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capitaneria di porto gallipoli

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GALLIPOLI – Il lido si trasforma in discoteca e scatta il verbale. Accade a Gallipoli dove a finire nel mirino della locale Capitaneria di porto è la società “Sabbia d’oro srl”, titolare del Samsara, lido tra i più “gettonati” dell’estate salentina, e non solo. In seguito ad un accertamento dello scorso 9 luglio, i militari hanno verificato un “uso difforme” del demanio marittimo. In sostanza lettini e ombrelloni sarebbero stati “sacrificati” per far festa con musica da discoteca, derogando – in orario pomeridiano – le autorizzazioni concessorie. Di 1.032 euro la sanzione applicata. A nulla sono valse le eccezioni avanzate dal legale rappresentante della società, Rocco Greco, secondo il quale l’attività di intrattenimento musicale si sarebbe svolta “senza sacrificare o impedire l’attività principale”, e tra l’altro solo nelle ore pomeridiane e per un numero di ore mai superiore a quattro nell’arco della giornata, in conformità con le previsioni dell’Ordinanza balneare regionale.

Nell’ordinanza di ingiunzione di pagamento del 24 ottobre, il dirigente del servizio “Gestione del territorio” del Comune di Gallipoli, Giuseppe Cataldi, rimarca le risultanze della Capitaneria di porto secondo le quali, durante il sopralluogo effettuato, “se anche le attrezzature balneari fossero state presenti, era di fatto impossibile utilizzarle o anche semplicemente individuarle vista la presenza di centinaia di persone presenti sul pubblico demanio marittimo, intente a ballare piuttosto che ad usufruire dei servizi e delle attrezzature contemplate nell’atto concessorio”. A nulla è valsa neppure l’eccezione relativa alla presenza delle previste dotazioni di sicurezza, stante il fatto che ciò “esula dal contesto dell’accertamento e della violazione riscontrata” e non viene messa in discussione dalla Capitaneria che punta, invece, sulla difformità dell’uso dell’utilizzo della spiaggia rispetto alle prescrizioni del Codice della navigazione e dell’Ordinanza balneare regionale.

Torre San Giovanni (Ugento) – Un sub di 39 anni ha perso la vita questa mattina nelle acque antistanti Torre San Giovanni di Ugento. L’uomo, residente a Salice salentino, si era immerso con degli amici ma subito ha accusato un malore. Trasportato a riva e soccorso, il pescatore apneista salicese non si è più ripreso ed è spirato. E’ intervenuta la Capitaneria di porto di Gallipoli. La salma è stata trasportata a Lecce a disposizione dell’autorità giudiziaria.

944074_10207394457252829_4798638772752558324_nSANTA MARIA DI LEUCA. Nuova tragedia del mare, questa volta nelle acque dello Jonio. Alle prime luci dell’alba un Sos è giunto alla Capitaneria di porto di Gallipoli, che ha subito allertato i soccorsi, diramando le ricerche di una imbarcazione carica di migranti. Sino a questo momento, presso San Gregorio a pochi km a nord di Leuca, è stato ritrovato solo il corpo di una donna, di origini presumibilmente somale, mentre alcune decine di rifugiati sono stati ospitati presso il centro di accoglienza di Otranto. Non si conosce il numero esatto di persone presenti sull’imbarcazione, per ci anche il numero dei dispersi oscilla tra i trenta e i quaranta.

Dopo essersi recato sul luogo del ritrovamento del corpo ed essersi soffermato in preghiera davanti alla salma, accompagnato da Anna Maria Rosafio e Francesco De Nuccio, rispettivamente sindaci di Castrignano del Capo e di Patù, il vescovo di Ugento, monsignor Vito Angiuli ha portato l’omaggio della chiesa all’ennesima vittima di una migrazione che non conosce soste. Dalla scogliera in località  “Felloniche”, il presule ha altresì lanciato un appello alle istituzioni internazionali: “Si proceda rapidamente ad abbattere i muri ideologici attualmente in piedi e si accelerino i processi di risoluzione dei problemi nei Paesi di origine di questi migranti. Le persone continuano ad abbandonare quelle terre – ha proseguito mons. Angiuli – mettendo in moto un esodo incessante dalle conseguenze molto spesso tragiche”.

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il seno della Purità

il seno della Purità

GALLIPOLI. Domani, 29 settembre dalle ore 9 alle ore 17 e, in caso di condizioni meteo sfavorevoli, l’1 ottobre negli stessi orari, lo specchio acqueo antistante il seno della Purità nella città vecchia di Gallipoli, e nel raggio di 3 miglia, sarà interessato da una esercitazione di tiro a fuoco con armi portatili da bordo di unità navali della Guardia costiera. La Capitaneria di Porto di Gallipoli, per prevenire il verificarsi di possibili danni e salvaguardare l’incolumità di persone e cose dalle ore 8,30 alle 17,30 nella zona di mare interessata dalle attività militari ha vietato la navigazione e la sosta con qualunque unità sia da diporto che ad uso professionale, la balneazione, l’attivià di immersione, di pesca, e qualsiasi attività connessa agli usi pubblici del mare.

UGENTO. Si è arenata sulla spiaggia di Torre San Giovanni, la carcassa di balenottera di circa 4 metri ritrovata nella mattinata di ieri tra gli stabilimenti balneari “Lido Malibu” e “Bora Bora”. Ad accorgersi dei resti del cetaceo è stato un passante, che ha subito segnalato l’avvistamento alla Capitaneria di porto di Gallipoli. L’esemplare marino, in avanzato stato di decomposizione, potrebbe aver vagato senza vita anche per due mesi. Sul posto sono giunti i militari dell’ufficio locale marittimo, guidato dal maresciallo Giovanni Cazzarò, insieme ai veterinari della Asl di Ugento, allertati subito dopo. Considerata la particolarità dell’avvistamento, è stato chiesto l’intervento degli esperti del Museo di Storia naturale di Calimera. Informato sull’accaduto anche il procuratore aggiunto Ennio Cillo, che seguirà le operazioni di recupero del mammifero marino arenato.

capitaneria di porto guardia costiera gallipoliPesce decongelato, ma venduto come fresco. A scoprire la truffa sono stati questa mattina i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli nell’ambito dei controlli mirati a tutelare i consumatori nell’acquisto di prodotti ittici. Nella rete delle verifiche è finita la pescheria di un supermercato leccese. Secondo quanto emerso dagli esami effettuati sui prodotti in vendita nell’attività commerciale, l’etichetta posta su seppie, calamari e filetti di merluzzo riportava informazioni non veritiere: il pesce in questione non era “fresco” come indicato, ma era stato già surgelato e in seguito sottoposto a un processo di decongelamento.
Il legale rappresentante, il responsabile del locale e l’addetto alla vendita sono stati tutti denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di frode in commercio, mentre il prodotto, in seguito alle verifiche del personale medico dell’Asl, è stato rimesso in vendita.

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Gommone sequestrato - foto Guardia costiera

Gommone sequestrato – foto Guardia costiera

Salvati, nella notte, 8 migranti. Gli uomini si trovavano a bordo di un gommone, a circa 20 miglia nautiche ad est del Capo di Leuca, quando hanno lanciato l’allarme. La richiesta di soccorso giunta al “112” dei Carabinieri di Maglie è stata poi trasferita alla sala operativa della Guardia Costiera di Gallipoli che ha agito in collaborazione con il Centro secondario di soccorso marittimo di Bari.

Immediatamente sono state avviate le operazioni di ricerca supportate da due motovedette della Guardia costiera, partite da Otranto e da Santa Maria di Leuca, e da un velivolo partito dalla base del 3° Nucleo aereo guardia costiera di Pescara; allertate anche le unità mercantili in transito nell’area. Dopo 6 ore di ricerche l’imbarcazione è stata individuata al largo del Capo di Leuca. A bordo del gommone c’erano 9 persone, subito soccorse dai militari, 6 delle quali hanno dichiarato di essere cittadini siriani, mentre 2 di nazionalità bulgara. Insieme a loro anche un cittadino di nazionalità italiana. L’uomo, individuato come scafista, è stato tratto in arresto su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre il gommone è stato posto sotto sequestro.

GALLIPOLI. Sequestrati dalla Guardia costiera di Gallipoli due bar-ristoranti “Lido dell’Ancora” e “K2″ presenti in territorio di Nardò. I sigilli sono scattati per alcune opere abusive realizzate sul demanio marittimo e in area sottoposta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico. Diverse, infatti, le irregolarità registrate dagli uomini della capitaneria di porto durante i controlli eseguiti nella giornata di ieri. Una zona che si estende per  850 metri quadrati, adiacente alla struttura ricettiva del “Lido dell’Ancora”, era stata abusivamente  adibita a parcheggio. Scoperto, inoltre, un manufatto interrato utilizzato per la raccolta abusiva di liquami. Altre irregolarità invece sono state riscontrate presso il “K2″.

Qui i militari hanno verificato l’occupazione abusiva di una struttura di circa 21 metri quadrati realizzata illecitamente su area demaniale e utilizzata dal locale come deposito.  Sempre annessa alla struttura in questione gli uomini della guardia costiera hanno constatato la presenza, sempre su area demaniale, di un piano calpestabile in calcestruzzo di circa 87 metri quadri e di una veranda di circa 40 metri quadri, realizzata nell’area privata al confine del demanio marittimo. I titolari delle strutture ricettive sono stati denunciati con l’accusa di occupazione abusiva, innovazioni non autorizzate, realizzazione di opere edilizie in assenza o difformità del permesso a costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico.

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...