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carabinieri di maglie

Uggiano La Chiesa – Una pistola ad aria compressa  Wingun 321; una pistola a salve Olimpic 6; 12 cartucce di fucile da caccia; una carabina Remington ad aria compressa con cannocchiale di precisione: è quanto hanno trovato ieri pomeriggio i carabinieri della Compagnia di Maglie in casa di un 24enne di Casamassella, frazione di Uggiano La Chiesa, durante una perquisizione che ha interessato anche l’uomo. Amerigo Daniele Barone, 24 anni, già noto alle forze dell’ordine del luogo, aveva con sé anche 6 grammi di hashish e quattro di marijuana; altri 37 grammi della stessa sostanza sono stati trovati nella sua abitazione a Giurdignano, oltre ad un bilancino di precisione ed un altro elettronico.

Per il giovane è subito scattato l’arresto, essendo stato colto in flagrante. Risponderà del reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Dopo le formalità di rito in questi casi, Barone è stato trasferito a Lecce, nel carcere di Borgo San Nicola, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Melpignano – E’ rimasto uccel di bosco per 17 ore l’investitore di un 60enne, fuggito poco dopo l’impatto ma non sfuggito alle indagini dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Maglie. Ieri erano da poco trascorse le 23 quando al 112 è arrivata una telefonata relativa ad un incidente avvenuto in centro. All’incrocio tra via Boccaccio e via IV Novembre un’auto aveva investito un ciclista, nato a Poggiardo e residente a Melpignano , di 60 anni. L’automobilista, alla guida di una fiat punto, aveva fermato la vettura ed era sceso per vedere di soccorrere l’uomo finito per terra ma avendo percepito l’arrivo del 118 e dei carabinieri, era risalito sulla macchina ed aveva fatto perdere le sue tracce.

I soccorritori naturalmente si sono dedicati all’investito, che è stato trasportato all’ospedale di Scorrano per le ferite riportate e lì era stato infatti ricoverato. Poi i carabinieri si erano messi ad indagare sull’accaduto venendo a capo di questa brutta vicenda nel pomeriggio di oggi, quando hanno denunciato all’autorità giudiziaria M. S. nato a Maglie 32 anni fa e residente a Martano. L’uomo dovrà rispondere di omesso soccorso, guida con patente revocata per precedenti vicende e lesioni colpose stradali.

Scorrano – Cercano gli allacci abusivi alla rete elettrica e scoprono un nascondiglio con armi e droga. L’operazione condotta a Scorrano dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Maglie, avviata in seguito a varie segnalazioni di cittadini circa varie anomalie nel funzionamento dei contatori, e sull’importo delle relative bollette, ha portato alla luce un fucile nera modello doppietta Bernardelli calibro 12, completo di custodia, tre cartucce calibro 20, altre 8 calibro 12, una pistola giocattolo imballata in un involucro di carta, due bilancini di precisione, un borsello nero in nailon, un vasetto con 24 grammi di cocaina, un altro contenitore in vetro contenente due involucri da un grammo e da 4 grammi di cocaina ed un altro involucro con altri 40 grammi dello stesso stupefacente, oltre a materiale vario per il confezionamento delle dosi. La sorpresa era nel vano autoclave di un complesso condominiale, ben nascosta dietro un serbatoio. Saranno ora ulteriori indagini a chiarire chi avesse la disponibilità delle armi e della droga.

carabinieriComprata per 800 euro e costretta a prostituirsi nel Salento. Una sorte comune a molte ragazze bulgare, di età compresa tra i 19 e i 33 anni, finite nella rete di attività illegale messa in atto da tre connazionali (residenti a Presicce) e mirata allo sfruttamento della prostituzione. Al centro dell’operazione “Robinia”, condotta dai carabinieri di Maglie con il coordinamento del Pubblico ministero Carmen Ruggiero, la vicenda di una giovane donna bulgara, “liberata” dai suoi tre aguzzini dopo un controllo dei carabinieri di Gallipoli. A seguito di servizi perlustrativi lungo la strada che collega Maglie a Collepasso, luogo in cui delle giovani donne bulgare erano costrette a prostituirsi, e di intercettazioni telefoniche e ambientali, i militari hanno fermano alcuni bulgari. Tra di loro anche la giovane che alla vista dei militari ha denunciato la sua condizione ed è stata, quindi, affidata a una casa protetta. Ciò non ha, tuttavia, impedito agli aguzzini di ritornare sulle sue tracce. Il 12 settembre scorso, infatti, la donna è stata condotta presso la stazione ferroviaria di Lecce da una donna della banda per portarla altrove. Il piano è fallito grazie all’intervento dei militari che hanno salvato la ragazza arrestando, però, soltanto la donna che era con lei mentre gli altri due complici, che attendevano a Squinzano, hanno poi fatto perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti. Il giorno dopo, i carabinieri di Maglie e di Tricase, facendo irruzione nell’abitazione di Presicce, hanno arrestato i due bulgari accusati di “riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione”.

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