di libertà di sei persone fermate alla guida in “evidente stato di alterazione psicofisica” perchè sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Nello specifico, il 34enne G.C. di Giurdignano, coinvolto in un incidente stradale, è pure risultato positivo all’alcol con un tasso pari a 0,85 grammi per litro. Gli altri fermati sono il 59enne di Serrano V.D.G., il 18enne di Muro Leccese G.T., il 27enne di Uggiano la Chiesa A.C., il 20enne di Maglie M.C. e la 27enne di Santa Cesarea Terme P.B., questi ultimi due con precedenti penali.

Altre dieci persone sono state segnalate alle competenti Prefetture per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti: si tratta di residenti a Giuggianello (di 21 anni), Cursi (29), Poggiardo (33), Maglie (40), Martano (23), Santa Cesarea Terme (27), Lecce (56), Uggiano la Chiesa (41), Neviano (19) e Galatina 38). Nel complesso sono stati rinvenuti e sequestrati un grammo di eroina, 4,8 di cocaina, 1,5 di hashish, 5,2 grammi di marijuana e due spinelli.

Cursi – Ferma un’auto sulla Provinciale, colpisce l’autista al volto e si impossessa dei 6.000 euro contenuti all’interno di una busta. L’episodio risale a poche ore ed è avvenuto sulla strada che collega Bagnolo del Salento e Cursi: un individuo posizionato a bordo della carreggiata, e con un casco integrale in testa, dopo aver fermato la Citroen C5 che sopraggiungeva ha colpito al volto il conducente impossessandosi della busta con i soldi che quest’ultimo avrebbe dovuto versare poco dopo presso l’ufficio postale. Ad avere la peggio è stato l’autista dell’auto, un 55enne di Melpignano che ha riportato lesioni in via da valutazione. Vista la dinamica, facile credere che il rapinatore abbia seguito l’auto e fosse a conoscenza degli spostamenti del 55enne, e forse anche del fatto che questi avesse con se una cospicua somma di denaro. Il malvivente, che ha agito senza armi, si è poi dato alla fuga a bordo di una moto di grossa condotta (di colore scuro) condotta da un complice prendendo la direzione di Cursi. Su quanto accaduto indagano i carabinieri del Nucleo operativo di Maglie.

Maglie – Due arresti per droga, nella giornata di mercoledì 27 giugno, da parte dei carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie. A Cursi è stato bloccato il 21enne Giovanni Pulimeno che all’interno di un garage nascondeva 285,85 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e 96 euro quale provento dell’attività di spaccio. A Muro Leccese, invece, la perquisizione nell’abitazione del 21enne Gabriele Maggiulli ha portato alla luce altri 656,04 grammi di marijuana e otto piante di cannabis, oltre ad un bilancino di precisione e a 96 euro in contanti. Dopo le formalità di prassi in caserma, i due soggetti, già noti alle forze dell’ordine, sono stati condotti presso le proprie abitazione in regime di arresti domiciliari.

Maglie – Ben 73 tra sale da gioco, agenzie di scommesse o bar con videogiochi sono stati segnalati dai carabinieri della Compagnia di Maglie perchè non autorizzati o non rispettosi della normativa in materia. L’operazione è stata condotta in 22 paesi in seguito al servizio disposto dal Comando regionale dei carabinieri finalizzato all’attività di controllo dei locali da gioco. Dalla verifica dei titoli autorizzativi, i militari hanno appurato che questi erano stati rilasciati con la precisa indicazione di dover rispettare la normativa regionale o i regolamenti comunali i quali prevedono che tali attività non possano svolgersi entro 500 metri da scuole, parrocchie e strutture sanitarie. Le violazioni accertate dai carabinieri sono state segnalate alle competenti autorità amministrative (Comuni e Questura) per i provvedimenti di competenza, ovvero sanzioni amministrative e l’eventuale chiusura dell’esercizio. Oltre a Maglie gli altri centri coinvolti sono quelli di Cursi, Martano, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Giurdignano, Melpignano, Uggiano La Chiesa, Poggiardo, Bagnolo del Salento, Palmariggi, Cannole, Muro Leccese, Giuggianello, Sanarica, Scorrano, Nociglia, Surano, Botrugno, Zollino, Sternatia e Soleto.   

 

Maglie – Tre clan, con un giro d’affari di circa 900mila euro annui, capaci di controllare larga parte del territorio salentino con collegamenti importanti non solo nel barese così come a Roma e Napoli, ma anche in Albania, Spagna e Marocco. Le tre associazioni per delinquere sgominate questa mattina dai carabinieri con l’operazione “Orione” sono quelle guidate da Vincenzo Amato a Scorrano, Paolo Serra a Martano e dai fratelli Luigi e Paolo Guadadiello a Torchiarolo: quest’ultima a carattere mafioso, inserita nella Sacra corona unita e facente capo al clan “De Tommasi” di Campi Salentina. Abbondante la disponibilità di armi (anche da guerra) e droga: se i viaggi all’estero erano finalizzati alla fornitura dello stupefacente (in Albania con Dario Profka e Ermal Harizaj), i contatti con la Capitale e il quartiere napoletano di Secondigliano puntavano ad allacciare contatti con altri clan mafiosi nostrani mentre è stato accertato che una delle associazioni sgomitate riforniva stabilmente il clan “Di Cataldo” di Bitonto.

Grande dispiegamento di forze dei carabinieri L’operazione dei carabinieri è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Maglie insieme ai colleghi del Comando provinciale di Lecce in collaborazione con le Compagnie di Brindisi e Alghero: 157 le unità di personale dispiegate con 47 autovetture. Le operazioni hanno avuto inizio all’1 di questa mattina con il supporto di sei unità cinofile del Nucleo cinofili di Modugno e Tito (Potenza) e del team artificieri antisabotaggio del Comando provinciale di Lecce.

La suddivisione del territorio Precisa la suddivisione territoriale: Serra e i suoi operavano nei territori di Borgagne, Carpignano Salentino, Martano, Melendugno e Otranto (con contatti riferibili al clan Tornese di Monterosi e all’associazione capeggiata da Vincenzo Amato a Scorrano); Amato nei territori di Botrugno, Cursi, Cutrofiano, Maglie, Muro Leccese, Neviano, Nociglia, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Scorrano e Ruffano, mentre l’associazione capeggiata dai fratelli Guadadiello tra Squinzano, Torchiarolo e Trepuzzi con una ramificazione a Tricase. Su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, l’indagine ha portato all’arresto di 37 persone permettendo di accertare circa 200 episodi di spaccio e numerosi casi di estorsione. Nel totale sono 62 i soggetti indagati.

La droga e le armi – Oltre 27 i chilogrammi di hashish sequestrati, insieme a 320 grammi di cocaina e altro stupefacente per un valore di circa 295mila euro. In fase di esecuzione delle misure cautelari sono stati sequestrai ulteriori 440 grammi di eroina, 90 di marjiuna 8,5 di hashish ed un ordigno improvvisato di grandi dimensioni ad alto potenziale offensivo. Cinque le pistole sequestrate insieme ad un kalashnikov e alle relative munizioni.

Il gruppo di Martano: donne, minori e “accortezze varie” – Particolari le cautele adottate dai componenti dei vari clan. Per evitare le intercettazioni dei carabinieri, alla fine comunque puntuali nel ricostruire le dinamiche d’azione dei tre sodalizi criminali, il gruppo di Martano usava il meno possibile le utenze cellulari, cambiando spesso schede telefoniche, e usando sempre un linguaggio volutamente criptico. Frequente pure il ricorso a strumentazioni tecnologiche in grado di rilevare la presenza di sistemi di intercettazione ambientale in autoveicoli e abitazioni. Per questo  si ricorreva anche al frequente cambio delle autovetture utilizzate per gli spostamenti. La droga era spesso nascosta all’interno di contenitori per le derrate agricole, lontano dalle aree urbane. Rilevante il ruolo delle donne e dei minori, utilizzati spesso per non destare sospetti. Le estorsioni avvenivano con la tecnica del cosiddetto “cavallo di ritorno”: rubando le auto veniva richiesto un corrispettivo per la loro restituzione. Non mancavano le rapine e gli incendi su commissione, spesso richiesti da concorrenti commerciali in danno di altre attività o per regolare dissidi personali. In una situazione accertata dai militari, Sergio Pede e Angelino Giuseppe condussero un terzo soggetto in un luogo isolato nei pressi dei laghi Alimini (Otranto) facendolo confessare in ginocchio e mimando le modalità tipiche dell’esecuzione mafiosa.

L’associazione capeggiata da Vincenzo Amato a Scorrano – Amato, noto come “pisciuleddhru”, è un personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, già associato al clan della Scu “Coluccia” di Noha-Galatina: latitante dal febbraio 2016, su di lui pende già una condanna definitiva a 19 anni e mezzo per traffico internazionale di droga con la Colombia. Anche questa associazione è risultata in possesso di armi da fuoco ed esplosivi, tra cui 4 detonatori ad alto potenziale. Anche in questo caso si utilizzavano i rilevatori si microspie e un cambio “ossessivo” di schede telefoniche (anche estere). L’organizzazione guidata da Amato era in grado di rifornirsi in  Spagna, Albania e Marocco. In un bar di Muro Leccese era la base operativa, li dove spesso sono stati avvistati esponenti di altre associazioni leccesi e pure trafficanti albanesi venuti per contrattare i termini delle forniture (in alcuni casi con scambi da 40 e 65mila euro). Al gruppo sono state sequestrate decine di chilogrammi di droga, nascosta in bidoncini interrati o nascosti in muretti a secco (anche a Supersano tra l’ottobre 2015 e il gennaio 2016). Dai pizzini recuperati si ha contezza che soltanto in un mese, quello di settembre 2015, la contabilità in materia di spaccio di stupefacente ammontava a circa 300mila euro.

Armi da fuoco e  fucili da guerra a Torchiarolo – Di sicuro molto più numeroso rispetto ai soli dieci arrestati, il gruppo di Torchiarolo e Squinzano capeggiato dai fratelli Guadadiello, inserito all’interno della Sacra corona unita leccese. Fondamentale il ruolo delle donne in grado di portare all’esterno del carcere le disposizioni date dai capi del clan mafioso (alcuni di questi, infatti, detenuti al tempo dell’indagine). Alba Conte, moglie di Paolo Guadidiello, avrebbe svolto il ruolo di contabile nel corso della detenzione del marito, distribuendone i proventi agli appartenenti e decidendo le nuove forme di “investimento”. L’associazione, dotata di armi da fuoco e fucili da guerra (5 pistole e un ak47 kalashnikov con relativo munizionamento, ha eseguito un elevatissimo numero di estorsioni nei confronti dei soggetti acquirenti di stupefacente, anche appartenenti al gruppo stesso, non disdegnando di ingaggiare vere e proprie sparatorie nei pressi delle abitazioni degli stessi.

Gli arrestati – Sono 37 le persone arrestate, 20 in carcere e 17 ai domiciliari. Dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostante stupefacenti, danneggiamento, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e materie esplodenti, detenzione e spaccio di stupefacenti, estorsione, favoreggiamento personale, furto aggravato, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, ricettazione, sequestro di persona e violenza privata. Tra di loro anche l’ex portiere del Lecce e del Nardò Davide Petrachi.

  • Ordine di carcerazione in carcere per:
  1. AMATO Vincenzo nato a Galatina il 28.01.1977;
  2. ANGELINO Giuseppe nato a Poggiardo il 31.07.1993;
  3. CAPUTO Andrea inteso “cavallo” nato a Maglie il 05.08.1978;
  4. DE MITRI Fabrizio nato a Poggiardo il 27.01.1979;
  5. FUSO Luigi nato a Martano il 10.01.1956;
  6. GUADADIELLO Antonio Roberto nato a Lecce il 10.06.1982;
  7. GUADADIELLO Anna Maria Cristina nata a Lecce 02.10.1985;
  8. GUADADIELLO Luigi nato a Lecce il 17.07.1981;
  9. GUADADIELLO Paolo nato a Lecce il 28.11.1987;
  10. GUADADIELLO Stefano nato a Lecce l’11.02.1984;
  11. MAGGIO Marco nato a Lecce il 17.04.1990;
  12. MERICO Paolo nato a Poggiardo il 30.05.1984;
  13. MIGGIANO Cosimo nato a Galatina (Le) il 09.02.1981;
  14. PEDE Sergio nato a Maglie il 16.12.1975;
  15. SERRA Paolo Domenico nato a Carpignano Salentino (Le) il 05.10.1959;
  16. SPARAPANE Piero nato a Lecce il 28.06.1972;
  17. SPARAPANE Stefano nato a Lecce il 31.12.1992;
  18. STOMEO Christian, nato a Scorrano (Le) il 08.08.1993;
  19. TUNNO Vittorio, nato a Poggiardo (Le) il 20.05.1981;
  20. VISCONTI Adele, nata a Squinzano (Le) il 03.11.1995

 

  • ARRESTI DOMICILIARI
  1. ANTONACI Lorenzo, nato a Lecce il 05.10.1976
  2. CAFARO Alessandro, nato a Campi Salentina (Le) il 16.02.1984
  3. CAPOCELLI Armando, nato a Maglie (Le) il 30.12.1985
  4. COLUCCIA Cristian, nato a Treviglio (BG) il 17.04.1991
  5. CONTE Alba nata a San Pietro Vernotico (Br) il 31.05.1993;
  6. DE IACO Antonio inteso “barba”, nato a Poggiardo (Le) il 08.04.1983
  7. DE RINALDIS Carmine inteso “macellaio”, nato a Poggiardo (Le) il 03.05.1977
  8. GNONI Virgilio inteso “olio”, nato a Nociglia (Le) il 13.11.1970
  9. GRECO Alessandro inteso “topo”, nato a Cursi (Le) il 21.09.1979
  10. GUIDO Cosimo Davis, nato a Campi Salentina il 04.07.1979
  11. LONGO Cesario, nato a Casarano il 05.03.1978
  12. MIHAILESCU Alina Elena, nata in Romania il 25.02.1983
  13. NUZZO Giuseppe inteso “ruspa”, nato a Cursi (Le) il 24.08.1970
  14. PETRACHI Davide inteso “calcio”o “portiere”, nato a Lecce il 14.08.1986
  15. SPEDICATI Lorenzo, nato a Lecce il 13.03.1992
  16. TOMASI Antonio, nato a Maglie (Le) il 21.04.1970
  17. ZEZZA Antonio inteso “bufalo”, nato a Tricase (Le) il 16.06.1989

 

MAGLIE – Giorni di controlli più intensi del solito per i carabinieri della Compagnia di Maglie. In quattro, tra i 24 e i 47 anni, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria perché trovati alla guida dei propri veicoli sotto l’influenza dell’alcol. Un 40enne di Supersano ed un 27enne di Maglie sono stati deferiti perché trovati in stato di alterazione psico-fisica per assunzione di sostanze stupefacenti del tipo “cannabinoidi” come riscontrato dagli accertamenti sanitari. A tale verifica hanno, invece, rifiutato di sottoporsi un 47 di Soleto ed un 28enne di Supersano,  per questo poi deferiti. Nell’ambito dello stesso servizio di controllo sono sette segnalate alle competenti prefetture altre sette persone (tutte maggiorenni) per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti: erano in possesso di complessivi 5.2 grammi di hashish, 10,1 di marijuana e 0.9 di eroina.

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MAGLIE. Sono 59 le persone indagate dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Contatto” che ha portato, alle prime luci dell’alba, all’arresto di 47 soggetti. Ad essere coinvolti sono anche un ex assessore (di Sogliano Cavour) posto ai domiciliari, un appuntato dei carabinieri, un vigile urbano di Sogliano ed un poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Lecce. L’indagine, condotta dal febbraio 2013 sino al giugno del 2016 dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Maglie ha consentito di svelare molteplici infiltrazioni, a vari livelli, entrando nei gangli dell’associazione mafiosa facente parte del clan “Coluccia” di Noha-Galatina ma con interessi e ramificazioni in molti altri comuni della provincia quali Sogliano Cavour (19 i coinvolti), Galatina (6), Cutrofiano (7), Corigliano d’Otranto (4), Castrignano de’ Greci, Melpignano, Soleto, Sternatia, Cursi (2), Castrì di Lecce, Martano, Otranto, Calimera, Muro Leccese e Cavallino. Sin dalla scorsa notte i militari del Comando provinciale dei carabinieri di Lecce, in collaborazione con il Nucleo investigativo del Comando provinciale di Mialno e della Comapgnia di Tolmezzo, hanno portato in esecuzione 47 provvedimenti cautelati: 20 in carcere, 17 agli arresti domiciliari, 7 misure coercitive dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e tre interdizioni temporanee dai pubblici uffici.  In azione anche il Nucleo elicotteri carabinieri di bari palese e due unità del Nucleo cinofili di Modugno. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, ricettazione, rapina, furto aggravato, porto abusivo di armi, detenzione e spaccio di stupefacenti, abuso d’ufficio, usura, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, truffa, minaccia aggravata e lesioni personali con l’aggravante delle modalità mafiose.

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