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Leuca – Ambiente, cultura marinaresca e tradizioni sono al centro della prima edizione del Week end del mare, con tanti eventi all’insegna del blu che hanno preso il via a Leuca venerdì 1 giugno e proseguiranno fino a domenica 3. La rassegna è promossa dalla Pro Loco Leuca (in foto il presidente Vincenzo Corina) e dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e CONFMARE, e con la collaborazione della Capitaneria di Porto, di Legambiente, Lega Navale, Associazione Marinai e Associazione Pescatori di Leuca, Museo di Storia Naturale di Calimera e numerose altre realtà del territorio.

Nella giornata d’apertura, venerdì, protagonisti sono stati i ragazzi della scuola secondaria di Castrignano e dell’istituto “Don Tonino Bello” di Tricase-Alessano, coinvolti in diverse attività di conoscenza e tutela del territorio. Nella stessa giornata si sono tenuti laboratori sulla pesca, i mestieri del mare e la biologia delle tartarughe marine, oltre a una visita guidata alle bellezze di Leuca.

Sabato 2 giugno spazio invece alle uscite in barca a vela e alle attività nautiche promosse dalla scuola di vela Smaré e dai centri diving, che saranno disponibili per prove gratuite. Le attività rientrano nel “Veladay” organizzato dalla Federazione Italiana Vela, in collaborazione con Kinder+Sport e le società affiliate, con l’obiettivo di avvicinare alla cultura del mare e allo sport della vela. La partecipazione è libera e gratuita per bambini (dai 6 anni in su) e adulti: basta compilare e portare con sé il modulo che può essere scaricato dal link www.federvela.it/sites/default/files/modulo_2018.pdf o ritirato presso la sede della Pro Loco Leuca. L’appuntamento è alla scuola Smaré dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Info, orari e luoghi di ritrovo per le attività dei centri diving contattando la Pro Loco al 0833. 758161. Nel pomeriggio di sabato, inoltre, alle ore 17 ci sarà l’apertura della cascata monumentale.

L’evento di punta di questo weekend del mare sarà il convegno “Dialoghi sul futuro dell’area marina protetta Otranto – Santa Maria di Leuca”, in programma domenica 3 giugno (alle ore 10) presso la sala convegni dell’hotel Terminal. Il dibattito sarà moderato da Cataldo Licchelli della cooperativa Hydra (Lecce) e vedrà gli interventi dei sindaci di Castrignano, Otranto, Tricase, della dirigente dell’istituto “Don Tonino Bello” Anna Lena Manca, di Simonetta Fraschetti e Ferdinando Boero dall’Università del Salento, di Paolo D’Ambrosio (direttore AMP di Porto Cesareo), dell’esperto di pesca Giuseppe Scordella, e di Rocco Cazzato dell’ittiturismo “Anime Sante” (Tricase).

Sempre domenica, alle ore 16 (all’altezza della spiaggetta dell’hotel Terminal), il Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale di Calimera si occuperà di reintrodurre in mare una tartaruga marina curata presso il centro.

Ancora, per tutta la durata del weekend del mare e fino al 30 giugno la sede della Pro Loco Leuca (villa Antonio Fuortes, su Lungomare Colombo) ospiterà la mostra fotografica “Magie nel blu”, per un tuffo nel Salento sommerso. La mostra è aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:30 (info al 0833. 758161 per ulteriori aperture che vengono fissate di settimana in settimana).

Gallipoli – Con l’approssimarsi dell’estate, ritorna d’attualità l’annoso dilemma dei divieti per gl’incalliti frequentatori della scogliera di scirocco nel tratto delle due grotte “del diavolo” e “dei monaci”: come poter prendere la tintarella e tuffarsi in mare, senza infrangere la legge? Alla base della querelle vi è infatti una diversa regolamentazione di quel tratto, con provvedimenti autorizzativi da un lato e restrittivi dall’altro.

Intanto va detto che sin dal 2016 c’è un’ordinanza (la n. 49) della Capitaneria di Porto, quale polizia marittima, che interdice in quel tratto di scogliera “sia il transito che la sosta” a chiunque; il Comune aveva installato infatti ben visibili i paletti di divieto. Ma nello stesso tratto lo stesso Comune ha autorizzato, a seguito di una perizia geologica, il rinnovo dell’autorizzazione ad installare, come per gli anni passati, delle giostre per bambini.  Lo stridio tra i due atteggiamenti, dal punto di vista burocratico legittimi, appare evidente. “Per quale arcano motivo il divieto vale solo per noi?”, si chiedono nuovamente i bagnanti affezionati, segnalando l’apparente enigma a piazzasalento.

Non vi è nulla di misterioso, in quanto i giostrai hanno sempre goduto di regolare autorizzazione comunale stagionale rilasciata dal dirigente dell’ufficio tecnico ing. Giuseppe Cataldi (ora in pensione): da ultimo, l’anno scorso a seguito di perizia geotecnica a firma di Gianluigi Barone (di recente nominato gestore provvisorio del Parco naturale di “Punta Pizzo-Isola Sant’Andrea”) e Antonio Inguscio, entrambi di Nardò, a integrazione di altra perizia precedente a firma del geologo Marcello De Donatis di Ruffano, che esclusero pericolo di crolli. Intanto però i paletti con i cartelli di divieto in più lingue fanno ancora bella mostra di sé: “Se le perizie rassicuranti valgono per le giostre – sottolineano i bagnanti – a maggior ragione dovrebbero valere anche per quello sparuto numero di bagnanti habitué della scogliera di scirocco. Durante la precedente stagione estiva, apparve chiaro il controsenso tanto che dal Comune, dopo avere interpellato gli uffici competenti, parve di capire che sarebbero stati rimossi.

Invece non è accaduto nulla. Spiega il perché l’assessore al Demanio, Dario Vincenti. “Ho sentito sull’argomento e sulle ultime istanze il competente ufficio tecnico. Il pericolo di crollo non riguarda la zona su cui insistono le giostre, ma solo quella poco più distante, che s’affaccia direttamente sul mare”. Basta poco, giusto qualche metro e il pericolo per l’incolumità pubblica si materializza. I bagnanti incalliti sono avvertiti.

Capo di Leuca – L’estate è alle porte e molte marine si trovano costrette a fare i conti con le recenti ordinanze della Capitaneria di porto che, di fatto, chiudono (anche) alla balneazione diversi tratti di costa. Molte zone “rosse”, classificate dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”, sono collocate nei comuni di Galatone, Alliste, Castrignano del Capo e Patù. Il problema è quello, ben noto, dell’erosione costiera già valutato e classificato dal Piano di assetto idrogeologico regionale. Ma i Comuni interessati, oltre ad apporre l’”idonea segnaletica di divieto”, come intimato dalla Capitaneria, cosa possono fare?

San Gregorio (Patù) A San Gregorio (marina di Patù) la zona interdetta copre circa un chilometro e mezzo di costa, dal Bar del Moro a Felloniche. «Per far fronte al problema, in grado di assestare un colpo non indifferente al turismo locale, abbiamo deciso di approfondire le indagini conferendo al geologo Marcello de Donatis, di Ruffano, il compito di effettuare un approfondimento tecnico», fa sapere il sindaco Gabriele Abaterusso. Dalla relazione idrogeologica elaborata è emerso come, nelle zone a pericolosità elevata classificate come Pg2 non vi sia il concreto pericolo di crollo e, pertanto, potrebbe essere consentita la balneazione. «La speranza è che, alla luce dei nuovi riscontri tecnici, la Capitaneria possa rivedere la sua posizione annullando l’ordinanza», conclude Abaterusso. La relazione emersa è stata consegnata alla Capitaneria di porto di Gallipoli nella mattinata del 10 maggio e già nei prossimi giorni si attende una risposta.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – L’ordinanza della Capitaneria di porto ha interessato anche Santa Maria di Leuca evidenziando numerose zone in cui la balneazione, la navigazione e tutte le altre attività d’interesse verranno limitate o vietate, in base alla pericolosità del frontale roccioso. Saranno inaccessibili le acque antistanti a Punta Meliso, alla Colonia Scarciglia e al ponte Papa Benedetto XVI mentre sarà necessario mantenere una distanza di sicurezza di 30/25 metri dalla scogliera di Punta Ristola, dalle “Tre porte” e dalla “Grotta del fiume”. Divieto di bagni e tuffi anche in località Marchello, in prossimità della Grotta del Drago e in località Ciardo. «Prenderemo atto di quanto contenuto nell’ordinanza – afferma Roberto Calabrese, consigliere di maggioranza dell’Amministrazione comunale. Eravamo già a conoscenza del dissesto idrogeologico in cui versa la costa rocciosa, tanto che già da alcuni anni sono state imposti dei limiti per quanto riguarda l’accesso delle barche nelle grotte. Se ci saranno delle osservazioni in merito, le faremo ma, sostanzialmente, riconosciamo la legittimità delle restrizioni imposte e il reale rischio di crolli e frane».

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – La costa rocciosa ionica non gode, in larga parte, di buona salute e la prospettiva è quella, drastica, di un’estate senza tuffi. Dalla Montagna spaccata sino al promontorio di Leuca sono tante le zone interdette dalle ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli dopo averne rilevato  il “potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Le valutazioni fatte partono dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) che classifica tali zone come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”. In queste aree la roccia appare particolarmente friabile a causa del fenomeno dell’erosione e per questo le falesie continuano inesorabilmente a sgretolarsi, mettendo a rischio l’incolumità dei frequentatori, prima di tutto dei bagnanti. Stesso provvedimento (ampiamente  disatteso) è stato adottato ( e più volte rimodulato) anche per il tratto urbano di costa rocciosa a Gallipoli.

Le zone “rosse” Nel territorio di Galatone i tratti interdetti alla balneazione, alla navigazione, alla pesca, all’ancoraggio ed a qualunque attività sportiva o subacquea sono quelli della Montagna spaccata e poco più a nord sempre lungo la litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno. Sono addirittura 12 le zone “rosse” nel territorio di Alliste mentre a Patù le tre aree sono a San Gregorio (anche nella nota baia) e Felloniche per un totale di circa un chilometro e mezzo. Gravi anche i provvedimenti adottati a Leuca a Punta Meliso (presso l’ex colonia), Ponte Benedetto XVI, Punta Ristola, Grotta tre porte – Grotta del fiume, località Marchiello, da Grotta del drago e località Ciardo. Spetterà ora ai Comuni interessati provvedere ad installare l’opportuna cartellonistica “monitoria”, redatta anche in più lingue, per far rispettare i divieti e per permettere l’esatta indicazione del pericolo esistente. In alcuni casi i provvedimenti adottati dalla Capitaneria di Porto ricalcano disposizioni già assunte nel recente passato, ma non è escluso che nelle prossime settimane altre località salentine possano subire lo stesso “trattamento”. Per evitare di compromettere del tutto la stagione turistica, i Comuni interessati potrebbero produrre una relazione tecnica che smussi la “severità” dei provvedimenti adottati: ma se Alliste ha già comunicato di aver dato incarico ad un geologo, altrove ciò non è ancora accaduto. E l’estate è ormai arrivata.

Otranto – Moria di spigole nei pressi della spiaggetta di San Nicola, località le Orte, ieri pomeriggio. A segnalarla a Piazzasalento e all’Ufficio locale della Capitaneria di porto di Gallipoli, un lettore che ha inviato anche un breve video. Gli uomini della Guardia costiera si sono subito allertati ed hanno riscontrato in quel tratto di mare una consistente presenza di pesci ormai morti. Sono quindi partiti gli accertamenti per comprendere le cause della moria che, al momento, sono ancora in corso. Occorrerà aspettare domani e gli esiti degli esami sanitari da parte dell’Asl per saperne di più.

Gallipoli – Visita presso la Capitaneria di porto di Gallipoli, questa mattina, dell’ammiraglio ispettore Nunzio Martello, capo del primo reparto personale del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto di Guardia costiera. Insieme a lui anche il Contrammiraglio Giuseppe Meli, direttore marittimo della Puglia e della Basilicata Jonica. Quella presso il Compartimento marittimo di Gallipoli è stata la prima tappa di una serie di incontri previsti presso i Comandi della Guardia costiera pugliesi (a seguire le visite presso la scuola sottufficiali di Taranto e presso la direzione marittima di Bari). Nel corso della visita a Gallipoli, l’ammiraglio Martello ha incontrato tutti i militari e gli equipaggi imbarcati sulle motovedette del Compartimento oltre a tutti i Comandanti degli uffici dipendenti della Capitaneria di porto di Gallipoli.

Gallipoli – Dopo il “Samsara”, ecco lo “Zen”. i due lidi della litoranea sud, in località Baia verde, distano l’uno dall’altro pochissime centinaia di metri e poche settimane dai provvedimenti di chiusura e smaltellamento emessi dal Comune di Gallipoli a seguito di verbali e documenti prodotti dalla Capitaneria di porto. Oggi sull’albo pretorio comunale è stata pubblicata la determina a firma del dirigente del sottore, dott.ssa Paola Vitali che ricalca, negli esiti e in gran parte anche nelle motivazioni, lo stesso percorso seguito per il caso più famoso scoppiato lo scorso novembre. Allora era stata la società “Sabbia d’oro srl” dei gallipolini David Cicchella e Rocco Greco destinataria del provvedimento; oggi è la “Simant srl” di Casarano, amministratrice unica Brunella Rausa.

“Discoteca invece di stabilimento balneare”. “Uso difforme da quello assentito: l’area in realtà era adibita ad uso discoteca come da rilievi fotografici”: questo l’atto di accusa scritto il 5 agosto scorso dall’autorità marittima e tale è rimasto nonostante l’intervento di legali, gli approfondimenti del Comune in stretto raccordo con la Capitaneria. Quei quasi 1.137 metri quadri dati in concessione nel 2008 poi rinnovata fino al 2020, sono stati infatti al centro di un fitto scambio di note e relazioni da allora ad oggi. Il 14 agosto l’autorità marittima ha scritto al Comune chiedendo che venisse valutato l’avvio del procedimento di decadenza del titolo concessorio, in base all’ordinanza balneare della Regione del 12 maggio procedente e del Codice di navigazione. La società ne è stata informata il 25 agosto ed ha presentato le sue osservazioni il 6 ottobre. Il 12 dicembre la Capitaneria ha relazionato agli uffici di via Pavia. Il legale della “Simant” ha presentato gli scritti difensivi il 4 gennaio, fuori tempo massimo secondo il Comune ma nei tempi stabiliti secondo la società che ha addotto presunti difetti di notifica degli atti, respinti del tutto dalla funzionaria dirigente che in otto pagine di determina giustifica ogni passaggio (“l’atto non risulta affetto da vizi di legittimità”) e, ovviamente, le inevitabili conclusioni.  In sei pagine di ordinanza alla “Simant” viene inoltre ingiunto di pagare 1.032 euro più sette di spese postali.

Lido da smantellare entro 60 giorni. Entro 60 giorni lo stabilimento balneare dovrà essere smantellato; in caso di inottemperanza, sarà il Comune a provvedervi in danno della società interessata. Sembra piuttosto scontato il ricorso alla magistratura amministrativa da parte della srl casaranese di via Achillini, come del resto fatto dai concessionari del “Samsara”. Il Comune ha comunque chiarito che sono gli articoli 42 e 47 del Codice di navigazione che stabiliscono che “la concessione può essere revocata in tutto o in parte ovvero dichiarata decaduta”; in più e a sostegno di questa linea, si cita anche la legge regionale 17 del 10 aprile 2915.

“Mai mutate le finalità della concessione”. Gli amministratori della società contestano il cambio tacito di destinazione d’uso della spiaggia in loro concessione. “Non si è mai verificato un mutamento sostanziale dello scopo della concessione – sostengono – non avendo la stessa mai modificato le finalità di stabilimento balneare ed essendo stata sempre l’area demaniale marittima utilizzata per la posa e il noleggio di ombrelloni e sdraio”.

“Fugati i dubbi su disparità di trattamenti”. “Prendo atto della correttezza giuridica e tecnica  contenuta nella determinazione di decadenza della concessione demaniale nel provvedimento redatto e sottoscritto dal funzionario del demanio del Comune di Gallipoli dott.ssa Paola Vitali. La puntuale citazione di quanto accertato, fuga i dubbi che circolavano in Città e non solo su una temuta “disparità di trattamento”: non poteva tardare ad arrivare la prima reazione da parte di “Gallipoli Futura” e di Flacio Fasano, consigliere comunale che da qualche mese batte sul tasto del governo complessivo del settore, a suo dire, carente. “Gallipoli Futura esprime ancora una volta – ribadisce infatti Fasano – il forte biasimo per la incapacità dell’Amministrazione del Sindaco Minerva ad effettuare una programmazione nel settore del turismo ed è questa l’unica e sola causa dell’adozione di provvedimenti così severi che comportano un grave danno all’economia ed all’immagine turistica della città”.

Gallipoli – Quarantotto ore di tempo per capire in che direzione può andare il “caso Samsara”. È  quanto chiesto ieri mattina dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva dopo aver ricevuto dalle mani del presidente di Federbalneari, Mauro Della Valle, la circolare con la quale la Regione Puglia sembra aprire più di uno spiraglio alle speranze del noto lido gallipolino di poter riprendere l’attività dopo il provvedimento di revoca della licenza emesso dal Comune lo scorso novembre. Lo sgombero intimato entro il prossimo 23 gennaio non appare più così certo, né tantomeno “legittimo”, stando alle indicazioni ricevute da Bari. In attesa che anche il Tar si pronunci sulla sospensiva dello stesso atto, Federbalneari si è attivata chiedendo un parere sulla questione all’ente regionale, che ha rimarcato alcuni principi: “agli stabilimenti balneari ubicati nel territorio pugliese è consentito effettuare intrattenimenti musicali e danzanti, a condizione che tali attività mantengano il carattere dell’accessorietà, con le modalità e negli orari fissati dalle leggi”.

Insomma se la Capitaneria di Porto contesta al lido di aver mutato di fatto lo scopo della licenza, proprio sul carattere di accessorietà si aprono, invece, le possibilità e i margini per valutare la riapertura del Samsara, atteso che gli eventi musicali e danzanti non coprono l’intera giornata e che contestualmente ad essi l’attività di balneazione resta attiva e prevalente. La patata bollente è, dunque, tornata al Comune e nel corso dell’incontro di giovedì 11 gennaio tra il Sindaco e Mauro Della Valle è stata chiesta la possibilità di rivalutare la revoca emessa dal dirigente del settore. Il Primo cittadino (che non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale in merito) ha chiesto 48 ore di tempo se e quali margini esistano, considerato anche il fatto che l’ufficio dal quale è stata emessa l’ingiunzione è al momento sprovvisto di dirigente capo. Due giorni di tempo che per i balneari sono troppi. «Quarantotto ore – commenta Della Valle – in questo momento sono un tempo troppo lungo. Abbiamo portato personalmente al Comune la circolare regionale e ci aspettavamo un dialogo più aperto. Il Sindaco sostiene che non dipenda da lui ma è chiaro che la sua volontà politica ha un peso. Siamo molto dispiaciuti per la chiusura dimostrata proprio da lui che solitamente in passato si è mostrato propositivo e ben disponibile al dialogo e alla mediazione».

PORTO CESAREO. L’area parcheggio è abusiva e scattano i sigilli a Porto Cesareo. In azione, ieri sera, i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli i quali, insieme all’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea ed alla Polizia municipale di Porto Cesareo, hanno accertato che il parcheggio in questione, esteso circa 7.800 metri quadrati, fosse privo di titolo autorizzativo e per giunta all’interno di una zona posta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico definita “Sito di interesse comunitario (Sic). Era presenti pure due gazebo ombreggianti, anche questi posti sotto sequestro perché ricadenti nell’ambito della fascia di terreno situata a meno di trenta metri dal demanio marittimo.

I militari procedenti, dopo aver verificato la documentazione in possesso del proprietario del terreno su cui insisteva il parcheggio, lo hanno deferito all’Autorità giudiziaria sia per aver violato specifiche norme del Codice dell’Ambiente e del Codice della Navigazione sia per aver realizzato delle opere in assenza del permesso a costruire ed in zone sottoposte a vincolo paesaggistico ipotizzando altresì la distruzione ed il deturpamento di bellezze naturali.

LEUCA. Ha preso il via da Leuca, sabato 12 agosto, la visita del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Vincenzo Melone, agli uffici del Compartimento di Gallipoli. Accompagnato dal direttore marittimo della Puglia e Basilicata Jonica Giuseppe Meli e dal capo del Compartimento marittimo di Gallipoli Domenico Morello, Melone ha voluto incontrare innanzitutto il personale dell’Ufficio locale marittimo e gli equipaggi delle motovedette. “La scelta di iniziare dal Capo di Leuca è la testimonianza della vicinanza dei vertici della Guardia Costiera verso uffici, quale quello di Leuca, ubicato nella parte più a sud della penisola salentina e particolarmente impegnato dalle attività di soccorso in mare”, si legge nel comunicato della Capitaneria. Successivamente il Comandante generale ha incontrato il personale e gli equipaggi dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto ove ha evidenziato la quotidiana attività svolta in mare e sulle coste. Entrambe le visite si sono concluse con il dono al comandante Melone, da parte dei rispettivi titolari di Comando, del crest degli Uffici territoriali del Corpo delle Capitanerie di porto oggetto della visita. 

GALLIPOLI. Due interventi di soccorso in mare, nelle ultime ore, da parte della Capitaneria di porto di Gallipoli. In seguito ad un segnalazione giunta presso la sala operativa del 118 di Lecce, nei pressi del porticciolo di Santa Caterina di Nardò è stato inviato un battello pneumatico veloce per fornire ausilio al bagnino di uno stabilimento vicino intervenuto per prestare soccorso ad una bambina svicolata sugli scogli. La piccola è stata trasportata, in codice giallo, presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure richieste dal trauma facciale e dalle lievi escoriazioni riportate.

Altro intervento a circa un miglio e mezzo da Punta Pizzo dove è giunta una motovedetta CP 848 per prestare soccorso ad un natante in avaria a causa dell’eccessivo surriscaldamento del motore fuoribordo. L’imbarcazione in panne è stata poi trasportata fino al vicino scalo di alaggio di Mancaversa.

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Guardia costieraGALLIPOLI. Per tutta l’estate, due volontari della Croce rossa italiana saranno pronti ad intervenire per prestare assistenza a bordo delle unità navali della Guardia costiera. Lo prevede l’accordo reso operativo già lo scorso finesettimana tra Capitaneria di porto di Gallipoli ed il Comitato di Lecce della Croce rossa italiana al fine di incrementare le capacità tecnico sanitarie in materia di salvaguardia della vita umana in mare. Leuca è stata la località scelta come primo porto, “per la sua posizione strategica e per essere il crocevia del traffico sia diporti stico che mercantile”. Dal 15 giugno al 15 settembre, dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi, dalle 10 alle 18 a bordo delle motovedette dell’Ufficio locale marittimo ci saranno due volontari della Croce rossa italiana con specializzazione sanitaria “Opsa”, ovvero di “Operatore polivalente salvataggio in acqua”, che all’occorrenza interverranno a prestare immediata assistenza sanitaria direttamente da bordo delle unità navali della Guardia costiera. L’accordo si prefigge per il futuro di poter contare sulla capillare presenza di tali operatori sulle unità navali del Corpo dislocate in tutti i gli specchi di mare destinati all’ancoraggio (sorgitori) del Compartimento marittimo di Gallipoli.

 

barche a vela gallipoliGALLIPOLI. Anche quest’anno la Lega navale italiana, con il Comando generale delle Capitanerie di porto, ha indetto per fine maggio la giornata nazionale della sicurezza in mare. La sezione di Gallipoli, che come sempre con il presidente Pantaleo Bacile aderisce all’appuntamento, ha organizzato l’evento per venerdì 19, con il patrocinio del Comune di Gallipoli e in collaborazione con la Capitaneria locale, la Guardia costiera e la Protezione civile.

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GALLIPOLI. Militari della Capitaneria di Porto e del Nucleo antisofisticazioni in azione ieri mattina per apporre i sigilli al ristorante Lido Piccolo di Gallipoli. Il contenzioso amministrativo intercorso tra i proprietari e il titolare della concessione ha portato alla revoca delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e, dunque, alla revoca della facoltà d’uso precedentemente concessa. Il sequestro del locale, nei pressi della Torre San Giovanni della Pedata, è scattato per la contestazione del reato penale di occupazione abusiva del demanio.

IN EVIDENZA. I divieti della Capitaneria di porto sono arrivati a giugno, con la stagione balneare già avviata; i cartelli informativi “multilingue” del Comune dopo alcune settimane; le sanzioni per i trasgressori non ancora. Ha comunque fatto discutere i bagnanti l’ordinanza con la quale il Comandante del porto di Gallipoli, nonché capo del Circondario marittimo, Attilio Maria Daconto, ha vietato la balneazione e l’utilizzo di larga parte della costa gallipolina (lidi e stabilimenti esclusi) ed anche più a sud, sino alla caletta di “Pazze” a Torre San Giovanni. L’obiettivo di garantire “la pubblica incolumità e la sicurezza della navigazione” dinanzi al rischio dell’erosione è stato, tuttavia, scarsamente percepito dai bagnanti che hanno tranquillamente continuato a fare i bagni. A Gallipoli l’interdizione riguarda alcuni tratti di costa del Cotriero e del Pizzo, lungo il litorale sud (verso Taviano); le località “San Giovanni della Pedata” (grotte Monaci e del Diavolo) e il lungomare Galilei nel tratto urbano (foto); lo “Scoglio del Campo” a ridosso della città vecchia; località Fontanelle (via Fiume) e San Leonardo (due zone) a nord di Gallipoli; il tratto urbano di Lido Conchiglie e la Montagna Spaccata al confine con i territori di Sannicola e Galatone.

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mare gallipoliGALLIPOLI. Vela, mare e sicurezza. Il 28 maggio scorso consueto appuntamento di fine anno con la Giornata della sicurezza in mare per centinaia di studenti. La manifestazione ormai consolidata da oltre dieci anni è organizzata dal circolo cittadino della Lega Navale guidato da Pantaleo Bacile. Gli alunni delle scuole medie sono stati accompagnati per l’intera mattinata dagli ufficiali della Capitaneria di porto e dal comandante Attilio Daconto attraverso le importanti azioni che la Capitaneria svolge ogni giorno per garantire l’incolumità di chi viaggia, pratica sport o lavora per mare. Proiezione di un filmato descrittivo delle principali regole di sicurezza, visita agli uffici, alle motovedette e relazione sul loro funzionamento. Una bella giornata per fornirsi degli strumenti necessari per affrontare l’estate tra bagni, giri in barca e sport acquatici. Dalle regole alla pratica, i due circoli velici cittadini (Lega Navale e Circolo della Vela) organizzano per la bella stagione i corsi di vela e kajak che proprio nei prossimi giorni dovrebbero partire. Con qualche preoccupazione da parte degli operatori per la questione dell’area portuale chiusa. «Avremmo dovuto cominciare mercoledì – dice Federica Rima – ma siamo stati costretti a rimandare a causa dei disagi legati al porto chiuso al traffico». Ma non finisce qui dal 3 luglio partiranno i campionati provinciali salentini “ Regata provinciale Fuoriclasse”, con imbarcazioni derive, organizzati dall’Istituto Vespucci e dalla FIV, ai quali possono prendere parte tutti gli appassionati di vela che vogliano confrontarsi con spirito agonistico-dilettantistico.

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GALLIPOLI.“Nessun tratto di mare prospiciente stabilimenti balneari ovvero strutture ricettive ricadenti lungo il litorale gallipolino è stato interessato dai provvedimenti limitativi della balneazione”. La precisazione della Capitaneria di porto giunge all’indomani dell’ordinanza con la quale, per il pericolo di crollo dei tratti di costa rocciosa, viene interdetta la balneazione, la navigazione, la sosta, la pesca e l’ancoraggio di imbarcazioni in ben dieci tratti del litorale gallipolino (dal Cotriero alla Montagna spaccata). La notizia è stata molto commentata sui social network: numerosi quelli sul sito Piazzasalento.it. C’è chi accenna al fatto che, in realtà, si tratta di “vecchi divieti” di fatto mai applicati e c’è chi ricorda come in una delle zone “rosse” indicate dall’ordinanza (Grotta Monaci, sul lungomare Galilei) siano, da sempre, posizionate addirittura delle giostre. L’ordinanza a firma del Comandante del porto di Gallipoli, nonché capo del Circondario marittimo, Attilio Maria Daconto, richiama la nota del giugno 2014 dell’Autorità di Bacino della Puglia (che estendeva i divieti a larga parte del litorale salentino) ricordando come le richieste di intervenire per garantire la pubblica incolumità rivolte all’Amministrazione comunale (sin dal 29 maggio 2014 sino allo scorso marzo) siano rimaste senza riscontro.

GALLIPOLI. Sequestrati 500 kg di pesce e di prodotti ittici per un valore complessivo di 5mila euro.
Nell’ambito dell’attività di contrasto ai reati contro la salute pubblica, in particolare del commercio di prodotti ittici nel porto di Gallipoli e delle frodi in commercio, i carabinieri della Stazione locale e del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Lecce, con la Capitaneria di Porto di Gallipoli, hanno eseguito negli ultimi 10 giorni una serie di servizi di controllo per debellare, o quantomeno contenere, il fenomeno del commercio abusivo di pesce.

Lo scenario che i militari dell’Arma e quelli della Capitaneria di Porto si sono trovati ad affrontare è sorprendente: decine di persone assiepate sulle banchine del porto intente a vendere il pesce in condizioni igienico – sanitarie pessime. Il pesce era in vasche di polistirolo direttamente appoggiato a terra e senza un impianto di refrigerazione. In moltissimi casi i venditori di pesce non hanno potuto dimostrare la provenienza del pescato. L’intervento dei militari ha colto di sorpresa i pescatori gallipolini:un paio di questi, alla vista dei militari hanno gettato il proprio pescato in mare. Azione che non è sfuggita ai militari che hanno immediatamente annotato quanto accaduto ed identificato e denunciato i soggetti.

Complessivamente sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lecce 21 cittadini gallipolini per diversi reati contro la salute pubblica e la frode in commercio.
Tutto il pescato trovato in pessime condizioni igienico sanitarie o non tracciabile è stato posto sotto sequestro. Si tratta, complessivamente, di oltre 500 kg di pesce e di prodotti ittici, per un controvalore in danaro di oltre 5mila euro.

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GALLIPOLI. Intervento della Capitaneria questa mattina sulla bachina del porto mercatale dove attraccano i pescherecci dopo le battute di pesca. Riscontrando alcune irregolarità nel pescato e nella collocazione dello stesso (appoggiato per terra), gli uomini della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno proceduto al sequestro del prodotto ittico. Immediatamente è scoppiata la protesta dei pescatori che è continuata fino alla vicina sede della Capitaneria. La tensione è salita a tal punto che un pescatore si è sentito male ed è stato necessario l’intervento medico. Sul luogo anche Carabinieri e Polizia per tenere sotto controllo la situazione.

immaginePORTO CESAREO. E’ terminata la scorsa notte, dopo un lungo appostamento in località “Frascone”, zona “A” dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, l’operazione contro la pesca di frodo effettuata dagli uomini della Guardia costiera di Gallipoli e quelli del locale Ufficio marittimo di Torre Cesarea. Obiettivo dei militari sono stati quattro pescatori sportivi di frodo, sorpresi mentre erano intenti a pescare nella fascia di mare dell’area Marina Protetta di Porto Cesareo. Su disposizione del Procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce Ennio Cillo, i militari hanno denunciato i quattro responsabili, e sottoposto a sequestro le varie attrezzature da pesca utilizzate. L’attività di controllo da parte della Capitaneria di porto rientra in una più vasta azione di prevenzione e repressione delle forme di pesca illegale, e si intensificherà durante la stagione balneare.

1103GALLIPOLI. Nuova operazione mirata al controllo della filiera della pesca condotta questa mattina dai militari della Capitaneria di porto di Gallipoli. Destinatari dell’attività di verifica della Guardia costiera sono alcuni ristoratori, denunciati per detenzione di prodotto ittico privo di documenti per la rintracciabilità, sequestrato ai sensi della normativa vigente. Per immissione di echinodermi (ricci di mare) in commercio senza transitare da un centro di spedizione i militari hanno multato alcuni esercenti ambulanti e sequestrato il prodotto ittico sottoposto a controllo. Nel corso dei controlli in mare da parte delle unità navali del Corpo delle Capitanerie di Porto, è stata individuata e sequestrata una rete da posta di circa 1 chilometro non segnalata adeguatamente e ritenuta pericolosa per la sicurezza della navigazione. L’oggetto è stato sequestrato, mentre i contravventori sono stati denunciati alla Autorità Giudiziaria.

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OTRANTO. Scattano i sigilli al villaggio turistico «Bravo Club» di Otranto. E’ di poche ore fa l’operazione dei militari della Guardia Costiera di Gallipoli, che ha portato al sequestro preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica di Lecce, di aree e strutture del villaggio nei pressi della località di Serra degli Alimini del comune di Otranto. L’area sottoposta a sequestro comprende una porzione dell’impianto di depurazione delle acquee reflue provenienti dal villaggio, risultato privo di autorizzazione, tre depositi cilindrici ed una cabina di controllo, una zona demaniale di circa 5.000 metri quadri, una condotta di scarico dell’impianto di irrigazione e una fossa biologica non autorizzata, entrambe su area demaniale. L’operazione di oggi si aggiunge al precedente sequestro di circa 13.000 metri quadrati dello scorso 29 Agosto da parte dei militari della Capitaneria di porto.  Dall’analisi di tutti i documenti autorizzativi sono emerse irregolarità relative all’occupazione abusiva di porzioni di demanio marittimo ed alla realizzazione di opere in assenza o difformità del permesso a costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico.

L’autorità marittima si è avvalsa del Laboratorio mobile ambientale del Corpo delle Capitanerie di porto che nel mese di ottobre ha accertato il superamento dei limiti tabellari imposti dalla normativa relativi all’immissione di acque reflue depurate, sia sul suolo che in corpi idrici superficiali. La Capitaneria di porto di Gallipoli ha elevato due verbali di sanzione amministrativa di 90mila euro.

tonnoSANTA MARIA DI LEUCA. Maxi sequestro questa mattina nel porto di Santa Maria di Leuca. 871 esemplari di tonno rosso per un peso complessivo di circa 2.500 chilogrammi, trovati a bordo di due pescherecci appartenenti alla marineria siciliana, sono stati sequestrati dai militari della Capitaneria di porto di Gallipoli e di Santa Maria di Leuca, in collaborazione con la Direzione marittima di Bari. Il quantitativo di tonno rosso, pregiata specie ittica soggetta a protezione comunitaria ed internazionale, è stato pescato in maniera illecita, in quanto nettamente al di sopra del limite massimo di cattura.

I comandanti dei due pescherecci sono stati sanzionati con una multa di 24.000 euro. Il tonno rosso sequestrato, dopo le analisi dei medici veterinari dell’Asl che hanno confermato la commestibilità, è stato, invece, donato in beneficienza a venti enti e associazioni caritatevoli delle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, su disposizione del magistrato di turno.
Le azioni di controllo dei militari continueranno nei prossimi giorni anche in previsione delle prossime festività natalizie.

GALLIPOLI. Sequestrati dalla Capitaneria di porto di Gallipoli  9 chilogrammi di pesce. Durante le azioni di controllo da parte del Compartimento marittimo di Gallipoli, i militari hanno rilevato, all’interno di una pescheria sita nel comprensorio del mercato coperto di Casarano, prodotto ittico vario in pessimo stato di conservazione che sarebbe stato destinato alla vendita. Al sopralluogo è seguito il sequestro  la segnalazione all’Autorità giudiziaria e all’Asl. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato per la violazione delle norme che disciplinano la corretta conservazione degli alimenti destinati al consumo umano. Nella stessa mattinata a Torre Cesarea è stato fermato un pescatore sportivo che deteneva oltre 500 riccio di mare, quantitativo dieci volte superiore al limite consentito per questa tipologia di pesca. Al pescatore è stata comminata una sanzione di quattromila euro.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...