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Carabinieri

Maglie –  Si impossessano dei dati di una Postepay e iniziano a sperperare danaro con le scommesse on-line. I due truffatori sono, però, stati individuati dai carabinieri della Stazione di Maglie a conclusione delle loro indagini in seguito alla querela da parte del legittimo titolare della scheda: la denuncia è scattata per un 42 enne di Palo del Colle (Bari) e per un 33enne di Bracciano (Roma). I due, dopo essere entrarti fraudolentamente in possesso dei dati necessari per utilizzo della carta Postepay, erano riusciti ad effettuare due addebiti, per complessivi 260 euro, sul sito di una società di scommesse e di giochi on line.

 

Maglie – Una Volkswagen Golf di colore grigio chiaro, con i vetri oscurati, è l’auto sulle cui tracce sono in queste ore i  carabinieri: si ritiene che sia stato questo il veicolo utilizzato dai ladri per mettere a segno due furti nelle ultime ore a Maglie. I colpi risalgono alla serata di ieri, tra le 19 e le 22: nel primo caso ignoti si sono introdotti in un’abitazione forzando il portone d’ingresso ed andando via, a quanto pare, senza asportare nulla ma dopo aver messo a soqquadro gli ambienti. Nel secondo caso, invece, forzando una finestra del giardino retrostante, i ladri sono entrati in un’altra abitazione riuscendo ad asportare vari monili in oro ed un orologio da uomo tascabile con doppia cassa in argento. In conseguenze delle indagini avviate per le denunce ricevute dai militari della locale Stazione, è stato possibile appurare la presenza dell’auto in questione in prossimità di una delle due abitazioni derubate, nell’ora indicata, senza tuttavia poter risalire alla targa.

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Casarano – Aveva allestito nella propria abitazione un vero e proprio laboratorio per la coltivazione della marijuana il 31enne Marcello Marinucci arrestato quest’oggi dai carabinieri. Il giovane (nato a Palermo e residente a Casarano) in una tenda cubica all’interno della camera da letto aveva nascosto nove vasetti, sei dei quali contenenti piantine di marijuana di piccole dimensioni, mentre in un ripostiglio sulla veranda vi erano altri sei vasi con piantine alte circa mezzo metro dello stesso stupefacente. Entrambi i locali erano, inoltre, provvisti di un ventilatore e di un lampada alogena per il riscaldamento vegetativo. In un’altra stanza della stessa abitazione i carabinieri hanno ritrovato pure due involucri di vetro contenenti, rispettivamente, 11,06 e 17 grammi di marijuana già essiccata, oltre ad un bilancino di precisione. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 31enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Carabinieri

Poggiardo – Minaccia di morte la ex con un fucile da caccia e per un 49enne di Poggiardo ricominciano i guai con la giustizia. In seguito alla denuncia della donna, infatti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà per i reati di maltrattamenti in famiglia aggravati e atti persecutori. Domenica scorsa, in presenza delle figlie della donna (di due anni più anziana), l’uomo si è recato presso l’abitazione di famiglia reiterando analoghi comportamento avvenuti negli anni passati con episodi di aggressioni e percosse, anche in presenza delle figlie. Risultando il soggetto in questione detentore di ben sei fucili da caccia legittimamente detenuti, i carabinieri hanno ritirato in via cautelare le armi e richiesto la revoca del titolo di polizia. Di quanto accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria ordinaria e quella minorile.

Presicce – Invece di essere in casa perchè ristretto agli arresti domiciliari, il 67enne Luigi Manco (foto) era a sorseggiare un caffè in un bar della piazza centrale del suo paese. Non trovandolo in casa nel corso di un normale controllo, i carabinieri del Nucleo radiomobile di Tricase lo hanno ben presto rintracciato in un bar di piazza del Popolo intento a bare un caffè. Dopo le formalità di prassi l’uomo è stato riconsegnato ai domiciliari dove dovrà sottostare in seguito all’arresto dello scorso 22 settembre per aver minacciato la convivente con una roncola.

Taviano – La sentenza diventa definitiva ed il 22enne Nicholas Lezzi (foto) finisce in carcere. L’ordinanza dell’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Lecce è stato notificato questa mattina dai carabinieri della locale Stazione intervenuti insieme ai colleghi della Compagnia di Casarano. Il giovane venne coinvolto dalle indagini condotte dai militari nell’operazione denominata “Alì Babà” che lo scorso febbraio sgominò una banda ritenuta responsabile di numerosi colpi ai danni di abitazioni ed esercizi commerciali: una vera e propria associazione a delinquere specializzata  nel saccheggiare negozi e abitazioni (soprattutto estive) tra TavianoRacale e Ugento e le marine di MancaversaTorre Suda e quelle limitrofe, sino a Torre Mozza e alle altre località sino al Capo di Leuca ed in alcuni casi anche in paesi vicino a Lecce. Sono oltre 250 gli episodi criminosi riconducibili alla banda che era solita utilizzare la tecnica estorsiva del cosiddetto “cavallo di ritorno”, ovvero proponendo agli stessi derubati l’acquisto delle loro cose.

 

Il giovane di Taviano, che era già agli arresti domiciliari, è stato condannato per i reati di associazione a delinquere nonchè furto aggravato, continuato ed in concorso. L’arrestato, dopo le formalità di prassi in caserma, è stato condotto nel carcere leccese di Borgo San Nicola dove dovrà scontare la pena residua di due anni e due mesi di reclusione. A suo carico c’è anche il pagamento di una multa da mille euro.

Melissano – Arresti domiciliari per il 19enne di Melissano Alex Sambati (foto), trovato dai carabinieri in possesso di alcune dosi di droga. L’arresto in flagranza di reato è avvenuto in contrada Cerri dove il giovane era a bordo della Fiat Punto di proprietà della madre. La perquisizione dell’autovettura ha permesso ai militari della locale Stazione di trovare una busta in cellophane contenente 40 grammi di marijuana ed un altro involucro con due grammi di cocaina. Lo stupefacente è stato sequestrato insieme agli 85 euro in banconote da piccolo taglio quale presunto provento dell’attività di spaccio ed a tre telefoni cellulari. Dopo le formalità di prassi in caserma, Sambati è stato condotto presso la propria abitazione dove dovrà sottostare al regime degli arresti domiciliari.

Taviano – Con un’ascia sfoga la sua rabbia contro la porta d’ingresso del suo avvocato e viene denunciato dai carabinieri. Le indagini condotte dai militari della Stazione di Taviano hanno permesso di individuare in un 56enne di Lecce (P.S. le iniziali del suo nome) il responsabile del gesto che ha danneggiato il portone di legno dello studio di un avvocato 62enne di Taviano. È stata la denuncia di quest’ultimo a permettere di risalire all’autore del gesto, insieme alla conferma avuta dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. L’episodio risale alle 12 dello scorso 20 settembre. Nei confronti dell’uomo è scattato il deferimento all’autorità giudiziaria in stato di libertà per danneggiamento aggravato da futili motivi.

Gallipoli – Grave incidente stradale questa mattina intorno alle 10,45 sulla strada provinciale Alezio-Gallipoli. Per cause ancora da accertare, una moto di grossa cilindrata con due persone a bordo è andata a schiantarsi contro una utilitaria: Bilancio provvisorio: tre feriti, tra i quali il conducente dell’autovettura,  in codice rosso ricoverati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.

La dinamica dell’incidente non è ancora del tutto chiara, così come non si conoscono le esatte generalità delle persone coinvolte, che a quanto pare sarebbero tutte di Gallipoli.

La ricostruzione più probabile è che l’autovettura fosse intenzionata ad immettersi su di una stradina situata a sinistra lungo la direttrice Alezio-Gallipoli. La motocicletta, per motivi tutti da chiarire, le sarebbe piombata addosso tamponandola violentemente. Il luogo in cui è avvenuto lo scontro si trova a poche decine di metri dal distributore di carburante. La strada è stata chiusa al traffico per i rilevamenti del caso. Tuttora è ancora chiusa ed il traffico deviato.

Sul posto sono giunti i vigili urbani di Gallipoli, i carabinieri ed i vigili del fuoco di Gallipoli. I sanitari giunti con un’autoambulanza hanno deciso di trasportare i feriti a Lecce, trovandosi tutti e tre in condizioni delicate per le ferite riportate.

Castrignano del Capo – Aveva urtato una macchina proveniente in senso di marcia contrario al suo ma aveva proseguito senza prestare soccorso: dopo indagini partite dal quell’incidente del 13 settembre scorso, i carabinieri sono riusciti a risalire all’autore del reato di fuga e mancata assistenza ai feriti, deferendolo all’autorità giudiziaria.

Alla conclusione con successo delle indagini i carabinieri di Castrignano del Capo sono arrivati in due tappe: dapprima, il 17 scorso, sono riusciti a rintracciare in un viottolo di campagna a Leuca la macchina investitrice, una Hyunday di colore blu. All’autovetture sono arrivati dopo aver visionato alcuni impianti di videosorveglianza nel luogo in cui era avvenuto lo scontro, sulla litoranea nei pressi di San Gregorio di Patù. Inoltre ai militari non era passato inosservato il fatto che sulla Mazda che aveva subito l’impatto erano rimaste tracce di vernice blu.

Poi i carabinieri erano risaliti al proprietario – S. S., nato in un paese della provincia di Messina, 33 anni e residente di fatto a Castrignano del Capo – rintracciandolo e denunciandolo all’autorità giudiziaria.

Sull’altra vettura, una Mazda, viaggiavano una donna al volante di 24 anni ed una sua amica. Entrambe erano state soccorse dal servizio di emergenza 118 che aveva diagnosticato per entrambe ferite guaribili in dieci giorni. Particolare curioso: l’auto della donna che aveva denunciato l’accaduto aveva l’assicurazione scaduta e pertanto è stata contravvenzionata.

Maglie – Si era offerta di fare la badante senza chiedere nulla in cambio. Il vicino, un 90enne con qualche problema per colpa di un ictus, moglie anziana anche lei e figli lontani, aveva accettato. Ma nel giro di pochi mesi la fiducia ottenuta si è trasformata in 57mila euro passati di mano dall’assistito alla donna. I fatti si sono svolti tra il febbraio e il settembre 2015; di ieri la sentenza del Tribunale di Lecce che ha condannato M. A. P., 54 anni, per truffa aggravata e continuata. La donna dovrà scontare una pena di due anni di reclusione. Il patteggiamento ottenuto dal suo avvocato, comporta la sospensione della pena e la non menzione nel casellario giudiziario. I parenti della vittima del raggiro non si sono costituiti parte civile nel processo.

Le insistenze della vicina di casa erano sembrate sincere all’anziano, il quale era in condizioni di aver bisogno di un aiuto per se stesso e per condurre la casa. Sembrava un interesse dettato completamente dalla compassione verso una persona conosciuta da tempo essendo le due residenze poco distanti l’una dall’altra. E il 90enne si era aperto sempre di più, sul piano della fiducia verso quella che diventava giorno dopo giorno una badante in grado di mettere le mani dappertutto col pino consenso dell’anziano.

Le indagini svolte dalla Procura della Repubblica di Lecce sono state attivate da una denuncia dei familiari della vittima che l’avevano allontanata poco prima che l’uomo morisse (dicembre 2015). Magistrato e carabinieri hanno così potuto appurare che nelle tasche della donna erano finiti 21mila euro di alcune polizze assicurative,un contratto di assunzione firmato dall’assistito, alcuni risparmi tenuti in casa, , un assegno e lo svincolo di obbligazioni per altri 18mila euro. La donna disponeva anche delle tessere postamat e bancomat.

 

Gallipoli – Spaccio di droga, sicurezza stradale, microcriminalità: questi i principali campi d’azione nei quali si è intensificata, nel corso dell’estate, l’attività di prevenzione e di repressione dei carabinieri. In tutta la provincia, ma con un occhio di riguardo a Gallipoli ed al suo litorale nonché Porto Cesareo, Santa Cesarea Terme e la pineta di Torre dell’Orso. Per tutto il Comando provinciale (sei Compagnie e 60 Stazioni), a supporto dell’ordinaria vigilanza, sono stati impiegati da giugno ad agosto, altri 120 carabinieri giunti come rinforzi, dei quali 45 soltanto per Gallipoli.

La “sicurezza percepita” Accanto alle operazioni più importanti (l’ultima ieri con la banda della droga italo-albanese tra Taviano e Gallipoli, poi Var Bay ancora a Gallipoli e l’omicidio Fasano a Melissano), l’obiettivo dell’Arma è stato quello di garantire la sicurezza anche a livello di “prossimità e visibilità” per aumentare, nei fatti, anche la “sicurezza percepita” da parte di turisti, operatori del turismo e semplici cittadini. Migliaia sono state le chiamate al numero d’emergenza 112, anche per semplici informazioni o per segnalare “situazioni sospette”.

La “malamovida” I servizi sono stati intensificati nei fine settimana in particolar modo lungo la fascia costiera adriatica e jonica, nei pressi dei locali notoriamente conosciuti quali luoghi di aggregazione giovanile, per contrastare il fenomeno della cosiddetta “malamovida” legato allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alla guida alterata da droghe o alcol (massivo è stato l’uso degli etilometri). I controlli hanno riguardato anche il mancato uso del casco e delle cinture di sicurezza così come il fenomeno della guida distratta dal telefonino ed il superamento dei limiti di velocità.

I controlli sul commercio illegale Molti servizi condotti a piedi, nelle aree a maggiore vocazione turistica, così come i controlli nei confronti di soggetti socialmente pericolosi perché sottoposti a misure di prevenzione. Particolare attenzione è stata posta al fenomeno dell’abusivismo commerciale ed alla vendita di prodotti con marchi di fabbrica contraffatti o dannosi per la salute, con il sequestro di migliaia di articoli illegali (borse, scarpe, cappelli, giocattoli per bambini) con sanzioni soprattutto nei confronti di cittadini extracomunitari, alcuni dei quali non in regola con il permesso di soggiorno.

I numeri Nello specifico, sempre nei mesi centrali dell’estate, ovvero da giugno a ad agosto, sono state arrestate 223 persone, 45 delle quali solo a Gallipoli. A seguire gli altri numeri con riferimento all’intera provincia ed alla Città Bella: 1.371 denunce (197); 12.806 (1475) pattuglie utilizzate; 6.046 contravvenzioni al Codice della strada (1038); 209 (25) patenti ritirate; 132 (33) carte di circolazione ritirate; 82 mezzi sequestrati (35).

Le grandi operazioni Tra le operazioni più importanti dell’estate i carabinieri ricordano quella condotta a Baia Verde contro lo spaccio di stupefacente, con il monitoraggio dell’area che ha portato all’arresto di 7 indagati (ad oggi in carcere) ed all’identificazione di altri 18 soggetti coinvolti, tutti extracomunitari, con precedenti e senza fissa dimora. Altra operazione quella che ha portato alla veloce conclusione delle indagini sull’omicidio del 24 luglio, a Melissano, del 22enne Francesco Fasano. A neppure 24 ore dall’esecuzione mafiosa, i carabinieri giunsero al fermo di 10 persone meritando il plauso dei vertici dell’Arma. Di ieri gli undici arresti alla “banda delle coca” che riforniva la movida del litorale di Gallipoli con ramificazioni nelle vicine Taviano, RacaleAlezio ed Alliste. Tra di loro il 43enne di Taviano Vincenzo De Matteis, elemento di spicco del “clan Troisi”, affiliato alla Sacra corona unita, già condannato nel 1998 per l’omicidio del boss di Taviano Luciano Stefanelli del 17 luglio 1995.

Galatone – Doppio colpo tentato (e in parte riuscito) nella notte a Galatone. Dopo aver tentato di rubare una Fiat Punto in via Cairoli, probabilmente la stessa banda a bordo di una Giulietta nera potrebbe essere stata la responsabile della spaccata sulla (non lontana) via Don Minzoni. Qui, dopo aver forzato la saracinesca, da un garage sono stati portati via due scooter. Il colpo non è stato portato a termine, probabilmente per l’intervento dei carabinieri e delle pattuglie di un istituto di vigilanza privata, visto che nel garage è stata trovata una Fiat 600 a bordo della quale era stata caricata una motozappa.

 

Maglie – Due denunce per spaccio di droga e furto percosse e minacce: così si sono conclusi due distinti interventi da parte dei carabinieri. Nel primo caso un uomo di 62 anni, nato a Lecce e residente a Maglie è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione della sua abitazione, i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Maglie hanno rinvenuto quattro piante di marijuana; nove vasi di vetro contenenti la stessa sostanza per un totale di 265 grammi; altri due vasetti contenenti diversi tipi di semi di canapa indiana; due bilancini di previsione di cui uno elettronico. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro e l’uomo segnalato all’autorità giudiziaria.

Con un ladro manesco se la sono dovuta vedere invece i carabinieri di Scorrano. A seguito della denuncia arrivata in caserma e delle indagini successive, i militi dell’Arma hanno denunciato  per furto aggravato, percosse e minaccia G. L. di 65 anni, di Scorrano. Gli elementi raccolti dai carabinieri per il fatto avvenuto l’11 settembre scorso raccontano di un malintenzionato che, dopo aver percosso e minacciato chi poi lo avrebbe denunciato, si era impadronito dell’auto, una Volkswagen Golf, ed era andato via. L’auto è stata recuperata e riconsegnata al suo proprietario.

Melissano – Inquietante episodio di violenza e di bullismo tra minori a Melissano. Questa mattina i carabinieri della locale Stazione hanno deferito, in stato di libertà, un 16enne ed un 17enne del posto per i reati di lesioni personali, ingiurie e danneggiamento in concorso. I due, a quanto pare per futili motivi, la sera di venerdì 7 settembre si sarebbero impossessati con violenza del ciclomotore di un 16enne. Prima del gesto non sono mancate le ingiurie. Calci e pugni, invece, al momento della restituzione. Il ciclomotore è stato, infatti, riconsegnato al loro coetaneo, dopo circa una mezz’ora, con vistosi danneggiamenti e con un sacco di rifiuti all’interno del bauletto. Le indagini sono scattate in seguito alla denuncia dei fatti da parte dei genitori della vittima, risultata affetta da lesioni guaribili in pochi giorni. Dell’accaduto è stata informata l’autorità giudiziaria minorile.

Salve – Sono stati mesi davvero pesanti, per molte famiglie di Salve, quelli passati senza l’acqua da marzo fino ad oggi. Se si aggiungono  complicanze relative alo stato di salute di qualche persona delle due palazzine interessate (su quattro dell’Iacp), la situazione ancora  oggi rischia di toccare il fondo. “Mia zia ha sempre pagato e si trova lo stesso senza la fornitura di acqua; è malata di diabete ed ha anche delle complicanze di trombosi e altri acciacchi – racconta la nipote – e per lavarsi, si reca ogni giorno a casa della figlia, nella palazzina vicina e tutti i giorni mio nonno va a portarle l’acqua”.

Il Sindaco Francesco Villanova

Per una morosità accumulatasi negli anni di circa 80mila euro, l’Acquedotto pugliese ha lasciato a secco 14 famiglie in un contesto molto confuso. Neppure sull’importo di bollette non pagate e, come già successo in altri casi simili, non c’è chiarezza neanche sui nuclei familiari in arretrato con i pagamenti. Non c’è chiarezza su chi siano le famiglie debitrici, considerato che alcune nel frattempo non abitano più dov’erano prima ed al posto loro c’è chi ha occupato l’abitazione abusivamente. Inoltre, la mancanza di bollettini regolarmente pagati preoccupato ulteriormente gli inquilini che comunque sono in regola.

La storia è venuta fuori nel 2015 quando Aqp ha interrotto le forniture dopo aver cercato in precedenza di recuperare le somme. “Era comparso in quel periodo anche un “amministratore”, un professionista di Tricase – raccontano alcuni – e in quell’anno ogni famiglia ha versato 550 euro a fronte di semplici ricevute”. Come che sia, l’acqua era stata ripristinata. Sul finire del marzo scorso i tecnici dell’Aqp sono tornati sul posto con i carabinieri ed hanno smantellato il contatore principale interrompendo definitivamente il flusso. Qualcuno, in questa guerra non dichiarata, installa un nuovo contatore del tutto irregolare e l’Aqp denuncia  il furto di acqua. Altri hanno installato dei contenitori fuori dalle palazzine (foto) risolvendo temporaneamente il problema.

 Si sono susseguiti solleciti di pagamento, incontri richiesti e tenuti ma fino ad ora non è emersa una soluzione praticabile. Si è pure stabilito che per aprire la nuova pratica ogni famiglia deve pagare 50 euro e per estinguere il debito 100 euro per 48 mesi, oltre ovviamente alle bollette regolari ogni due mesi. Si è tentato il 27 agosto scorso, su iniziativa del nuovo Sindaco Francesco Villanova, di radunare tutte e 14 famiglie ma non è stato possibile. Si riproverà domani alle 17 in Comune. In attesa di una via d’uscita da una matassa ingarbugliata, in cui comunque il debito è sceso a 67mila euro, c’è chi ha provveduto per andare avanti in piena estate con le autocisterne; altri si sono trasferiti altrove, in casa di amici e parenti. Tutti sperano nella mediazione del Sindaco per definire finalmente chi e quanto deve pagare ogni assegnatario degli alloggi.

I. D. 

Nardò – Notte tranquilla quella ultima per la città e le sue marine; non come quelle precedenti che hanno portato, in due tornate, a registrare altrettanti furti con modalità piuttosto inquietanti. Carabinieri e poliziotti hanno attuato un piano di controllo del territorio extra, un po’ per tranquillizzare l’opinione pubblica e un po’ per far sentire la pressione sugli autori dei furti – compiuti in abitazioni durante la notte e con i residenti in casa a dormire – avvenuti nelle notti tra il 6 e il 7 e tra il 7 e l’8 settembre.(nelle foto la zona sopra Santa Maria e, sotto, località Cucchiara)

Di particolare ed allarmante questi casi hanno in comune che nessuno degli occupanti delle abitazioni ha avvertito nulla: i ladri – un gruppo di tre in tutti i casi al centro delle attenzioni – hanno agito col volto coperto e sono penetrati in casa dopo aver forzato la porta d’ingresso e, in un caso, dal finestrino del bagno. Poi hanno avuto tutto il tempo necessario per rovistare, financo nei comodoni accanto al letto, e portare via soldi contanti, portafogli, orologi e gioielli vari. In  due delle quattro azioni criminali, gli autori hanno anche cercato di portare via degli automezzi, una volta rintracciate anche le chiavi, ma per qualche motivo hanno poi desistito e sono andati via con lo stesso automezzo con cui erano arrivati sul posto prescelto.

Vittime  dell’inattesa incursione le famiglie di tre imprenditori ed un noto professionista residenti in zone piuttosto decentrate nei pressi di Vacanze serene a Santa Maria al Bagno, in zona Cucchiara tra Santa Caterina e Portoselvaggio, Villaggio Resta.

Non sembra siano state scelte casuali e del momento a far entrare in azione la banda. Molto più probabile che gli obiettivi fossero stati individuati tramite appostamenti e “discreti” controlli. Come non è da escludere, anzi, che il gruppo di ladri abbia agito sulla base di un informatore locale che ha indicato le destinazioni scelte anche perché abbastanza isolate, in zone storicamente signorili. Sembra infine piuttosto probabile l’ausilio di una qualche sostanza narcotizzante per mettere fuori combattimento chi si trovava nelle villette derubate.

Le indagini non sono semplici, trattandosi di malviventi specializzati in furti in abitazioni con la collaborazione di un basista. Su costui si starebbero indirizzando le indagini, puntando molto sulla conoscenza del territorio che hanno poliziotti e carabinieri, già alla base di brillanti conclusioni anche negli ultimi tempi. In attesa di sviluppi, si stanno esaminando attentamente le immagini degli impianti di videosorveglianza di cui erano dotate le quattro abitazioni.

 

 

Taurisano – Due arresti tra Taurisano e Ugento per una condanna da scontare in carcere ed una evasione dagli arresto domiciliari. Dovrà tornare in carcere e scontare la pena residua di cinque anni e dieci mesi di reclusione: per questo ieri sera a Taurisano i carabinieri hanno tratto in arresto, eseguendo l’ordine dell’Ufficio esecuzioni penali della Corte d’Appella di Lecce, il 48enne Carmelo Mauro (foto) di Ugento. Il suo ricorso alla Cassazione contro la precedente condanna per i reati di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e associazione finalizzata al traffico di droga, è stato dichiarato inammissibile e per lui si sono riaperte le porte del carcere di Borgo San Nicola di Lecce.

Si sono mossi sempre da Taurisano i poliziotti incaricati di controllare il territorio e prevenire e reprimere reati. Gli agenti del commissariato di Taurisano hanno così intercettato un uomo già noto per reati contro il patrimonio, contra la persona e per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Proprio in virtù dei precedenti processi, il 43enne era agli arresti domiciliari, quindi non avrebbe dovuto allontanarsi dalla propria abitazione di Miggiano. Invece, quando ha intravisto i poliziotti, ha anche tentato una breve fuga senza però alcun successo. L’uomo. originario di Tricase, era stato condannato ad una pena da scontare agli arresti domiciliari nel marzo scorso dal Tribunale del Riesame di Lecce.

 

Specchia – Omette di sottoporre i lavoratori dipendenti alle visite mediche ed corsi di formazione così come prescritto dalla normativa e viene denunciato e multato per oltre 30mila euro. Giovedì 23 agosto i carabinieri della Stazione di Specchia insieme ai militari del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil) e dei Nuclei antisofisticazioni e sanità (Nas) di Lecce, sono intervenuti nell’ambito dei controlli in materia di prevenzione e repressione del lavoro sommerso nonchè di verifica del rispetto della normativa speciale sulla tutela della salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro in attività commerciali e produttive. Nel loro mirino il 59enne legale rappresentante ed operatore del settore alimentare di una ditta di produzione di alimenti da forno e surgelati. Oltre alle varie ammende pari a 30.824,34 euro, l’uomo è stato sanzionato per altri 2.000 euro per “mancata ottemperanza alle procedure di autocontrollo” e deferito all’autorità giudiziaria.

Mancaversa (Taviano) – Hanno impiegato oltre quattro ore per tenere a bada una folla di circa trecento persone i carabinieri, la notte scorsa chiamati nella marina di Mancaversa per un presunto caso di violenza sessuale su una bambina (che non c’è mai stata, come scritto già questa notte). Il presunto aggressore, sul quale pesa adesso la denuncia per minaccia aggravata per via di quel coltello brandito contro chi gli voleva mettere le mani addosso, è stato portato via dai militi dell’Arma, guidati dal capitano Paolo Errico, con uno stratagemma: hanno dapprima creato un’area di sgombero priva di gente, poi sono partite in direzioni opposte le loro macchine senza che nessuno riuscisse a capire in quale delle auto ci fosse il protagonista negativo di una brutta notte.

L’uomo, originario del Barese, 51enne, non si trovava a Mancaversa per caso o in cerca di “vittime” per le sue bramosie pedofile, come alcuni sostenevano diffondendo così rabbia e collera tali da far montare un clima di linciaggio, come confermano i carabinieri. Nella marina tavianese era giunto per un appuntamento con un gruppo – ragazzi e ragazze dai 13 ai 15 anni – che aveva conosciuto sulle reti social. Lì però, non compariva la sua vera faccia e neanche la sua reale età. Con una tecnica che adesso è al vaglio degli investigatori che hanno preso in esame anche il traffico sui telefonini, colui che si spacciava come un loro coetaneo di poco più grande, aveva deciso di conoscere i suoi interlocutori agganciati nel web. Loro avevano accettato ma qualcuno, prudentemente, ne aveva informato i genitori.

Al momento dell’incontro vicino ad un bar, la sorpresa dei giovanissimi è stata tale che hanno rifiutato qualsiasi tipo di contatto, troncando subito ogni possibilità anche di colloquio. Ma il falso “giovane” non l’avrebbe accettato ed anzi avrebbe cominciato ad inveire contro quel gruppetto di ragazzi e ragazze diventato ormai a lui ostile (in quattro hanno firmato la denuncia). I genitori, poco distanti, hanno visto che qualcosa non andava e si sono avvicinati senza riuscire però a calmare le acque. Parole come adescamento, abusi, minori hanno acceso gli animi e l’aria è diventata ben presto rovente. Il coltello, preso pare da un ristorante lì vicino, sarebbe comparso “a difesa” del 51enne che è poi riuscito a rinchiudersi in un locale fino all’arrivo dei carabinieri.

“Pedofilo bastardo” le urla più frequenti lanciate da alcuni gruppi; diffusa era pure la convinzione che ci fosse stata una violenza tentata ai danni di una 12enne, che l’uomo ci avesse tentato anche con altre bambine. Si sono placati solo quando hanno visto sfilare sotto i loro occhi gli automezzi dei carabinieri. Poi hanno sfollato anche loro, ancora ignari che nuovamente il web aveva “colpito”, mischiando realtà presunta a verità reale, profili facebook col trucco alla voglia di fare amicizie con coetanei (presunti).

 

Mancaversa (Taviano) – Avrebbe aggredito una ragazzina di 12 anni e puntandole un coltello addosso avrebbe cercato di portala con sé, non si sa al momento per quale scopo. L’episodio di violenza è avvenuto intorno alle 23,30 circa nei pressi di un bar della marina di Taviano. La 12enne era in compagnia di altre due coetanee. Sembra che l’uomo le stesse seguendo da un po’ con fare minaccioso e proferendo frasi sconce. Ad un certo punto la piccola avrebbe abbandonato le amiche per andare nel bagno del vicino bar. Lì sarebbe stata raggiunta e messa contro il muro dal molestatore. Senza perdersi d’animo la ragazzina avrebbe cominciato ad urlare, attirando l’attenzione degli avventori del bar oltre che delle sue amiche.

Da quel momento in poi nella zona è scoppiato il marasma, tra gruppi di persone che cercavano di capire che cosa fosse successo di tanto allarmante e coloro che volevano mettere le mani addosso all’uomo, dall’apparente età di 50 anni, spinti dalla rabbia provocata da una presunta violenza sessuale su di una bimba. I carabinieri subiti arrivati sul posto hanno cercato di calmare la folla infuriata. Anche per questo hanno rinchiuso l’uomo nel bar, dove poco dopo è arrivata un’ambulanza del servizio 118. Anche i genitori della ragazzina sono giunti sul posto, visibilmente molto preoccupati.

Dall’auto dei carabinieri sono stati richiesti rinforzi ai colleghi di Gallipoli per sedare i tumulti e tenere a gente lontana dal bar: sembra che qualcuno della folla avesse tentato di scavalcare il muretto di cinta per entrare nell’esercizio pubblico. Il numero di persone che si è concentrata in quel punto della litoranea ha di fatto interrotto il traffico, costringendo gli automobilisti a trovare percorsi alternativi.

Le operazioni finalizzate a portare in caserma l’uomo, sono state rese molto difficoltose e complicate proprio a causa degli umori violenti manifestati da alcuni gruppi di persone, giovani per lo più intenzionati – ad ascoltare le loro parole – a fare giustizia sommaria. Poco prima dell’1 è arrivata anche una volante della polizia di Stato.

Ha collaborato Anna De Matteis

Gallipoli – Sono arrivati in spiaggia intorno all’1,30 del 16, cioè nella notte appena trascorsa. In dieci hanno preso possesso dei lettini di un lido sul litorale nord della città, in località Rivabella nei pressi del viale della Fenice. Agli inviti dei titolari del “Lido Oasi Beach” di abbandonare l’intenzione di restare su quei lettini occupati abusivamente e impropriamente, hanno dapprima risposto con insulti ed espressioni di sfida condite da minacce per poi passare dalle parole ai fatti. In cinque si sarebbero scagliati contro il titolare e due altre persone presenti, suoi familiari, intervenute per cercare di placare l’alterco iniziale. In conclusione, arrivata con l’arrivo dei carabinieri chiamati dall ido, i sanitari del Pronto soccorso del “Sacro Cuore” di Gallipoli hanno riscontrato ferite guaribili entro cinque, sette e venti giorni (due costole rotte). Il gruppo si sarebbe dileguato dopo aver assicurato che sarebbe tornato presto “a sfasciare tutto”.

Questi i fatti come verranno nella giornata di domani presentati alla Procura della Repubblica di Lecce con un denuncia querela tramite la Compagnia dei carabinieri di Gallipoli. La firma l’avvocato di Gallipoli Monica Villanova. Dalla denuncia si apprende che la decina di persone arrivate in spiaggia in piena notte sono provenienti dal Barese e sarebbero anche state già individuate dai carabinieri  “e dai miei assistiti facilmente riconoscibili”. Sul posto ci sarebbero anche delle telecamere con i video da visionare circa l’accaduto.

Anche perché anche tra gli aggressori (due famiglie, a quanto pare) ci sarebbero state due persone, entrambe giovani, che hanno fatto ricorso pure loro al Pronto soccorso gallipolino, con prognosi di cinque giorni ciascuna. I due feriti avrebbero raccontato di essere stati aggrediti dal guardiano del lido.

 

Otranto – Alla guida sotto l’effetto di stupefacenti e alcol: continua la messe di controlli da parte dei poliziotti e dei carabinieri per ridurre il pericolo rappresentato da automobilisti in circolazione pur non essendo in condizioni normali. Presa particolarmente di mira l’area tra Otranto e Santa Cesarea Terme. La polizia di Stato il 15 agosto scorso ha effettuato 165 controlli con test di screening per far emergere eventuali tracce alcoliche nell’aria espirata dai polmoni. L’etilometro ha dato questi risultati: per undici conducenti i risultati sono stati positivi per cui è scattato il ritiro della patente di guida; in questo gruppo di verifiche, in due casi si è trattato di neopatentati, in altri due di risultati positivi anche al test di screening per stupefacenti (anfetamine e cocaina). In caso di conferme attraverso altre analisi di verifiche nel Centro ricerche di laboratorio e Tossicologia forense della Polizia di Stato di Roma, a questi undici automobilisti troppo spregiudicati e pericolosi per sé e per gli altri, scatterà anche la denuncia. Ben 113 i punti decurtati dalle patenti inoltre per violazioni varie al Codice della strada, dal mancato collaudo dell’automezzo mancanza di documenti ed altro.

Per guida sotto l’effetto di droghe si sono visti ritirare la patente da parte dei carabinieri ed evidente alterazione psico-fisica, F. P. di Firenze, 20 anni; D. R. di Corigliano d’Otranto, 28 anni; D. B. D. di Melendugno, 19 anni; M. S. D. di 25 ani di Carpignano salentino. Sotto gli effetti di qualche bicchiere di troppo erano in circolazione prima di essere fermati nella notte di Ferragosto, alcuni giovani di Andria, San Ferdinandio di Puglia, Brindisi, Turi, Martano.

 

Galatone – Vigilia di Ferragosto movimentata a Galatone, dove nel pomeriggio di oggi una copiosa caduta di calcinacci in una delle stanze della propria abitazione, ha messo in allarme l’abitante di un appartamento di via Migliaccio, una delle strade che collega le arterie via Aldo Moro e via Savoia: la signora, in casa da sola con il cane, ha prontamente allertato i Vigili del fuoco che – valutata la situazione – hanno messo in sicurezza l’area e disposto l’evacuazione di quattro appartamenti del piccolo complesso di case popolari gestite dall’ente Arca Sud.

Fino a tarda ora si sono svolti interventi necessari soprattutto a puntellare l’edificio (di quattro piani) ad opera di una ditta del luogo, per evitare l’eventuale crollo del solaio e l’incolumità pubblica. I lavori sono stati sollecitati dall’Amministrazione comunale, intervenuta sul posto insieme ai carabinieri della Stazione di Galatone.

“Abbiamo provveduto in maniera tempestiva a mettere in sicurezza l’area – commenta la vicesindaco Daniela Colazzo – e ci siamo assicurati che gli abitanti delle palazzine evacuate, tra cui è presente anche un disabile, avessero un posto dove dormire stanotte, presso i propri parenti. La presenza dei carabinieri – aggiunge la numero due di Palazzo dei Domenicani, che ha seguito le operazioni sul luogo – serve anche ad evitare un’eventuale occupazione di queste case per ora vuote”.

 

Torre Lapillo (Porto Cesareo) – Si potrebbero chiamare i “furbetti della spiaggia”, ovvero coloro che “opzionano” il posto sull’arenile lasciandovi, anche dalla notte precedente, sedie sdraio e ombrelloni. Contro tale scorretta abitudine, spesso causa di litigi sulle affollate spiagge d’agosto, i carabinieri e la guardia costiera hanno condotto, a Torre Lapillo, l’operazione “ombrellone selvaggio” denunciando tre avventori ritenuti responsabili della violazione delle norme del Codice della navigazione in merito all’occupazione abusiva di spazi demaniali. Nel corso della nottata, i tre avevano posizionato nella spiaggia libera, proprio allo scopo di “riservarsi” dei posti, nel totale sette ombrelloni e 13 sdraio. Ad essere stati denunciati sono stati un 50enne di Mugnano (Napoli), un 64enne di Modugno (Bari) ed un 75enne residente a Torino (ma nato a Salice Salentino). Nel corso del loro intervento, i militari hanno sequestrato anche altri 40 ombrelloni posizionati da ignoti fruitori della stessa spiaggia: è molto probabile che, nel corso della mattinata, visto l’andazzo, i rispettivi proprietari abbiano preferito desistere dai loro abusi. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni nelle varie località di mare salentine, in molte delle quali viene segnalato lo stesso fenomeno.

In precedenti sopralluoghi e ispezioni gli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno scovato “gestori” senza ovviamente alcuna autorizzazione ma in grado di far fruttare per sé pezzi di spiagge libere, quindi non oggetto di alcuna concessione demaniale, impiantandovi ombrelloni ed offrendo lettini e sedie agli ignari bagnanti in cambio di denaro. I casi più recenti e ricorrenti rimandano alle spiagge di Gallipoli, Porto Cesareo e Salve.

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