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Gallipoli – Per rendere efficaci gli ormeggi dei pescherecci nel porto e garantire anche la sicurezza della navigazione, il Comune sta procedendo a gara per una nuova catenaria ed affidare i lavori per la sua posa in opera. La procedura, essendo la spesa inferiore ai 40mila euro, è a scelta diretta attraverso il Mercato elettronico della Pubblica amministrazione, facendo il raffronto con tre preventivi. La somma a base della piccola gara è di 19.500 euro oltre iva.

E’ stata l’Autorità marittima a segnalare il 5 luglio scorso che la catenaria lungo la banchina denominata Molo Carlo e Nicolò Coppola, già noto come molo Ferrovia, “appare fortemente logorata in più punti, lesionata in diverse sezioni di aggancio e necessita pertanto di un idoneo e tempestivo intervento di ripristino”. L’Amministrazione comunale ha attività i tecnico comunali che hanno condotto il sopralluogo e verificato “la sussistenza di un grave fenomeno di deterioramento come segnalato dalla Capitaneria di porto di Gallipoli”.

Il sistema di ormeggio si snoda per 175 metri ed ha un diametro di 20 centimetri lungo il Molo Carlo e Nicolò Coppola; una volta messo in sicurezza, potrà garantire sia i pescherecci che gli altri natanti che attraversano quello specchio d’acqua.

 

Gallipoli – Un altro lido abusivo, in zona riservata invece a spiaggia libera, è stato individuato e sanzionato lungo la costa delle marine di Salve dagli uomini della Guardia costiera della Capitaneria di porto di Gallipoli. Una persona non autorizzata aveva piantato i pali per sostenere gli ombrelloni ed alcuni lettini e sedie in un’area di circa 50 metri quadri. L’operatore illegittimo è stato denunciato all’autorità giudiziaria con contemporanea sequestro dei materiali e degli attrezzi  illecitamente posizionati sulla spiaggia che è così tornata libera Fino a quando? Sono numerose le reiterazioni di queste attività illegali in quella ed in altre zone.

Sempre in questo fine settimana sono stati controllati cinque stabilimenti balneari tra Gallipoli e Porto Cesareo; due di questi sono stati multati per non aver rispettato i cinque metri di bagnasciuga da mantenere liberi per il passaggio libero dei bagnanti; per carenze nelle dotazioni di sicurezza sono state sanzionate tre attività di noleggio di arredi da spiaggia.

Nel bilancio finale degli agenti ci sono contestate 25 infrazioni “per aver ancorato o navigato a motore nella fascia di mare riservata alla balneazione o nelle zone interdette da ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli per rischio crolli delle falesie, nonché a carico di unità che effettuavano il trasporto passeggeri con a bordo un numero di persone superiore a quello consentito dalle certificazioni di sicurezza.

Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, infine, sono state sanzionate diverse moto d’acqua
“per aver navigato all’interno del sito protetto in violazione alla disciplina di settore”.

Gallipoli – Per poco non gli veniva un colpo agli habitué della spiaggetta Fontanelle alla vista dei militari della Capitaneria di porto per vietare i bagni, proprio pochi giorni dopo dalle pulizie eccezionali del tratto sabbioso sul lungomare Marconi, da parte del Comune e su richiesta dei frequentatori della spiaggia. Da qui, tramite Piazzasalento, ringraziamenti al Comune, al Sindaco Stefano Minerva e ai volontari intervenuti.

Poi l’altra mattina, la doccia fredda: “Eravamo una quarantina, i soliti insomma, chi in acqua e chi sotto l’ombrellone – raccontano i bagnanti – allorchè, saranno state le 11, sono arrivati in quattro, due dal mare e due da terra, e,senza mezzi termini, ci hanno intimato di uscire subito dall’acqua perché è in vigore il divieto di balneazione; stessa sorte dovrebbe toccare anche ai soci della vicina sede dei Marinai d’Italia. Per essere più persuasivi, ci hanno anche detto che, diversamente, sarebbero stati costretti a identificarci e multarci. Per carità, sono stati garbati e comprensivi con noi – prosegue la testimonianza – ci hanno persino accordato il permesso di prendere il sole in spiaggia, ma il bagno proprio no, lì non si può fare”.

“Eppure – aggiunge contrariato un novantenne di Sannicola con problemi deambulatori, che qui poteva raggiungere il mare direttamente in auto – non c’è nessun cartello di divieto, e poi sinceramente mi sembra più uno sfottò il permesso di prendere il sole, ma senza fare il bagno”. C’è chi ricorda che sino a 50 anni fa quella spiaggia era affollata di gente per lo più dagli abitanti del quartiere “S. Lazzaro”, con le cabine in legno per potersi cambiare d’abito: poi altre esigenze del turismo da diporto, hanno visto sorgere via via negli anni prima un cantiere nautico, poi il pontile dell’Assonautica, la darsena della Blue Salento ed altro ancora, trasformando così quel tratto di mare da balneabile a solamente navigabile.

Fatti gli opportuni accertamenti presso i competenti uffici, emerge che anche se non segnalato da appositi cartelli, in quel tratto di mare vige il divieto di balneazione, ai sensi dell’articolo 2 (presenza di cantieri nautici, darsene, o pontili) dell’ordinanza n. 37 del 30 aprile scorso a firma del comandante della Capitaneria, Domenico Morello.

“Io – commenta amareggiato un ormai ex delle “Fontanelle”- ho appena sborsato 300 euro, togliendole dalla mia scarna pensione, per assicurare a me e a mia moglie il bagno, ma in uno degli stabilimenti a sud di Gallipoli: agli altri che non hanno questa possibilità economica chi ci pensa?”, si chiede. Uccio Sogliano, che a inizio d’estate s’era mosso a nome di tutti per dare decoro alle Fontanelle, conclude laconico: “Mi dispiace per tutti quei giovani che con tanto zelo avevano ripulito la spiaggia”.

Nardò – Passano da 37 a 10 i tratti di costa del litorale neretino sottoposti a divieto di balneazione, navigazione, sosta, ancoraggio, pesca e ogni altra attività marittima perché caratterizzati da pericolosità geomorfologica molto elevata: lo si è stabilito a seguito di un sopralluogo svolto giovedì dall’assessore all’Ambiente del Comune di Nardò Mino Natalizio, dal geologo e consulente dell’amministrazione comunale Andrea Vitale, da altri tecnici comunali, funzionari dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e della Capitaneria di Porto, oltre a delegati della Protezione Civile.

Ecco dove restano i divieti – Il provvedimento sostituisce l’ordinanza n. 64 dello scorso 8 giugno, con cui la Capitaneria di Porto di Gallipoli rendeva interdette 37 zone della costa di Nardò, insieme ad altre che ricadono nei Comuni di Galatone, Castrignano del Capo e Alliste. La necessità del sopralluogo è emersa a seguito di una relazione sui rischi connessi a dissesto idrogeologico e instabilità della costa redatta da Andrea Vitale e già sottoposta alla Capitaneria e alla Autorità di Bacino. I principali tratti di costa su cui permarrà il divieto sono quello sottostante Torre dell’Alto (zona nota come La Dannata), lo specchio d’acqua in località Lu chiapparu, altre due zone fra Santa Caterina e Santa Maria (Canale di Bunsignore e Lu Purpittone), la zona Ligoria (accanto al circolo La Lampara), la baia di Torre Uluzzo e altre due zone fra Santa Maria e le Quattro Colonne.

Il commento dell’assessore all’Ambiente di Nardò Mino Natalizio – “Siamo ovviamente contenti di aver restituito alla balneazione una serie di luoghi frequentati e amati da neretini e turisti. Fermo restando che occorrerà comunque monitorare tutta la costa e alcuni tratti caratterizzati da pericolosità geomorfologica molto elevata (PG3). Ha funzionato il metodo della condivisione e della collaborazione con gli enti interessati, che hanno dimostrato grande disponibilità a ridiscutere l’ordinanza e a confrontarla con gli esiti del nostro studio. Un metodo che, a detta della stessa Autorità di Bacino, servirà come modello per gli altri Comuni costieri alle prese con la stessa emergenza sulla costa. L’invito che l’amministrazione comunale può fare in questo momento a tutti è di osservare le prescrizioni, che sono finalizzate a tutelarci da situazioni di reale pericolo”.

Capo di Leuca – Il litorale roccioso della frazione di San Gregorio di pertinenza del Comune di Patù è stato parzialmente liberato dai divieti di balneazione che minacciavano di interdire quasi integralmente la costa. La Capitaneria di Porto di Gallipoli, con una nuova ordinanza a firma del Comandante Domenico Morello, ha rimodulando i divieti e le interdizioni imposte nell’aprile scorso sulla scorta delle relazioni tecniche e geomorfologiche inviate dall’Amministrazione comunale guidata da Gabriele Abaterusso. Dalla relazione elaborata dal geologo Marcello de Donatis (di Ruffano) è emerso che nelle zone a pericolosità elevata (classificate come Pg2) non vi è il “concreto pericolo di crollo”. Con la nuovo provvedimento, la Capitaneria di porto ha inteso restituire la libera fruizione degli specchi d’acqua prospicenti le aree individuate come stabili a livello geomorfologico (pg2) confermando, invece, i divieti di balneazione, pesca, navigazione e ancoraggio entro i dieci e venti metri dal costone roccioso imposti nelle aree classificate dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) come Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “molto elevata”. Sono quindi tornate libere le zone della bassa scogliera nel tratto di San Gregorio e Felloniche.

La situazione a Santa Maria di Leuca – L’ordinanza della Capitaneria di porto aveva interessato anche Santa Maria di Leuca evidenziando numerose zone in cui sono stati apposti divieti di balneazione e navigazione in base alla pericolosità del frontale roccioso. Per ora l’amministrazione Papa sembra aver accolto l’ordinanza della Capitaneria riconoscendo, in buona sostanza, la legittimità delle restrizioni imposte e il reale rischio di crolli e frane. Al momento restano, pertanto, inaccessibili le acque antistanti a Punta Meliso, alla Colonia Scarciglia e al ponte Papa Benedetto XVI mentre sarà necessario mantenere una distanza di sicurezza di 30/25 metri dalla scogliera di Punta Ristola, dalle “Tre porte” e dalla “Grotta del fiume”. Divieto di bagni e tuffi anche in località Marchello, in prossimità della Grotta del Drago e in località Ciardo.

 

 

Pescoluse (Salve) – Straordinaria scoperta di alcuni bambini ieri che, mentre giocavano sulla spiaggia di Pescoluse, si sono imbattuti in una consistente covata di uova di tartarughe. Dapprima la nidiata di Caretta Caretta, specie a rischio estinzione, è stata scambiata dai piccoli bagnanti per un mucchio odi palline con le quali hanno pure giocato per qualche minuto.

Appena i loro genitori hanno visto da vicino cosa stava accadendo, è apparsa loro subito chiara la situazione ed è partita la segnalazione alla Capitaneria di Porto di Gallipoli. La nidiata si trova ad una quindicina di metri dalla battigia e a ridosso di una duna. La zona è stata recintata quindi e il tutto posto sotto la responsabilità del Centro recupero tartarughe marine del Museo di storia naturale di Calimera.

Pescoluse, località che gode della Bandiera blu di Legambiente, non è nuova ad essere spiaggia prescelta da parte delle tartarughe marine per deporvi le uova. Questa specie, dichiarata protetta dal 1994, già nel 2013 aveva registrato una deposizione di uova di Caretta Caretta. Il 12 giugno scorso un’altra nidiata è stata scoperta sulla spiaggia di Torre Chianca. La schiusa delle uova è prevista per metà agosto. Resta solo da sperare che le uova superino le difficoltà legate alla presenza dei predatori, delle mareggiate, della balneazione in generale. (foto Ansa)

I.D.

Gallipoli – Il regolamento approvato il 19 aprile scorso dal Consiglio comunale; oggi la deliberazione con cui si danno gli indirizzi agli uffici circa gli arredi di facile rimozione con cui attrezzare l’esterno dei box di vendita: questi gli ultimi due passaggi che promettono di rimuovere transenne e nastri biancorossi con cui dal luglio 2017 sono state delimitate e sequestrate alcune aree adibite ad altre funzioni (occupazione abusiva di demanio marittimo con relative denunce) non contemplati da norme e autorizzazioni.

“Una situazione difficile in eredità” Ancora prima dell’intervento congiunto di Capitaneria, polizia l’estate scorsa, carabinieri e personale dell’Asl, a Giunta Minerva appena insediata, si sono effettuati nel 2016 interventi ricognitivi di una situazione che l’assessore Dario vincenti definisce “una eredità difficile e scoraggiante”: pochi controlli, morosità nel versamento dei canoni per l’utilizzo dei  box, spazi fruiti impropriamente (punti di somministrazione di alimenti), confusione nelle modalità di esercizio  delle attività. Da lì è però partita l’azione di bonifica della situazione che presentava, come detto, diverse zone d’ombra.

In tre anni coinvolti Asl, Capitaneria, Ministero per un unico obiettivo L’assessore Vincenti ricorda, oltre alla verifica del pagamento dei canoni di locazione, la consegna gratuita  dell’intera area al Comune col parere favorevole del Ministero delle infrastrutture comunicato alla Capitaneria di porto; la collaborazione con il Dipartimento  Prevenzione della Asl di  Lecce fondamentale per il regolamento comunale. “Un nuovo inizio, all’insegna della legalità e della chiarezza delle  norme – commenta evidentemente soddisfatto l’assessore – e perciò esprimo la mia più grande soddisfazione per il percorso brillantemente  portato a compimento, che ci ha visto impegnati nella definizione di una  situazione complessa, nella quale confluiscono ambiti di competenza e  normative differenti. Molteplici sono stati i profili da valutare ed è  stata necessaria un’attenta e lungimirante attività di coordinamento dei  vari profili”, sottolinea Vincenti che ringrazia per il lavoro svolto la Sezione Demanio e Patrimonio del Comune diretta da Paola Vitali “che ha saputo recepire  al meglio gli obiettivi ambiziosi dell’Amministrazione, traducendoli  nella complessa attività amministrativa conseguente, garantendo il  raggiungimento dei risultati prefissati”.

Ringraziamenti per le collaborazioni; uno per il consigliere Abate Un ringraziamento l’assessore lo dedica anche al consigliere comunale  Gianpaolo Abate “che ha accompagnato quotidianamente e con passione ed impegno il  percorso degli Uffici”. Si può ripartire avendo chiaro l’obiettivo dell’Amministrazione comunale: salvaguardare,  migliorare e valorizzare le attività svolte presso il Mercato, che, in  un contesto di grave difficoltà e crisi economica a livello nazionale,  sono espressione della storia e della identità economica e culturale  della città e che riguardano un polo dotato di fortissima  attrattività turistica. “Ritengo che questo sia – conclude l’assessore – un risultato entusiasmante, faticoso  ma estremamente appagante per il bene della comunità gallipolina”.

 

 

Leuca – Ambiente, cultura marinaresca e tradizioni sono al centro della prima edizione del Week end del mare, con tanti eventi all’insegna del blu che hanno preso il via a Leuca venerdì 1 giugno e proseguiranno fino a domenica 3. La rassegna è promossa dalla Pro Loco Leuca (in foto il presidente Vincenzo Corina) e dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), con il patrocinio del Comune di Castrignano del Capo e CONFMARE, e con la collaborazione della Capitaneria di Porto, di Legambiente, Lega Navale, Associazione Marinai e Associazione Pescatori di Leuca, Museo di Storia Naturale di Calimera e numerose altre realtà del territorio.

Nella giornata d’apertura, venerdì, protagonisti sono stati i ragazzi della scuola secondaria di Castrignano e dell’istituto “Don Tonino Bello” di Tricase-Alessano, coinvolti in diverse attività di conoscenza e tutela del territorio. Nella stessa giornata si sono tenuti laboratori sulla pesca, i mestieri del mare e la biologia delle tartarughe marine, oltre a una visita guidata alle bellezze di Leuca.

Sabato 2 giugno spazio invece alle uscite in barca a vela e alle attività nautiche promosse dalla scuola di vela Smaré e dai centri diving, che saranno disponibili per prove gratuite. Le attività rientrano nel “Veladay” organizzato dalla Federazione Italiana Vela, in collaborazione con Kinder+Sport e le società affiliate, con l’obiettivo di avvicinare alla cultura del mare e allo sport della vela. La partecipazione è libera e gratuita per bambini (dai 6 anni in su) e adulti: basta compilare e portare con sé il modulo che può essere scaricato dal link www.federvela.it/sites/default/files/modulo_2018.pdf o ritirato presso la sede della Pro Loco Leuca. L’appuntamento è alla scuola Smaré dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Info, orari e luoghi di ritrovo per le attività dei centri diving contattando la Pro Loco al 0833. 758161. Nel pomeriggio di sabato, inoltre, alle ore 17 ci sarà l’apertura della cascata monumentale.

L’evento di punta di questo weekend del mare sarà il convegno “Dialoghi sul futuro dell’area marina protetta Otranto – Santa Maria di Leuca”, in programma domenica 3 giugno (alle ore 10) presso la sala convegni dell’hotel Terminal. Il dibattito sarà moderato da Cataldo Licchelli della cooperativa Hydra (Lecce) e vedrà gli interventi dei sindaci di Castrignano, Otranto, Tricase, della dirigente dell’istituto “Don Tonino Bello” Anna Lena Manca, di Simonetta Fraschetti e Ferdinando Boero dall’Università del Salento, di Paolo D’Ambrosio (direttore AMP di Porto Cesareo), dell’esperto di pesca Giuseppe Scordella, e di Rocco Cazzato dell’ittiturismo “Anime Sante” (Tricase).

Sempre domenica, alle ore 16 (all’altezza della spiaggetta dell’hotel Terminal), il Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale di Calimera si occuperà di reintrodurre in mare una tartaruga marina curata presso il centro.

Ancora, per tutta la durata del weekend del mare e fino al 30 giugno la sede della Pro Loco Leuca (villa Antonio Fuortes, su Lungomare Colombo) ospiterà la mostra fotografica “Magie nel blu”, per un tuffo nel Salento sommerso. La mostra è aperta al pubblico ogni sabato e domenica dalle 8:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:30 (info al 0833. 758161 per ulteriori aperture che vengono fissate di settimana in settimana).

Gallipoli – Con l’approssimarsi dell’estate, ritorna d’attualità l’annoso dilemma dei divieti per gl’incalliti frequentatori della scogliera di scirocco nel tratto delle due grotte “del diavolo” e “dei monaci”: come poter prendere la tintarella e tuffarsi in mare, senza infrangere la legge? Alla base della querelle vi è infatti una diversa regolamentazione di quel tratto, con provvedimenti autorizzativi da un lato e restrittivi dall’altro.

Intanto va detto che sin dal 2016 c’è un’ordinanza (la n. 49) della Capitaneria di Porto, quale polizia marittima, che interdice in quel tratto di scogliera “sia il transito che la sosta” a chiunque; il Comune aveva installato infatti ben visibili i paletti di divieto. Ma nello stesso tratto lo stesso Comune ha autorizzato, a seguito di una perizia geologica, il rinnovo dell’autorizzazione ad installare, come per gli anni passati, delle giostre per bambini.  Lo stridio tra i due atteggiamenti, dal punto di vista burocratico legittimi, appare evidente. “Per quale arcano motivo il divieto vale solo per noi?”, si chiedono nuovamente i bagnanti affezionati, segnalando l’apparente enigma a piazzasalento.

Non vi è nulla di misterioso, in quanto i giostrai hanno sempre goduto di regolare autorizzazione comunale stagionale rilasciata dal dirigente dell’ufficio tecnico ing. Giuseppe Cataldi (ora in pensione): da ultimo, l’anno scorso a seguito di perizia geotecnica a firma di Gianluigi Barone (di recente nominato gestore provvisorio del Parco naturale di “Punta Pizzo-Isola Sant’Andrea”) e Antonio Inguscio, entrambi di Nardò, a integrazione di altra perizia precedente a firma del geologo Marcello De Donatis di Ruffano, che esclusero pericolo di crolli. Intanto però i paletti con i cartelli di divieto in più lingue fanno ancora bella mostra di sé: “Se le perizie rassicuranti valgono per le giostre – sottolineano i bagnanti – a maggior ragione dovrebbero valere anche per quello sparuto numero di bagnanti habitué della scogliera di scirocco. Durante la precedente stagione estiva, apparve chiaro il controsenso tanto che dal Comune, dopo avere interpellato gli uffici competenti, parve di capire che sarebbero stati rimossi.

Invece non è accaduto nulla. Spiega il perché l’assessore al Demanio, Dario Vincenti. “Ho sentito sull’argomento e sulle ultime istanze il competente ufficio tecnico. Il pericolo di crollo non riguarda la zona su cui insistono le giostre, ma solo quella poco più distante, che s’affaccia direttamente sul mare”. Basta poco, giusto qualche metro e il pericolo per l’incolumità pubblica si materializza. I bagnanti incalliti sono avvertiti.

Capo di Leuca – L’estate è alle porte e molte marine si trovano costrette a fare i conti con le recenti ordinanze della Capitaneria di porto che, di fatto, chiudono (anche) alla balneazione diversi tratti di costa. Molte zone “rosse”, classificate dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”, sono collocate nei comuni di Galatone, Alliste, Castrignano del Capo e Patù. Il problema è quello, ben noto, dell’erosione costiera già valutato e classificato dal Piano di assetto idrogeologico regionale. Ma i Comuni interessati, oltre ad apporre l’”idonea segnaletica di divieto”, come intimato dalla Capitaneria, cosa possono fare?

San Gregorio (Patù) A San Gregorio (marina di Patù) la zona interdetta copre circa un chilometro e mezzo di costa, dal Bar del Moro a Felloniche. «Per far fronte al problema, in grado di assestare un colpo non indifferente al turismo locale, abbiamo deciso di approfondire le indagini conferendo al geologo Marcello de Donatis, di Ruffano, il compito di effettuare un approfondimento tecnico», fa sapere il sindaco Gabriele Abaterusso. Dalla relazione idrogeologica elaborata è emerso come, nelle zone a pericolosità elevata classificate come Pg2 non vi sia il concreto pericolo di crollo e, pertanto, potrebbe essere consentita la balneazione. «La speranza è che, alla luce dei nuovi riscontri tecnici, la Capitaneria possa rivedere la sua posizione annullando l’ordinanza», conclude Abaterusso. La relazione emersa è stata consegnata alla Capitaneria di porto di Gallipoli nella mattinata del 10 maggio e già nei prossimi giorni si attende una risposta.

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – L’ordinanza della Capitaneria di porto ha interessato anche Santa Maria di Leuca evidenziando numerose zone in cui la balneazione, la navigazione e tutte le altre attività d’interesse verranno limitate o vietate, in base alla pericolosità del frontale roccioso. Saranno inaccessibili le acque antistanti a Punta Meliso, alla Colonia Scarciglia e al ponte Papa Benedetto XVI mentre sarà necessario mantenere una distanza di sicurezza di 30/25 metri dalla scogliera di Punta Ristola, dalle “Tre porte” e dalla “Grotta del fiume”. Divieto di bagni e tuffi anche in località Marchello, in prossimità della Grotta del Drago e in località Ciardo. «Prenderemo atto di quanto contenuto nell’ordinanza – afferma Roberto Calabrese, consigliere di maggioranza dell’Amministrazione comunale. Eravamo già a conoscenza del dissesto idrogeologico in cui versa la costa rocciosa, tanto che già da alcuni anni sono state imposti dei limiti per quanto riguarda l’accesso delle barche nelle grotte. Se ci saranno delle osservazioni in merito, le faremo ma, sostanzialmente, riconosciamo la legittimità delle restrizioni imposte e il reale rischio di crolli e frane».

 

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – La costa rocciosa ionica non gode, in larga parte, di buona salute e la prospettiva è quella, drastica, di un’estate senza tuffi. Dalla Montagna spaccata sino al promontorio di Leuca sono tante le zone interdette dalle ordinanze della Capitaneria di porto di Gallipoli dopo averne rilevato  il “potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Le valutazioni fatte partono dal Piano di assetto idrogeologico regionale (Pai) che classifica tali zone come Pg2 o Pg3, ovvero a pericolosità geomorfologica “elevata” o “molto elevata”. In queste aree la roccia appare particolarmente friabile a causa del fenomeno dell’erosione e per questo le falesie continuano inesorabilmente a sgretolarsi, mettendo a rischio l’incolumità dei frequentatori, prima di tutto dei bagnanti. Stesso provvedimento (ampiamente  disatteso) è stato adottato ( e più volte rimodulato) anche per il tratto urbano di costa rocciosa a Gallipoli.

Le zone “rosse” Nel territorio di Galatone i tratti interdetti alla balneazione, alla navigazione, alla pesca, all’ancoraggio ed a qualunque attività sportiva o subacquea sono quelli della Montagna spaccata e poco più a nord sempre lungo la litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno. Sono addirittura 12 le zone “rosse” nel territorio di Alliste mentre a Patù le tre aree sono a San Gregorio (anche nella nota baia) e Felloniche per un totale di circa un chilometro e mezzo. Gravi anche i provvedimenti adottati a Leuca a Punta Meliso (presso l’ex colonia), Ponte Benedetto XVI, Punta Ristola, Grotta tre porte – Grotta del fiume, località Marchiello, da Grotta del drago e località Ciardo. Spetterà ora ai Comuni interessati provvedere ad installare l’opportuna cartellonistica “monitoria”, redatta anche in più lingue, per far rispettare i divieti e per permettere l’esatta indicazione del pericolo esistente. In alcuni casi i provvedimenti adottati dalla Capitaneria di Porto ricalcano disposizioni già assunte nel recente passato, ma non è escluso che nelle prossime settimane altre località salentine possano subire lo stesso “trattamento”. Per evitare di compromettere del tutto la stagione turistica, i Comuni interessati potrebbero produrre una relazione tecnica che smussi la “severità” dei provvedimenti adottati: ma se Alliste ha già comunicato di aver dato incarico ad un geologo, altrove ciò non è ancora accaduto. E l’estate è ormai arrivata.

Otranto – Moria di spigole nei pressi della spiaggetta di San Nicola, località le Orte, ieri pomeriggio. A segnalarla a Piazzasalento e all’Ufficio locale della Capitaneria di porto di Gallipoli, un lettore che ha inviato anche un breve video. Gli uomini della Guardia costiera si sono subito allertati ed hanno riscontrato in quel tratto di mare una consistente presenza di pesci ormai morti. Sono quindi partiti gli accertamenti per comprendere le cause della moria che, al momento, sono ancora in corso. Occorrerà aspettare domani e gli esiti degli esami sanitari da parte dell’Asl per saperne di più.

Gallipoli – Visita presso la Capitaneria di porto di Gallipoli, questa mattina, dell’ammiraglio ispettore Nunzio Martello, capo del primo reparto personale del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto di Guardia costiera. Insieme a lui anche il Contrammiraglio Giuseppe Meli, direttore marittimo della Puglia e della Basilicata Jonica. Quella presso il Compartimento marittimo di Gallipoli è stata la prima tappa di una serie di incontri previsti presso i Comandi della Guardia costiera pugliesi (a seguire le visite presso la scuola sottufficiali di Taranto e presso la direzione marittima di Bari). Nel corso della visita a Gallipoli, l’ammiraglio Martello ha incontrato tutti i militari e gli equipaggi imbarcati sulle motovedette del Compartimento oltre a tutti i Comandanti degli uffici dipendenti della Capitaneria di porto di Gallipoli.

Gallipoli – Dopo il “Samsara”, ecco lo “Zen”. i due lidi della litoranea sud, in località Baia verde, distano l’uno dall’altro pochissime centinaia di metri e poche settimane dai provvedimenti di chiusura e smaltellamento emessi dal Comune di Gallipoli a seguito di verbali e documenti prodotti dalla Capitaneria di porto. Oggi sull’albo pretorio comunale è stata pubblicata la determina a firma del dirigente del sottore, dott.ssa Paola Vitali che ricalca, negli esiti e in gran parte anche nelle motivazioni, lo stesso percorso seguito per il caso più famoso scoppiato lo scorso novembre. Allora era stata la società “Sabbia d’oro srl” dei gallipolini David Cicchella e Rocco Greco destinataria del provvedimento; oggi è la “Simant srl” di Casarano, amministratrice unica Brunella Rausa.

“Discoteca invece di stabilimento balneare”. “Uso difforme da quello assentito: l’area in realtà era adibita ad uso discoteca come da rilievi fotografici”: questo l’atto di accusa scritto il 5 agosto scorso dall’autorità marittima e tale è rimasto nonostante l’intervento di legali, gli approfondimenti del Comune in stretto raccordo con la Capitaneria. Quei quasi 1.137 metri quadri dati in concessione nel 2008 poi rinnovata fino al 2020, sono stati infatti al centro di un fitto scambio di note e relazioni da allora ad oggi. Il 14 agosto l’autorità marittima ha scritto al Comune chiedendo che venisse valutato l’avvio del procedimento di decadenza del titolo concessorio, in base all’ordinanza balneare della Regione del 12 maggio procedente e del Codice di navigazione. La società ne è stata informata il 25 agosto ed ha presentato le sue osservazioni il 6 ottobre. Il 12 dicembre la Capitaneria ha relazionato agli uffici di via Pavia. Il legale della “Simant” ha presentato gli scritti difensivi il 4 gennaio, fuori tempo massimo secondo il Comune ma nei tempi stabiliti secondo la società che ha addotto presunti difetti di notifica degli atti, respinti del tutto dalla funzionaria dirigente che in otto pagine di determina giustifica ogni passaggio (“l’atto non risulta affetto da vizi di legittimità”) e, ovviamente, le inevitabili conclusioni.  In sei pagine di ordinanza alla “Simant” viene inoltre ingiunto di pagare 1.032 euro più sette di spese postali.

Lido da smantellare entro 60 giorni. Entro 60 giorni lo stabilimento balneare dovrà essere smantellato; in caso di inottemperanza, sarà il Comune a provvedervi in danno della società interessata. Sembra piuttosto scontato il ricorso alla magistratura amministrativa da parte della srl casaranese di via Achillini, come del resto fatto dai concessionari del “Samsara”. Il Comune ha comunque chiarito che sono gli articoli 42 e 47 del Codice di navigazione che stabiliscono che “la concessione può essere revocata in tutto o in parte ovvero dichiarata decaduta”; in più e a sostegno di questa linea, si cita anche la legge regionale 17 del 10 aprile 2915.

“Mai mutate le finalità della concessione”. Gli amministratori della società contestano il cambio tacito di destinazione d’uso della spiaggia in loro concessione. “Non si è mai verificato un mutamento sostanziale dello scopo della concessione – sostengono – non avendo la stessa mai modificato le finalità di stabilimento balneare ed essendo stata sempre l’area demaniale marittima utilizzata per la posa e il noleggio di ombrelloni e sdraio”.

“Fugati i dubbi su disparità di trattamenti”. “Prendo atto della correttezza giuridica e tecnica  contenuta nella determinazione di decadenza della concessione demaniale nel provvedimento redatto e sottoscritto dal funzionario del demanio del Comune di Gallipoli dott.ssa Paola Vitali. La puntuale citazione di quanto accertato, fuga i dubbi che circolavano in Città e non solo su una temuta “disparità di trattamento”: non poteva tardare ad arrivare la prima reazione da parte di “Gallipoli Futura” e di Flacio Fasano, consigliere comunale che da qualche mese batte sul tasto del governo complessivo del settore, a suo dire, carente. “Gallipoli Futura esprime ancora una volta – ribadisce infatti Fasano – il forte biasimo per la incapacità dell’Amministrazione del Sindaco Minerva ad effettuare una programmazione nel settore del turismo ed è questa l’unica e sola causa dell’adozione di provvedimenti così severi che comportano un grave danno all’economia ed all’immagine turistica della città”.

Gallipoli – Quarantotto ore di tempo per capire in che direzione può andare il “caso Samsara”. È  quanto chiesto ieri mattina dal sindaco di Gallipoli Stefano Minerva dopo aver ricevuto dalle mani del presidente di Federbalneari, Mauro Della Valle, la circolare con la quale la Regione Puglia sembra aprire più di uno spiraglio alle speranze del noto lido gallipolino di poter riprendere l’attività dopo il provvedimento di revoca della licenza emesso dal Comune lo scorso novembre. Lo sgombero intimato entro il prossimo 23 gennaio non appare più così certo, né tantomeno “legittimo”, stando alle indicazioni ricevute da Bari. In attesa che anche il Tar si pronunci sulla sospensiva dello stesso atto, Federbalneari si è attivata chiedendo un parere sulla questione all’ente regionale, che ha rimarcato alcuni principi: “agli stabilimenti balneari ubicati nel territorio pugliese è consentito effettuare intrattenimenti musicali e danzanti, a condizione che tali attività mantengano il carattere dell’accessorietà, con le modalità e negli orari fissati dalle leggi”.

Insomma se la Capitaneria di Porto contesta al lido di aver mutato di fatto lo scopo della licenza, proprio sul carattere di accessorietà si aprono, invece, le possibilità e i margini per valutare la riapertura del Samsara, atteso che gli eventi musicali e danzanti non coprono l’intera giornata e che contestualmente ad essi l’attività di balneazione resta attiva e prevalente. La patata bollente è, dunque, tornata al Comune e nel corso dell’incontro di giovedì 11 gennaio tra il Sindaco e Mauro Della Valle è stata chiesta la possibilità di rivalutare la revoca emessa dal dirigente del settore. Il Primo cittadino (che non ha inteso rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale in merito) ha chiesto 48 ore di tempo se e quali margini esistano, considerato anche il fatto che l’ufficio dal quale è stata emessa l’ingiunzione è al momento sprovvisto di dirigente capo. Due giorni di tempo che per i balneari sono troppi. «Quarantotto ore – commenta Della Valle – in questo momento sono un tempo troppo lungo. Abbiamo portato personalmente al Comune la circolare regionale e ci aspettavamo un dialogo più aperto. Il Sindaco sostiene che non dipenda da lui ma è chiaro che la sua volontà politica ha un peso. Siamo molto dispiaciuti per la chiusura dimostrata proprio da lui che solitamente in passato si è mostrato propositivo e ben disponibile al dialogo e alla mediazione».

PORTO CESAREO. L’area parcheggio è abusiva e scattano i sigilli a Porto Cesareo. In azione, ieri sera, i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli i quali, insieme all’Ufficio locale marittimo di Torre Cesarea ed alla Polizia municipale di Porto Cesareo, hanno accertato che il parcheggio in questione, esteso circa 7.800 metri quadrati, fosse privo di titolo autorizzativo e per giunta all’interno di una zona posta a vincolo paesaggistico ed idrogeologico definita “Sito di interesse comunitario (Sic). Era presenti pure due gazebo ombreggianti, anche questi posti sotto sequestro perché ricadenti nell’ambito della fascia di terreno situata a meno di trenta metri dal demanio marittimo.

I militari procedenti, dopo aver verificato la documentazione in possesso del proprietario del terreno su cui insisteva il parcheggio, lo hanno deferito all’Autorità giudiziaria sia per aver violato specifiche norme del Codice dell’Ambiente e del Codice della Navigazione sia per aver realizzato delle opere in assenza del permesso a costruire ed in zone sottoposte a vincolo paesaggistico ipotizzando altresì la distruzione ed il deturpamento di bellezze naturali.

LEUCA. Ha preso il via da Leuca, sabato 12 agosto, la visita del comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto, Vincenzo Melone, agli uffici del Compartimento di Gallipoli. Accompagnato dal direttore marittimo della Puglia e Basilicata Jonica Giuseppe Meli e dal capo del Compartimento marittimo di Gallipoli Domenico Morello, Melone ha voluto incontrare innanzitutto il personale dell’Ufficio locale marittimo e gli equipaggi delle motovedette. “La scelta di iniziare dal Capo di Leuca è la testimonianza della vicinanza dei vertici della Guardia Costiera verso uffici, quale quello di Leuca, ubicato nella parte più a sud della penisola salentina e particolarmente impegnato dalle attività di soccorso in mare”, si legge nel comunicato della Capitaneria. Successivamente il Comandante generale ha incontrato il personale e gli equipaggi dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto ove ha evidenziato la quotidiana attività svolta in mare e sulle coste. Entrambe le visite si sono concluse con il dono al comandante Melone, da parte dei rispettivi titolari di Comando, del crest degli Uffici territoriali del Corpo delle Capitanerie di porto oggetto della visita. 

GALLIPOLI. Due interventi di soccorso in mare, nelle ultime ore, da parte della Capitaneria di porto di Gallipoli. In seguito ad un segnalazione giunta presso la sala operativa del 118 di Lecce, nei pressi del porticciolo di Santa Caterina di Nardò è stato inviato un battello pneumatico veloce per fornire ausilio al bagnino di uno stabilimento vicino intervenuto per prestare soccorso ad una bambina svicolata sugli scogli. La piccola è stata trasportata, in codice giallo, presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per le cure richieste dal trauma facciale e dalle lievi escoriazioni riportate.

Altro intervento a circa un miglio e mezzo da Punta Pizzo dove è giunta una motovedetta CP 848 per prestare soccorso ad un natante in avaria a causa dell’eccessivo surriscaldamento del motore fuoribordo. L’imbarcazione in panne è stata poi trasportata fino al vicino scalo di alaggio di Mancaversa.

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Guardia costieraGALLIPOLI. Per tutta l’estate, due volontari della Croce rossa italiana saranno pronti ad intervenire per prestare assistenza a bordo delle unità navali della Guardia costiera. Lo prevede l’accordo reso operativo già lo scorso finesettimana tra Capitaneria di porto di Gallipoli ed il Comitato di Lecce della Croce rossa italiana al fine di incrementare le capacità tecnico sanitarie in materia di salvaguardia della vita umana in mare. Leuca è stata la località scelta come primo porto, “per la sua posizione strategica e per essere il crocevia del traffico sia diporti stico che mercantile”. Dal 15 giugno al 15 settembre, dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi, dalle 10 alle 18 a bordo delle motovedette dell’Ufficio locale marittimo ci saranno due volontari della Croce rossa italiana con specializzazione sanitaria “Opsa”, ovvero di “Operatore polivalente salvataggio in acqua”, che all’occorrenza interverranno a prestare immediata assistenza sanitaria direttamente da bordo delle unità navali della Guardia costiera. L’accordo si prefigge per il futuro di poter contare sulla capillare presenza di tali operatori sulle unità navali del Corpo dislocate in tutti i gli specchi di mare destinati all’ancoraggio (sorgitori) del Compartimento marittimo di Gallipoli.

 

barche a vela gallipoliGALLIPOLI. Anche quest’anno la Lega navale italiana, con il Comando generale delle Capitanerie di porto, ha indetto per fine maggio la giornata nazionale della sicurezza in mare. La sezione di Gallipoli, che come sempre con il presidente Pantaleo Bacile aderisce all’appuntamento, ha organizzato l’evento per venerdì 19, con il patrocinio del Comune di Gallipoli e in collaborazione con la Capitaneria locale, la Guardia costiera e la Protezione civile.

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GALLIPOLI. Militari della Capitaneria di Porto e del Nucleo antisofisticazioni in azione ieri mattina per apporre i sigilli al ristorante Lido Piccolo di Gallipoli. Il contenzioso amministrativo intercorso tra i proprietari e il titolare della concessione ha portato alla revoca delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e, dunque, alla revoca della facoltà d’uso precedentemente concessa. Il sequestro del locale, nei pressi della Torre San Giovanni della Pedata, è scattato per la contestazione del reato penale di occupazione abusiva del demanio.

IN EVIDENZA. I divieti della Capitaneria di porto sono arrivati a giugno, con la stagione balneare già avviata; i cartelli informativi “multilingue” del Comune dopo alcune settimane; le sanzioni per i trasgressori non ancora. Ha comunque fatto discutere i bagnanti l’ordinanza con la quale il Comandante del porto di Gallipoli, nonché capo del Circondario marittimo, Attilio Maria Daconto, ha vietato la balneazione e l’utilizzo di larga parte della costa gallipolina (lidi e stabilimenti esclusi) ed anche più a sud, sino alla caletta di “Pazze” a Torre San Giovanni. L’obiettivo di garantire “la pubblica incolumità e la sicurezza della navigazione” dinanzi al rischio dell’erosione è stato, tuttavia, scarsamente percepito dai bagnanti che hanno tranquillamente continuato a fare i bagni. A Gallipoli l’interdizione riguarda alcuni tratti di costa del Cotriero e del Pizzo, lungo il litorale sud (verso Taviano); le località “San Giovanni della Pedata” (grotte Monaci e del Diavolo) e il lungomare Galilei nel tratto urbano (foto); lo “Scoglio del Campo” a ridosso della città vecchia; località Fontanelle (via Fiume) e San Leonardo (due zone) a nord di Gallipoli; il tratto urbano di Lido Conchiglie e la Montagna Spaccata al confine con i territori di Sannicola e Galatone.

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mare gallipoliGALLIPOLI. Vela, mare e sicurezza. Il 28 maggio scorso consueto appuntamento di fine anno con la Giornata della sicurezza in mare per centinaia di studenti. La manifestazione ormai consolidata da oltre dieci anni è organizzata dal circolo cittadino della Lega Navale guidato da Pantaleo Bacile. Gli alunni delle scuole medie sono stati accompagnati per l’intera mattinata dagli ufficiali della Capitaneria di porto e dal comandante Attilio Daconto attraverso le importanti azioni che la Capitaneria svolge ogni giorno per garantire l’incolumità di chi viaggia, pratica sport o lavora per mare. Proiezione di un filmato descrittivo delle principali regole di sicurezza, visita agli uffici, alle motovedette e relazione sul loro funzionamento. Una bella giornata per fornirsi degli strumenti necessari per affrontare l’estate tra bagni, giri in barca e sport acquatici. Dalle regole alla pratica, i due circoli velici cittadini (Lega Navale e Circolo della Vela) organizzano per la bella stagione i corsi di vela e kajak che proprio nei prossimi giorni dovrebbero partire. Con qualche preoccupazione da parte degli operatori per la questione dell’area portuale chiusa. «Avremmo dovuto cominciare mercoledì – dice Federica Rima – ma siamo stati costretti a rimandare a causa dei disagi legati al porto chiuso al traffico». Ma non finisce qui dal 3 luglio partiranno i campionati provinciali salentini “ Regata provinciale Fuoriclasse”, con imbarcazioni derive, organizzati dall’Istituto Vespucci e dalla FIV, ai quali possono prendere parte tutti gli appassionati di vela che vogliano confrontarsi con spirito agonistico-dilettantistico.

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GALLIPOLI.“Nessun tratto di mare prospiciente stabilimenti balneari ovvero strutture ricettive ricadenti lungo il litorale gallipolino è stato interessato dai provvedimenti limitativi della balneazione”. La precisazione della Capitaneria di porto giunge all’indomani dell’ordinanza con la quale, per il pericolo di crollo dei tratti di costa rocciosa, viene interdetta la balneazione, la navigazione, la sosta, la pesca e l’ancoraggio di imbarcazioni in ben dieci tratti del litorale gallipolino (dal Cotriero alla Montagna spaccata). La notizia è stata molto commentata sui social network: numerosi quelli sul sito Piazzasalento.it. C’è chi accenna al fatto che, in realtà, si tratta di “vecchi divieti” di fatto mai applicati e c’è chi ricorda come in una delle zone “rosse” indicate dall’ordinanza (Grotta Monaci, sul lungomare Galilei) siano, da sempre, posizionate addirittura delle giostre. L’ordinanza a firma del Comandante del porto di Gallipoli, nonché capo del Circondario marittimo, Attilio Maria Daconto, richiama la nota del giugno 2014 dell’Autorità di Bacino della Puglia (che estendeva i divieti a larga parte del litorale salentino) ricordando come le richieste di intervenire per garantire la pubblica incolumità rivolte all’Amministrazione comunale (sin dal 29 maggio 2014 sino allo scorso marzo) siano rimaste senza riscontro.

GALLIPOLI. Sequestrati 500 kg di pesce e di prodotti ittici per un valore complessivo di 5mila euro.
Nell’ambito dell’attività di contrasto ai reati contro la salute pubblica, in particolare del commercio di prodotti ittici nel porto di Gallipoli e delle frodi in commercio, i carabinieri della Stazione locale e del Nucleo antisofisticazione e sanità (Nas) di Lecce, con la Capitaneria di Porto di Gallipoli, hanno eseguito negli ultimi 10 giorni una serie di servizi di controllo per debellare, o quantomeno contenere, il fenomeno del commercio abusivo di pesce.

Lo scenario che i militari dell’Arma e quelli della Capitaneria di Porto si sono trovati ad affrontare è sorprendente: decine di persone assiepate sulle banchine del porto intente a vendere il pesce in condizioni igienico – sanitarie pessime. Il pesce era in vasche di polistirolo direttamente appoggiato a terra e senza un impianto di refrigerazione. In moltissimi casi i venditori di pesce non hanno potuto dimostrare la provenienza del pescato. L’intervento dei militari ha colto di sorpresa i pescatori gallipolini:un paio di questi, alla vista dei militari hanno gettato il proprio pescato in mare. Azione che non è sfuggita ai militari che hanno immediatamente annotato quanto accaduto ed identificato e denunciato i soggetti.

Complessivamente sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lecce 21 cittadini gallipolini per diversi reati contro la salute pubblica e la frode in commercio.
Tutto il pescato trovato in pessime condizioni igienico sanitarie o non tracciabile è stato posto sotto sequestro. Si tratta, complessivamente, di oltre 500 kg di pesce e di prodotti ittici, per un controvalore in danaro di oltre 5mila euro.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...