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Carabinieri

Taurisano – Controlli ed operazioni anti droga nei giorni scorsi nel Sud Salento da parte dei carabinieri. A Ugento due persone – un 32enne ed un 22enne – sono state trovate in possesso di tre involucri contenenti circa 15 grammi di sostanza tipo eroina e 420 euro in contanti.  Controlli fruttosi anche a Casarano, dove un uomo di 27 anni aveva con sè 13 grammi di marijuana e due grammi di hashish, oltre a 345 euro. Tre dosi di cocaina, uscite fuori durante una perquisizione, sono costati gli arresti domicliari ad un 45enne di Taurisano. Perquisita a Gagliano del Capo la casa di un giovane di 20 anni; i militi hanno trovato otto grammi di marijuana e materiali per il confezionamento di dosi. Ha infine meno di 18 anni il ragazzo di Alessano trovato in possesso di nove grammi di marijuana.

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Aradeo – Voleva costringere con atteggiamenti persecutori l’ormai ex moglie a tornare da lui. Ma non aveva fatto i conti con la determinazione della donna che, non essendoci riuscita con le buone, alla fine ha sporto denuncia. Ed i carabinieri ieri sera sul tardi si sono presentati in casa dell’uomo – un 48enne del luogo – per notificargli un ordine di arresto (domicliare) del giudice per le indagini preliminari di Lecce, su richiesta dela Procura della Repubblica. Sono stati i militari dell’Arma ad indagare ed a rilevare atteggiamenti che prefiguravano chiaramente il reato di atti persecutori.

ARADEO – “Lotteria” sfortunata per un 45enne di Aradeo sorpreso dai carabinieri nell’intascare furtivamente alcuni “Gratta e vinci” da una cartolibreria. Giovedì 16 novembre, a finire in manette colto in flagranza di reato, è stato Massimiliano Pelà, disoccupato già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è entrato nell’esercizio commerciale di via Italia nuova, a Veglie, cercando di sorprendere il titolare che, invece, essendosi accorto del suo agire sospetto, ha chiamato i carabinieri della locale Stazione accorsi dopo pochi minuti. Nel corso del controllo, nelle tasche dell’aradeino sono stati ritrovati 21 tagliandi della lotteria istantanea per un valore complessivo pari a 145 euro. Secondo quanto disposto dal Pubblico ministero di turno, l’uomo è stato poi posto in regime di arresti domiciliari.

SCORRANO – I carabinieri della Stazione di Scorrano sono sulle tracce degli autori del furto avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 novembre nella scuola media di via De Lorentiis. Alcune tracce lasciate sulla scena del crimine potrebbero presto portare all’identificazione dell’ingente colpo. L’ennesimo ai danni dell’Istituto comprensivo che proprio tra il 27 ed il 28 ottobre scorsi ha subito un furto all’interno della sede centrale di via D’Annunzio. Alle prime ore di martedì 14 novembre l’amara scoperta ad opera del personale incaricato di aprire i cancelli della scuola: forzando l’ingresso posteriore, ignoti hanno portato via dieci computer portatili, un desktop, sette video proiettori ed il contenuto in monete da due distributori di bevande. Poche ore prima nella stessa scuola don Antonio Coluccia, il prete originario di Specchia più volte minacciato, aveva incontrato gli studenti, insieme alla dirigente Angela Venneri, dialogando sul valore della legalità.

TAVIANO – Fucili, cartucce e droga recuperati dai carabinieri a Taviano nel corso di un servizio finalizzato al controllo dello spaccio di stupefacenti ed al rispetto della normativa sulle armi. L’imprenditore 43 enne P. C.L. è stato denunciato perché nel corso di una perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di 30 grammi di marijuana già suddivisa in dosi.  Il 72enne pensionato C.G., invece, è risultato titolare di un porto d’armi mai rinnovato e pure in possesso di tre cartucce da caccia. Insieme allo stesso pensionato, l’agente di commercio 43enne D.G. è accusato di detenzione abusiva di un fucile automatico Beretta calibro 12 e di una doppietta a canne parallele Beghelli calibro 12. Tutti e tre gli uomini controllati dai carabinieri avevano precedenti con le forze dell’ordine.

Nardò – Muore e lascia in eredità alla moglie armi e munizioni. Non appena fatta la scoperta, la donna ha chiamato i carabinieri che hanno sequestrato una pistola calibro 7,65, due caricatori e 44 cartucce. L’episodio è accaduto a Nardò, nella serata di lunedì 13 novembre, dove una pensionata 80enne nel fare ordine tra le cianfrusaglie di un armadio nel garage di casa si è imbattuta nelle armi e nelle munizioni ben occultate e tutte appartenute al marito, deceduto lo scorso 16 settembre. Si tratta di una pistola semiautomatica “Carl Walther Waffenfabrik ulm/do” modello Ppk calibro 7,65, due caricatori vuoti e 44 cartucce dello stesso calibro.

MELISSANO – Colpo nella notte alla filiale di Melissano della Banca Popolare Pugliese. Ignoti, intorno all’una, hanno fatto esplodere lo sportello automatico di via Leonardo Da Vinci. Ad agire sono stati in tre, a volto coperto per non farsi riconoscere dalle telecamere interne, dopo aver oscurato astutamente quelle esterne all’istituto di credito. Un quarto uomo è rimasto in auto ad attendere i complici con il motore acceso. L’ammontare “prelevato” dallo sportello ammonta a circa 6.000 euro. Sul posto con carabinieri e polizia, pure gli artificieri del comando provinciale di Lecce.

GALLIPOLI. Una prima cerimonia c’era già stata col ministro degli Interni di allora, Angiolino Alfano, nella primavera del ’16, con l’Accordo per la sicurezza e lo sviluppo del territorio di Gallipoli appena varato. Adesso si ultimano i preparativi per l’inaugurazione ufficiale delle nuove sedi della Compagnia dei carabinieri e del Commissariato di polizia di via Lecce.

Il taglio del nastro l’11 novembre. Sabato prossimo – secondo un calendario in via di definizione – alle 9,30 incontro pubblico nella sala del Castello alla presenza del ministro Marco Minniti e delle alte sfere delle due forze dell’ordine. Sarà presente, tra gli altri, anche il prefetto Franco Gabrielli capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica sicurezza. Subito dopo gli interventi, ci si sposterà in prossimità del grande immobile di via Lecce per il tradizionale taglio del nastro. Poliziotti e carabinieri insieme danno già da soli l’immagine di una unione di intenti e di azioni, un segnale che sarà colto e rilanciato per sottolineare un possibile maggiore livello di sicurezza peri cittadini. Ma non tutti applaudiranno.

C’è chi non applaudirà. A rappresentare una voce fuori dal coro e attaccata alla realtà sarà il sindacato dei lavoratori di polizia della Cgil, col suo segretario provinciale Antonio Ianne. Il Silp ha diffuso – proprio oggi e non a caso – un comunicato dai toni critici per quanto riguarda il passato ed il presente, sollecitando attenzioni essenziali su di un terreno in particolare: il numero di poliziotti previsti negli organici e quello reale di ogni giorno.

“Bene la nuova struttura ma rischia di restare semivuota”. “Una nuova struttura, per quanto utile e funzionale non può certamente bastare, soprattutto se questa nuova struttura rischia di rimanere semivuota visto l’organico molto ridotto nonostante i recenti innesti”; si legge nella nota sindacale. Qui entra in ballo l’Accordo promosso dalla Prefettura ed alla fine di maggio varato, nel passaggio in cui assicurava per Gallipoli e dintorni un “congruo numero di rinforzi”. Come sono andate realmente le cose da allora ad oggi? “Dopo due mesi dalla firma del patto – ricorda il segretario Ianne – arrivò in Questura un telex con cui si spostavano dieci unità a Rimini. La protesta pubblica del sindacato fece sì che quel trasferimento fu bloccato e quei poliziotti impiegati a Gallipoli con altri 17 in servizi di pronto intervento, nucleo volanti e controllo del territorio”. Dei rinforzi previsti per l’agosto 2017, solo nove unità sono giunte a Gallipoli; le altre dieci sono state impegnate nelle vicende del gasdotto.

In città si è passati da 40 a 29 poliziotti. Tornando alla città e alla vita di ogni giorno, dei 40 poliziotti di qualche anno fa si è scesi a 29. Risultati: le volanti non coprono le 24 ore (non ci sono persone per tutti i turni necessari); le indagini di polizia giudiziaria (le investigazioni) sono affidate a due persone ma solo sulla carta: quei due poliziotti (uno di polizia scientifica) vengono spesso spostati in altri servizi (stessa situazioni e stessi problemi anche in commissariati come quello di Nardò, con una competenza in un territorio tra i più vasti d’Italia, e di Taurisano).

Si lascia una sede “fuori norma” regolarmente utilizzata dal 2006. Un problema almeno però la nuova sede lo risolve anche se  “con un ritardo inaccettabile di undici anni”: “Verrebbe da dire finalmente: non tanto per lo svolgimento della cerimonia ufficiale, quanto per la risoluzione di una problematica oramai annosa e imbarazzante non solo per gli addetti ai lavori ma per tutta la comunità. Fin dal 2006 – ricorda il sindacato dei poliziotti – lo stabile in cui era ubicato in precedenza il Commissariato di Gallipoli (corso Roma, ndr) era stato dichiarato, ai sensi della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro (D.lgs. 626/94 convertito nel D.lgs. 81/08), non a norma e non adeguabile”. Lo aveva certificato a suo tempo proprio il questore Zonno. Con una ulteriore singolare modifica: “Qualche anno fa, inspiegabilmente, è stata autorizzata un’uscita di sicurezza per un esercizio pubblico all’interno del garage del vecchio Commissariato”.

Pochi agenti e pure avanti con gli anni. A fronte di furti, rapine, attentati incendiari ad attività commerciali ed industriali, di infiltrazioni della criminalità in imprese produttive “il nostro territorio ha bisogno, in aggiunta a nuove sedi – conclude il Silp Lecce – di nuove risorse umane che devono necessariamente integrare quelle già presenti: contrariamente a quanto affermato dal Capo della Polizia, il prefetto Gabrielli, lo scorso 2 ottobre in occasione del Consiglio comunale aperto a Taviano (citando dati concernenti il 1989), nella nostra provincia gli organici del comparto sicurezza e della polizia di Stato sono in grave sofferenza per numero ed età media. Speriamo che qualcuno lo ammetta”. Senza dover aspettare altri undici anni.

CASARANO – Indagini sono in corso da parte dei carabinieri per risalire agli autori e alle cause dell’attentato incendiario compiuto nella notte in via Quinto Ennio. Il forte boato, intorno alle due di notte, è stato avvertito in molte zone della città, principalmente tra lo stadio e l’ospedale. Ignoti, stando alle prime ricostruzioni, hanno piazzato una bomba carta sul marciapiede antistante l’abitazione di un bracciante agricolo danneggiando la Fiat Punto utilizzata da quest’ultimo (intestata però alla madre) che era parcheggiata per strada. Nessuna indicazione sull’inquietante episodio è giunta dal diretto interessato, già noto alle forze dell’ordine. I carabinieri sono al lavoro per setacciare ogni indizio utile a partire dall’utilizzo delle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona

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BOTRUGNO. Alla vista dei carabinieri ha fatto di tutto per aumentare i problemi che dovrà ora affrontare in sede giudiziaria: ha dapprima rifiutato di farsi perquisire, poi ha minacciato i carabinieri di Maglie, accusandoli – secondo la fonte ufficiale – di essere capaci di mettergli in casa della droga per poi arrestarlo. Quando è arrivato il suo avvocato, S. N., 50enne di Botrugno, ha tirato fuori una bustina contenente un grammo e mezzo di sostanza tipo cocaina. I militi hanno quindi voluto perquisire anche la sua abitazione ed anche qui l’uomo avrebbe proferito frasi calunniose nei confronti dei carabinieri per cui è stato denunciato all’autorità giudiziaria per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenze e minacce a pubblico ufficiale.

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TUGLIE. Mattinata movimentata a Tuglie dove un 39enne si è barricato in casa, minacciando di buttarsi nel vuoto, per evitare un Tso. A salvarlo è stato un appuntato scelto dei carabinieri di Sannicola, intervenuto sul posto, con i colleghi, insieme al personale sanitario e ai vigili del fuoco. L’uomo, in cura presso il centro di igiene mentale di Gallipoli, avrebbe dovuto sottoporsi ad un trattamento sanitario obbligatorio ma per sfuggirvi ha raggiunto il terrazzo della propria abitazione minacciando di gettarsi. A questo punto, dopo aver cercato di indurlo a più miti consigli attraverso il dialogo a distanza, i carabinieri sono entrati in azione. Forzando, insieme ad un vigile del fuoco, la porta di accesso al terrazzo, il militare (Marco il suo nome) è riuscito a bloccare il 39enne che stava per lanciarsi nel vuoto per davvero. Nei confronti del giovane in cura è stato poi disposto il previsto Tso mentre con il militare intervenuto, rimasto ferito alla fronte ed alla mano sinistra, si sono congratulati i presenti ed anche il colonnello Giampaolo Zanchi, comandante provinciale di Lecce.

 

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BAGNOLO DEL SALENTO – Inseguiti dai carabinieri riescono a fuggire nelle campagne ma sono costretti ad abbandonare l’auto, rubata, che guidavano. Protagonisti due giovani che poco dopo la mezzanotte appena trascorsa erano a Bagnolo del Salento ed alla vista di una gazzella della Radiomobile dei carabinieri di Maglie si sono dati ad una fuga precipitosa a bordo di una Fiat Stilo. Per evitare di essere catturati, ai due non è rimasta altra soluzione che quella di abbandonare il veicolo e proseguire a piedi per le campagne circostanti, complice il buio della notte, facendo perdere le proprie tracce. L’ispezione del veicolo abbandonato è stata, tuttavia, alquanto fruttuosa. Innanzitutto l’auto è risultata rubata a Galatina lo scorso 7 settembre e circolava con le targhe di una Fiat 500 appena rubata a Martano. Oltre ad un giubbino di colore blu con cappuccio, all’interno dell’abitacolo c’erano anche quattro finte telecamere di videosorveglianza, una fune da traino in nylon ed una corda lunga 13 metri. Le indagini in corso sono dirette a risalire all’identità dei due sfuggiti alla cattura e a capire se vi sia un nesso con alcuni episodi di criminalità verificatisi di recente in zona.

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GALLIPOLI. È stato soccorso dapprima da un automobilista e poi dai carabinieri il ragazzo che nella tarda serata di ieri camminava al buio sulla strada che da Lido Conchiglie porta a Sannicola, impaurito e  senza una meta ben precisa. A segnalare la situazione di pericolo, verso le 20.40, è stato il guidatore di un’auto che dopo esser riuscito a scorgere il ragazzo si è accostato chiedendogli se avesse bisogno d’aiuto. Dalle poche, impaurite, parole di risposta è emerso subito lo stato di confusione del 20enne, con problemi fisici e psicofisici. Una volta giunti sul posto, i carabinieri del Nucleo operativo di Gallipoli sono riusciti ad ottenere il numero di telefono dalla madre dopo averlo rassicurato e tranquillizzato, offrendogli anche una barretta di cioccolato. A prendere in custodia il giovane sono stati poi i suoi parenti, che nulla sapevano dell’accaduto. A causare il momento di “spaesamento”, secondo quanto riferito dalla madre, può aver contribuito la recente scomparsa del nonno, cui il 20enne era molto legato.

 

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RUFFANO.Sono scappati a mani vuote gli autori del tentato furto in un impianto fotovoltaico in località Limusa a Ruffano. Il fatto è avvenuto venerdì sera. Nonostante il tentativo di manomettere il sistema di allarme, l’impianto ha inviato lo stesso la suoneria che segnalava presenza di persone all’interno dell’impianto a quell’ora chiuso. Sul posto sono intervenuti un agente della polizia privata collegata all’allarme, la “Bcs Security” e una gazzella dei carabinieri. I ladri hanno fatto perdere per ora le loro tracce.

UGENTO. Tratteneva la ormai ex convivente da circa due giorni, dopo averla convinta a raggiungerlo in casa sua per un “chiarimento”. Poi non l’aveva lasciata più andare togliendole anche il telefonino. I carabinieri, che nel luglio scorso avevano raccolto la denuncia della donna, una 52enne di Ugento per maltrattamenti e minacce, sono subito scattati all’arrivo di una segnalazione in caserma. Hanno così trovato in flagranza di reato il 53enne Antonio Luciano Nutricati, di Ugento, che all’arrivo dei militi ha cercato anche di aggredire la persona che li accompagnava con un coltello. Nutricati dovrà rispondere adesso anche di sequestro di persona e minacce aggravate. Per tenerla lontana dall’uomo e per timore di nuove aggressioni, la donna era stata messa in contatto con una casa protetta. Per Nutricati intanto si sono aperte le porte del carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

TORRE LAPILLO (PORTO CESAREO). Stava lavorando con cura, intorno alle 4 del mattino, per smontare gli infissi in alluminio di una abitazione a Torre Lapillo senza fare i conti, però, con la guardia giurata. Il vigilantes, infatti, nel corso del suo giro di perlustrazione nella marina di Porto Cesareo, si è  insospettito nel vedere  un’Opel Agila parcheggiata nei pressi di un’abitazione, tanto più quando alla vista della guardia giurata, il 36enne F.R. si è pure dato alla fuga, vistosi scoperto. L’inseguimento è proseguito sino all’ingresso di Veglie dove il ladro ha abbandonato l’auto, poi ritrovata dai carabinieri. Le indagini condotte proprio partendo dall’auto in questione hanno permesso di risalire alle generalità del giovane nato a San Pietro Vernotico e residente a Campi Salentina, nullafacente e già con precedenti penali. Per lui è scattata la denuncia dei carabinieri per furto.

GALATONE. Misterioso episodio intorno alle 18 di ieri nelle campagne di Galatine. Protagonista, suo malgrado, un neretino e un rapinatore solitario. L’uomo era alla guida della sua auto in contrada Zamboi, quando gli si è parato davanti all’improvviso un giovane a volto scoperto che gli avrebbe puntato contro una pistola. Costretto a scendere dalla vettura, il neretino l’ha vista allontanarsi alla guida del malvivente. Tornato poco dopo sul luogo della rapina con la prudenza del caso, il rapinato ha ritrovato l’autovettura con evidenti segni di disordine per una ricerca frettolosa di qualcosa di valore, che avrebbero fruttato all’autore del gesto circa 400 euro. A seguito della denuncia sporta contro ignoti, i carabinieri stanno indagando.

PORTO CESAREO. L’estate è finita ma evidentemente non ancora per quanti intorno all’industria delle vacanze lucrano illegalmente. Molto probabilmente è di origine dolosa l’incendio che ha preso di mira il chiosco bar, su di una pedana in legno, del lido “Spiaggia del Conte” a Punta Prosciutto. Passanti hanno segnalato le fiamme ai carabinieri nella tarda serata di ieri ; sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Veglie. Il fuoco ha distrutto frigoriferi e impianti, sedie, tavolini.

Scorrano – Due rapine in rapida successione si sono verificate ieri poco dopo le 19 ai danni di distributori di carburanti. Il primo, che i carabinieri hanno fissato alle 19,15, ha visto in azione due persone col volto coperto, dei quali uno armato di pistola arrivare alla stazione di servizio “Samer” sulla Statale 275; sotto la minaccia dell’arma, si sono fatti consegnare i contanti – 600 euro circa – dal dipendente di turno e poi si sono dati alla fuga senza lasciare alcuna traccia, a quanto pare. Le ricerche subito scattate, non hanno portato a nulla, Stecca dinamica e stessa modalità di approccio ci sono registrate pochi minuti dopo, sempre sulla Statale 275, ai danni questa volta della stazione di servizio Esso”. I due autori, sempre col volto coperto, sono scappati portando con sé 500 euro in contanti. Anche qui indagini infruttuose, per il momento. In entrambi i casi non ci sono stati danni alle persone.

GALLIPOLI. Deve scontare 12 anni di carcere per tentato omicidio, rapina aggravata e porto e detenzione di armi da sparo: per questo motivo un leccese, Emanuele Nocco di 42 anni, è stato condotto in prigione a Lecce. Il pregiudicato era agli arresti domiciliari a Gallipoli. È stata la Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Brescia a spiccare l’ordine di arresto notificato all’uomo dai carabinieri di Gallipoli. Il 42enne il 12 gennaio del 2013 aveva fatto irruzione in un negozio di Cortenuova (Bergamo) esplodendo colpi di arma da fuoco verso il titolare.

Lucio Pedaci e Giovanna Nisco

ALEZIO. Rapina a mano armata nell’abitazione del dottor Lucio Pedaci, il medico ora in pensione più noto di Alezio, e di sua moglie Giovanna Nisco, già Sindaco del paese. I ladri – quattro – sono riusciti a scappare all’arrivo dell’agente della Velialpol e subito dopo dei carabinieri, ma l’esperienza vissuta in quei 10 minuti circa non verrà facilmente dimenticata.

È l’1,48 della notte scorsa quando la signora Nisco viene svegliata da alcuni rumori e dall’attivazione del sistema di allarme anti intrusioni. Si alza, va verso la centralina dell’impianto di vigilanza e si trova davanti quattro persone,  col volto coperto e con tute. Lo choc è stato terribile ma la donna, di tempra piuttosto combattiva, non si è lasciata trascinare dalla paura: davanti a colui che impartiva gli ordini – dall’accento molto vicino alla lingua rumena – perché disattivasse subito l’allarme, ha cercato di tergiversare. Con la speranza che fuggissero, li ha avvisati che di lì a poco sarebbero arrivati carabinieri e polizia privata. Non le hanno creduto. Una volta fuori uso la suoneria, i quattro per “convincerla” con i loro modi ad indicare dov’era la cassaforte, l’hanno ferita con un cacciavite mentre il dottor Pedaci ha rimediato un colpo sferrato al capo col calcio di una pistola.

Ma i minuti trascorsi dall’avvio dell’allarme hanno alla fine giocato a favore delle vittime. Mentre la donna, per evitare guai peggiori a sé ed al congiunto li stava portando verso la cassaforte, cercando sempre di convincerli ad abbandonare l’”impresa” (“Non sapete in che guaio vi state mettendo”, ha ripetuto loro), nel giardino della casa di via Garibaldi è giunto l’agente della Velialpol. I ladri lo hanno visto e hanno dovuto decidere: continuare nell’operazione criminale, sistemando in qualche modo il poliziotto privato, oppure scappare. Sono usciti in giardino pure loro minacciando l’agente se non fosse andato subito via. L’arrivo della pattuglia dei carabinieri li ha convinti che era meglio desistere e se la sono data a gambe.

La banda in queste ore è ricercata in tutta la provincia. Dal racconto dei testimoni ai carabinieri, confermata la nazionalità estera del “capo”, gli altri pare fossero di nazionalità italiana.

“E’ stato terribile vederseli di fronte all’improvviso – ha raccontato poco dopo la signora Nisco, che in cuor suo aveva sperato che l’allarme fosse scattato per un errore – quando hanno minacciato di passare alle maniere forti, ferendoci e facendoci sanguinare ( i due coniugi assumono talvolta medicinali per la circolazione, ndr) abbiamo temuto il peggio. Poi per fortuna sono scappati per evitare di finire in trappola”.

 

RACALE. Drammatica storia di violenza tra minori in una comunità di Felline (Alliste) con intervento finale dei carabinieri di Racale che hanno dovuto eseguire una ordinanza di aggravamento di misura cautelare, emessa dalla Sezione penale della Corte di Appello di Bari. Al centro della vicenda, a quanto pare, O.E., 18enne di nazionalità albanese, affidato dal Tribunale dei Minorenni di Bari alla Comunità “Crisalide” di Felline. Il ragazzo il 6 agosto scorso, nel corso di un litigio con un altro ospite della struttura, aveva tentato di afferrare un bastone di ferro per colpire l’antagonista. L’autorità giudiziaria, considerando inadeguata la misura di tutela messa in atto fin qui, per prevenire il pericolo di reiterazione di reato, ha emesso il provvedimento di custodia cautelare presso l’istituto penale minorile di Bari.

GALLIPOLI. Dalla nuova caserma in comune, alle operazioni in comune, fino agli appelli in comune: se questa estate vuole novità concrete eccone una, indiscutibile. Polizia e carabinieri lanciano la “sicurezza partecipata”, la più efficace che possa esistere e c’è da crederci. Protagonista il cittadino che può segnalare “eventuali persone sospette, atteggiamenti anomali anche vicino ad abitazioni altrui”. Loro, poliziotti e carabinieri sono pronti ad intervenire per verificare come stanno le cose.
“la collaborazione tra forze di polizia e cittadini aumenta – questo l’altro scopo dell’invito ad attivarsi – senza dubbio il livello di sicurezza percepita”. Anche perché si possono conoscere, nei limiti del possibile, le iniziative, i controlli, i risultati ottenuti. Polizia e carabinieri richiamano gli arresti di spacciatori, le espulsioni di stranieri irregolari, i controlli amministrativi negli esercizi pubblici, la prevenzione nell’uso ed abuso di alcol e stupefacenti.
Le operazioni congiunte continueranno fino alla fine dell’estate, fino a quando cioè il flusso di turisti italiani e stranieri sarà ai massimi livelli. “L’afflusso di turisti però è anche una tentazione per quei malintenzionati che volessero perpetrare reati , soprattutto di tipo predatorio”, si legge nella nota congiunta. Avanti dunque con unità operative specializzate sulla criminalità organizzata e sul controllo del territorio.

PESCOLUSE (MARINA DI SALVE). I carrelli degli ambulanti abusivi finiscono nella rete delle forze dell’ordine e quattro commercianti  di nazionalità marocchina vengono denunciati alla Procura di Lecce. Un intervento congiunto di carabinieri e vigili urbani ha interessato la località turistica salvese questa mattina all’alba, dopo le ripetute segnalazioni dei gestori degli stabilimenti balneari che stigmatizzavano la presenza dei venditori ambulanti, “rei” di impedire la fruizione della spiaggia da parte dei clienti. Attimi di tensione quando all’arrivo dei militari molti abusivi si sono dati alla fuga, mentre alcuni di loro hanno avuto un acceso battibecco con i titolari delle concessioni con invettive che per fortuna non sono sfociate in qualcosa di più serio.Alla fine dell’operazione quattro carrelli contenenti la mercanzia più varia sono stati sequestrati e condotti in un deposito giudiziario autorizzato, non prima che la merce venisse completamente catalogata per poter inviare al magistrato competente una scheda dettagliata su quanto venduto illecitamente. Quattro i venditori ambulanti denunciati: di questi tre per occupazione abusiva di demanio, dato che avevano posizionato le baracche mobili sull’arenile lasciandole in sosta per la notte coperte con tendoni di plastica; un quarto per esercizio dell’attività commerciale senza le previste autorizzazioni, visto che al momento del controllo il possessore della merce stava già transitando sulla spiaggia.

 

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...