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carabinieri di maglie

Scorrano – Cercano gli allacci abusivi alla rete elettrica e scoprono un nascondiglio con armi e droga. L’operazione condotta a Scorrano dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie, avviata in seguito a varie segnalazioni di cittadini circa varie anomalie nel funzionamento dei contatori, e sull’importo delle relative bollette, ha portato alla luce un fucile nera modello doppietta Bernardelli calibro 12, completo di custodia, tre cartucce calibro 20, altre 8 calibro 12, una pistola giocattolo imballata in un involucro di carta, due bilancini di precisione, un borsello nero in nailon, un vasetto con 24 grammi di cocaina, un altro contenitore in vetro contenente due involucri da un grammo e da 4 grammi di cocaina ed un altro involucro con altri 40 grammi dello stesso stupefacente, oltre a materiale vario per il confezionamento delle dosi. La sorpresa era nel vano autoclave di un complesso condominiale, ben nascosta dietro un serbatoio. Saranno ora ulteriori indagini a chiarire chi avesse la disponibilità delle armi e della droga.

carabinieriComprata per 800 euro e costretta a prostituirsi nel Salento. Una sorte comune a molte ragazze bulgare, di età compresa tra i 19 e i 33 anni, finite nella rete di attività illegale messa in atto da tre connazionali (residenti a Presicce) e mirata allo sfruttamento della prostituzione. Al centro dell’operazione “Robinia”, condotta dai carabinieri di Maglie con il coordinamento del Pubblico ministero Carmen Ruggiero, la vicenda di una giovane donna bulgara, “liberata” dai suoi tre aguzzini dopo un controllo dei carabinieri di Gallipoli. A seguito di servizi perlustrativi lungo la strada che collega Maglie a Collepasso, luogo in cui delle giovani donne bulgare erano costrette a prostituirsi, e di intercettazioni telefoniche e ambientali, i militari hanno fermano alcuni bulgari. Tra di loro anche la giovane che alla vista dei militari ha denunciato la sua condizione ed è stata, quindi, affidata a una casa protetta. Ciò non ha, tuttavia, impedito agli aguzzini di ritornare sulle sue tracce. Il 12 settembre scorso, infatti, la donna è stata condotta presso la stazione ferroviaria di Lecce da una donna della banda per portarla altrove. Il piano è fallito grazie all’intervento dei militari che hanno salvato la ragazza arrestando, però, soltanto la donna che era con lei mentre gli altri due complici, che attendevano a Squinzano, hanno poi fatto perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Il giorno dopo, i carabinieri di Maglie e di Tricase, facendo irruzione nell’abitazione di Presicce, hanno arrestato i due bulgari accusati di “riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...